13 aprile 2011

Chi vuol vivere per sempre? Intervista al Dr Stephen Coles sulle persone piu' vecchie del mondo



Il Dr Stephen Coles studia l'invecchiamento osservando le persone piu' vecchie del mondo, i cosiddetti supercentenari, cioe' coloro che hanno raggiunto come minimo i 110 anni di eta'.

In questa video-intervista di ReasonTV, ci spiega come costoro abbiano una sola cosa in comune: genitori, nonni, fratelli e sorelle che sono anch'essi vissuti particolarmente a lungo. Il segreto della loro longevita' e' quindi nel DNA ed alcuni di loro hanno superato il secolo di vita pur fumando pesantemente. L'intervistatore chiede se allora i nostri sforzi (dieta, esercizio, integratori) non siano altro che una perdita di tempo e la risposta di Coles e' sia saggia che sorprendente: se non hai parenti stretti particolarmente longevi non c'e' nulla da fare... ma questo non vuol dire che allora tanto valga fumare, non assumere integratori, evitare l'esercizio fisico, etc, perche' la "medicina sta cambiando e devi restare in vita se vuoi trarre vantaggio dalla singolarita' in arrivo" - come dicevo l'altro giorno (vedi Obama e la Singolarita') il meme della singolarita' ormai fa capolino sempre piu' spesso e sempre piu' inaspettatamente!

Tornando ai supercentenari, Coles spiega come, dopo aver evitato i tranelli posti loro da cancro e disturbi cardiovascolari, cioe' i principali killer, essi soccombono ad una forma di amiloidosi, un disturbo caratterizzato dall'accumulo "in sede extracellulare di materiale proteico a ridotto peso molecolare ed insolubile detto amiloide" (Wikipedia). Gli amiloidi si accumulano, col passare del tempo, in tutti noi, ma molto lentamente e senza mettere a rischio la nostra vita. Solo in coloro che raggiungono eta' eccezionali l'accumulo diventa tale da essere letale. Non a caso, aggiungo io, la rimozione di questi "rifiuti extracellulari" e' uno dei sette "peccati mortali" dell'invecchiamento identificati dal biogerontolo Aubrey de Grey, il cui superamento porterebbe all'immortalita' fisica (incidenti, omicidi e suicidi a parte).

Gli altri consigli di Coles a chi volesse vivere piu' a lungo sono l'esercizio fisico (anche se consiste solo nel camminare di piu'), prendere quotidianamente un multivitaminico e olio di pesce (ma attenti alla vitamina A se prendete olio di fegato di merluzzo, aggiungo io), nonche' vitamina D3.

La parte successiva dell'intervista deve essere stata una delusione per il libertarian intervistatore: Coles difende l'americana FDA, generalmente vista da ReasonTV come una barriera al progresso medico. L'intervista si chiude con una riflessione che ho gia' sentito anche da de Grey e con la quale non sono sicruro di essere d'accordo al 100%: quando avremo l'immortalita' fisica, o anche solo quando avremo significativamente innalzato le nostre aspettative di vita, saremo tutti molto piu' attenti ad evitare gli incidenti, dato che essi saranno la nostra principale causa di morte. Non sono sicuro che questo sara' il caso, perche': 1) i giovani sono le principali vittime di incidenti, quindi, mi chiedo, in una popolazione ringiovanita, vincera' la saggezza degli anni o l'impetuosita' degli ormoni? 2) la prospettiva di una vita a scadenza indeterminata potrebbe spingere molti a cercare forme di intrattenimento e stili di vita sempre piu' pericolosi (sport estremi, il classico "sesso, droga e rock and roll", o qualche sua variante futura), rassicurati dalle capacita' rigenerative della medicina in caso di incidenti o brutte sorprese. Dopotutto, quando si parla di immortalita', c'e' sempre qualcuno che domanda "ma poi non ti annoieresti?" Personalmente, non credo che questo sarebbe un problema, ma la frequenza con cui mi devo confrontare con questa domanda mi fa sorgere il dubbio che saranno in molti coloro che prenderanno questa strada.

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