20 aprile 2011

Sei sostanze che allungano la vita - se non altro nei roditori (seconda parte)


Una recente review delle metodologie impiegate negli esperimenti per l'allungamento della vita nei roditori sembra suggerire che i ricercatori abitualmente e inavvertitamente impongano agli animali una dieta ipocalorica e che sia questa restrizione calorica la vera responsabile degli effetti longevisti ottenuti. Gli autori dello studio sostengoni di aver identificato solo sei esperimenti nei quali l'allungamento della vita puo' essere inequivocabilmente attribuito alle sostanze utilizzate e non alla restrizione calorica. Le prime due sostanze sono discusse nella prima parte di questo post. Oggi passo ad occuparmi di altre due:

Reduced oxidant stress and extended lifespan in mice exposed to a low glycotoxin diet: association with increased AGER1 expression (Abstract)

Piu' che di una sostanza "allunga-vita", in questo caso dobbiamo parlare di assenza di sostanze "accorcia-vita"... L'invecchiamento e' accompagnato da un aumento dello stress ossidativo e dall'accumulo di prodotti avanzati di glicazione (advanced glycation end-products, o AGEs - ironia della sorte, in inglese 'age' significa eta'). La formazione di AGEs nei cibi e' promossa dalla cottura a temperature elevate. I riceratori hanno ridotto del 50% la presenza di AGEs nella dieta dei loro topi da laboratorio, allungandone la vita (ma non ho dati quantitativi al proposito). Chi volesse mettere in pratica quanto illustrato da questo studio ha tre  alternative: 1) il cosiddetto "crudismo" (alimentarsi esclusivamente di cibi non cotti); 2) scegliere metodi di cottura a temperature relativamente basse (la bollitura sembra essere la migliore, dato che la temperatura non supera i 100 gradi - la presenza di liquidi sembra anche essere di aiuto nell'evitare la creazione di AGEs); 3) un mix di 1) e 2).

Levodopa, fertility, and longevity (Abstract)

Alte dosi di levodopa hanno moderatamente influenzato la fertilita' dei topi di laboratorio e ne hanno allungato la vita media fino al 50%. Questo e' praticamente tutto quanto e' dato sapere di questo studio, per lo meno dall'abstract. Si tratta, inoltre, dello studio piu' vecchio incluso dai ricercatori (1977). D'altra parte e' stato dimostrato che la levodopa protegge la substantia nigra e allunga le aspettative di vita in soggetti umani affetti da Parkinson. Se lo stesso si verifichi in soggetti sani, e tutto un'altro discorso... Cercando altre informazioni in rete mi sono imbattuto in una vecchia conoscenza, della quale m'ero quasi completamente dimenticato: la Guide to Antiaging Drugs, di Thomas Donaldson, pubblicata sul sito della Life Extension Foundation. Anch'essa e' ormai datata: mi sembra di ricordarmela dai primi anni '90 e l'autore, un noto sostenitore della crionica ed e' morto nel 2006. Nel capitolo dedicato alla levodopa, Donaldson e' scettico del potenziale della levodopa come sostanza longevista e fa notare che essa ha avuto un impatto positivo nell'87% degli animali, ma il rimanente 13% ha subito un accorciamento delle aspettative di vita.

Per le ultime due sostanze, una delle quali e' la piu' promettente dal punto di vista pratico e una mia vecchia conoscenza, dovrete tornare da queste parti settimana prossima...

L'articolo di Michael Rae sulla review della metodologia negli studi su roditori sull'allungamento della vita, sul sito della SENS Foundation: How (Not) to Run a Lifespan Study

Il paper di Stephen Spindler, da AGE (The Official Journal of the American Aging Association):
Review of the literature and suggestions for the design of rodent survival studies for the identification of compounds that increase health and life span

Image: Reese the rat in his tube, by average_jane_crafter

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