22 marzo 2011

Nucleare: ecco la soluzione!

A proporla è niente di meno che in nostro amatissimo Nobel Carlo Rubbia il quale afferma:

"Siamo tutti d’accordo che il nucleare che abbiamo conosciuto finora è dietro di noi, ma rifiutare a priori qualsiasi forma di energia proveniente dall'atomo è quantomeno azzardato."

Ambientalisti oltranzisti a parte siamo tutti d'accordo, ma allora quale soluzione proporre? Il rendimento energetico effettivo del solare fotovoltaico e dell'eolico è (purtroppo) estremamente scarso. Basta fare due conti : per soddisfare la richiesta energetica della nazione italiana col solare occorrerebbero 44.000 km quadrati di pannelli ovvero un'area pari a Calabria+Sicilia messe insieme (!).

Nel caso delle pale eoliche è ancora peggio, infatti occorrerebbero 16 milioni di km quadrati (!) di superficie terrestre dedicata a questo scopo. Se si considera che tutta la superficie mondiale coltivata è pari a 10 milioni di km quadrati ci si rende conto dell'improponibilità dell'idea, con buona pace dei veteroambientalisti. Oltretutto il traguardo della fusione nucleare controllata è ancora lontano tecnologicamente, allora come fare? La soluzione di Rubbia, rivista oggi anche da altri scienziati è quella di usare il Torio al posto dell'uranio come combustibile delle centrali. I vantaggi sono questi:
  1. Il Torio è presente in natura in una quantità 10:1 rispetto all'Uranio e quindi è molto più a buon mercato. Oltretutto è stimato che le riserve di Uranio sul pianeta si estingueranno entro 35-40 anni.
  2. Un reattore al Torio avrebbe una efficienza energetica 200:1 rispetto ad uno all'Uranio e quindi è predisposto ad un elevato rendimento e con esso si realizzerebbo centrali nucleari estremamente economiche in termini di costo per gigawatt.
  3. Le scorie radioattive emesse da un reattore al Torio sono molto inferiori in quantità rispetto a un reattore standard all'Uranio e inoltre gli isotopi principali decadono in soli 35 anni contro le migliaia di anni dell'Uranio, quindi basterebbe un banale "deposito secolare" e non un "deposito definitivo" per questo tipo di scorie.
  4. Potrebbe essere possibile riconvertire i reattori più recenti all'utilizzo del Torio senza fabbricare nuove centrali.
Ma allora perchè non si fa? Il fatto è che un reattore al Torio non è in grado di produrre scorie riutilizzabili per realizzare armi atomiche. Da questo punto di vista un tale reattore sarebbe assolutamente inutile. Sarà forse per questo che non si costruiscono?

9 commenti:

David ha detto...

Può essere una soluzione alternativa che risolverebbe molti problemi legati al nucleare ma va portata avanti dalla ricerca, a quanto ne so l’India sta sviluppando una propria tecnologia avanzata per utilizzare il torio come combustibile nucleare: http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare_in_India#L.27uso_del_torio

Davide ha detto...

Sull'eolico e fotovoltaico nonche solare a concentrazione a torre non si tiene in considerazione dell'immenso spazio che possono offrire gli impianti offshore galleggianti (soprattutto per fotovoltaico) si tende sempre a limitare la propria vista ai primi ostacoli senza provare a spingersi oltre.
Realizzare delle isole galleggianti di pannelli fotovoltaici a nord della sicilia non mi sembra affatto in progetto più complesso di una centrale nucleare ed inoltre può essere ampliato col tempo. ed avere già i primi megawat da subito

Diego ha detto...

Sono un po' perplesso - se il torio offre tutti questi vantaggi, possibile che nessuno lo abbia mai utilizzato? Il motivo che non si possa utilizzare per fare armi atomiche mi sembra un po' debole e demagogico - Se anche paesi civilissimi come la Finlandia usano l'uranio e non si sono mai sognati di fare centrali al torio, ci sarà qualche altro motivo. Spero qualcuno mi illumini in merito.

Guido Gilli ha detto...

"piccolo" errore nel documento iniziale: sono sufficienti 3.000 kmq (e non 44.000) di impianti fotovoltaici per coprire i 300 TWh di energia elettrica consumata dalle utenze in Italia, come indicato in questa pagina web:
http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_di_energia_elettrica_in_Italia

Painlord2k ha detto...

@diego:
la Finlandia ha deciso di usare la tecnologia esistente per produrre energia. Se avesse avuto intenzione di costruire una centrale al torio, avrebbe dovuto finanziare la ricerca. Il che non è alla portata di tutti. Infatti, i finlandesi, per quanto civili, sono solo 5,4 milioni. Altri paesi, come l'India e la Cina, possono permettersi di finanziare queste ricerche perché hanno popolazioni molto maggiori tra cui dividere i costi della ricerca e, in particolare per l'India, hanno grossi depositi di Torio.

La Finlandia non ha depositi di uranio o di torio, ne petrolio o carbone o gas. Quindi la scelta era tra l'essere dipendenti dalle importazioni continue di idrocarburi oppure da quelle di carburante nucleare. Le prime richiedono un flusso continuo di navi (un problema d'inverno da quelle parti), oppure la dipendenza dalla Russia. Una centrale nucleare, una volta avviata, si ricarica ogni 10 anni circa. Con quantità di materiali molto ridotte.
Questo permette di avere 10 anni di carburante nucleare in riserva senza nessun problema.

Noi, invece, se la Russia chiude i rubinetti stiamo al freddo.

Anonimo ha detto...

... ma cosa si è fumato l'autore di questo articolo! ... 44000 kmq?? ... si, forse per dare energia elettrica a tutta l'Europa!
... 16 milioni di kmq per l'eolico?? ... ma in base a quali parametri a fatto i calcoli? ... ma lo sa costui che vi sono pale eoliche che con venti deboli (3m/s) generano potenze di 1Mw, e con venti di 12m/s generano potenze di 3Mw (cioè grossomodo il fabbisogno di una comunità di un migliaio di utenze da 3Kw)

Painlord2k ha detto...

Anonimo, i valori massimi di produzione per il solare e l'eolico non sono mai valori reali. Se la produzione reale è, in media, la metà di quella massima teorica è già tanto.
Un pannello solare da 1KW, se va bene, di giorno produce 500W, Quindi devi avere almeno 6 KW di picco per produrre, forse, 3 KW per 12 ore o 12 KW per produrre 3 KW per 24 ore. Poi devi avere le batterie, inverter, etc. Tutta roba che costa e non cresce sugli alberi.

Oltre alle abitazioni bisogna tener conto dei consumi di aziende agricole, fabbriche ed uffici, negozi e ospedali, etc. Hai presente quanti pannelli fotovoltaici richiede una fonderia che produce tondini di ferro per l'edilizia?

Guido Gilli ha detto...

Complimenti a quella persona che si è resa conto anche della seconda sparata dell'articolo iniziale.
A questo punto sarebbe interessante fare un confronto tra potenziale produttivo dell'eolico e del fotovoltaico.
Capito che con 3000 kmq di impianti fotovoltaici si potrebbero generare i 300 TWh di energia elettrica necessaria annualmente, quanta superficie necessiterebbe per generare quel quantitativo di energia con l'eolico?

Anonimo ha detto...

Gli aereogeneratori non impediscono l'utilizzo del suolo per l'agricoltura o per qualunque altra attività.

Il solare si può installare, come avviene, sopra i tetti dei capannoni e si stanno facendo di già prove tecniche per trasformare le strade in impianti foto e termo voltaici per cui lo spazio occupato in più è nullo.

Pessimo articolo, fatto male, pura propaganda.