27 ottobre 2011

Paul Allen: La singolarità è lontana!

Paul Allen, che assieme a Bill Gates fondò il gigante Microsoft nei primi anni '80 è ritenuto uno dei pochi geni dell'informatica a livello mondiale assieme allo stesso Bill Gates, Steve Wozniak e al defunto Steve Jobs.

E' uscito di recente con un articolo intitolato "The Singularity Isn't Near" (La singolarità non è vicina...) parafrasando sarcasticamente il titolo del famoso libro di Ray Kurzweil. In questo testo, che ha suscitato vivaci commenti, Allen mette in luce alcuni dei problemi delle proiezioni di Kurzweil affermando che la sua legge detta "dei ritorni accelerati" è infondata da un punto di vista logico e che quindi la singolarità non apparirà affatto attorno al 2045 come affermato dal suo collega scienziato-futurologo.

Altresì mette in luce che allo stato attuale non possiamo pensare di emulare una mente pensante in una macchina dato che non abbiamo spiegazioni certe, ma solo aleatorie,  di come funzioni realmente un cervello umano. In altre parole: come lo emuli se non sai nemmeno come è fatto?

Oltre a ciò Allen mette in evidenza quello che su queste pagine avevo citato come Il problema del Software in un post di alcuni mesi fa e che ebbe reazioni molto timide. Mi fa piacere invece che un grande esperto di Information Tecnology a livello mondiale confermi oggi i miei sospetti. Siccome l'articolo mi pare interessante, anche per le necessarie controdeduzioni da opporvi (la Singolarità potrebbe apparire anche per altre vie...) non escludo di tradurlo e ripubblicarlo su futurology.it prossimamente.

5 commenti:

Claudio Erba ha detto...

Beh, certo che se la base di partenza è un sistema operativo Windows la singolarità non arriverà mai ;) ... e poi definire geni dell'informatica solo quelli che sono emersi per competenze più manageriali che di marketing mi pare alquanto approssimativo come approccio ...

Anonimo ha detto...

Poiché immagino che Kurzweil darà una risposta ad Allen, spero che vi ricorderete di riportarcela, vero?! :D

Anonimo ha detto...

In realtà su kurzweilai.net c'è la risposta! :D

Malthus ha detto...

Comincio a credere che l'hard problem della coscienza non possa essere risolto dalla mente umana - certo non concordo con Dennet sul fatto che non esista.
Nonostante questo non credo che sia necessaria la creazione di un'intelligenza "umana" per giungere alla singolarità. Se anche il problema della senzienza non dovesse essere risoltociò significa solamente che dovremo rassegnarci a non escludere gli esseri umani dal loop del progresso tecnologico. Sonno sicuro che per molti sarebbe un'idea addirittura rassicurante sapere che non saremo mai obsoleti.

Anonimo ha detto...

Comincio a credere che l'hard problem della coscienza non possa essere risolto dalla mente umana



In base a cosa affermi ciò? :)