17 ottobre 2011

Universification. Cosa fa un essere superiore nel tempo libero? Di S.D.




E' fortemente probabile che le capacità intellettuali della mente umana crescano sempre di più grazie all'ausilio di tecnologie mediche, informatiche o di altro genere ancora sconosciuto. E' probabile che si espanda ed aumenti la sua capacità di elaborare sino a livelli oggi inconcepibili. Ma cosa farà una mente così evoluta? Certo noi oggi non possiamo saperlo, tuttavia possiamo azzardare delle ipotesi.

Una ipotesi potrebbe essere quella di impegnarsi in una prospettiva edonistica: modificare se stessa e l'ambiente circostante per massimizzare il proprio piacere, sino a giungere ad un'estasi eterna, come elaborato negli scritti di un certo transumanesimo.

Un'altra ipotesi plausibile potrebbe essere quella di dedicarsi senza sosta alla ricerca tecnico-scientifica per costruire tecnologie sempre più potenti....ma per farne cosa?

Raggiunta l'immortalità ed una fisica completa, cosa si fa?

Per l'appunto azzardare previsioni è difficilissimo, d'altra parte un ominide da poco eretto, quante probabilità avrebbe avuto di prevedere un motore a scoppio o il taggare una fotografia su un social network? Davvero poche. Tuttavia c'è un'istanza antica e pervicace, che nei modi più diversi affiora potente pressoché in tutta la storia dell'uomo. Di che si tratta?

Un'istanza tipicamente umana

La più antica religione attualmente esistente è l'Induismo, con ben seimila anni di storia alle spalle. Chi si avvicina a questa religione deve compiere un percorso spirituale sotto la guida di un maestro. Le lezioni sono tante, ma vertono su un concetto molto semplice: il dio Brahman è tutto l'universo e ne è contemporaneamente ogni singola parte, anche la più minuta. Nell'ultima lezione l'allievo fa una scoperta sorprendente: egli è Brahman, ma lo aveva dimenticato.

In generale possiamo dire che, similmente all'Induismo, pressoché ogni forma di religione e spiritualità offre una visione più o meno immaginifica nella quale il singolo è fortemente connesso con tutto l'universo.

Anche la filosofia platonica, non si discosta molto da questo disegno. La realtà che percepiamo è solo illusoria, per Platone. Il mondo reale è fatto di idee, esattamente come la nostra mente. Dunque tutto l'universo che ci sembra così misterioso ed inospitale è, esattamente come la nostra mente, un luogo di idee. Per certi versi simile è la filosofia hegeliana per la quale l'intero universo fenomenico è generato e contenuto nella nostra mente.

La scienza non propone simili sconvolgenti affreschi, tuttavia ha come scopo il rendere tutto l'universo reale comprensibile alla mente umana riducendolo a poche semplici leggi.

L'elenco di suggestioni culturali su questa idea dell'uomo singolo che si fonde con l'universo è sterminato e restituisce la potente immagine di una tensione costante che si palesa in tutta l'avventura dell'uomo. D'altronde cosa c'è di più gratificante per noi esseri minuscoli fragili e caduchi, dell'immaginarci grandi ed eterni...quanto un universo?

Si potrebbe dire che la mente umana è simile ad un gas: opera per occupare tutto lo spazio a sua disposizione e poco importa se questo spazio è vasto quanto un universo.

Fondersi con l'universo, non sbirciarlo da quel misero spioncino che è un singolo individuo disperso tra miliardi su un pianetino insignificante. Certamente un desiderio ambizioso, anzi probabilmente il più grande desiderio concepibile.

Cosa fa una mente superiore? Ci sono buone probabilità che non smetta di coltivare questo desiderio, anzi che cerchi di raggiungerlo con nuovi ed inediti mezzi.

Ma questa impresa così immane è proprio impossibile da coronare? Forse no.
 
Universification

La letteratura transumanista abbonda di prospettive sull'ampliamento e potenziamento della mente anche e soprattutto grazie alla fusione di questa con tecnologie digitali sempre più performanti.

La letteratura transumanista abbonda anche di lavori sull'artifical life: universi simulati creati in potenti calcolatori che hanno le medesime dinamiche di un universo reale...selezione naturale inclusa, con tutte le potenzialità di sviluppo di autocoscienze del caso.

Semplicemente non credo che queste due tecnologie potranno correre parallele e separate a lungo. Primo perchè le tecnologie tendono a mischiarsi, ma soprattutto per quella spinta a fondersi con l'universo di cui si diceva prima.

Una volta che una mente è diventato un organismo digitale dalle potenzialità pressoché illimitate ed ha a disposizione un software in grado di generare un vero grande universo, può resistere alla tentazione di installare questo software dentro di se?

Essere un universo che si sviluppa. Essere le sue leggi. Ed essere ogni suo individuo. Come nell'induismo, come nel platonismo, come nel taoismo...essere tutto: universificarsi.

Ma non è come rintanarsi in un videogame?

Proprio no. Ogni universo è reale per chi lo abita e fittizio per chi sia eventualmente all'esterno e ne veda i contorni. Si può obiettare che il nostro universo oltre che di dati è fatto anche di altro: di qualcosa che l'universo generato da un computer non possiede, cioè massa ed energia. La corporeità e fisicità del nostro universo sono percepite da noi, ma a ben vedere la distanza è una sorta di energia negativa che annulla perfettamente la massa/energia per cui il bilancio totale della massa ed energia dell'universo al netto della distanza è zero (il concetto è ben spiegato ad un livello divulgativo in vari libri si S. Hawking).

L'esplosione esponenziale

Da un singolo universo possono nascerne infiniti in a-life, ci rammenta Nick Bostrom. Da un singolo universo possono generarsene infiniti per fluttuazioni quantistiche del vuoto ci dice Andrej Linde. Il presente umile testo propone che ogni mente senziente sufficientemente evoluta possa diventare un universo. Ciò che appare è che gli universi possono moltiplicarsi come conigli. Sinceramente non credo che una mente autocosciente voglia essere soltanto una passeggera di questo processo e non esserne parte integrante.

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6 commenti:

Anonimo ha detto...

L'obiettivo ultimo dell'uomo è "diventare" l'Universo ed esserne architetto e protagonista al tempo stesso, immaginando (e vivendo, perché no) infinite realtà a suo piacimento.
Sì, decisamente la vedo così.

Lorenzo Galoppini ha detto...

L'ho sempre pensato anch'io, che si possa realizzare o no. Un pensiero bellissimo.

Anonimo ha detto...

Che si possa realizzare nel futuro, in linea di principio, personalmente ho pochi dubbi :)
La questione è semmai quanto ci vorrà, e qui è evidente che entra in gioco il concetto di accelerazione esponenziale del progresso tecnologico.
Ai posteri l'ardua sentenza...

Anonimo ha detto...

Io penso che l'immortalità sia un punto di partenza per la ricerca sullo spazio-tempo, ed uno degli obiettivi SUCCESSIVI all'immortalità è di trovare una possibilità per tornare indietro nel tempo. Sempre citando religioni e filosofie, si parla nelle tre religioni monoteiste del giorno in cui "i morti risusciteranno", e chi può dirci se, un giorno, divenuti noi immortali, non riusciamo a raggiungere la conoscenza per tornare indietro e portare con noi i nostri cari che non hanno avuto la fortuna di pervenire all'immortalità? Forse questo è addirittura già avvenuto, in questo universo od in uno parallelo. E questo sarebbe ancora un altro punto di partenza...

Estropico ha detto...

Da quanto dici ti dovrebbero interessare, se gia' non li conosci, Forever for all (http://estropico.blogspot.com/2003/06/16-giugno-2003-immortalismo-per-sempre.html) e la Society for Universal Immortalism (http://www.universalimmortalism.org/)

Ciao,
Fabio

Lorenzo Galoppini ha detto...

@ anonimo 10:09

Anche questa é una cosa che ho sempre sognato anch'io. Mi auguro che tu abbia ragione.