12 dicembre 2011

Sovrumanisti: i fascisti del terzo millennio

Mi e' stato consigliato un articolo su quell'ala del neofascimo italiano alla quale sembrano fare riferimento i "neofascisti transumanisti", meglio descritti come "sovrumanisti". Riporto qui sotto l'articolo, con l'aggiunta di miei collegamenti, immagini e commenti [questi ultimi fra parentesi quadre e in grassetto]. Lo consiglio a chi volesse capirne di piu' di questo fenomeno. I miei commenti mirano ad inserire le informazioni presentate nel contesto della presenza "casapoundina" all'interno del transumanismo italiano. Chi volesse degli approfondimenti per quanto riguarda lo strano e controverso rapporto fra Transumanesimo e Fascismo, puo' consultare le sezioni di sito e blog dedicate al tema. Chi volesse invece degli approfondimenti su quest'area dell'estrema destra non puo' perdersi il dossier intitolato Nero Quotidiano (Pdf), pubblicato da Rinascita e ospitato sul sito del Network dei Transumanisti Italiani.

Quei finti antagonisti di Casa Pound nostalgici del fascismo, da Marinetti a Salò, amici degli antisemiti. Chi sono i fascisti del terzo millennio, di Saverio Ferrari (qui, su Osservatorio Democratico)

(originariamente pubblicato su Liberazione del 16/06/2011).

Casa Pound, nel composito e assai articolato mondo dell'estrema destra, rappresenta certamente l'unica realtà in crescita. La scelta di non aver dato vita a un'esplicita formazione politica costretta a misurarsi sul terreno del consenso elettorale l'ha tenuta al riparo dalla crisi che sta coinvolgendo tutte le sigle del neofascismo italiano, ridotte, come nelle comunali del maggio scorso, a raccogliere risultati assai miseri. Complessivamente, da Forza nuova alla Fiamma tricolore a La Destra di Francesco Storace, sotto l'1%. Casa Pound, ben piu' pragmaticamente, si e' connotata come associazione e si e' collocata nell'orbita del Pdl e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ricevendone legittimita', appoggi e sostanziosi aiuti. L'ultimo in ordine di tempo, l'acquisizione a quasi 12 milioni di euro del palazzo di via Napoleone III occupato da Casa Pound. La Capitale rappresenta, infatti, il luogo in cui si concentra la quasi totalita' delle sue forze. Senza voler sottovalutare la situazione, i tentativi di costituire un circuito nazionale non hanno dato al momento i risultati sperati: sedi sono state aperte in diverse regioni, spesso con il supporto di esponenti locali del Pdl, ma non con la sufficiente presa nei territori di appartenenza, con adesioni piu' virtuali che reali nonostante il battage mediatico. Così dicasi per l'associazionismo che dovrebbe fiancheggiare Casa Pound, dalle scuole sportive ai gruppi ecologisti, a quelli escursionisti o di appassionati del paracadutismo e del motociclismo. Il proposito di aprire in forze a Napoli e a Milano, non ha portato, anche per via della mobilitazione antifascista, agli obiettivi desiderati. Un corpo dunque con una testa sproporzionata rispetto a membra ancora gracili. Questa la realta'.

Ipocritamente trasgressivi

Casa Pound gode comunque di buona stampa e considerazione, anche nel campo editoriale. Si pensi alla recente uscita per la Rizzoli del romanzo "Nessun dolore. Una storia di Casa Pound", scritto da un suo esponente di primo piano. Sulla sua natura, in questi anni, molto si è detto, anche a sproposito. C'è chi, anche a sinistra, ne ha confuso oltre misura le caratteristiche, considerando degna e utile l'interlocuzione. Si pensi alla deputata Paola Concia, al giornalista Luca Telese, fino a qualche rappresentante locale del Pd (a Varese) o di Sel (a Bari, con relativa precipitosa retromarcia, date le proteste). [mi sembra rientrino in questa sparuta categoria anche i dirigenti dell'Associazione Italiana Transumanisti (AIT) che non trovano strano avere un Segretario Nazionale - Stefano Vaj - che dichiara pubblicamente di essersi recato in "pellegrinaggio" presso la sede storica di Casa Pound a Roma (qui i dettagli) e che ospitano gli articoli di Adriano Scianca, responsabile nazionale per le attivita' culturali di Casa Pound].

Sorprendente, in questo senso, l'assoluta disattenzione nei confronti delle definizioni che proprio quelli di Casa Pound danno di se stessi ("i fascisti del III millennio"), del sistema parlamentare propugnato (con il ritorno alla Camera delle corporazioni), o peggio, del modello di paese perseguito ("contro la società multirazziale"). Il fatto è che, dietro qualche suggestione, Casa Pound, senza grande fantasia punta a ricostruire, i percorsi che portarono all'ascesa del primo movimento fascista. Il cosiddetto "Turbodinamismo", nuova presunta corrente "culturale" da essi battezzata, non fa che scimmiottare il futurismo marinettiano, che il fascismo spalleggiò fino a Salò (l'ultima opera di Filippo Tommaso Marinetti fu "Ode alla X Mas"), mentre lo "squadrismo mediatico", fatto passare per provocazione artistica, non è poi altro che una rivendicazione politica di quello vero di un tempo. I riferimenti per denominare i propri strumenti e le proprie attività sono, a loro volta, tutti ben identificabili. La libreria La Testa di Ferro rimanda al giornale dei legionari che seguirono Gabriele D'Annunzio nella impresa fiumana e il sito Vivamfarka non fa che riportarci al romanzo-scandalo di Marinetti del 1909, Mafarka il futurista (sottoposto in quegli anni a processo per oltraggio al pudore), in cui si decantavano le gesta immaginarie di un re nero che amava la guerra e odiava le donne. [Stefano Vaj e' moderatore del forum di Vivamafarka].

Ma così come Marinetti, con un linguaggio ultrarivoluzionario, sposò tutte le istanze della borghesia del Nord, a partire dalle imprese belliche in Africa da cui cercò di trarre vantaggi immediati, allo stesso modo Casa Pound, con il suo finto antagonismo "contro i poteri forti", si ritrova in definitiva a sostenere le posizioni del Pdl che di quegli stessi poteri è il rappresentante più coerente. Tra l'altro schierandosi, nel suo programma ufficiale, per il ritorno all'energia termonucleare e nel campo della giustizia a favore di drastiche restrizioni riguardo le intercettazioni telefoniche e ambientali. In questo quadro, all'insegna di un giovanilismo ipocritamente trasgressivo e antisistema, va collocato il tentativo di contendere alla sinistra alcune figure simbolo, da Jack Kerouac a Rino Gaetano, da Bobby Sands a Peppino Impastato, fino Che Guevara (non nuovo a questo genere di operazioni da parte dell'estrema destra, tesa esteticamente a vedervi il combattente pronto all'estremo sacrificio a prescindere dalle idee). Niente più che un modo strumentale per cercare qualche superficie di contatto in più con le nuove generazioni.

Il tarlo dell'antisemitismo

Rispetto all'identità di Casa Pound sono però centrali due figure di riferimento, in primis proprio quella di Ezra Pound, da cui il nome dell'associazione, poeta americano a lungo in Italia, sostenitore del fascismo e per questo internato alla fine della guerra in un campo di concentramento alleato. Dalle sue teorie economiche Casa Pound ha anche recuperato alcune proposte, tra l'altro, quelle in favore del controllo statale del sistema bancario e per la "messa fuori legge dell'usura". Basterebbe leggersi i discorsi radiofonici di Ezra Pound, pronunciati alla radio italiana, tra il 1941 e il 1943, diretti ai cittadini americani e inglesi (solo pochi anni fa ristampati), per cogliere una visione del mondo all'insegna del complotto ebraico, secondo lo stesso Pound condotto attraverso il potere del denaro, l'usura e la massoneria. Una lettura classicamente antisemita. Non da meno l'esaltazione di Robert Brasillach, la cui effige è stata affissa sui muri di Roma solo un paio di anni fa. Brasillach non fu condannato a morte, in Francia nel 1945, per le sue idee e tantomeno per i suoi romanzi, ma per la sua attività di collaboratore dei nazisti. Pubblicava sul giornale "Je suis partout", di cui era caporedattore, identità e nascondigli di ebrei e oppositori politici, favorendone l'arresto. [Stefano Vaj ha pubblicato il suo Biopolitica presso una casa editrice descritta come antisemita da un'organizzazione internazionale dedita al monitoraggio delle attivita' antisemitiche. Qui e qui i dettagli. Sia ben chiaro: non mi sono mai imbattuto in nulla di antisemitico scritto da Vaj, il che mi pone un dilemma: come interpretare questa sua decisione? Volendo essere generosi, potrei anche vederla come una gaffe, ma faccio fatica a capire come sia possibile non accorgersi che la casa editrice in questione e' specializzata in materiale di estrema destra, dalle canzoni delle SS, alla raccolta completa dei discorsi di Mussolini, etc].

Non c'è proprio nulla dunque di rivoluzionario né di antiborghese in Casa Pound, ma molto di già visto e conosciuto.

[Un ultimo chiarimento: mentre tutti i sovrumanisti sono di Casa Pound o dintorni, solo una minuscola percentuale dei militanti di Casa Pound puo' essere descritta come sovrumanista, come mi ha fatto notare un attivista di Casa Pound nei commenti a questo post.]

Immagini: due poster e il logo di Casa Pound (ehm... e' solo a  me che il logo ricorda un po' troppo una certa, inquietante, bandiera?)

11 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

A mio avviso non esistono accomunamenti validi tali da poter far passare la Associazione Italiana Transumanisti (AIT) come una organizzazione che faccia capo a frange di estrema destra. Il motivo primo è che tali organizzazioni (casapound in primis) non sanno nemmeno dell'esistenza di AIT! Nei loro volantini pdf non se ne trova traccia, e non è poco. Il secondo è che i suo presidente (Riccardo Campa) è dichiaratamente socialista (con tanto di tessera di partito) e il terzo è che la composizione politica all'interno di AIT è assolutamente frammentata e addirittura, tirando le somme, sinistrorsa. Oltretutto le organizzazioni che fanno capo all'estrema destra non vedono di buon occhio la liberalizzazione delle biotecnologie e la libertà morfologica (sono conservatori bushisti in tal senso) e quindi di fatto dichiaratamente anti-transumanisti alla radice.

Il fatto che il segretario nazionale AIT abbia un passato nella destra è un fatto acclarato ma lo stesso ha dichiarato di non essere tra quelle persone "che vogliono ristabilire l'ordine nella società", si è da molto tempo già distaccato dal GRECE e si definisce "non di destra". Inoltre lo stesso, sottoscrivendo il Manifesto Transumanista ha sottoscritto un documento che ripudia le ideologie nazi/fasciste e i metodi cruenti di selezione eugenica. Certo la questione non è così semplice ed esauribile in questo contesto, delle personalità di destra, (letterati) che orbitano intorno a Vaj ci sono di sicuro e lo stesso pluri-attivismo del segretario AIT lo porta a postare in parecchi forum. Ma da questo a vedere una deriva nazi/fascista in AIT mi sembra che ce ne passi. Tra l'altro la questione è stata già affrontata in ambito centrale nella organizzazione mondiale humanityplus.org sul forum H+ negli USA e dalla Board of Directors. Se fosse qui stato rilevato che AIT era una organizzazione di estrema destra essa avrebbe perso l'affiliazione H+ e ciò non è avvenuto.

Estropico ha detto...

Caro Ugo, nessuno dice che la AIT sia un'organizzazione di estrema destra, ma nessuno puo' negare che abbia al suo interno un responsabile nazionale di Casa Pound (Scianca), il moderatore di un forum vicino a Casa Pound (nientemeno che il proprio segretario nazionale - vedi articolo) e altri che possono solo essere descritti come di area neofascista/Casa Pound.

Il problema con Vaj non e' il suo passato ma il suo presente (si vedano gli esempi citati nei miei commenti all'articolo). Per quanto riguarda le sue numerose e (secondo me) contradditorie dichiarazioni, frequentazioni e attivita' posso solo dire di non avere la minima idea di come riesca ad evitare la dissonanza cognitiva.

Il fatto che la AIT sia "sinistrorsa": infatti, nei miei commenti all'articolo qui sopra, ho incluso i dirigenti AIT in quella categoria che l'autore ha descritto a questo modo: "C'è chi, anche a sinistra, ne ha confuso [Casa Pound] oltre misura le caratteristiche, considerando degna e utile l'interlocuzione."

Ciao,
Fabio

Mirco Romanato ha detto...

Quello che è difficile far comprendere è che comunismo, fascismo (creato da un socialista di nome Mussolini) e nazismo (che per esteso è nazional-socialismo) non sono che versioni del socialismo così come le social-democrazie.

In ogni una di queste versioni, alcune delle quali hanno avuto grande successo nel passato più o meno recente, il socialismo continua a pretendere per lo stato un ruolo di guida della società. Stato che è rappresentato da élite di politici e tecnocrati che decidono per tutti, spesso passando sulla testa dei cittadini, cosa è desiderabile e che cosa non lo è.

Si spazia dal potere dello stato attraverso la Banca Centrale di decidere il costo del denaro in modo arbitrario, come orientare la ricerca scientifica, quali sono le sorgenti di energia migliori ed accettabili e quali sono quelle inaccettabili (sempre in modo arbitrario), quali imprese sostenere e quali tartassare o chiudere, quanta gente far immigrare e da dove, quali trattati internazionali accettare, etc. Ovviamente, alla lunga ogni una di queste decisioni è foriera di effetti collaterali "imprevisti" dai pianificatori statali centralizzati che vengono pagate dalla popolazione governata.

Quindi non è una sorpresa che nell'AIT possano coesistere anime legate a Casa Pound e al socialismo classico. Li accomuna l'idea di poter dirigere lo stato o, come scriveva Mises:
Ogni socialista è un dittatore travestito
Human Action, p. 689; p. 693

Estropico ha detto...

@ Mirco: faccio notare, pero', che i tentativi di infiltrare la sinistra da parte di Casa Pound sono sempre finiti male. Gli unici che ci sono cascati sono i nostri cugini dell'AIT...

Ciao,
Fabio

Ugo Spezza ha detto...

- Ogni socialista è un dittatore travestito - Non sono d'accordo con questa citazione. Cosa vogliamo fare, vogliamo lasciare il mondo in uno stato di anarchia? Ognuno fa quel che gli pare e prende (ruba) quel che gli pare? E' la storia ad aver prodotto, da quando l'uomo esiste, dei sistemi di organizzazione della società. I primi erano autoritari, certo, per questo i seguenti sono stati pensati in modo meno rigido. Lo stesso feudalisimo è, se vogliamo, un modo per ripartire l'autorità centrale.

Il socialismo, come dottrina politica, a mio avviso è tra le più avanzate ed "eque" che possano mai essere state concepite. Contrariamente al comunismo permette il libero mercato e la circolazione delle idee, la trasparenza della stampa ecc. Contrariamente al liberismo sfrenato pone dei limiti a coloro che possono accumulare denaro e profitti indefiniti mentre il resto della popolazione è alla fame. Se viviamo in un epoca di crisi è proprio perchè il nostro capitalismo è malato: le banche vendevano (e si vendevano tra loro) titoli tossici, gli speculatori compravano e rivendevano beni inesistenti (ovvero virtuali ovvero esistenti solo sui loro server). Allora una forma di governo e di organizzazione delle società umane ci deve essere e il socialismo mi pare una buona risposta sia alle negatività dell'autoritarismo che a quelle dell'anarchia.

nota: Mussolini era un finto socialista. Matteotti era un socialista e lui lo fece ammazzare...

David De Biasi ha detto...

A mio avviso il transumanesimo è compatibile solo con una società aperta, se l'AIT tollera - anzi alleva - al suo interno esponenti (non membri qualsiasi) di area neofascista se ne prende tutte le responsabilità in termini di immagine e credibilità nazionale. L'attività di denuncia delle presenze sovrumaniste all'interno dell'AIT (anche se a qualcuno potrebbe apparire come sporco dossieraggio) mi sembra quanto meno doverosa per prendere le distanze da certi "modus philosophandi et operandi".

Ricordo che transumanesimo non significa soltanto sostenere l'estensione radicale della vita e potenziamenti psicofisici, vuol dire anche sostenere un'*etica* (ovvero nè una religione nè una ideologia ma un metodo di azione) votata alla libertà, alla responsabilità e all'equità. In questo senso mi sento di condividere il discorso che socialismo (anche se preciserei: una certa versione autoritaria del socialismo...), fascismo e nazismo sono parte dello stesso paradigma culturale. Quindi non ci si deve meravigliare quando si sostengono a vicenda o peggio si amalgamano senza problemi...

Se l'organizzazione mondiale HumaityPlus non ha (ancora) condannato le presenze sovrumaniste nell'AIT è solo perchè in quanto statunitensi non conoscono la situazione italiana (già a mio modo di vedere difficile da spiegare agli italiani stessi), ma questo non giustifica nè rende immune il transumanesimo italiano dall'inquinamento neofascista di cui è soggetto ormai da troppi (ahimè) anni. Con l'unica eccezione ovviamente del Network dei Transumanisti Italiani di cui sono membro.

In nota finale tuttavia mi sento di aggiungere che finchè i transumanisti non delineerano un'etica chiara e condivisa (non tanto con principi generali che "vanno bene per tutte le stagioni") temo che atteggiamenti intellettuali ed ideologici ambigui e nocivi come quelli dei neofascisti continueranno purtroppo a sopravvivere e a prosperare sotto l'etichetta di H+...

Lorenzo Galoppini ha detto...

@ David

Quoto!

Emmanuele Pilia ha detto...

Originale! Ancora non avevo letto su questo sito degli articoli del genere!
Per quanto mi riguarda, sono dell'idea che la forma più sofisticata di fascismo sia attualmente il turbocapitalismo, che viene molto spesso sponsorizzato come unico volano possibile per lo sviluppo tecnoscientifico. A ben vedere, la contemporaneità ci insegna il contrario.
À bientôt.

Estropico ha detto...

Visto che siamo gia' off-topic... Quella del termine "turbocapitalismo" e' una storia interessante: un termine inventato da un conservatore (Edward Luttwak, nel suo libro omonimo), per descrivere una delle tante versioni del capitalismo (una forma ormai praticata solo in Cina, un paese nominalmente comunista), e che e' in genere usato come dispregiativo dalla sinistra anti-capitalista per far riferimento al capitalismo occidentale - il cui turbo il realta' mi sembra un tantino inceppato, al momento.

Ciao,
Fabio

Tecnoumanista ha detto...

Leggendo il commento di Emmanuele, noto che a furia di ascoltare dal loro segretario nazionale la panzana "capitalismo = fascismo", questi cominciano a crederci davvero!

@ Emmanuele: ti consiglio il saggio di Umberto Eco sul "fascismo eterno":
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=41

@ Mirco: è necessario distinguere nettamente tra nazional-socialismo e quello che potremmo chiamare, invece, "internazional-socialismo" (cioè il socialismo tout court). Infatti si può certamente discutere se sia preferibile dare la priorità all'individuo (liberalismo) o alla società (socialismo) - probabilmente, e come spesso accade la soluzione migliore è una via di mezzo (Aristotele docet) -, tuttavia ciò che trasforma il socialismo in ideologia distruttiva è proprio lo spostamento dall'internazionalismo al nazionalismo (= forma moderna del tribalismo). In effetti, lo stalinismo passa proprio attraverso un forte recupero del nazionalismo panrusso, dunque può essere ragionevolmente definito una forma di nazional-socialismo. E lo stesso può dirsi anche per Pol Pot.
In altre parole, attenzione a non focalizzare l'attenzione solo sull'asse "liberalismo (individualismo)-socialismo (collettivismo/organicismo)", e trascurare quella "nazionalismo-internazionalismo".

Tecnoumanista ha detto...

Visto che ormai siamo off-topic, aggiungo che, dalla combinazione dei due assi - individialismo(liberalismo)-collettivismo(socialismo), da un lato, e internazionalismo(cosmopolitismo)-nazionalismo(identitarimo), dall'altro, la peggiore accoppiata possibile (vale a dire quella che ha creato i peggiori disastri nel corso della storia umana) è precisamente il collettivismo identitario (o nazional socialismo).

Non a caso:

"The main plank in the National Socialist program is to abolish the liberalistic concept of the individual and the Marxist concept of humanity and to substitute for them the folk community, rooted in the soil and bound together by the bond of its common blood." (Adolf Hitler, quoted in 'Hitler, A Study in Tyranny', by Alan Bullock, Harper Collins, NY).

Per ritornare on topic: vi viene per caso in mente qualcun altro che ce l'ha a morte con il concetto liberale di "individuo" e con quello cosmopolita di "umanità" (e con il giudeo-cristianesimo, perché considera quest'ultimo all'origine di entrambi)? :-)