28 dicembre 2010

Aggiornamento: il blog riapre il due gennaio

Crisi da astinenza da mancanza di notizie estropiche? Tranquilli, il blog riparte a giorni... ;-)

23 dicembre 2010

Buone feste e arrivederci ai primi di gennaio

Estropico Blog chiude per qualche giorno e augura a tutti i lettori un Buon Natale e un estropicissimo 2011! ;-)

In attesa della riapertura, ecco una serie di organizzazioni il cui lavoro spinge la realta' di oggi verso il futuro che vogliamo. In questi giorni di regali e di spese spesso inutili, qualche Euro donato ad un'organizzazione caritatevole puo' ricordarci il vero spirito del Natale, nonche' accelerare l'arrivo delle tecnologie longeviste che con tanto interesse monitoriamo su questo blog. Ho messo le seguenti organizzazioni in ordine di importanza (secondo la mia modesta e personale opinione!) e in fondo, per i lettori che invece preferiscono l'egoismo illuminato, ho incluso un paio di siti dove potete acquistare regali longevisti, per voi o per altri, offerti da aziende che val la pena sostenere...

1. SENS Foundation. L'organizzazione fondata da Aubrey de Grey e' senza dubbio all'avanguardia nella ricerca scientifica apertamente anti-invecchiamento e oggi ha laboratori di ricerca e progetti in atto in varie nazioni. Per un'introduzione in italiano al concetto di SENS (traducibile come Strategie per l'Ingegnerizzazione di una Senescenza Negligibile) si veda questo articolo su Estropico.com (vecchiotto, ma da' l'idea). Qui la pagina per le donazioni sul sito SENS e qui la pagina dei progetti che i vostri Euro finanzieranno.

2. Foresight Institute. Oggi il termine "nanotecnologie" e' spesso utilizzato per descrivere prodotti che, per quanto siano lo stato dell'arte attuale, poco hanno a che fare con la nanotecnologia che il sottoscritto e vari futurologi ritengono possa rivoluzionare la condizione umana nelle prossime decadi. Foresight, fondato nell'ormai lontano 1986, continua a sostenere e diffondere la visione di una nanotecnologia trasformativa, come dimostrato, per esempio, dalla loro Roadmap for Productive Nanosystems (il che mi da' anche una scusa per includere il video qui sotto). Qui la pagina per le donazioni e/o la membership.



3. Singularity Institute for Artificial Intelligence. Immagina per un momento il seguente scenario: siamo nel 2030 e un'Intelligenza Artificiale (IA) ha raggiunto un quoziente di intelligenza (QI) di 150 (la media umana e' di 100) e ha accesso al proprio software e puo' modificarlo. Sembra la ricetta per una "esplosione di intelligenza": nel giro di poche settimane, o giorni, o ore, potrebbe avere un QI di 500 e potrebbe decidere di non fermarsi lì... "SingInst" e' l'unica organizzazione il cui obiettivo e' la creazione di un'IA che veda l'umanita' come amica e non come un nemico o un parassita da sterminare... Qui la pagina per le donazioni.

4. Humanity+ e' nata nel 1998 come World Transhumanist Association (ha cambiato nome nel 2008) ed e' un'organizzazione no-profit dedicata al sostenere l'utilizzo etico di tecnologie (presenti e future) per potenziare le capacita' umane (Estropico e' collegato a Humanity+ in quanto membro fondatore del Network dei Transumanisti Italiani, chapter italiano della stessa). Ho messo Humanity+ in fondo a questa mia lista non perche' non ne apprezzi le iniziative, ma solo in quanto, forse inevitabilmente, e' un'organizzazione dedicata piu' al parlare che al fare, contrariamente alle altre, in particolar modo la SENS Foundation (anche se, come dicevo l'altro giorno, forse le cose stanno cominciando a cambiare). E non venite a dirmi che anche il sottoscritto non fa altro che parlare, perche' me ne rendo perfettamente conto... e infatti non vi chiedo neanche un centesimo! ;-) Qui la pagina per le donazioni di Humanity+.

Ed ecco i due siti promessi agli "egoisti illuminati"...

5. Life Extension Foundation. Una delle prime organizzazioni transumaniste (in senso lato) in cui mi sia imbattuto, nei primissimi anni '90. Da allora la LEF e' diventata un gigante del settore degli integratori alimentari e se non volete acquistare vitamine, etc, il loro sito e' comunque una miniera di informazioni (vedi per esempio la sezione health concerns).

6. 23andMe. Analisi personale del DNA a soli 99 dollari (ma solo fino al 25 dicembre). Qui e qui le segnalazioni su Estropico Blog.

Buone feste e arrivederci ai primi di gennaio!

22 dicembre 2010

Transumanesimo e spiritualita' 2010: i video



E' quasi Natale... ecco una segnalazione quasi in tema: i video della conferenza Transhumanism and Spirituality 2010, tenutasi l'ottobre scorso a Salt Lake City (Utah), sono ora online, sul canale Vimeo della Mormon Transhumanist Association. Includo qui sopra quello di Max More (Apotheosis and Perpetual Progress) e faccio notare la presenza, fra i molti video, del contributo di Giulio Prisco (The Cosmic Visions of the Turing Church). Giulio, se mi leggi: se ne fai una versione italiana, te ne garantisco la pubblicazione su Estropico Blog! ;-)

21 dicembre 2010

Le presentazioni della Terza Conferenza sull'Intelligenza Artificiale Generale

L'ho segnalata il gennaio scorso, si e' tenuta a marzo e, arrivati a dicembre, finalmente le presentazioni sono online. Stiamo parlando della Terza Conferenza sull'Intelligenza Artificiale Generale e le presentazioni sono piu' di 50, il che, immagino, basta e avanza a spiegare il ritardo nel metterle tutte online...

Sette parametri ci permettono di monitorare (e combattere?) l'invecchiamento


Uno di molti problemi di chi intende intervenire sul proprio organismo per raggiungere livelli ottimali di salute e per raggiungere (o superare) le aspettative di vita medie, e' la difficolta' nel monitorare i propri progessi. Ora, uno studio basato su ricerche epidemiologiche, in particolare sul Framingham Heart Study, indica sette relativamente semplici biomarker che permettono di pronosticare le proprie aspettative di vita e di misurare quanto rapidamente stiamo invecchiando (come lo traduco biomarkers? Parametri biologici? Biomedici?) E a noi longevisti lo studio in questione suggerisce anche sette aspetti della nostra salute a cui dedicare particolare attenzione. E sia ben chiaro che anche gli autori dello studio sottolineano come la seguente lista non sia esaustiva (i primi altri che mi vengono in mente e che potrebbero essere ulizzati come parametri per monitorare l'invecchiamento sono i livelli ormonali, in declino dalla mezza eta' - ormoni sessuali, melatonina, ormone della crescita, etc).

I biomarker in questione sono (i seguenti collegamenti sono in italiano o, quando inevitabile, in inglese):
Tutti questi biomarker sono facilmente monitorabili anche a casa (nel caso di frequenza cardiaca e, con un ormai comune sfigmomanometro, di pulse pressure e pressione del sangue), o con esami di laboratorio che non dovrebbe essere troppo difficile ottenere anche dal proprio medico di base. L'immagine in cima a questo post contiene i valori di tutti questi esami e la tendenza salta subito agli occhi: intorno ai quarant'anni i valori cominciano a cambiare, in genere in salita con l'eccezione dell'ematocrito, per poi calare passati all'incirca i sessant'anni, con eccezioni.

A questo punto molte domande vengono spontanee. Fino a che punto possiamo influenzare questi aspetti dell'invecchiamento con interventi che vanno dalla semplice modifica dello stile di vita (con l'esercizio fisico regolare, per esempio), agli interventi nutrizionali (dieta e integratori) o farmacologici (per esempio con la metformina per ridurre la glicemia)? E se riuscissimo a mantenere questi valori stabili a partire dai 40 anni di eta' (o magari anche da piu' giovani), che impatto avremmo sulla longevita'? Sembra logico supporre che avremmo un impatto positivo su buona parte delle malattie e dei disturbi tipici della terza eta', il che dovrebbe innalzare le aspettative di vita media (e per gran parte in buona salute), ma che impatto avremmo sulle aspettative di vita massima? Potremmo tutti raggiungere il record di 122 anni di Jeanne Calment, prima dell'arrivo delle terapie SENS di Aubrey de Grey o di qualche altro biogerontologo?

Come suol dirsi, chi vivra', vedra' (una frase che mi sembra particolarmente adatta in questo caso...)

L'intero studio e' online: Dynamic Determinants of Longevity and Exceptional Health

Immagine: i sette biomarkers

20 dicembre 2010

Audacious Optimism: i video

Segnalazione lampo: ecco altri video delle presentazioni alla gia' segnalata iniziativa di Peter Thiel, Audacious Optimism.

Verso una nuova società - Dall'Occhio di Falco al CyberGiudice


You cannot be serious!

Ma Edward James non ha nessuna intenzione di scherzare: la palla è irrevocabilmente chiamata “out”, fuori, ma John McEnroe – complice un carattere non proprio accondiscendente – non ne vuole sapere.

Meno di trenta anni più tardi, è alquanto probabile che persino l’irascibile McEnroe non riuscirebbe più a lamentarsi di essere giudicato da “incompetenti”. La “magia”, se così possiamo chiamarla, è un dono dell’era informatica: l’entrata in vigore in molte competizioni ufficiali dell’Hawk-Eye permette un giudizio oggettivo e asettico sul punto di impatto di una pallina sul campo da tennis. La tecnologia ha fatto così tanti passi in avanti da rendere possibile, almeno in teoria, la sostituzione completa del giudizio umano con un più accurato giudizio automatico. Il percorso non è completo – vuoi per l’aurea di tradizione che circonda lo sport dei gesti bianchi, vuoi per il margine di errore che ancora oggi rimane – ma la tecnologia ha già vinto la “battaglia sociale”: le contestazioni, in campo e fuori, sono a un minimo storico.

L’Occhio di Falco è una splendida caricatura di quello che noi amiamo definire come “computabilità della legge”. Se spostiamo la nostra attenzione dal ristretto mondo sportivo alla società in generale, da un regolamento al codice civile, quante volte ci è capitato di sentirci giudicati da persone palesemente “incompetenti”? Quante discussioni nella nostra società cosiddetta civile sono il frutto della discrezionalità nel giudizio? Quanti elementi soggettivi impediscono di determinare la compatibilità di un comportamento con le attuali leggi? La buona notizia è che, come per Wimbledon 1981, questa situazione è contingente: noi scommettiamo che l’avvicinarsi alla Singolarità finirà per eliminare progressivamente questi difetti attraverso lo sviluppo di tecnologie adeguate. “You cannot be serious”. Yes, we are.

Allo stato attuale delle cose, sono fondamentalmente due gli ostacoli principali verso il raggiungimento di un giudizio oggettivo: gli esseri umani in primo luogo, e una legge formalmente inadeguata in secondo. Per quante virtù abbia la nostra specie, decenni di letteratura psicologica hanno dimostrato che i processi decisionali umani sono soggetti ad una serie interminabile di bias, distorsioni – in altre parole, il miglior giudice del mondo è comunque fallibile. Inoltre, anche se già disponessimo di un CyberGiudice all’altezza del compito, non avremmo un corpus legislativo adeguato da sottoporgli: costruita nel tempo, la nostra legge non ha i requisiti di coerenza e computabilità che ne permetterebbe l’applicazione rigorosa e perfettamente oggettiva.

Se non è facile, oggi, prevedere quali contenuti avrà la legge nelle società del prossimo futuro – quanti e quali valori saranno promossi dalla Singolarità? – è più semplice vedere come il massiccio uso della tecnologia nell’amministrazione della giustizia aiuterà a vincere la “battaglia sociale”. Con buona pace degli irascibili McEnroe di questo mondo.

La “Costituzione 2.0” (ovvero la Legge nella società della Semi-immortalità) è naturalmente un argomento molto vasto e particolarmente delicato. All’interno degli iLabs lo stiamo studiando da oltre trenta anni e il 5 marzo, in occasione dell’iLabs Singularity Summit 2011, presenteremo in anteprima mondiale le nostre proposte. Chi volesse iniziare ad approfondire l’argomento può partire dai principi fondamentali e dalla rubrica di Gabriele Rossi sulla rivista Monsieur. Nei nostri prossimi interventi esamineremo i sette principi da una prospettiva transumanista.

Marta Rossi, Jacopo Tagliabue

19 dicembre 2010

Il Rock & Roll e' morto! Lunga vita al Rock & Bot!!



Video semiserio domenicale. Quelli qui sopra sono i Trons, arrivano dalla Nuova Zelanda e sono una banda rock... robotica. A quanto pare vanno anche in tour.

18 dicembre 2010

La rivista della Alcor in versione digitale


Segnalo che Cryonics, la rivista dell'organizzazione crionica (ibernazione umana) Alcor e' ora disponibile in formato digitale su Issuu.com. Quello qui sopra e' l'ultimo numero. Qui l'annuncio sul sito della Alcor.

17 dicembre 2010

Max More intervistato da h+ Magazine

L'intervista si apre con un po' di storia del movimento transumanista, per poi proseguire cone le riflessioni di More sul concetto di singolarita' tecnologica, il suo intervento alla recente conferenza di Humanity+, quali progressi tecnoscientifici gli sembrano piu' promettenti nei prossimi dieci anni (potenzianti cognitivi e medicina personalizzata), e molto altro.

Il "se' quantificato": monitora i tuoi progressi


Penso sia stato Max More a parlare di evidence-based living, ispirandosi al concetto di evidence-based medicine, o medicina basata su prove di efficacia. Un'idea senza dubbio di estremo interesse estropico/longevista, ma come ottenere l'evidenza necessaria a prendere decisioni razionali circa la nostra vita? Prendiamo gli esempi di dieta e stile di vita: come monitorarne gli effetti su parametri quali, sempre per esempio, pressione sanguigna o indice della massa corporea? E' relativamente facile cercare di migliorare la propria dieta, o cercare di andare in palestra, o a correre, ma e' molto piu' difficile ricordarsi cosa si e' consumato/quanto sforzo si e' compiuto ad una certa data, o durante una certa settimana. Il che rende difficile selezionare gli approcci vincenti e scartare quelli perdenti.

Grazie a QuantifiedSelf (il "se' quantificato" del titolo), non tutto e' perduto. Il sito, di cui Kevin Kelly e' santo patrono, e' una miniera di informazioni e collegamenti ad applicazioni (online, per iPhone e per Android - molti sono free, ma alcuni a pagamento) per chi volesse monitorare uno o piu' aspetti del proprio stile di vita (qui la lista, per categorie): non solo esercizio fisico e dieta, ma anche molto altro, come umore, raggiungimento di specifici obiettivi e consumo energetico (a casa o in macchina). Personal Informatics (motto: "conosci te stesso") e' un'altra miniera di collegamenti a strumenti per l'automonitoraggio

Chiudo con una confessione: dopo aver esplorato e provato un po' dei "tools" trovati in questi siti, ne ho adottato solo uno, in quanto manda email (giornaliere, settimanali o mensili) per ricordarmi di svolgere certe attivita' tese al raggiungimento di obiettivi specifici. Per quanto riguarda il monitoraggio di dieta, esercizio, etc, invece, alla fine ho fatto ricorso al buon vecchio Excel. Il foglio elettronico da me creato e' certamente piu' rudimentale di quanto disponibile sui siti qui segnalati, ma copre una serie di parametri ben piu' ampia (dieta, esercizio, pressione sanguigna, glicemia, qualita' del sonno, una serie di integratori, etc, etc, etc), rispetto ai piu' specializzati programmi di cui sopra. 

Qualunque approccio scegliate, potrebbe essere l'inizio di una fase piu' efficente della vostra vita, una vita vissuta sulla base di prove di efficacia...

16 dicembre 2010

Su Estropico: Parlare al Web. Intervista a John Smart, fondatore dell'Acceleration Studies Foundation

parlare_al_web

Quando l’AI surclasserà gli umani? 
 
Penso che accada già da cinquant’anni. Abbiamo già avuto alcuni successi. Questa cosa che porto al polso, questo orologio digitale con una calcolatrice all'interno, rappresenta per me e per te una Singolarità di calcolo. Come ha detto James Burke, non ci sono mai state tante cose, nel nostro mondo tecnologico, di cui sappiamo così poco. Sta succedendo tutto intorno a noi. Questa cosa che ho in mano mi ha già surclassato nell’abilità di fare calcoli. È un piccolo pezzo di intelligenza che ha superato gli umani in un ambito molto specifico: risparmiare tempo. Ma stiamo collezionando sempre più tasselli di questo tipo. Alcuni studenti universitari hanno creato una rete neurale a quindici nodi, una cosa molto piccola quindi, in grado di trovare le supernove nel cielo notturno, perché è un semplice problema di riconoscimento delle immagini. L'immagine di una stella, nel momento dell'esplosione, diventa bianca e larga; poi, nel giro di una settimana o giù di lì, lentamente sfuma. È così semplice che i telescopi possono essere orientati da un piccolo programma. E così, ora, non sono più gli esseri umani a dare la caccia alle supernovae.

Quando usiamo una carta di credito, questa è monitorata da una rete neurale chiamata
Falcon, creata da HNC, ora Fair Isaac. Si tratta di un progetto da 200 milioni di dollari all’anno. È un grosso progetto, con molta gente coinvolta. Sostanzialmente, impara dai tuoi precedenti acquisti, così se compri qualcosa di nuovo, ad esempio dei Pampers, e negli ultimi dieci anni non l'hai mai fatto, l'intelligenza artificiale lo fa notare ad un umano. Ma non è più un umano il primo a monitorare i dati.

Sono tutti settori dall' AI che hanno surclassato gli esseri umani in aree molto specifiche. Ciascuna di queste è un’area molto ristretta, ma sono comunque cinquant’anni di successi. Così possiamo conquistare, tassello dopo tassello, aree di livello sempre maggiore. Ora, per quanto riguarda il riconoscimento facciale, siamo davvero a buon punto. Alcuni sistemi militari stanno per creare un sistema HNC che individua in maniera univoca qualcosa, lo presenta ad un umano, e a quel punto l’umano può addestrare la rete dicendole: ”No, non è quello che stai cercando. Stai cercando una cosa un po’ diversa”.

La cosa che mi entusiasma di più è quella che chiamo “interfaccia di comunicazione”. Prima, nel 1998, usavamo Altavista, un motore di ricerca molto primitivo. La lunghezza media delle mie ricerche era di circa 1,3 parole. Quanto tempo ci è voluto per raddoppiare la media ed arrivare a 2,6 parole? Sette anni. Nel 2005, la lunghezza media era di 2,3 parole. Quanto tempo ci vorrà per il prossimo raddoppio? Nel
mio saggio, scrissi nero su bianco che ci sarebbero voluti sette anni. Perché quella che stiamo seguendo, secondo me, è una curva esponenziale, che rompe i paradigmi. Osservandoli, i cambi di paradigma mostrano un andamento a 'S'. I primi risultati sono difficili da ottenere, perché non comprendi davvero il sistema, poi cominci a capirlo e più risultati ottieni, più cose riesci a capire, alla fine raggiungi il punto in cui hai ottenuto più o meno tutto ciò che ti serve, non c’è molto di nuovo da ottenere, e così la curva comincia ad appiattirsi.

Quello che ho suggerito è che fare ricerche nel web usando frasi, digitate o parlate, rappresenta un importante cambio di paradigma, che nei primi raddoppi avrà una crescita esponenziale. Quando io e te chiediamo qualcosa, la lunghezza della domanda media è di undici, quattordici parole. Ritengo perciò che passeremo da 2,6 a 5,2 … a 10,4, e ciò entro il 2019. Il che significa arrivare a livelli simili a quelli umani, sia quanto a numero di parole sia quanto a struttura grammaticale e sottigliezze del linguaggio. Secondo me, intorno al 2019 ogni ragazzino avrà un cellulare, perché il loro prezzo sarà crollato. Ogni ragazzo nel mondo imparerà tanto in fretta quanto grande sarà la sua curiosità di scoprire, semplicemente “parlando” a Google. Ciò sarà davvero strabiliante.


Leggi tutto, su Estropico.

Immagine: Internet's Universe, by CLUC

15 dicembre 2010

Robo-giocoliere volante (video)



I "quadrotors" dello ETH di Zurigo (Istituto Tecnologico Federale) sono sempre interessanti. Quello qui sopra mi ha sorpreso, ma quello che non capisco e' se fa rimbalzare quella palla da tennis indipendentemente o via telecomando (nel secondo caso il tutto sarebbe molto meno interessante).

Letture (fumetti): Guerra futura 2104

C'è chi in ambito della futurologia ipotizza un conflitto tra esseri umani favorevoli alla co-evoluzione con macchine intelligenti e chi combatterà aspramente le forme di vita artificiale.

Stiamo parlando di Hugo de Garis il cui libro "Artilect War" è già stato recensito su questo Blog. In particolare lo studioso di Intelligenza Artificiale ipotizza una parte dell'umanità da lui denominata Cosmist che si integrerà e formerà alleanze con i robot intelligenti. Un'altra parte di umanità, probabilmente maggioritaria, invece combatterà aspramente l'avanzata delle macchine intelligenti. Questi ultimi umani sono definiti Terrans.

Per chi vuol vedere dal vivo un esempio di cosa potrebbe accadere in questo futuro scenario il fumetto di Fantascienza Universo Alfa, in edicola questo mese, riporta una ambientazione simile a quella proposta da De Garis. Si ipotizza qui una guerra futura (anno 2104) nella quale due fazioni umane, una residente sul pianeta e un'altra su stazioni orbitanti, fanno uso di androidi intelligenti e droni per combattersi vicendevolmente. Le illustrazioni sono splendide e anche le storie sono di buon livello.

14 dicembre 2010

Vaticano e Avvenire: diverse opinioni sugli Ogm?

Il Vaticano ha recentemente pubblicato gli atti di un workshop sul tema degli Ogm tenutosi il maggio scorso (Transgenic Plants for Food Security in the Context of Development). Gli atti contengono molte raccomandazioni che non faranno piacere agli eco-fondamentalisti, fra le quali persino quella di ricalibrare il principio di precauzione in un'ottica piu' scientifica e, soprattutto, di considerare anche i costi del non agire. Questo e' un documento importante, ma l'Avvenire evita accuratamente di parlarne. E' in atto uno scontro interno al mondo cattolico sul tema? Biotecnologie: Basta Bugie investiga...

La ricerca genomica a un punto di svolta

Per il mio primo post su Estropico pensavo di fare un'introduzione ai test genetici. Sono felice quindi che proprio in questi giorni sia apparso un articolo molto critico nei confronti dei risultati ottenuti finora dalla ricerca in questo settore. Il testo, pubblicato dal Bioscience Resource Project, sostiene in poche parole che la genetica umana sia ormai giunta a un punto morto, e che sarebbe il caso di abbandonare l'idea che la nostra salute dipenda dal DNA. Perché questo scetticismo? E soprattutto, gli autori hanno davvero ragione?

Per rispondere alla prima domanda, occorre fare un passo indietro, in modo da spiegare quello che è stato fatto negli ultimi anni per cercare di individuare le associazioni tra i geni e le malattie. Lo strumento d'indagine per eccellenza è stato il GWAS, una sigla che sta per Genome-Wide Association Study. Da quando è stato sequenziato il genoma umano, sono stati condotti più di 700 GWAS, con lo scopo di studiare le basi genetiche di oltre 80 diverse condizioni. Sarà capitato a tutti di leggere sui quotidiani titoli come "Scoperto il gene dell'infedeltà" o "Identificato il gene della miopia": annunci di questo genere sono frequenti, così frequenti che viene spontaneo chiedersi come mai quando andiamo dal nostro medico di fiducia non ci venga mai chiesto di fare un test genetico. La ragione per cui la medicina personalizzata non è ancora entrata a far parte della vita di tutti i giorni è che le varianti genetiche scoperte hanno in realtà un effetto molto piccolo, talmente piccolo da essere praticamente ininfluente al fine di predire con certezza quali siano i soggetti più a rischio.

Le uniche varianti genetiche finora scoperte con un effetto importante sono pochissime. Ci sono i geni per la fibrosi cistica, per l'anemia falciforme e la malattia di Huntington, tutte patologie che dipendono da un singolo gene. Esistono poi altri geni che non sono così determinanti, ma che alzano di molto la probabilità di ammalarsi quando sono difettosi: il gene APOE per l'Alzheimer, i geni BRCA1 e BRCA2 per cancro a seno e ovaio, e i geni della degenerazione maculare legata all'età. A parte queste eccezioni, tutti gli studi effettuati finora hanno scoperto soltanto varianti che spostano di poco la possibilità di insorgenza delle varie malattie. Quindi hanno ragione i critici che chiedono di abbandonare la ricerca genomica? Forse no.

Nei GWAS tradizionali viene analizzata solo un tipo particolare di variazione, chiamata SNP (Single Nucleotide Polymorphism): si tratta di una variazione puntiforme, dove una singola lettera del codice viene sostituita da un'altra. Inoltre, sono prese in considerazione soltanto le varianti comuni, cioè presenti in almeno il 5% della popolazione. A quanto pare, visti gli scarsi risultati ottenuti finora, la suscettibilità alle malattie non dipende da una singola variante comune, ma da altri tipi di variazione genetica. I ricercatori iniziano ad esempio a studiare le combinazioni di varianti comuni e rare, o addirittura varianti diverse dagli SNP, come le modificazioni epigenetiche. Queste ultime sono modifiche chimiche che avvengono a carico del DNA senza che esso cambi la sua sequenza, e ultimamente stanno diventando sempre più interessanti. Gli oppositori della genomica sono convinti che questi siano "luoghi improbabili", in cui difficilmente troveremo le risposte che stiamo cercando. Tuttavia, dimenticano che proprio quest'anno, un articolo apparso su Nature ha dimostrato che le modifiche epigenetiche nei ratti di laboratorio possono essere ereditate dalla prole e provocare malattie come il diabete. Un'altra grande dimostrazione del potere dell'epigenetica è lo studio pubblicato su PLoS Biology che riguarda le api: due genomi identici, quando subiscono precise modifiche epigenetiche, sono in grado di generare insetti di grandi dimensioni, fertili e longevi (come l'ape regina) oppure piccoli, sterili e dalla vita breve (come le api operaie).

Solo il tempo ci dirà se questi siano davvero "luoghi improbabili" in cui trovare le nostre risposte. Per il momento dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo e che, volendo guardare, non è comunque poco. Oltre ai geni importanti riportati sopra, ci sono altre due categorie di geni che già adesso possono aiutarci concretamente a vivere meglio. Al primo gruppo appartengono le varianti genetiche che ci suggeriscono la nostra dose ottimale per alcuni farmaci, come l'anticoagulante Warfarin o il Plavix per prevenire gli infarti. Nel secondo gruppo rientrano invece i geni legati alla nutrizione: io stesso ho scoperto, grazie a un test genetico, di avere due copie molto efficienti di un'enzima che attiva le tossine cancerogene contenute nella carne grigliata.

Insomma, prima di arrivare alla frettolosa conclusione che la ricerca genomica sia stata un fallimento e che il DNA non contenga informazioni utili per la nostra salute, forse sarebbe il caso di aspettare di sapere quali risposte avremo dalle nuove ricerche nel campo dell'epigenetica e delle varianti rare. Dopotutto, finché non le studiamo, non sapremo mai quali segreti nascondono queste variazioni genetiche. Pensare che il nostro DNA sia una specie di sfera di cristallo in cui leggere il nostro futuro è sbagliato, ma altrettanto lo è credere che i geni non contino nulla e che i nostri problemi di salute siano da imputare esclusivamente al nostro stile di vita. La verità, come sempre, sta nel mezzo.

Moreno Colaiacovo

Per maggiori informazioni: myGenomix

13 dicembre 2010

Due interviste crioniche

Ho appena caricato online due recenti interviste sulla Crionica. La prima (qui) è quasi priva di informazione ma ha avuto come (piacevole) effetto collaterale quello di diffondere quest'idea in zone geografiche vicino a dove abito io (Il messaggero in questione è della regione Abruzzo). La seconda (divisa in quattro parti: qui, qui, qui e qui) è un'intervista davvero ben fatta e per la quale ringrazio l'autore. Ha un buon livello di informazione e riporta con esattezza quanto detto nella precedente fattami. Bruno Lenzi

Mezzo milione di dollari alla SENS Foundation!

Martedì sera sono stato alla serata organizzata dalla Thiel Foundation "Audacious Optimism" al Palace of Fine Arts di San Francisco e devo ammettere che è stata una serata meravigliosa. Ho incontrato persone interessanti che hanno fondato o hanno ruoli esecutivi importanti in aziende e organizzazioni come Google, NASA, Skype, Yelp, Facebook, Second Life, Logitech, Founder's Fund, Singularity University solo per dirne alcune e ho avuto l'occasione di parlare con ognuno di loro in questo posto bellissimo di San Francisco e brindare al futuro che cerchiamo di realizzare. Per quanto riguarda la longevità ho anche avuto una piacevole chiacchierata con Linda Avey di 23andMe e le ho proposto una collaborazione per uno studio sull'invecchiamento che esamini i profili genomici, di espressione genica e di vari biomarkers del sangue in una coorte di diecimila persone, lei ha reagito molto positivamente e mi ha detto che la sua azienda è assolutamente interessata a collaborare a studiare l'invecchiamento. Peter Thiel ha organizzato questa serata perchè vuole che l'innovazione che tutti noi desideriamo non tardi ad arrivare e per aiutarla c'è bisogno non solo di uno sforzo orizzontale da uno a mille, che è il lavoro suo e di tutti i suoi colleghi investitori che ogni giorno cercano di trovare e di far decollare le aziende più promettenti, ma anche di uno sforzo verticale da zero a uno per permettere l'affermarsi di idee che sembrano assurde a molti e che magari vengono anche ridicolizzate, ed è quello che ha fatto egregiamente con noi della SENS Foundation, e di questo lo ringrazio molto. Il suo braccio destro Jim O'Neill, chè è anche nel nostro board of directors (a destra nella foto, affianco a Thiel) era il moderatore di questa piccola conferenza in cui i leader di otto organizzazioni hanno avuto cinque minuti per parlare a questa incredibile platea piena di investitori, CEOs, fondatori di aziende di successo e persone coinvolte nella tecnologia a vari livelli. Jim ha aperto il suo discorso dicendo "se pensiamo all'innovazione tutto il mondo guarda agli USA, gli USA guardano alla California, la California guarda alla baia di San Francisco ma da queste parti ancora non stiamo sfruttando il potenziale enorme che abbiamo ed è per questo che vi ho voluti tutti qui, perchè il futuro non può più aspettare" e ha dato la parola a Patri Friedman, capo del Seasteading Institute e organizzatore della serata. Dopo di lui hanno parlato Chris Wood del Santa Fe Institute, Neil Jacobstein della Singularity University, Michael Vassar del Singularity Institute, Christine Peterson del Forsesight Institute, Ben Goertzel di Humanity+, Mike Kope della SENS Foundation, e Peter Diamandis dell'XPrize Foundation. Qui potete vedere i video. Tutte organizzazioni molto interessanti che Peter Thiel stima e vuole sostenere. Non vi nascondo che mi è piaciuto molto il talk del mio CEO Mike Kope, di recente sembra che alla SENS Foundation qualcosa stia cambiando, sempre più persone sono interessate al nostro lavoro e in questi giorni abbiamo incontrato vari
potenziali donatori e questo ci entusiasma molto perchè significa che qualcuno sta notando i nostri sforzi. Jason Hope è un ragazzo di Scottsdale che è diventato ricco quando la sua azienda di software è stata rilevata da un grande gruppo e da allora è diventato un filantropo ed ha sempre sostenuto il lavoro di Aubrey de Grey. Martedì è venuto nel nostro laboratorio e mi ha fatto un sacco di domande sulla nostra ricerca, sui progetti futuri e voleva sapere il funzionamento di ogni strumento che vedeva. In serata, ad Audacious Optimism ha promesso che donerà alla SENS Foundation mezzo milione di dollari e Mike ha annunciato la bellissima notizia dal palco del Palace of Fine Arts. E' stata una serata molto bella per noi perchè ogni nuovo sostenitore ne attrae altri, la stampa ne parla e l'invecchiamento trema... (Nella foto Mike Kope, Aubrey de Grey, Kevin Perrott e Jason Hope).

12 dicembre 2010

Video: Kevin Kelly su "cosa vuole la tecnologia"



A ottobre ho segnalato l'uscita del nuovo libro di Kevin Kell (What Technology Wants) e adesso mi sono imbattuto in questo video di un'ora, in cui l'autore descrive la visione della tecnologia in esso contenuta. La presentazione e' avvenuta ad una sede di Google, negli States, ed e' parte del programma Authors@Google. Hat-tip a Innovation Watch.

11 dicembre 2010

Pasto proteico e controllo glicemico; attivita' fisica e cancro al seno; antiossidanti e ictus; omega3 e mortalita' cardiaca

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Pasto proteico e controllo glicemico in pazienti diabetici. Un supplemento proteico prima della colazione migliora il controllo glicemico in pazienti con diabete di tipo 2
Attività fisica e cancro al seno. L’attività fisica in menopausa riduce il rischio di sviluppare tumore al seno
Antiossidanti e ictus. Una dieta ricca in antiossidanti, e in particolare di vitamina C, protegge dall’ictus ischemic
Acidi grassi omega 3 e mortalità cardiaca. La supplementazione condosi moderate di acidi grassi omega 3 o n-3 non sembra migliorare gli effetti cardioprotettivi di un corretto trattamento farmacologico in pazienti con pregresso infarto miocardico

Addio catena di montaggio - a meno che tu sia un robot...



Un robot industriale giapponese che simula l'azione del polso umano. Il Genkotsu ("pugno" o "mano" in giapponese, mi sembra di capire) e' preciso, veloce e instancabile. In un mondo che invecchia e nel quale l'immigrazione diventa un tema sempre piu' delicato, macchinari simili sostituiranno sempre piu' spesso il personale non-specializzato che oggi lavora in catena di montaggio. Qui, sul sito dell'azienda produttrice, la FANUC Ltd.

10 dicembre 2010

Transumanisti miliardari...

O meglio: transumanista miliardario, al singolare. Peter Thiel e' spesso citato da queste parti, di solito per il suo coinvolgimento con SIAI e SENS ai quali ha donato sostanziali somme di denaro. Ora leggo che ha organizzato un incontro ad invito fra organizzazioni quali il Foresight Institute e Humanity+ e miliardari filantropi (si spera) in cerca di organizzazioni visionarie da finanziare. Se son rose fioriranno...

PS. Dopo aver scritto questo post ho scoperto un resoconto (con vari video) dell'evento, su Singularity Hub.

Una fabbrica in ogni casa. Il concorso Gadaprize apre la strada alle stampanti 3D per il grande pubblico



Il video qui sopra e' un'introduzione al concetto di 3D printer e in particolare alla stampante 3D open-source RepRap. Lo slogan del progetto spiega bene il potenziale di questo tipo di gadget: "una fabbrica in ogni casa". La particolarita' di RepRap e' che puo' essere descritto come autoreplicante, nel senso che con esso e' possibile stampare le parti necessarie all'assemblaggio di un'altra stampante, con la quale e' poi possibile "stamparne" un'altra e così via. E mentre una stampante 3D commerciale puo' costare 20.000 Euro, RepRap ne costa solo 500. Il problema e' che non e' in vendita completamente assemblata e funzionante, il che ne limita l'accesso ad hobbysti di un certo talento e con molto tempo libero a disposizione... Sospetto che questa tanto discussa rivoluzione manifatturiera non decollera' fino a quando usare una stampante 3D non richiedera' altro che scaricare un programma online (il prodotto che si vuole fabbricare) per poi tirarlo fuori da un qualcosa di simile a un forno a microonde (una futura versione di RepRap). Qualche lettore ricordera' che i primi computer ad essere a disposizione dei privati cittadini erano tutt'altro che user-friendly (un esempio in questa foto). Ecco, oggi il settore delle stampanti 3D sembra essere a quel punto.

Ad ogni modo, e' proprio allo scopo di incoraggiare lo sviluppo in questo settore che e' nato il GadaPrize. L'organizzazione transumanista Humanity+* ha offerto 20.000 dollari a chi, entro il 2013, avra' ottenuto significativi progressi nel settore. L'obiettivo dichiarato di Humanity+ e' di rivoluzionare il settore manifatturiero, con una riduzione del costo dei prodotti e con miglioramenti della produttivita'.

Questa iniziativa di Humanity+, fra l'altro, e' anche la prima (che io ricordi) ad andare al di la' della divulgazione di memi transumanisti tramite conferenze, siti web, etc, il che non puo' che essere uno sviluppo positivo, un encomiabile passaggio dal "dire al fare" (va' anche detto che i pionieri in questa direzione sono stati quelli dell'Immortality Institute, che ormai da tempo raccolgono fondi per iniziative di ricerca longevista).

Chiudo facendo notare che le stampanti 3D, come tutte le tecnologie, possono anche essere utilizzate a scopi malefici. Esempi: coltelli in resine dure che sfuggono ai metal detectors degli aeroporti. Parti per armi, sempre in resine super-resistenti o per detonatori, in semplice plastica...

* a cui Estropico e' indirettamente collegato tramite il Network dei Transumanisti Italiani, di cui e' socio fondatore.

09 dicembre 2010

23andMe: ritorna l'offerta di analisi DNA a 99 dollari

Recentemente, e solo per qualche giorno, l'azienda americana di genomica personalizzata 23andMe ha offerto la sua analisi del DNA a 99 dollari invece dei normali 499. Se non avete fatto in tempo ad ordinare un kit, ora avete un'altra possibilita': l'offerta speciale e' stata rilanciata e sara' valida fino al giorno di Natale (in effetti non c'e' dubbio che sarebbe un regalo originale...) Qui la segnalazione dell'offerta precedente, con tutti i dettagli, qui il sito della 23andMe.

L'oggetto piu' complesso nell'intero universo conosciuto

Il cervello e' il singolo oggetto piu' complesso nell'universo conosciuto. Questo gia' lo sapevamo. Ora pare che sia ancora piu' complesso di quanto pensassimo... Un singolo cervello (umano) contiene piu' connessioni di tutti gli apparati elettronici oggi in esistenza. La corteccia cerebrale da sola contiene piu' sinapsi di quante sarebbero lo stelle in 1.500 Vie Lattee... Qui un articolo e qui l'abstract dello studio che ha reso note queste nuove stime. 

Resveratrolo, rapamicina, metformina: buone notizie / cattive notizie (2)

Settimana scorsa mi sono occupato di resveratrolo (brutte notizie, almeno per quanto riguarda l'estensione delle aspettative di vita massima) e rapamicina (buone notizie, ma resto perplesso di fronte ai suoi effetti collaterali, cioe' l'immunosoppressione). Ora veniamo alla metformina. Un articolo dalla rivista della Life Extension Foundation, intitolato "Il medicinale che praticamente chiunque dovrebbe discutere col proprio medico" (The Drug Virtually Everyone Should Ask their Doctor About), raccoglie ed illustra le ragioni dell'interesse longevista in questo medicinale in circolazione da cinquant'anni per il trattamento del diabete.

Riassumo/traduco liberamente dall'articolo (si noti che questo e' un riassunto brutale - chi volesse approfondire non puo' prescindere dall'articolo originale in inglese):

Sebbene oggi la metformina sia un medicinale da ricetta, essa e' stata utilizzata per centinaia d'anni sotto forma di rimedio erboristico derivato dalla Galega officinalis (vedi illustrazione). L'abilita' della meftormina di coadiuvare la perdita di peso e' ben nota. Quello di cui ben pochi dottori sono al corrente e' che essa dimostra anche attivita' antitumorale.

Intorno al 2002, una serie di studi epidemiologi ha portato all'attenzione della comunita' scientifica il fatto che i pazienti diabetici trattati con metformina dimostrano livelli di mortalita' piu' bassi dei pazienti diabetici trattati con altri medicinali. Dapprima furono notati effetti protettivi sull'apparato cardiocircolatorio, poi, verso il 2005, comincio' ad emergere l'evidenza della prevenzione antitumorale. Una ricerca svizzera ha riscontrato, in soggetti diabetici femmine trattati con metformina per cinque o piu' anni, una riduzione del 56% dell'insorgenza di tumore alla mammella, del 62% del tumore del pancreas e, tra i fumatori, del 2,3% del tumore al polmone. Il diabete porta con se' un aumento del rischio-cancro, un  rischio che sembra essere ridotto dalla metformina. Perche' questa correlazione fra diabete e tumori? La risposta si cela nel rapporto fra gli alti  livelli di glucosio nel sangue e lo sviluppo dei tumori.

I diabetici sono predisposti a tumori a fegato, pancreas, colon, mammella, endometrio, reni e altri organi/tessuti e si teorizza che cio' sia dovuto agli elevati livelli di glucosio nel sangue e al conseguente aumento del peso corporeo. La metformina interviene su questi parametri, agendo come "agente mimetico" della restrizione calorica. In pratica, essa "inganna" l'organismo, facendogli "credere" di trovarsi in un periodo di carestia e "convincendolo" ad attivare gli stessi meccanismi protettivi attivati dalla restrizione calorica. Si noti pero', che altri farmaci il cui ruolo e' di abbassare i livelli di glucosio nel sangue, non hanno dimostrato i benvenuti effetti collaterali della metformina, il che suggerisce che altri meccanismi siano in azione.

L'impatto della metformina sull'organismo include l'attivazione dell'enzima AMPK, un "sensore metabolico" il quale sottopone le cellule tumorali a "stress metabolico", spingendole ad una morte prematura e prevenendone la crescita quando sono ai primi stadi del proprio sviluppo.

La metformina inibisce inoltre la stessa proteina inibita dalla rapamicina (mTOR, o mammalian target of rapacycin), una proteina implicata nello sviluppo del cancro. E, contrariamente alla rapamicina e agli altri medicinali inibitori di mTOR, l'effetto inibitore della metformina e' privo di effetti collaterali

I tumori contro i quali la metformina ha dimostrato di avere effetti protettivi sono: mammella, endometrio, prostata, pancreas, polmone e intestino colon, ma l'articolo della LEF prevede che nei prossimi anni avremo evidenza di un simile impatto anche su altri tipi di tumori, dato che sembra logico suppore che l'azione di questa sostanza su AMPK e mTOR abbia un impatto sullo sviluppo di altri tumori.

Dei recenti studi indicano che la metformina puo' prevenire la replicazione del virus dell'epatite C (di cui e' infetto circa il 3% della popolazione mondiale e che puo' portare a cirrosi e/o tumore al fegato). Un trial clinico all'Universita' di Nottingham sta per iniziare, con lo scopo di esplorare questo approccio ad un'infezione altrimenti senza cura.

L'articolo si conclude con una sezione dedicata a chi non dovrebbe assumere metformina: fra gli altri chi soffre di ketoacisosi, problemi cardiovascolari, di fegato o renali, in quanto l'uso della metformina e' associato ad un aumento del rischio dell'acidosi.

E io non posso che concludere facendo notare che non sarebbe la prima volta che i longevisti sono avanti di qualche anno rispetto al mainstream (si veda per esempio il recente caso dell'aspirina). Senza dimenticare i rischi connessi alla ben nota (da queste parti) "scommessa del longevista" (vedi qui e qui).

Immagine: Galega Officinalis, la pianta dalla quale la metformina fu originariamente isolata (da Wikipidia)

08 dicembre 2010

Un'altro nuovo guest-blogger per Estropico Blog!

Annuncio con grande piacere che un nuovo guest-blogger ci terra' aggiornati sugli sviluppi nel settore dei test genetici - un settore che, da queste parti, gia' monitoriamo con grande interesse. Do' quindi il 'benvenuto a bordo' a Moreno e resto in attesa del suo primo articolo. Nel frattempo, ecco il suo profilo: Moreno Colaiacovo è un dottorando in "Sistemi complessi in medicina e scienze della vita" presso l'Università di Torino. Si occupa di analisi bioinformatiche presso il centro di ricerca di genomica vegetale CRA-GPG di Fiorenzuola d'Arda (PC). Appassionato di genetica umana e di test genetici, cura il blog myGenomiX dove pubblica notizie e approfondimenti dal mondo della genomica, soprattutto genomica personale.

Ibernato? Paziente? Persona criopresevata? Qual'e' il termine piu' adatto al marketing della crionica (o dovrei dire ibernazione umana?)

Una recente discussione sulla mailing list del Cryonics Institute (CI) affronta l'eterno problema di come trasformare il movimento crionico da un fenomeno di nicchia ad uno di massa. Uno dei molti ostacoli a questa trasformazione (e certamente non il principale!) potrebbe essere la terminologia utilizzata: molti crionicisti usano il termine "paziente", un termine che e' pero' spesso accolto con scetticismo, se non con risate, dai non-crionicisti. Ben Best, presidente di CI, suggerisce l'alternativo "persona criopreservata". Il termine mi piace, in quanto preciso, piu' conciso e piu' facilmente comprensibile di quanto lo sia "persona in sospensione crionica". Un altro termine suggerito e' stato "suspendee" che in inglese potrebbe anche andare, ma, temo, non in italiano, dato che riesco a tradurlo solo come "sospeso". Il che ci porta alla situazione di casa nostra. "Crionica" e "crionicisti" non sono certo termini generalmente compresi - o esteticamente piacevoli... Inoltre, quando La prospettiva dell'immortalita', di Robert Ettinger, fu pubblicato in italia, negli anni '60, il titolo fu inspiegabilmente cambiato in Ibernazione Nuova Era (o forse e' tutt'altro che inspiegabile: immortalita' e' una parola difficilmente presa in serio considerazione, in quanto oggi ovviamente impossibile, e che "spaventa", in quanto ci rammenta della nostra mortalita'). Gli echi di quella lontana decisione editoriale sono ancora udibili: il termine "ibernazione" e' spesso utilizzato e io stesso, per quanto irritato dalla sua imprecisione, dato che l'ibernazione e' un'altra cosa, lo utilizzo spesso. Questo post, per esempio, e' inserito nella categoria "crionica-ibernazione" - il motivo e' di renderlo piu' facilmente rintracciabile a chi utilizzasse un motore di ricerca per trovare informazioni sul tema, ma non fosse a conoscenza del termine "crionica". Un'alternativa all'impreciso "ibernazione" potrebbe forse essere "ibernazione umana", dove "umana" implica che si tratta di qualcosa di diverso da quanto fanno orsi e scoiattoli, anche se non chiarisce affatto quali siano le (profonde) differenze.

Insomma, ho finito per accettare l'uso del termine "ibernazione" (ma in genere seguito da un "crionica" fra parentesi) e sto cominciando a pensare che "ibernazione umana", per quanto impreciso, pottrebbe essere il termine piu' adatto, o meno peggio, dal punto di vista del marketing. Ma sono tutto orecchie se i lettori hanno delle alternative...

07 dicembre 2010

Estropico in Europa!

Annuncio con un certo orgoglio che uno dei miei post e' stato selezionato da Wikio per la traduzione in varie lingue europee e per la pubblicazione su E-blogs. Rivista europea dei blog. Si tratta del recente Il mondo invecchia. Che fare? Eccone la versione inglese, su Wikio UK: The world is aging: how should we fight the grey tsunami? Su quella pagina troverete anche i link alle traduzioni francese, tedesca e spagnola (cliccando sulle relative bandierine). E' un peccato che la traduzione non sia completa e che tralasci il riferimento al post successivo, nel quale mi occupo della soluzione biogerontologica al problema dell'invecchiamento globale, ma ad ogni modo spero che questo sia solo il primo di una lunga serie di post ad essere selezionati.

L'aspirina riduce il rischio cancro del 25%

Segnalazione lampo: Un'aspirina al giorno riduce del 25% rischio morte per cancro. Questo e' per ora l'unico articolo al proposito che ho trovato sulla stampa italiana con Google News, ma ne arriveranno certamente altri. Qui la stampa anglosassone. Faccio anche notare che Estropico e' (come al solito...) qualche anno avanti, rispetto al mainstream - inserite "aspirina" nel motore di ricerca del blog e vedrete. Il sottoscritto assume un quarto di aspirina ("cardioaspirina" o "baby aspirina") al giorno da piu' di cinque anni. Ovviamente, e' necessario prendere in considerazione i possibili effetti collaterali (rischio ulcere).

Le previsioni futurologiche di Ray Kurzweil: giuste o sbagliate?

Un articolo di IEEE Spectrum sull'accuratezza e originalita', o meno, delle previsioni futurologiche di Ray Kurzweil: Ray Kurzweil's Slippery Futurism - poi non dite che siamo dei fan acritici ;-) La mia impressione e' che alcune delle "accuse" siano ragionevoli (e che Kurzweil dovrebbe essere meno restio ad ammettere di aver sbagliato, quando necessario), ma che nell'insieme la visione del futuro di Kurzweil non ne risulti incrinata. Direi che la maggior parte delle "accuse" dell'articolo possano essere attribuite al fatto che "il futuro e' gia' qui, ma non e' distribuito uniformemente", per citare William Gibson. Il che mi ricorda come una delle critiche all'idea di singolarita' tecnologica si basa proprio sui vari ostacoli, di carattere logistico, economico e sociale, alla diffusione di una qualsiasi tecnologia. Ostacoli che potrebbero risultare in una singolarita' "a onda", invece di una singolarita' il cui decollo e' "a picco" (come graficamente illustrato nei numerosi grafici di Kurzweil).

Immagine dall'articolo di IEEE Spectrum

06 dicembre 2010

Gli antiossidanti bloccano l'autofagia

A volte mi chiedo se non abbia ragione Aubrey de Grey, quando dice che il metabolismo umano e' un sistema troppo complesso (vedi immagine) per poter prevedere gli effetti di un qualsiasi intervento su di esso. Il che spiega perche' il suo approccio alla cura dell'invecchiamento (SENS) non miri a limitare i danni causati dai normali processi metabolici il cui accumulo risulta nell'invecchiamento, ma si concentri invece sul rimuoverne le scorie e sul riparare le strutture cellulari danneggiate. E spiega anche, passando per un momento ai pettegolezzi, perche' de Grey non abbia un protocollo longevista personale e perche' la sua dieta sembri basarsi su birra e junk food...

Poi pero' ragiono che anche il non intervenire e' una forma di intervento e che molte sostanze e stili di vita, sono stati approfonditamente studiati e hanno dimostrato chiari effetti benefici. Senza illudersi che portino ad un superamento delle aspettative di vita massima (i 122 anni raggiunti da Jeanne Calment), ma nella ragionevole speranza che siano almeno utili nella prevenzione di varie patologie e che contribuiscano almeno al raggiungimento, e forse al superamento, delle aspettative di vita media.

Il che ci porta ad un tema sul quale sembro tornare sempre piu' spesso, di recente, quello della cosiddetta 'scommessa del longevista', cioe' la situazione in cui ci si trova quando si decide di intervenire sul proprio metabolismo. Si aggiunge un certo integratore alimentare al proprio protocollo longevista, con certi obiettivi in mente, ma accettando il rischio di ottenerne (anche) altri, com'e' purtroppo inevitabile in tutte le situazioni di incertezza. Queste inaspettate conseguenze possono essere indesiderate, come nel gia' discusso caso del rapporto fra vitamina A e D, o possono essere piacevoli sorprese, come nel caso degli aminoacidi ramificati.

Il che (a sua volta) ci porta (finalmente...) al tema di questo post. Alla fine di "Un 'superzucchero' per l'autofagia" avevo accennato al fatto che gli antiossidanti (da anni assunti, come integratori, da chiunque abbia a cuore la propria salute) sopprimono l'autofagia (il processo di 'pulizia' cellulare che degrada e ricicla proteine di lunga durata, aggregati proteinici di grandi dimensioni e persino interi organuli cellulari quali i mitocondri). Questa e' una pessima notizia e Eric Drexler (il cui post sul 'superzucchero' trealosio e l'autofagia ho riassunto e commentato), riflette che questo potrebbe essere il motivo per cui gli antiossidanti hanno sostanzialmente deluso dal punto di vista dell'allungamento delle aspettative di vita: Antioxidants block cell repair. New information and what it may mean.

Tutti gli antiossidanti testati hanno bloccato sia l'autofagia che gli effetti di tutti gli agenti che la stimolano, a partire dalla restrizione calorica, per arrivare anche a trealosio e rapamacina (due sostanze che nulla hanno a che fare con gli antiossidanti o l'ossidazione). Lo studio citato e' Antioxidants can inhibit basal autophagy and enhance neurodegeneration in models of polyglutamine disease e le conclusioni di Drexler possono essere così riassunte:
limitare i danni causati dall'ossidazione con l'impiego di antiossidanti interferisce con il processo che ripara quegli stessi danni. In altre parole: siamo tra l'incudine e il martello...
Forse, pero', non tutto e' perduto... Gli antiossidanti solubili nell'acqua, quali la vitamina C, non restano a lungo in circolazione. Di conseguenza, un approccio apparentemente logico potrebbe essere quello di non assumere tali antiossidanti durante brevi periodi intesi a stimolare l'autofagia, quali i digiuni (il sottoscritto, da qualche tempo pratica digiuni di 24 ore, una volta la settimana). Il digiuno, fa notare Drexler, e' quanto individuato dalla ricerca corrente come la pratica piu' efficace a tale scopo e il sottoscritto mira a potenziarne gli effetti con l'uso di trealosio, curcumina e resveratrolo.

Naturalmente, pero', esistono anche gli antiossidanti solubili nei grassi (le vitamine A e E sono gli esempi piu' noti) ed essi restano in circolazione molto piu' a lungo. E' sufficiente non assumerli per 24 ore prima di un digiuno per rimuoverne gli effetti inibitori sull'autofagia? O e' necessario un intervallo piu' lungo? Purtroppo non ho risposte a queste domande... Drexler si chiede se un breve intervallo possa essere sufficiente, dato che assumendo antiossidanti (o qualsiasi altra sostanza) si induce una situazione di omeostasi nell'organismo, in relazione alla sostanza assunta. Ergo, l'abbassarne i livelli in circolazione potrebbe essere sufficiente a rimuoverne gli effetti inibitori dell'autofagia. In altre parole: chi assume da tempo alti livelli di antiossidanti solubili nei grassi potrebbe aver solo bisogno di abbassarne il livello, invece di rimuoverli completamente. Ma e' solo una teoria...

Il post di Drexler chiude con l'osservazione che la ricerca sull'autofagia e' un settore in rapida crescita ("ho raramente esplorato un settore in cui talmente tanti studi importanti hanno meno di un anno"). La speranza, quindi, e' che non dovremo aspettare anni e anni prima di avere un'idea piu' chiara di come ottenere sia i benefici degli antiossidanti che quelli dell'autofagia. Nel frattempo, ognuno dovra' decidere come giocare le proprie fiches alla roulette del longevismo...

Immagine: una rappresentazione schematica del metabolismo umano

04 dicembre 2010

Ridefinire l'umanita' nell'era del cambiamento tecnologico radicale (live stream da CalTech)

[Aggiornamento: ho rimosso il video perche' aveva l'irritante abitudine di partire da solo... Chi volesse puo' ora trovarlo sul sito di Humanity+]

Interrompiamo le trasmissioni ;-) per embeddare il live stream dalla gia' segnalata conferenza di Humanity+, che si sta svolgendo questo fine settimana in California: Ridefinire l'umanita' nell'era del cambiamento tecnologico radicale. Le normali trasmissioni riprenderanno lunedì.

I am the very model of a Singularitarian



Un video umoristico per il fine settimana: I am the very model of a Singularitarian. E' in giro da un paio d'anni, ma me n'ero completamente dimenticato. Ringrazio FuturePundit per avermelo ricordato e segnalo, a chi si stesse chiedendo dove ha  gia' sentito questo ritornello, che si tratta di una versione "transumanista, immortalista, estropica" di  I am the very model of a modern Major General da The Pirates of Penzance, di Gilbert & Sullivan.

03 dicembre 2010

Conferenze: Ridefinire l'umanita' nell'era del cambiamento tecnologico radicale

Segnalo che la prossima conferenza organizzata da Humanity+ Redefining Humanity in the Era of Radical Technological Change) si terra' il 4 e 5 dicembre a Los Angeles. Qui il sito web della conferenza e qui  la lista degli speakers, fra i quali noto Gregory Benford, Patri FriedmanSuzanne Gildert, Ben GoertzelAubrey de Grey, Randal Koene, Max More, Michael Rose, Natasha Vita-More.

Video: dieci domande a Ray Kurzweil


Time intervista Ray Kurzweil: 10 Questions for Ray Kurzweil. Come reagirete di fronte a questo video  e al relativo articolo dipende dal fatto se vi siate gia' imbattuti nelle teorie e negli scritti di Kurzweil, oppure no. Nel primo caso, nulla di rivoluzionario. Nel secondo, prestate attenzione: quanto sopra potrebbe cambiare come vedete il mondo e il suo (e vostro) futuro... Hat-tip a KurzweilAI.net.

02 dicembre 2010

L'enzima della longevita'

Probabilmente avrete gia' letto la notizia (qui sul Corriere). Dall'articolo: "Uno studio su topolini che invecchiano precocemente a causa di un difetto genetico dimostra che, riattivando un enzima importante per mantenere intatto il Dna, gli animali ringiovaniscono a tutti gli effetti; testicoli, milza e intestino che erano in via di degenerazione riprendono vita, così pure il cervello, e gli animali possono anche tornare fertili." Sono risultati affascinanti che, fra l'altro, riportano l'attenzione al ruolo dei telomeri nell'invecchiamento e a quanto e' gia' possibile fare per mantenerli in buone condizioni, ma prima di stappare lo champagne consiglio la lettura di questa discussione al proposito su TecnoTransumani - fra l'altro: ho appena riaperto gli archivi, per cui potrete leggere il tutto anche se non siete iscritti. E se non siete ancora iscritti, cosa aspettate?! ;-) E, come dico nella discussione di cui sopra, ecco lo studio in questione, su Nature, dato che i giornalisti italiani  sembrano essere convinti che inserendo un link agli studi di cui parlano potrebbero farsi venire un'ernia... Telomerase reactivation reverses tissue degeneration in aged telomerase-deficient mice

Ibernazione umana (crionica) su Rolling Stones (edizione australiana).

Non malaccio come articolo, anche se per qualche motivo le foto dal Cryonics Institute sono piuttosto vecchie. Qui l'intero articolo (Pdf). Hat-tip a Cryonet (la prima e ancor oggi la miglior lista per informazioni su questo tema).

Omega 3 e periodontite; dieta mediterranea e diabete; latticini e malattie cardiovascolari; stile di vita, calo ponderale e infiammazione

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Omega 3 e periodontite. Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 hanno un effetto protettivo sulla periodontite

Dieta mediterranea e diabete. La dieta mediterranea previene il diabete mellito di tipo 2 in soggetti a rischio cardiovascolare elevato

Latte, latticini e malattie cardiovascolari. Il consumo di latte e derivati non influenza la mortalità generale e riduce lievemente il rischio di malattia cardiovascolare

Stile di vita, calo ponderale e infiammmazione. La correzione dello stile di vita e la riduzione del peso corporeo comportano la riduzione dei livelli di proteina C reattiva in pazienti con diabete di tipo 2

01 dicembre 2010

Breakthrough nanotecnologico: strutture molecolari tridimensionali

Lampo nanotech (da LiquidArea): "nuovi traguardi delle nanotecnologie. Per la prima volta in assoluto, alcuni scienziati nel Regno Unito hanno dimostrato che è possibile costruire una struttura molecolare tridimensionale (3D) su una superficie. Gli esperimenti, descritti sulla rivista Nature Chemistry, rappresentano un enorme passo avanti nella ricerca per sviluppare nano dispositivi innovativi, come una nuova tecnologia ottica ed elettronica e persino computer molecolari".

I dieci top film transumanisti



Qualunque lista dei dieci film preferiti, transumanista o meno, non puo' che essere estremamente personale e influenzata dai film visti nei propri anni formativi. Detto questo, non posso che dirmi poco entusiasta della lista di Chris Phoenix (qui su hplus Magazine). D'accordo su 2001 Odissea nello spazio, Metropolis (non che oggi valga la pena vederlo se non per motivi 'storici'), e The Matrix (il primo della trilogia), ma come si fa a non includere Blade Runner in una lista genere? E per quanto Avatar sia il film piu' tecnologicamente avanzato mai prodotto, la mia impressione (e sono in buona compagnia) e' che si tratti di un film anti-transumanista... (ma ci sono opinioni diverse, anche fra gli autori di questo blog - vedi i commenti al post linkato qui sopra). Un film che invece aggiungerei ad una mia lista e' Cocoon: basta interpretare le assurdita' degli alieni e dei 'bozzoli' del titolo come metafore per future terapie anti-ageing e questo filmetto feel-good hollywoodiano assume improvvisamente una nuova luce. Si parte da una realistica descrizione delle tristi condizioni in cui ci ritroviamo ad una certa eta', si passa per le diverse reazioni al ringiovanimento (entusiasmo, ma anche, da parte di alcuni, rigetto) e si esaminano le conseguenze, non tutte benvenute e non tutte previste, del ritorno di livelli di energia e voglia di vivere giovanili. Insomma, se non l'avete visto, ve lo consiglio.