13 dicembre 2011

Astronavi robotizzate per rilanciare la conquista dello spazio


Un articolo futurizzante di Carlo Pelanda sul futuro dell'esplorazione spaziale (qui e qui gli altri articoli di Pelanda raccolti su Estropico)

Nel 1969, epoca del primo sbarco sulla Luna, la costruzione dei primi esohabitat fuori dalla Terra era scenarizzata dopo due secoli. Oggi tale evento non e' nemmeno probabilizzabile a causa della regressione dei programmi spaziali. Questi sono ostacolati dai costi enormi richiesti per ospitare essere umani nei veicoli. Sono ridotti nel raggio da un calcolo che trova l'utilita' (militare e civile) solo per mezzi che operino nell'orbita. La presenza umana in astronavi e basi spaziali e' seriamente compromessa da problemi medici generati dall'assenza di gravita'. Che creano dubbi anche sugli effetti dell'ipogravita', tali da archiviare progetti privati quali una Las Vegas sulla Luna e la sua competitivita' commerciale principale, cioe' il sesso ad un sesto della gravita' terrestre. Restano solo, con problemi, progetti di turismo (sub)orbitale. La pressione strategica utile ad alimentare la competizione per la conquista dello spazio remoto e' poca perche' la Cina e' ancora lontana dal poter sfidare l'America e l'Amministrazione Obama ha abbandonato nel 2010 la politica spaziale di superiorita' decisa da Bush nel 2006 per problemi di budget. Il concetto di esplorazione spaziale sta tornando dal dominio all'azione puramente conoscitiva. La rubrica e' molto preoccupata da questa esoregressione perche' interrompe il progresso in un settore chiave dell'ambizione antropica. Come rilanciarlo?

Con la seguente esostrategia, proposta all'industria aerospaziale americana ed europea: (a) creare astronavi robotizzate senza umani, per questo con costi molto ridotti, guidate da intelligenza artificiale (mettere in orbita le componenti con lanciatori a basso costo per assemblarle nello spazio); (b) tale possibilita' permettera' all'industria occidentale di convincere i governi che potranno puntare al dominio spaziale oltre l'orbita a costi sostenibili; (c) dimostrare, ed e' facile, che il controllo dell'orbita, e quindi della Terra, richiede capacita' di presidio esterne estese fino a tutto il sistema solare, scatenando così una nuova esocompetizione tra potenze; (d) dotare i nuovi esorobot di capacita' costruttive nello spazio profondo, per esempio la fusione di metalli degli asteroidi, con cui creare cantieri, navi piu' grandi e esohabitat a gravita' artificiale predisposti per umani. Ma esiste un'intelligenza artificiale così evoluta? Basta amplificare la tecnologia corrente dei droni accelerando l'evoluzione di cervelli artificiali piu' capaci di decisioni autonome. Il punto piu' critico e' la scala degli investimenti: servono consorzi industriali euroamericani che spingano l'integrazione tra Nasa ed Esa. Piero?

Dal sito di Carlo Pelanda

Immagine: il modulo per 'atterraggio' lunare in fase di sviluppo presso un'azienda USA con l'obiettivo dello sfruttamento delle risorse minerarie della luna (qui un articolo al proposito).

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Solo io vedo di secondaria importanza, parlando da immortalista e da transumanista, il rilancio del programma spaziale?
Per me è molto più importante (ma proprio molto) concentrarsi su IA, biotecnologie e nanotecnologie per migliorare in modo drastico il corpo umano e successivamente regalarci l'immortalità cibernetica.
Il rilancio del programma spaziale sinceramente lo vedo come un "di più"... che ne pensate?

GNR

Estropico ha detto...

Vero, ma lo sfruttamento commerciale delle risorse dello spazio potrebbe avere un profondo e positivo impatto sull'economia, e piu' l'economia cresce, piu' possiamo permetterci quei "lussi" che sono la ricerca longevista e sull'AGI...

Ciao,
Fabio

Anonimo ha detto...

Perché li chiami lussi? :D

Estropico ha detto...

Perche', strano ma vero, la gran parte della popolazione mondiale ha altre priorita'...

Ciao,
Fabio

Anonimo ha detto...

Sì ma direi che sempre più fondi sono investiti per esempio nell'Intelligenza Artificiale, anche dall'esercito USA.