18 maggio 2011

Quando avremo Intelligenze Artificiali con capacita' intellettuali simili a quelle umane? (2)


Agli inizi di quest'anno si e' tenuta la Winter Intelligence Conference, organizzata dal Future of Humanity Institute dell'Universita' di Oxford, alla cui guida e' il filosofo transumanista Nick Bostrom. Nel corso dell'evento e' stato condotto un sondaggio informale, fra i partecipanti, sul tema dell'intelligenza artificiale (o 'machine intelligence', per usare una definizione usata dagli autori, la cui traduzione italiana, pero', mi sembra suoni proprio male...) I risultati del sondaggio sono stati pubblicati nel rapporto Machine Intelligence Survey (PDF), curato da due nostre vecchie conoscenze, Anders Sandberg e Nick Bostrom. 

Riassumendo brutalmente: l'opinione piu' diffusa fra i partecipanti e' che una qualche forma di intelligenza artificiale paragonabile all'intelligenza umana abbia una "probabilita' macroscopica di apparire entro la meta' del secolo". Tale entita' potrebbe ispirarsi al cervello umano, o potrebbe essere un cervello umano simulato, o un'intelligenza artificiale generale (Artificial General Intelligence). E' probabile che tale sviluppo arrivi da una organizzazione o progetto di grandi dimensioni, piuttosto che da uno di dimensioni ridotte. Le conseguenze del suo arrivo potrebbero essere, potenzialmente, catastrofiche, ma su questo sono state riscontrate profonde incertezze e differenze di opinione: sono anche visti come possibili scenari "radicalmente positivi".

Ovviamente, con quest'ultima frase, stiamo parlando della possibilita' di una singolarita' tecnologica...

Gli autori mettono a confronto i risultati del proprio sondaggio con quelli di un sondaggio simile condotto alla conferenza AGI09, del quale mi sono occupato in un post precedente: Quando avremo Intelligenze Artificiali con capacita' intellettuali simili a quelle umane?  Il sondaggio di AGI09, a sua volta, cita un altro, precedente sondaggio, condotto da Bruce Klein nel 2007. Quest'ultimo prevede un 'sorpasso' da parte delle intelligenze artificiali fra il 2030 e il 2050, mentre quello condotto a AGI09 stima una probabilita' del 50% che un'intelligenza artificiale superi esami di terza elementare entro il 2030, passi il test di Turing entro il 2040, e che vinca un premio Nobel entro il 2045. Seocndo coloro che hanno risposto al Winter Intelligence Survey, invece, esiste una probabilita' del 50% che un'intelligenza artificiale di livello paragonabile ad un essere umano arrivi entro il 2050.

Il rapporto e' molto approfondito e ne consiglio la lettura integrale, ma ho tempo solo per chiudere con una curiosita': il sondaggio e' stato condotto prima della vittoria di Watson al quiz televisivo USA Jeopardy (vedi qui e qui) e gli intervistati si sono dichiarati, mediamente, non piu' che cautamente ottimisti del suo successo.

Immagine dal sito del Future of Humanity Institute

1 commento:

Ugo Spezza ha detto...

Voglio sottolineare una cosa che molti non trattano: una volta che il livello di computazione sarà divenuto ottimale in termini di potenza di calcolo e complessità algoritmica non una, ma più intelligenze artificiali avanzate, potrebbero apparire in luoghi diversi del pianeta, venendo alla luce da hardware e software diversificati.

Quelle che temo in particolar modo, lo dico da sempre, sono quelle nate in ambito di ricerca militare ma anche quelle nate in modo random e in un ambiente incontrollato potrebbero causare disastri. Quando si starà sulla soglia della singolarità e i "Watson" comincieranno a fare sul serio i governi dovrebbero applicarsi (ossia metter soldi) per realizzare progetti simili a quello che ha presentato il SIAI, in questo caso potremmo sfruttare la singolarità a nostro favore, in caso contrario potremmo estinguerci come forma di vita dal pianeta...