3 ottobre 2011

L'invecchiamento e' il vaiolo del XXImo secolo

La rivista della Life Extension Foundation (LEF) e' sempre una lettura interessante, ma in genere piu' per gli articoli di longevismo pratico che altro (qui l'omonima categoria di Estropico Blog). Il numero di settembre, invece, e' quasi interamente dedicato al tema della ricerca longevista in generale, con articoli sullo stato dell'arte, sulle iniziative della stessa LEF nel settore (qui e qui) e su come accelerare il progresso medico.

Ma l'articolo secondo me piu' memorabile e' senza dubbio Smallpox and Aging, l'editoriale di William Faloon, nel quale l'autore descrive l'invecchiamento come il vaiolo del XXImo secolo. Se il confronto vi sembra azzardato, continuate a leggere... (quello di Faloon e' un lungo articolo, del quale presento solo alcune osservazioni che ho trovato particolarmente interessanti)

Il vaiolo apparse intorno al 10.000 avanti Cristo, in Africa. Si diffuse poi in India e Cina e arrivo' in Europa secoli dopo. Nel XXmo secolo, il vaiolo ha ucciso 300 milioni di persone. Nel 1796 Edward Jenner dimostro' come fosse possibile prevenirlo utilizzando fluidi prelevati dalle lesioni da esso provocate. Nel 1840 il governo britannico offrì la vaccinazione anti-vaiolo, gratuitamente, all'intera popolazione, ma perche' esso fosse eradicato a livello globale dovettero passare ben piu' di cent'anni... Il che mi ha ricordato la triste storia di Ignác Semmelweis e di tutti gli ostacoli che l'innovazione si trova spesso a dover superare (economici, culturali, istituzionali, etc, etc, etc...)

Per la stragrande maggioranza del periodo storico dal 10.000 avanti Cristo al 1979 (quando l'Organizzazione Mondiale della Sanita' ne ufficializzo' l'eradicazione), l'umanita' rimase nella completa ignoranza circa le cause del vaiolo, per non parlare di come curarlo o prevenirlo, e l'idea che un giorno potesse essere eliminato dalla faccia della Terra sarebbe sembrata un sogno impossibile. E qui Faloon ci invita a confrontare tale scenario con quello odierno riguardante l'invecchiamento, e la prospettiva di sconfiggere l'invecchiamento sembra oggi meno lontana di quanto lo fosse allora quella di eradicare il vaiolo. Rispetto alla completa ignoranza di allora, oggi sono gia' stati scoperti vari metodi per rallentare il processo dell'invecchiamento (in modelli animali) e per trattare alcune delle patologie ad esso associate.

Falloon si chiede se, in un qualche momento nei prossimi cent'anni, qualcuno non si chiedera' come mai non siamo riusciti a curare piu' rapidamente l'invecchiamento. Come mai abbiamo perso un'intera generazione, solo a causa di una mancata attribuzione delle risorse necessarie a portare a compimento l'opera.

Un'unica osservazione critica, ad un articolo altrimenti ineccepibile: Falloon commette un errore purtroppo molto diffuso fra i sostenitori della ricerca anti-invecchiamento, quello di confrontare le aspettative di vita agli inizi del XXmo secolo (47,8 anni, negli Stati Uniti) con quelli di oggi (77,9 anni, sempre negli US, nel 2007) e di presentare questa differenza come evidenza che l'allungamento della vita e' una possibilita' reale, sorvolando sul fatto che buona parte di quel progresso e' invece dovuto al crollo della mortalita' infantile.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo con la tua osservazione finale sul crollo della mortalità infantile.

Una domanda: mi pare di ricordare che Kurzweil, in "La Singolairtà è vicina", tra le risposte ai critici dia anche quella relativa a chi sostiene un rallentamento del progresso causato dalle istituzioni, come se queste ad esso "tarpassero le ali".
Non ho letto il libro: sapresti riassumermi le sue argomentazioni in merito?

Grazie, splendido il blog ;)

Estropico ha detto...

Si, sembra anche a me di ricordare qualcosa al proposito... Se ripassi da queste parti settimana prossima, cerchero' di risponderti in un post al proposito.

Ciao,
Fabio

Anonimo ha detto...

Ci conto!