1 settembre 2011

In time: Hollywood e l'immortalita' fisica



A giudicare dal trailer qui sopra, si tratta di un classico film d'azione di Hollywood - complotti, sparatorie, inseguimenti, etc. La trama pero' (vedi sotto), si basa su una visione distopica del futuro che rende questo film di interesse per Estropico.

Da Wikipedia: Alla fine del XXI secolo, grazie ad una scoperta scientifica le persone smettono di invecchiare all'età di venticinque anni. Ma per evitare la sovrappopolazione, se si vuole continuare a vivere, bisogna acquistare tempo. Il tempo che si ha a disposizione, diventa anche la nuova valuta con la quale poter sopravvivere. Le persone benestanti possono quindi acquistare anni e vivere di più, mentre i poveri devono prenderne in prestito, elemosinare o lavorare per poter sopravvivere a questo nuovo sistema in cui il tempo diventa letteralmente denaro corrente. Sulle loro braccia, tramite un numeratore, avviene un conto alla rovescia che li avverte dell'avvicinarsi della loro fine. Will incontra una sera un uomo che gli confessa di avere più di cento anni e di averne altrettanti a disposizone. Quando quest'uomo muore, Will viene accusato del suo omicidio e di avergli rubato il tempo che quest'ultimo aveva. Dovrà dimostrare di non esserne il resposabile.

Innanzitutto, mi sembra positivo che l'idea di una soluzione scientifica per quella malattia degenerativa comunemente conosciuta come "invecchiamento" sia ormai entrata nell'immaginario collettivo. Purtroppo, come dimostrato dal continuo successo dei film catastrofici, il grande pubblico ha una sete inestinguibile per disastri e tragedie sul grande schermo (a quanto pare un po' di catarsi fa' sempre bene...), per cui la cura dell'invecchiamento e l'eliminazione delle sofferenze che esso comporterebbe per miliardi di individui deve ad ogni costo essere rappresentata come parte di un futuro distopico. D'altra parte e' comprensibile che uno scenario in cui l'invecchiamento fosse eleminato e tutti vivessero per sempre felici e contenti, non offrirebbe molti spunti per la trama di un film d'azione...

Detto questo, val la pena analizzare piu' a fondo due elementi dello scenario descritto da In Time. Il primo e' quello della disparita' economica (i benestanti hanno accesso alle tecnologie longevizzanti e hanno quindi aspettative di vita indeterminate, gli altri no). Questo e' ovviamente uno scenario tutt'altro che ideale, ma e' realistico? Purtroppo, lo sara' senza dubbio quando le prime terapie longeviste saranno disponibili, ma per quanto male si possa pensare del sistema capitalistico, c'e' una cosa in cui ha ripetutamente dimostrato grande efficacia: la riduzione dei costi delle nuove tecnologie. Ricordate quei "mattoni" di telefonini di vent'anni fa? Costosissimi e poco efficienti (nonche' enormi). Oggi il telefonino e' parte integrante della nostra vita, e se i prezzi sono crollati le prestazioni hanno preso il volo. Curiosita': il primo telefonino pesava un kilo e costava 4.000 dollari (First cell phone a true 'brick').

Il secondo elemento e' quello della sovrappopolazione, ma qui mi faccio da parte e lascio il posto a chi ha descritto meglio di quanto possa fare io perche' quella della sovrappopolazione causata dalle terapie longeviste sia una tigre di carta: Max More (Life-Extension and Overpopulation) e Ramez Naam (Allungamento della vita e sovrappopolazione).

1 commento:

David ha detto...

Mi sembra un'operazione di fantascienza spicciola (almeno a giudicare dal trailer) che riduce tutto a clichè: lo scenario di diseguaglianze sociali che verrebbero a crearsi nell'acquistare i propri giorni di vita alle "banche del tempo" meriterebbe di essere trattato con meno superficialità e distopismo da parte di Hollywood perchè in effetti è una questione di un certo peso per l'economia, la politica e la società del futuro.