10 ottobre 2011

La Scienza dimenticata...

E' davvero strano che quando passa a miglior vita un politico, un personaggio del cinema, della Tv o una rockstar imbottita di droga e allucinogeni tutti i giornali e telegiornali del mondo ne parlano osannando il personaggio e raccontandone la storia con toni da leggenda come se lo stesso avesse fatto chissà cosa per il resto dell'umanità.

Quando invece muore un grande scienziato che ha progettato e realizzato significative invenzioni per l'avanzamento tecnologico e la protezione della salute del genere umano nessuno ne parla. E' questo il caso di Wilson Greatbatch la cui scomparsa è passata quasi inosservata, se si fa eccezione delle riviste dedicate alla medicina o alla cinquantaseiesima pagina di qualche rado giornale. Eppure quest'uomo ha ideato il Pacemaker, un dispositivo che ha salvato da morte certa milioni di persone in tutto il mondo. Si tratta di uno stimolatore cardiaco che integra un generatore di impulsi elettrici autonomi. Questi devono indurre eccitazione negli atrii o nei ventricoli causandone la contrazione, consentendo al cuore di svolgere il suo normale lavoro di pompa laddove invece il cuore naturale per difetti quali la bradicardia e le aritmie verrebbe meno al suo compito. Gli impulsi vengono applicati tramite un elettrocatetere introdotto attraverso la vena succlavia e condotto nelle cavità cardiache. I circuiti, la batteria e gli altri componenti interni dello stimolatore sono racchiusi in una cassa ermetica realizzata in titanio. Il dispositivo viene impiantato, per via chirurgica, sotto cute fino a quando, esaurita la batteria interna, deve venire espiantato e sostituito con uno nuovo.   L'apparecchio è completamente autonomo e dotato di una batteria al lito della durata di otto anni e più. Vi sono persone che vivono grazie a questo apparecchio anche da venti anni.

Tornando a Greatbatch il suo apparecchio venne impiantato per la prima volta nel 1960 nel petto di un uomo che poi sopravvisse un anno e mezzo grazie ad esso. In seguito il Pacemaker è stato perfezionato e ulteriormente miniaturizzato. Oggi le persone che hanno un simile impianto possono fare una vita attiva e addirittura praticare sport senza problemi.

Come potremmo definire queste persone, Cyborg? Spesso la filosofia transumanista viene accusata di perpetrare la cyborgazione dell'essere umano e questo ai ludditi appare come innaturale, ma non è esattamente così. I transumanisti desiderano solo migliorare la condizione umana e se vengono ideati strumenti tecnologici per poterlo fare essi non devono essere ripudiati solo basandosi su una bieca ideologia antistorica.

Considerato il fatto che gli impiantati di Pacemaker hanno bisogno di un circuito realizzato in elettronica miniaturizzata per vivere, che lo stesso è impiantato all'interno dei loro corpi e regola una funzione di vitale importanza quale il battito cardiaco la risposta alla precedente domanda è sicuramente "sì": essi sono dei Cyborg. Ma non c'è niente di mostruoso in questo. Domani nostra madre potrebbe aver bisogno di questo impianto. E quando essa tornasse a casa dall'ospedale non penseremmo di certo che essa sia divenuta qualcosa di mostruoso.

Tornando a Greatbatch egli ha avuto modo di realizzare anche molte altre invenzioni e negli ultimi anni della sua vita ha pensato di lanciare la sua sfida ai futuri inventori ai quali raccomandava di focalizzarsi sulla messa punto della tecnologia della fusione nucleare pulita dato che, secondo una sua previsione, entro il 2050 avremo esaurito o ridotto drasticamente le riserve di petrolio.

Non possiamo dunque non elargire un sincero grazie all'amico Wilson Greatbach e a tutti gli scienziati dimenticati, che come lui hanno fatto avanzare la conoscenza e realizzato ideazioni per il miglioramento delle nostre vite e che come ricompensa al loro lavoro hanno ottenuto solo indifferenza e ingratitudine.

2 commenti:

valter ha detto...

Concordo pienamente con il tuo articolo. Grazie

Prepuzio ha detto...

C'è un refuso: luddisti e non ludditi. Comunque, concordo pure io.