13 ottobre 2011

Il rallentamento "istituzionale" del progresso: perche' Ray Kurzweil non ne ha paura


Qualche giorno fa (vedi qui, nei commenti), un lettore mi ha chiesto: "mi pare di ricordare che Kurzweil, in "La Singolairtà è vicina", tra le risposte ai critici dia anche quella relativa a chi sostiene un rallentamento del progresso causato dalle istituzioni, come se queste ad esso "tarpassero le ali". Non ho letto il libro: sapresti riassumermi le sue argomentazioni in merito?"

Il lettore ricorda bene: la risposta di Kurzweil si trova nella sezione "Risposte ai critici" ed e' intitolata "L'insostenibile lentezza delle istituzioini sociali". In breve: ogni regime politico, ogni istituzione sociale, e' una soluzione ad un problema precedente e la scoperta e l'introduzione di tale soluzione puo' richiedere decenni. La risposta di Kurzweil e' che il conservatorismo delle istituzioni sociali e' un fenomeno tutt'altro che nuovo, la cui esistenza non ha pero' impedito la marcia del progresso scientifico secondo la tabella della legge dei ritorni accelerati. Inoltre, le nuove tecnologie offrono scorciatoie che permettono agli individui di aggirare le restrizioni istituzionali e sono quindi degli efficientissimi mezzi per l'accelerazione del cambiamento sociale (l'uso dei social media da parte di dozzine di movimenti di protesta anti-autoritari in giro per il mondo mi sembra un esempio calzante).

Kurzweil prosegue ricordando come ogni nuovo paradigma tecnologico attira d'apprima quantita' relativamente piccole di early adopters per poi essere adottato in massa, ma anche nelle sue fasi iniziali una nuova tecnologia fa da levatrice a nuovi atteggiamenti e istituzioni sociali - l'esempio inevitabile e' quello del primo internet e delle comunita' online alle quali ha dato vita. Se qualche secolo fa, conclude Kurzweil, solo pochi individui eccezionali come Leonardo da Vinci e Isaac Newton esploravano nuovi modi di comprendere l'universo, oggi la comunita' planetaria che contribuisce all'innovazione sociale tramite le innovazioni tecnologiche rappresenta una percentuale notevole della popolazione mondiale.

Insomma, non sembra che Kurzweil passi molte notti insonni preoccupandosi della "insostenibile lentezza delle istituzioni sociali"... Pero', per quanto poco efficienti come freni al progresso esse siano, almeno secondo Kurzweil, mi sembra ovvio che esse non possano neanche essere descritte come un fattore accelerante. Il che mi porta a chiedermi quali forme di istituzioni sociali potrebbero essere piu' adatte ad adottare rapidamente le nuove tecnologie, contribuendo così all'accelerazione del progresso. Forse dobbiamo guardare proprio alle sopracitate comunita' online e ai social networks (o a qualche loro futuro discendente) come esempio di nuove, flessibili, "progressiste", istituzioni sociali...

Immagine: Ray Kurzweil, by jdlasica


5 commenti:

valter ha detto...

Le istituzioni purtroppo non sono solo lente, ma anche in alcuni casi remano contro. Vedi notizia di oggi, a proposito della "nuova bozza della legge di Stabilità", il governo toglie 770 milioni di euro alla banda larga.

albe ha detto...

Noi del furum.lifext.org proponiamo l'intelligenza collettiva sulla filosofia di Pierre Levy.

Bruno Lenzi ha detto...

Rettifico albe: forum.lifext.org :)

Malthus ha detto...

Queste critiche contro le istituzioni probabilmente provengono dai "libertarian", una frangia del panorama politico americano che ritiene che il governo debba occuparsi solo di polizia, sistema giudiziario ed esercito.

Malthus ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=ROrUea0gLlY&feature=channel_video_title
10:50

...provo sentimenti contrastanti a riguardo, ma sinchè ci sarà paura, i governi investiranno somme consistenti nella ricerca.