28 marzo 2011

Quante radiazioni riceviamo?


Randall Munroe ha lavorato come consulente per la NASA, in seguito all’incidente della centrale nucleare giapponese di Fukushima e alle preoccupazioni per una possibile contaminazione, il suo sito web ha diffuso questo schema per dare un’idea sulla quantità di radiazioni cui siamo esposti nelle vita quotidiana, anche se non viviamo vicino a una centrale atomica in avaria (l’unità di misura per quantità di radiazioni assorbita in un certo periodo di tempo è il “sievert“, abbreviato con il simbolo Sv.).

Guardando lo schema si scoprono alcune cose interessanti: dormire affianco a qualcuno porta a 0,05 microsievert, mentre se vivi entro 75 chilometri da una centrale nucleare di microsievert all’anno ne ricevi 0,09. Mangiare una banana equivale a 0,1 microsievert, volare da New York a Los Angeles comporta l’assorbimento di circa 40 microsievert che si accumulano nel corso del volo, che ha mediamente una durata di 5 ore.

A 50 chilometri da Fukushima I  la dose giornaliera era pari a 3,6 millisievert nei giorni del 16 e del 17 marzo. Il numero è relativamente alto, ma è ben poca cosa rispetto alla dose di radiazioni che si ottengono stando un’ora nei pressi della centrale di Chernobyl: 6 millisievert. Un millisievert equivale a 1000 microsievert.

Una dose pari a 8 sievert si rivela fatale, mentre con 4 sievert le possibilità di sopravvivere ci sono, ma solo se si viene decontaminati in brevissimo tempo. Il periodo di esposizione è comunque determinante: più radiazioni si ricevono in poco tempo, più aumentano le probabilità di subire danni gravi per la salute.

Immagine: Radioactive, by simon.hucko

1 commento:

Painlord2k ha detto...

Proprio l'altra sera, nella trasmissione di Minoli su Chernobyl, hanno detto che la gente che era nella sala comando della centrale al momento dell'incidente ricevette circa 200-250 REM di radiazioni (da inalazione dei fumi radioattivi). Alcuni morirono entro due settimane, un mese. Un altro sopravvisse con gravi ustioni e problemi di salute (andò ad aiutare i compagni feriti e letteralmente si espose alle radiazioni che uscivano dal nucleo pochi minuti dopo l'esplosione), mentre il responsabile della centrale (e del disastro) sopravvisse, si fece 4 anni di galera e morì negli anni '90 di infarto.

Direi che l'esposizione acuta ad altissime dosi di radiazioni ha un effetto simile alle ustioni gravi. C'è un grosso rischio di morte immediata, ma anche la possibilità di recuperare.