22 febbraio 2011

Letture: Unnatural, di Philip Ball

Il golem, il mostro del dottor Frankenstein, i feti prodotti industrialmente in Il mondo nuovo, gli ibridi dell'isola del dottor Moreau. Questi gli archetipi radicati nel subconscio occidentale quando si parla della creazione di esseri 'artificiali'. E ognuno di loro esprime le nostre (innate?) paure di fronte al "giocare a fare Dio" ("playing God"). Sul suo sito, l'autore di Unnatural (Philip Ball), spiega come le leggende su questo tema siano sempre contaminate da sospetti di empieta' e hybris, e come siano sempre presentate come "innaturali". Nel suo libro Ball esplora quello che tali leggende ci dicono su come vediamo la vita, l'umanita', la tecnologia e l'anima, e sostiene che descrivere qualcosa come "innaturale" rappresenta un giudizio morale le cui radici sono religiose. Unnatural segue le tracce culturali che portano a Dedalo, Faust e Frankenstein, e dimostra come questi miti siano ancora profondamente radicati nella nostra societa' e come influenzino dibattiti odierni quali quello sulla clonazione, la riproduzione assistita, la ricerca che coinvolge gli embrioni umani.

Vedi anche, piu' o meno su questo tema:  

Preda, di Michael Crichton - miti e archetipi sotto l'albero della conoscenza

Guardare in modo positivo al concetto di hybris, di Roberto Marchesini

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