14 settembre 2011

Lo spirito nel guscio 1.0, di Andres Reyes


Segnalo e riporto alcuni passaggi di un articolo che dovrebbe interessare ai lettori di Estropico:

Futurologi, transumanisti e scrittori di fantascienza prefigurano un'epoca in cui l'attività del cervello si fonderà con quella dei computer. Abbiamo cominciato la ridefinizione dell'uomo servendoci di neuro-protesi per migliorare certe condizioni patologiche e alleviare alcune disabilità. Per esempio, esistono innesti cocleari per i non udenti, mani bioniche e dispositivi di stimolazione cerebrale a livello profondo (Deep Brain Stimulation, DBS) per i malati di Parkinson. Questi ultimi dispositivi, progettati nel 1987 dal neurochirurgo algerino Alim Benabid per la riduzione dei tremori e quelli di ultima generazione permettono anche di scaricare aggiornamenti di sistema tramite WiFi.

Al contrario delle neuro-protesi, che sostituiscono parti del corpo, le odierne interfacce cervello-macchina (BCI) si collegano "direttamente" al cervello, tramite elettrodi (invasivi e non) che usando le onde elettromagnetiche cerberali (in particolare la c.d. "P300") per controllare con il pensiero dispositivi esterni come sedie a rotelle o robot.

Non sappiamo fino a che punto potranno progredire gli studi in questo campo e come i dati ricavati potranno servire nella realizzazione e nel perfezionamento delle simulazioni al computer dell'attività mentale. Per ora possiamo solo sognare di "caricare dati" nel cervello (mind uploading) o di scaricarne (mind downloading) per creare una copia di backup della nostra anima - mente, come accade nel film “Johnny Mnemonic”, ispirato al Neuromante del romanziere cyberpunk William Gibson, o come in “Matrix” dei fratelli Wachowski, che s'ispira liberamente all'anime giapponese “Ghost in the Shell” di Masamune Shirow.

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