Sempre più riviste scientifiche si stanno approcciando a temi di interesse transumanista. In particolare sono da segnalare gli articoli della rivista NEWTON che qualche mese fa era gia uscita con un interessante speciale sulla Robotica (acquistabile come arretrato):
Per anni nei laboratori si è sviluppata una ricerca per perfezionare le macchine in quanto tali. Siamo arrivati a braccia meccaniche capaci di sollevare tonnellate, ma incapaci di tenere una piuma senza farla scivolare via. La colpa era nell’approccio, non nel risultato finale. Bisognava solo lasciarsi ispirare dal più perfetto dei meccanismi, quello umano. Oggi, si è capito che l’evoluzione del nostro corpo è una chiave per sviluppare una nuova generazione di robot. Non più pensati per adempiere a una sola funzione, ma capaci di interagire col mondo esterno imparando, creando una sinergia impossibile anche solo da immaginare prima. Magari collaborando pure tra loro. Dove stanno portando avanti questa rivoluzione artificiale? In Italia, perché non servono magazzini di computer, non si parla di potenza di calcolo: quel che conta sono le idee, e alla Sant’Anna di Pisa o all’IIT di Genova ne hanno di ottime...
E ora ripropongono uno speciale sulla Realtà Aumentata
che tratta di tutte quelle tecnologie per il potenziamento umano "indiretto" ovvero ottenuto tramite strumenti elettronici di utility e commodity che integrano la nostra esperienza di vita quotidiana, ovvero elementi virtuali, multimediali, e dati geolocalizzati inseriti ad esempio in smartphone o occhiali indossabili. Le applicazioni vanno dalla possibilità di reperire informazioni rispetto al luogo in cui ci si trova (come alberghi, bar, ristoranti, stazioni della metro), visualizzare voci Wikipedia sovrapposte alla realtà, ritrovare la macchina parcheggiata; giocare a catturare fantasmi e fate invisibili usando una intera città come campo di gioco (come nel gioco Invizimals della PSP), taggare luoghi, inserire dei messaggini 3D in un luogo specifico per settare un punto di incontro per ritrovarsi ecc. Un bravo al direttore della rivista Cristiano Taglioretti: continui così.
30 novembre 2010
NEWTON: Robotica e Realtà Aumentata
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Ugo Spezza
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martedì, novembre 30, 2010
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29 novembre 2010
Resveratrolo, rapamicina, metformina: buone notizie / cattive notizie...
![]() |
| Immagine: "Nothing to eat". ParentsPstcrd_062710, by Pedestrian Typography |
Resveratrolo. Uno studio su topi di laboratorio ha dato risultati negativi per quanto riguarda l'estensione della vita (lo studio e' stato condotto dal National Institute on Aging americano - qui la lista delle sostanze che stanno testando). Michael Rae ha tutti i dettagli in un post sul sito della SENS Foundation. Riassumendo: il fallimento del resveratrolo nell'estendere la vita di topi normali (cioe' non obesi, come e' stato invece il caso in studi precedenti) e a dosi diverse (incluse dosi piu' alte che in precedenti esperimenti) mette severamente in dubbio la sua candidatura a sostanza mimetica della restrizione calorica. Peccato, ma nonostante cio' non penso di rimuovere questa sostanza dal mio protocollo longevista personale. Anche se non allungasse le aspettative di vita massima nell'uomo, ha pur sempre troppe caratteristiche interessanti per essere trascurato: la sua azione anti-tumorale (searchstring: resveratrol chemoprevention), il suo impatto sul sistema cardiovascolare (searchstring: resveratrol cardiovascular) e la sua azione di potenziamento dell'autofagia (searchstring: resveratrol autophagy).
Rapamicina. In questo caso le notizie sono migliori. Nello stesso articolo di cui sopra, Michael Rae illustra i risultati di un recente studio con rapamicina su topi da laboratorio che ha confermato gli effetti mimetici della restrizione calorica di questa sostanza. Non solo ha allungato le aspettative di vita media degli animali in questione, ma ne ha anche allungato le aspettative di vita massima e le aspettative di vita in buone condizioni di salute (quelle che in inglese, lingua sempre pronta alla sintesi, sono note come healthspan). Rae fa anche notare come gli effetti benefici della rapamicina non sembrano essere dovuti alla riduzione di una qualsiasi causa di morte specifica, il che sembra indicare un impatto positivo sullo stato di salute generale. Personalmente, pero', rimango perplesso di fronte agli effetti collaterali di questa sostanza (immunosuppressione) e mi sorge il dubbio che la sua efficacia sia limitata alle condizioni relativamente benigne del laboratorio. In altre parole, come se la caverabbero dei topi allo stato brado con un sistema immunitario soppresso?
Metformina. Non si tratta di un nuovo studio e l'estensione della vita massima non c'entra. Segnalo invece (e per ora solo brevemente) un articolo dalla rivista della Life Extension Foundation, intitolato "Il medicinale che praticamente chiunque dovrebbe discutere col proprio medico" (The Drug Virtually Everyone Should Ask their Doctor About). Purtroppo, pero', il tempo e' tiranno e per i dettagli dovrete tornare da queste parti settimana prossima... (inseriro' il link al prossimo "capitolo" in questo post)
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Estropico
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lunedì, novembre 29, 2010
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Longevismo pratico
28 novembre 2010
Rinascimento robotico
![]()
Un documento tutto da esplorare, sulla relazione fra Uomo e Robot (The Future of Human-Machine Interaction). Prodotto dall'Institute for the Future.
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Estropico
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domenica, novembre 28, 2010
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Robotica
27 novembre 2010
Video-intervista a Bill Faloon, della Life Extension Foundation
Ad un recente convegno della American Academy of Anti-Aging Medicine, Bill Faloon (co-fondatore della Life Extension Foundation (LEF) parla, fra le altre cose, di come sia nata la LEF, di come oggi abbia quasi 160 mila iscritti (!!!) e di come il bilanciamento ormonale, e non solo per le donne post-menopausa, ma anche per gli uomini di mezza eta', sia oggi la cutting edge del longevismo, di cosa la FDA ne pensa delle umili noci... e di come molte morti potrebbero essere evitate con semplici integratori alimentari.
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Estropico
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sabato, novembre 27, 2010
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26 novembre 2010
Computer quantistici più vicini alla realtà grazie a nuove ricerche teoriche
Il dottor Sean Barrett, l'autore principale dello studio, che è ricercatore alla Royal Society University presso il Dipartimento di Fisica dell'Imperial College di Londra, e il suo collega Dr. Thomas Stace, presso la University of Queensland a Brisbane, in Australia, hanno ora trovato un modo per correggere un particolare tipo di errore, in cui si perdono del tutto i qubit dal computer. Hanno usato un codice di correzione d'errore che esamina il contesto fornito dai qubit rimanenti per decifrare le informazioni mancanti.
"Proprio come spesso è possibile dire che cosa dice una parola quando ci sono alcune lettere mancanti, abbiamo usato questa idea nel nostro progetto per un computer quantistico", ha affermato Barrett. Hanno scoperto che i computer hanno una soglia molto più elevata di errore di quanto si pensasse: fino a un quarto del qubit può essere perso ma il computer può ancora lavorare. "E' sorprendente, perché non ci si aspetterebbe che se hai perso un quarto delle perle da un abaco esso sarebbe comunque utile," ha aggiunto.
Ma i risultati sono ancora basati su calcoli teorici, il passo successivo è quello di dimostrare concretamente le idee in laboratorio. Gli scienziati dovranno escogitare un modo per ridimensionare il computer per un numero sufficientemente ampio di qubit da essere vitali, sostiene Barrett. Al momento il più grande computer quantistico che gli scienziati hanno costruito è limitato a solo due o tre qubit. Fonte: Physorg
Immagine in alto: qubit disposti su un reticolo da Imperial College
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David De Biasi
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venerdì, novembre 26, 2010
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Intelligenza artificiale
25 novembre 2010
Intervento biomedico aumenta la massa muscolare e previene l'atrofia muscolare tipica dell'invecchiamento
Lampo culturista / longevista: il 'trapianto' di 'satellite cells' causa un aumento della massa muscolare di lunga durata, fa aumentare la quantita' di cellule staminali (nei muscoli trattati) e combatte l'atrofia tipica dell'invecchiamento. Almeno nei topi usati in questo esperimento: Prevention of Muscle Aging by Myofiber-Associated Satellite Cell Transplantation.
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Estropico
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giovedì, novembre 25, 2010
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Potenziamento umano
Neuroscienziati dimostrano che dormire aiuta a ricordare meglio
Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience dai ricercatori dell'Università di York e della Harvard Medical School, suggerisce che il sonno aiuta la gente a ricordare una parola appresa di recente e a incorporare nuovi vocaboli nel loro "lessico mentale".
I ricercatori hanno quindi voluto vedere se imparando alla sera nuove informazioni, queste fossero più facilmente ricordate il giorno seguente, dopo una sana dormita. Così ai volontari è stato chiesto di imparare vocaboli nuovi di sera e poi con un test eseguito due volte usando un elettroencefalogramma o EEG, prima di andare a dormire e il mattino seguente al risveglio, gli esperti hanno misurato la loro memoria. E’ emerso che al mattino i volontari ricordano un maggior numero di parole, rispetto a quelle ricordate la sera subito dopo averle apprese.
E' da tempo ormai che gli studi scientifici segnalavano l'importanza del sonno come toccasana per la memoria ma questa è la prima volta che si è davvero potuto osservare in azione il cervello, e capire l'importanza dell'attività dei fusi del sonno nel processo.
L'autore principale dello studio, il Dr. Jakke Tamminen, ha dichiarato: "Le nuove memorie sono realmente utili solo se è possibile collegarle a informazioni che già conoscete. Il nostro studio identifica l'attività cerebrale durante il sonno che organizza i nuovi ricordi e rende quei collegamenti vitali con le conoscenze esistenti". Fonte: University of York
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David De Biasi
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giovedì, novembre 25, 2010
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Neuroscienze
24 novembre 2010
Alfa carotene e riduzione della mortalita'
Alti livelli di alfa carotene nel sangue sono correlati ad una ridotta mortalita'. Gli individui con 9 o piu' microgrammi di alfa carotene per decilitro hanno dimostrato una riduzione del rischio-morte del 39% rispetto agli individui con livelli da 0 a 1, nel corso dei sei anni dello studio sopra linkato. Carote, patate dolci, zucche, cachi, broccoli e spinaci sono fra le fonti piu' ricche.
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Estropico
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mercoledì, novembre 24, 2010
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Longevismo pratico
Oggi è un nuovo DNA day, entrate ora in 23andMe a 99 dollari!

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Lorenzo Albanello
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mercoledì, novembre 24, 2010
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Longevismo pratico
Le proprietà dei semi di pompelmo
A chi non è mai capitato di avere disturbi intestinali di vario genere? Le enterocoliti, le infiammazioni di diverticoli o il diffusissimo colon irritabile sono solo alcuni dei problemi più ricorrenti, in particolare essi emergono in quelle condizioni di stress che la frenetica vita moderna ci porta a condurre. Solitamente si agisce in questi casi con fermenti lattici o, dove occorre, con antibiotici specifici per curare tali patologie come la rifamixina.
E' però disponibile anche una soluzione assolutamente naturale che da tempo ho provato e che è molto reclamizzata nella letteratura erboristica: i semi di pompelmo. Certamente non sono consumabili così come sono (dato anche l'orrido gusto) ma sono polverizzati e inseriti in capsule oppure glicerinati e confezionati in gocce (personalmente preferisco questi ultimi) assieme ad un edulcorante che ne rende gradevole il sapore. Questi semi presentano la proprietà di essere non solo un ottimo antibiotico naturale ma soprattutto un eccellente antifungino. Contengono bioflavonoidi, naringina, esperidina, diidrocanferolo e il potentissimo antiossidante quercetina. L'estratto viene prelevato sia dai semi che dalla polpa disidratata. Il preparato esercita una potente azione inibente vero i batteri, funghi, parassiti e alcuni virus, mantenendo una tossicità minima ai prodotti farmaceutici di sintesi chimica.
I risultati delle ricerche indicano che l'estratto dei semi di pompelmo agisce su 800 ceppi di batteri fra i quali: salmonella, e.-coli, vibrio cholerae, staph, strep, lysteria, shigella e clamydia. virus, su circa 100 ceppi di funghi e molti parassiti monocellulari. Dagli studi effettuati risulta che l' estratto dei semi di pompelmo esercita attivita' antimicrobica a una concentrazione di 1 a 1000. Dei ricercatori nel 1990 provarono la loro attivita' su 773 ceppi batterici e 93 ceppi di funghi e fece un confronto con 30 antibiotici e 18 antimicotici. Il risultato fu che l'azione dei semi era molto simile a quella delle sostanze di sintesi chimica.
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Ugo Spezza
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mercoledì, novembre 24, 2010
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Longevismo pratico
23 novembre 2010
Alcol e caffeina: miscela letale
Segnalazione lampo: caffeina e alcol possono non rappresentare un rischio alla longevita' se consumati in moderazione, ma non basta stare attenti a non esagerare: bisogna anche stare attenti a non consumarli insieme. Un prodotto in vendita dal 2005 negli USA e, secondo Wikipedia, anche in Europa, mette in una singola lattina l'equivalente di sei birre (in termini di alcol) e di tre Red Bull (in termini di caffeina). Non e' chiaro come l'organismo umano metabolizzi alcol e caffeina a questi livelli: non e' stato possibile condurre esperimenti su volontari, in quanto considerato troppo rischioso... Addio caffe' corretto? Suvvia, uno ogni tanto e' piu' che accettabile.
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martedì, novembre 23, 2010
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Longevismo pratico
Poiché la realtà non esclude universi artificiali nasca la cosmologia della costruzione, di Carlo Pelanda
Vacanze intelligenti. La vera passione di ricerca del rubricante è quella di costruire un linguaggio sistemico in grado di sovrascrivere gli altri (disciplinari) rendendoli supersintetici ed integrabili come strumento di dominio della realtà. Tale passione – così come la Teoria integrata dei sistemi - non trova ambito universitario perché troppo generalista ed il rubricante deve perseguirla privatamente, potendola applicare vagamente come approccio multidisciplinare negli ambienti di ricerca organizzata dove insegna e produce scenari. Una sofferenza cognitiva. Interrotta periodicamente dall’individuazione di luoghi che facilitano la supersintesi, tutti in deserti. Questa estate una gita in quello del New Mexico, in un punto dove il cielo stellato appare toccabile, è stata molto produttiva. Anzi: terapeutica.
Due recenti scoperte della cosmologia permettono di pensare la realtà oltre i suoi limiti apparenti: (a) l’universo nel quale siamo inseriti continua ad espandersi spinto da una energia ignota (oscura) ma con effetto individuabile; (b) ai confini dell’universo le leggi della fisica appaiono violate, per esempio la luce sembra perdere energia, cosa che ne contraddice il principio di conservazione e, in generale, le leggi di simmetria con cui la fisica descrive le costanti del nostro universo. La seconda osservazione è in realtà apparente. I singoli fotoni conservano l’energia, ma l’osservatore che guarda il fenomeno complessivo percepisce una dissipazione. Ciò anche significa che un osservatore con strumenti di visione vincolati ai principi di simmetria (e della fisica relativistica) si trova in condizione di “indecidibilità” quando osserva i fenomeni verso il limite. Problema di distanza? Qualcosa di più: se non c’è un osservatore in grado di porsi in condizioni di decidibilità complessiva allora la realtà è suscettibile di trasformazione. Supersintesi: la realtà è immensamente flessibile ad essere creata perché non ha una struttura rigida, totalitaria. Inoltre l’ambiente esterno al nostro universo non sembra ostacolarne l’espansione. Le due considerazioni individuano la possibilità di creare universi a nostro piacimento. Se così, le conseguenze antropiche sono: (1) potremo sfuggire alla morte termica (entropia) del nostro universo costruendone uno artificiale a noi adatto; (2) avendo un futuro infinito potenziale la riproduzione sociale e culturale può orientarsi verso l’obiettivo di costruirlo realmente, ogni generazione con la missione di fare un passo tecnologico in più lungo questa direzione storica ; (3) la “cosmologia della costruzione” dà un significato alla nostra vita.
Carlo Pelanda (24-8-2010)
Da CarloPelanda.com
Vedi anche: la categoria Esodestini del blog, dedicata agli articoli futurizzanti del Prof. Carlo Pelanda (altri articoli sui 'nostri' temi sono disponibili su Estropico.com)
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martedì, novembre 23, 2010
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Esodestini
22 novembre 2010
Webinar: investire nelle nanotecnologie
Piu' di 2500 prodotti nanotecnologici sono gia' sul mercato [nanomateriali - ndr]. Quali aziende possiedono le innovazioni che spingeranno la ripresa economica? Scopritelo il 1 dicembre, grazie a questo free webinar: Breakthrough Nanotechnology Companies Webinar. Hat-tip a Nanodot.
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lunedì, novembre 22, 2010
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Nanotecnologie
Aquasar: il supercomputer che sarà più piccolo di una zolletta di zucchero
All'IBM in fatto di supercomputer non scherzano, e secondo le ultime rivelazioni è in atto uno sforzo di ricerca pionieristico che potrebbe ridurre i processori dei supercomputer più potenti del mondo alle dimensioni di una zolletta di zucchero.
L'approccio vedrà molti processori per computer accatastati uno sopra l'altro, raffredati con acqua (al posto di ventilatori interni) che scorre tra ciascuno di essi. L'obiettivo è di ridurre il consumo energetico dei computer oltre a ridurli di dimensioni. Circa il 2% del totale di energia nel mondo è infattt consumato dalla creazione e dall'esecuzione di dispositivi informatici. Il Dr Michel e il suo team all'IBM hanno già costruito un prototipo per dimostrare il principio di raffreddamento ad acqua: chiamato Aquasar (descritto nel video qui sopra) che occupa un contenitore più grande di un frigorifero. IBM stima che Aquasar è quasi il 50% più efficiente rispetto ai supercomputer mondiali.
"In passato, la lista dei 500 (dei supercomputer più veloci in tutto il mondo) era quella più importante; i computer vi sono stati elencati in base alle loro prestazioni. In futuro, la 'Green 500' sarà la lista più importante, dove i computer sono elencati in base alla loro efficienza" ha detto il dottor Michel.
Finora, il supercomputer in cima a questa lista, potrebbe fare circa 770 milioni di operazioni di calcolo al secondo, al costo di un watt di potenza. Il prototipo Aquasar ha totalizzato con quasi la metà di potenza 1,1 miliardi di operazioni al secondo. Ora il compito è quello di ridurla. Pensiamo che da 10 a 15 anni, saremo in grado di comprimere un tale sistema ad una zolletta di zucchero". Insomma sembra proprio che fare supercomputing ecosostenibile è possibile. Fonte: BBC News
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David De Biasi
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Intelligenza artificiale
21 novembre 2010
Vivere fino a 250 anni di eta' grazie alla medicina di domani? Un convegno ne discute (video)
Due ore di video (che non tento neanche di riassumere...) dal recentissimo Never Say Die: A Future Tense Event. How Radical will Radical Life Extension Be? organizzato dalla New America Foundation in collaborazione con Slate e l'Arizona State University. Traduco liberamente dal sito dell'evento:
Avere 250 anni sara' come averne 100? Le aspettative di vita umane si sono allungate costantemente nel corso degli ultimi due secoli. I ricercatori anti-invecchiamento mirano a proteggere cellule e DNA da quella corrosione una volta ritenuta inevitabile e a rendere possibile un'estensiose radicale delle aspettative di vita. Quanto e' probabile che cio si realizzi? E sarebbe desiderabile vivere fino a 250 anni? Si trattera' di un interminabile tramonto, o un'estensione della giovinezza?
Un paio di articoli al proposito, uno da un sito anti e uno da un sito pro-longevismo.
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domenica, novembre 21, 2010
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20 novembre 2010
Una cura per la Terra. Il libro dell'ecopragmatista Stewart Brand
Esplosione demografica, riscaldamento globale, inquinamento e urbanizzazione stanno cambiando il volto del nostro pianeta. Sono forze potenti, con conseguenze imprevedibili che potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza della società così come la conosciamo oggi. Siamo insomma alle porte di una profonda trasformazione: il punto non è come evitarla, ma come affrontarla per evitare che ci travolga. E il modo migliore è lasciarsi alle spalle trent’anni di un dibattito pubblico troppo compromesso da ideologie e politicizzazioni e troppo poco informato, e dire le cose come stanno senza paura di essere ruvidi, scomodi, eretici. L’urbanizzazione è un fattore di sviluppo, e come tale va trattato. L’energia nucleare è oggi necessaria per liberarci dalla dipendenza dei combustibili fossili. Gli organismi geneticamente modificati non sono il “cibo di Frankenstein”, e potrebbero sfamare milioni di persone. La geoingegneria, la scienza che interviene a modificare il clima, non va demonizzata. Non si tratta solo del passaggio a una nuova ideologia: è un cambiamento più profondo, è il totale abbandono di qualsiasi ideologia a favore del più lucido e laico pragmatismo.
Inoltre, per approfondire, da leggere l'intervista de La Repubblica e da vedere l'intervento dell'autore al Festival della Scienza di Genova in cui ha presentato il suo libro.
NB. Questo post appare sul blog come "scritto da estropico" causa problemi tecnici, ma in realta' e' stato inviato da David
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sabato, novembre 20, 2010
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Letture
19 novembre 2010
GECO 2010 - oggi a Modena
Ricevo e volentieri pubblico: GECO 2010 si occupa dei "processi evolutivi della comunicazione e dell’"intelligenza" vegetale, animale e artificiale, dalle piante che interagiscono o "interferiscono" tra loro, all'uomo, passando attraverso gli insetti, fino ad arrivare alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, che imita il comportamento degli altri esseri viventi per realizzare robot in grado di apprendere in maniera autonoma."
“Evolution in Communication and Neural Processing”
Aula Magna, Palazzo del Rettorato – Modena18-19 Novembre 2010
Per maggiori informazioni: www.geco.unimore.it
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venerdì, novembre 19, 2010
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Intelligenza artificiale
Short Stories 9
E' con una certa emozione che annuncio la pubblicazione del mio romanzo breve Necronomicom sulla rivista di letteratura fantastica Short Stories numero 9.
Il racconto tratta di una intelligenza artificiale che fa uso di strumenti nanotecnologici, messa a punto per trovare una soluzione definitiva al cancro. Purtroppo però essa si evolve nel corpo del paziente e inizia a riprodursi in modo incontrollato...
Non vado avanti nello svelare la trama. Chi fosse interessato alla lettura del racconto (sono aperto ovviamente a critiche e suggerimenti) può acquistare la rivista sul sito dell'editore Lulu a questo link al modesto prezzo di 13 euro, con rilegatura rigida a colori. Coloro che posseggono un E-Book o amano leggere al computer possono invece acquistare la versione PDF al prezzo di 7 euro.
Ricordo che Short Stories è una rivista di racconti di Fantascienza edita da Edizioni Scudo su iniziativa dell'autore di fantascienza Giorgio Sangiorgi e del brillante grafico Luca Oleastri (che ha curato anche la cover di Futurology.IT).
Il numero 9 in questione, datato Novembre 2010, ha per tema un classico della fantascienza: "Equipaggi e Astronavi" e riporta i racconti di scrittori famosi come Donato Altomare (già premio Urania), Claudio Tanari (Fantascienza.com), lo stesso Sangiorgi e molti altri eccellenti writer.
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Ugo Spezza
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18 novembre 2010
Il drone fai-da-te
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giovedì, novembre 18, 2010
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Varie
Collaborazione tra Aubrey de Grey e Anthony Atala
Cari amici di Estropico Blog, mi Chiamo Lorenzo Albanello e questo è il mio primo post. Vi scrivo da Mountain View, in California, dove lavoro come biologo sintetico al SENS Foundation Research Center. Ho incontrato Aubrey de Grey alcuni anni fa e fin da allora ho iniziato a lavorare dapprima come supporter del progetto SENS e appena ce n’è stata la possibilità ho partecipato alla fondazione del nostro laboratorio dove tutt’ora porto avanti la mia ricerca con grande entusiasmo. Se vi interessa sapere qualcosa in più su di me vi linko questa piccola mia intervista che è stata pubblicata qualche giorno fa su un quotidiano on-line di Teramo, la città in cui sono cresciuto.
- Lotta agli aggregati intracellulari (LysoSENS). Qui al research center abbiamo progettato, espresso, purificato e testato vari enzimi sintetici in grado di degradare delle molecole target tossiche responsabili di malattie legate all’invecchiamento come l’aterosclerosi e la degenerazione maculare. Il WFIRM ci aiuterà con test preclinici su animali, studi sia sull’eventuale tossicità dei nostri enzimi e sul miglioramento delle condizioni patologiche. Avere al più presto applicazioni terapeutiche dirette è essenziale per fornire alla FDA dati incoraggianti che ci permetteranno di andare avanti nelle fasi successive del drug development.
- Ringiovanimento del sistema immunitario. Siamo partiti nel nostro laboratorio con lo studio sullo scrubbing (eliminazione) dei linfociti T senescenti che ha di mostrato con successo come si potesse alleggerire il sistema immunitario nei topi delle cellule zavorra non funzionanti. Abbiamo presentato i nostri dati alla nostra conferenza SENS4 e sono stati accolti da una standing ovation e molto apprezzati da immunologi di altissimo livello. Tra loro c’era Janko Nikolich, dell’University of Arizona che ha con noi una collaborazione e ha voluto anche lui testare il nostro scrubber per topi, questo robot che abbiamo realizzato per rimuovere soltanto le cellule T senescenti. Ora inizieremo a lavorare su un interessante problema che colpisce noi tutti: quello dell’involuzione timica. Dopo l’adolescenza rimaniamo con questo importante organo linfatico fortemente atrofizzato per via dell’azione degli ormoni sessuali. Il WFIRM studierà strategie per la rigenerazione delle cellule epiteliali della corticale e della midollare del timo. Noi studieremo metodi per l’ablazione dei cloni anergici, cioè lo scrubbing delle cellule non funzionanti.
- Reale ringiovanimento della pelle. Il WFIRM svilupperà metodi per indurre periodicamente il rinnovo tissutale, noi studieremo strategie per l’eliminazione catalitica dei crosslinks non enzimatici (advanced glycation end products o AGEs) per ripristinare l’elasticità.
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Lorenzo Albanello
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giovedì, novembre 18, 2010
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SENS
Bjorn Lomborg: il film
Mi sono gia' occupato, in passato, del cosiddetto 'ambientalista scettico' Bjorn Lomborg, e ora noto con piacere che il suo messaggio anti-catastrofista ha preso anche la forma di un film, Cool it, dal titolo della sua piu' recente pubblicazione. Dal sito del film (traduco liberamente):
Catastrofe climatica? Fine del mondo? Cool it si basa sul libro dallo stesso titolo e su varie presentazioni di Bjorn Lomborg, il controverso autore di The Skeptical Environmentalist [vedi qui, su Estropico.com]. Il regista Ondi Timoner segue Lomborg in giro per il mondo, esplorando la realta' scientifica del riscaldamento globale e il suo impatto. Lomborg e' il fondatore e direttore del Copenhagen Consensus Center un think-tank globalmente rinomato il cui obiettivo e' la ricerca di soluzioni per problemi globali quali malaria, HIV/Aids, mancanza di acqua potabile, etc - il tutto tramite la corretta assegnazione delle risorse economiche disponibili e la valutazione del rapporto costi/benefici delle varie soluzioni proposte. Cool it segue Lomborg nella sua missione tesa a promuovere le soluzioni piu' razionali a cambiamento climatico, inquinamento e ad altri problemi globali, il tutto nel contesto di un dibattito sul clima sempre piu' polarizzato.
Faccio anche notare che, per quanto profondamente odiato dai falchi del cambiamento climatico, Lomborg non puo' certo essere descritto come 'negazionista' - il termine dispregiativo adottato da certi ambientalisti per descrivere chi non condivide la loro (catastrofista) visione del mondo. Per esempio, in un'intervista rilasciata quest'anno ha dichiarato che "Il cambiamento climatico e' una realta' - e' antropogenico ed e' un problema importante. Ma non e' la fine del mondo". Al proposito, si veda anche Fix the Planet, il sito del Copenhagen Consensus dedicato alle proposte pratiche per ridurre l'impatto del cambiamento climatico.
Concludo chiedendomi se Cool it arrivera' mai nelle sale italiane. Non si sa mai, ma mi sembra alquanto improbabile. Temo che al massimo possiamo sperare che, qualche mese dopo il lancio, arrivi on-line...
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giovedì, novembre 18, 2010
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17 novembre 2010
Europa: continente bioconservatore?
Almeno a giudicare da questa petizione anti-Ogm, dietro la quale troviamo la solita Greenpeace, secondo la quale e' necessaria "una moratoria sugli Ogm fino a quando tutti i problemi di ordine scientifico ed etico non saranno risolti" - in altre parole, se ne riparla alle calende greche... E' il solito ed efficacissimo trucco ammazza-innovazione che da' al principio di precauzione la sua forza. E che spiega perche' il sottoscritto lo chiama, invece, 'principio di stagnazione' ...
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mercoledì, novembre 17, 2010
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Biotecnologie,
Neoluddisti
Il mondo invecchia. Che fare? (2)

Il gruppo di biogerontologi interpellati include Judith Campisi, Caleb "Tuck" Finch, Aubrey de Grey, George Martin e il "leggendario" e recentemente scomparso Robert Butler (oltre allo stesso Michael Rae). La loro risposta e' stata che le terapie all'orizzonte sono promettenti, ma che, per svilupparne il potenziale, sara' necessario un aggressivo programma di investimenti. Se gli investimenti arriveranno, sara' possibile trasformare un'incombente calamita' sociale di carattere globale in un'opportunita' per creare un futuro in cui la longevita', in ottima salute, sia la norma. Le conclusioni del gruppo di esperti sono raccolte in The Demographic and Biomedical Case for Late-Life Interventions in Aging, che e' stato pubblicato l'estate scorsa su Science Translational Medicine (si noti l'enfasi sugli interventi in 'late-life', cioe' in tarda eta').
Il documento suggerisce tre approcci:
1) Salute pubblica: interventi tesi a prevenire il diffondersi dei disturbi tipici della terza eta' (medicina preventiva)
2) Ricerca e sviluppo su nuovi medicinali in grado di rallentare il processo degenerativo dell'invecchiamento, così permettendo vite piu' lunghe, piu' sane e piu' produttive
3) La creazione di terapie che neutralizzino il deterioramento che si accumula, a livello cellulare, in seguito al processo dell'invecchiamento. In pratica: creare terapie in grado di ringiovanire corpi e menti anziane. L'approccio piu' promettente in questa direzione sembra essere quello della SENS Foundation, il cosiddetto 'regenerative engineering'.
Dal documento (riassumo/traduco liberamente):
L'ora e' giunta. Abbiamo la conoscenza scientifica necessaria. La necessita' [di questo intervento] continua a crescere, insieme a ogni baby-boomer in Occidente e insieme alle equivalenti generazioni in India, Cina, Africa, Sud America e Medio Oriente. Questo rapporto e' una chiamata alle armi a favore di investimenti massicci e mirati, da parte del National Institute of Health e da parte di altre organizzazioni, sia pubbliche che private, per la ricerca necessaria a sviluppare terapie che contrastino efficacemente quel processo degenerativo meglio conosciuto come "invecchiamento". Il non voler affrontare la situazione comporta enormi costi (finanziari, sociali e umanitari) che giustificano pienamente gli investimenti suggeriti - anche quelli in progetti particolarmente costosi e il cui successo e' incerto. Per poter sperare di riuscire in questa ambiziosa missione, dobbiamo lanciare immediatamente un attacco frontale all'invecchiamento biologico.
Nella foto, i firmatari dell'appello. Michael Rae e' il terzo da destra, Aubrey de Grey (e la sua barba) sono inconfondibili.
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mercoledì, novembre 17, 2010
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Longevismo,
SENS
16 novembre 2010
Cellule staminali iniettate nel cervello
Segnalazione lampo. Al momento non ne ho trovato traccia sui media italiani online, ma se ne parlera' sicuramente nelle prossime ore. Nel frattempo ecco un articolo della BBC: Stem cells used in stroke trial. Un paziente ha ricevuto l'iniezione, in un ospedale di Glasgow, nel tentativo di ripare i danni causati dall'ictus cerebrale.
Aggiornamento (ore 19.00): ecco i primi articoli italiani - hehehe, EstropicoBlog arriva prima di AGI, Reuters e ANSA ;-)
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martedì, novembre 16, 2010
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Biotecnologie
Il mondo invecchia. Che fare?
Riassumo (selettivamente) e commento un imperdibile artico di Foreign Policy dedicato allo "tsunami grigio" dell'invecchiamento globale: Global Aging. A gray tsunami is sweeping the planet - and not just in the places you expect. How did the world get so old, so fast?
Nel 1968 Paul Ehrlich scrisse, nel suo apocalittico The Population Bomb, che negli anni '70 e '80 "centinaia di milioni di persone moriranno di fame [...] nulla puo' prevenire un sostanziale incremento del tasso di mortalita' globale". La visione di Ehrlich e' ovviamente rimasta nent'altro che una visione. Il suo errore fu quello di assumere che il baby boom degli anni '60 sarebbe continuato all'infinito. Oggi, invece, la preoccupazione dei demografi non e' la nascita di troppi bambini, ma esattamente il contrario...
E' vero che nei prossimi 40 anni la popolazione mondiale passera' da 6,9 miliardi a 9,1, ma la crescita non sara' spinta dalla natalita' (che e' crollata, e non solo in Occidente), ma dalla crescita della fascia delle persone anziane. La fascia di eta' sotto i cinque anni calera' di 49 milioni entro la meta' del secolo, mentre quella sopra i 60 arrivera' a 1,2 miliardi, grazie alle piu' lunghe aspettative di vita. In Occidente (e Giappone, immagino) stiamo osservando un picco di sessantenni. Fra vent'anni ne osserveremo uno di ottantenni. Il resto del mondo ripetera' l'esperienza con qualche decennio di ritardo. Gia' oggi la tendenza e' osservabile in molti paesi asiatici, sudamericani, e in nazioni quali Marocco, Libano e Iran. Delle 59 nazioni la cui fecondita' non e' sufficiente a garantire il rimpiazzo generazionale, gia' 18 sono cosiddette in via di sviluppo.
Quando l'onda lunga del baby boom globale sara' passata, la popolazione mondiale potrebbe decrescere tanto rapidamente quanto e' prima cresciuta. Russia e Giappone fanno gia' da battistrada. Secondo una proiezione delle Nazioni Unite, nel 2150 la popolazione mondiale potrebbe essere la meta' di quello che e' oggi.
![]() |
| L'autore dell'articolo di Foreign Policy e' Phillip Longman, autore di The Empty Cradle. |
Una inaspettata conseguenza della nuova situazione demografica e' che il molto discusso "secolo asiatico",
appena cominciato, potrebbe non realizzarsi. I problemi economici del giappone cominciarono verso la fine degli anni '80, quando la sua forza lavoro comincio' a contrarsi. E' questo il futuro di Corea, Taiwan e Singapore e, piu' avanti, della Cina? In quella nazione, e in India, esiste anche il problema della disparita' fra maschi e femmine, dovuta a pregiudizi culturali. Nessuna societa' ha mai subito un invecchiamento della popolazione talmente rapido quanto quello oggi in atto in Asia, il che rende estremamente difficile fare previsioni, ma quello che e' certo e' che nessun'altra regione dovra' affrontare una crisi demografica altrettanto profonda.
Con l'invecchiamento globale assisteremo ad un rallentamento economico: meno giovani vuol dire meno nuove case, etc, e meno spirito imprenditoriale. Una forza lavoro di una certa eta' sara' piu' interessata a proteggere la propria occupazione corrente, piuttosto di lanciarsi in una nuova carriera o impresa. E su questo blog questa e' una notizia preoccupante, dato che diamo per scontato il paradigma progresso economico = progresso tecnoscientifico = progresso sociale = progresso verso il futuro postumano all'orizzonte.
L'autore dell'articolo non vede molte soluzioni (ma io ne segnalo una estremamente on-topic, che pero' apparira' in un altro post, pubblicato domani). Da una parte si potrebbe seguire il modello svedese: massiccio intervento statale per alleviare il conflitto carriera/famiglia, in modo che le madri possano avere piu' figli senza soffrirne economicamente. Il problema e' che le nazioni che hanno adottato questa strategia hanno ottenuto risultati modesti. L'altro approccio (non suggerito seriamente!) e' quello del Taliban: il ritorno a valori "tradizionali". Le donne avrebbero ben poche opzioni al di la' di starsene a casa a fare figli...Una terza via, suggerita nell'articolo, consisterebbe nel fare in modo che i figli tornino ad essere un aiuto, un investimento, come lo possono essere nel caso delle piccole aziende a gestione familiare. Interessante, ma non mi convince quanto l'approccio biogerontologico di cui pero', come gia' detto, parlero' domani... [aggiornamento: ecco il link]
Immagine: dal fotoservizio di Foreign Policy The Grayest Generation
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martedì, novembre 16, 2010
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Longevismo
15 novembre 2010
Acidi grassi e fratture; dieta mediterranea e peso; stile di vita e tumore colon; un marker per la morte improvvisa
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Acidi grassi e rischio di fratture. Gli acidi grassi della dieta influenzano diversamente il rischio di fratture osteoporotiche in donne in menopausa
Dalla dieta mediterranea benefici anche per il peso. La dieta mediterranea aiuta a prevenire sovrappeso e obesità
Stile di vita più sano per prevenire i tumori del colon-retto. Uno stile di vita sano si associa alla riduzione del rischio di neoplasie colorettali in una popolazione danese
Marker del rischio di morte improvvisa. La performance cardiorespiratoria può essere predittiva del rischio di morte cardiaca improvvisa
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lunedì, novembre 15, 2010
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Longevismo pratico
La rigenerazione delle salamandre come una via alla rigenerazione di arti negli umani
Vedi anche: Cinque settimane per rigenerare la punta del dito
Related articles
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Mirco Romanato
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Biotecnologie
14 novembre 2010
Superuomini? Un video di Rai3 su protesi, cyborg, potenziamento umano ed esoscheletri
Un video in italiano, una volta tanto... Si parte dalle protesi high-tech, si passa allo sport e si finisce a parlare di esoscheletri. Dal canale YouTube della Rai: "Corpo e tecnologia. Il nostro corpo è rimasto sostanzialmente lo stesso per centinaia di migliaia di anni. Come verrà cambiato, in pochi decenni, dalla tecnologia? Diverremo "superuomini"? Tratto da "Cosmo" del 04/09/2010".
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domenica, novembre 14, 2010
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Cyborg,
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13 novembre 2010
Superanziani
Superagers.com e' il sito dedicato al Longevity Genes Project dell'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University, un progetto il cui obiettivo e' scoprire quali sono i segreti genetici di chi "invecchia bene". A questo scopo sono state condotte analisi del Dna di 500 persone fra i 95 e i 112 anni di eta' e in buona salute, e sui loro figli. L'idea e' di identificare dei cosiddetti geni della longevita' per facilitare interventi farmacologici tesi a dare a tutti i benefici che una Madre Natura capricciosa ha dato solo ad alcuni... Ecco i risultati principali dello studio, ad oggi:
-se i tuoi genitori sono "invecchiati bene" e' probabile che lo farai anche tu
-chi invecchia bene tende ad avere livelli alti di colesterolo "buono" (HDL) e livelli bassi di colesterolo "cattivo" (LDL)
-e' probabile che chi invecchia bene abbia molecole di colesterolo (sia HDL che LDL) di dimensioni superiori alla media, una caratteristica che risulta in minore probabilita' di problemi cardiaci, insulinoresistenza e ipertensione.
Sul sito troverete anche una serie di interviste video con Nir Barzilai, direttore dell'Institute for Aging Research e con alcuni dei 'superanziani' che hanno preso parte allo studio (eta' media 100 anni e tutti estremamente lucidi).
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sabato, novembre 13, 2010
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12 novembre 2010
La Legge nella Società della Semi-Immortalità
La Legge nella Società della Semi-Immortalità, di Gabriele Rossi, Marta Rossi, Paolo Sommaggio
Uno degli aspetti più problematici della nostra società è l’intervento umano nell’amministrazione della giustizia: ogni giorno veniamo a conoscenza di situazioni in cui, a parità di codice condiviso (“la legge”) ed azioni compiute (“i fatti”), due persone ricevono, per i loro comportamenti, un giudizio differente.
La discrezionalità nell’amministrazione della giustizia è una delle principali cause nella sfiducia dell’individuo verso le istituzioni della società cui appartiene; tuttavia, se l’intervento umano a “mediare” tra i fatti e la legge si è reso indispensabile fino ad oggi, l’avvicinamento della Singolarità tecnologica promette un superamento di questa difficoltà attraverso la progressiva introduzione di strumenti di giudizio totalmente imparziali: una nuova generazione di leggi e l’introduzione di un “super-giudice” contribuiranno a cambiare in maniera radicale la nostra organizzazione sociale.
L’ “esplosione di intelligenza” che caratterizzerà la Singolarità metterà a nostra disposizione possibilità fino a poco tempo fa inimmaginabili: da una parte, la nostra conoscenza della realtà aumenterà esponenzialmente; dall’altra, sistemi super-intelligenti saranno in grado di dedurre in pochi istanti la compatibilità o meno di un dato comportamento con un corpus di principi. Prerequisito fondamentale diviene dunque la computabilità completa del codice stesso: l’ordinamento dei principi e la loro formulazione deve essere tale da consentire la creazione di un algoritmo che assegni in modo deterministico un giudizio ad un evento. In questo scenario, l’attuale discrezionalità scompare: a parità di “fatti”, la forma della legge e l’operato del “software giudice” assicurano che eventi uguali siano sempre assolti/puniti in modo uguale; l’amministrazione della giustizia diviene da affare prevalentemente umano – con tutte le indebite ingerenze emozionali ed errori di valutazione – un normale compito di calcolo per un sistema esperto, con riduzione di tempi, costi e soprattutto disagio sociale.
Se sul piano della forma sono chiari i vincoli di computabilità per la nuova legge, sul piano del contenuto sono ovviamente disponibili diversi candidati al ruolo di “valori base” per la società della Semi-Immortalità. Dal nostro punto di vista, l’Etica si configura come il giusto mezzo per raggiungere un obiettivo prefissato (non esiste “giusto” o “sbagliato” a priori): poiché l’obiettivo degli iLabs è da sempre il prolungamento indefinito della vita, i principi che proponiamo, e l’ordine in cui li abbiamo disposti, riflettono il profilo etico che crediamo dia le maggiori probabilità di raggiungere il traguardo.
Vedi anche (su Estropico.org):
Il laboratorio di ricerca sull'immortalità, il secondo capitolo di Semi-Immortalità, di Gabriele Rossi e Antonella Canonico
Il meccanismo dell’apprendimento, il quinto capitolo di Semi-Immortalitàdi Gabriele Rossi e Antonella Canonico
Intervista a Gabriele Rossi (su Estropico.com)
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venerdì, novembre 12, 2010
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Letture
11 novembre 2010
In Situ Bioprinting per la guarigione rapida dei tessuti
Ne abbiamo già parlato l’anno scorso, con la spedizione delle prime stampanti di questo genere ai vari laboratori di ricerca, e adesso vediamo i primi risultati pubblicati.
In Situ Bioprinting of the Skin for Burns è stato presentato alla American College of Surgeons Clinical Congress. I ricercatori del Wake Forest Institute for Regenerative Medicine (Weixin Zhao, Tamer Aboushwareb, Dennis Dice BS, Anthony Atala, James J Yoo) hanno mostrato i risultati di un esperimento fino ad ora unico: l’utilizzo di una stampante inkjet che usa cellule di tessuto vivente al posto dell’inchiostro. La ricerca ha mostrato una guarigione rapida già nelle prime due settimane, con la chiusura della ferita entro la terza settimana, nei soggetti trattati (ma non in quelli non trattati).
La capacità di coprire le ferite da ustione e simili è importante in quanto la perdita completa (pieno spessore) della pelle di una dimensione superiore a 4 cm non guarisce mai autonomamente. Il trattamento sarà importante per 10.000-40.000 persone negli USA e venti volte tanto nel resto del mondo.
La stampante dispone di due testine, una delle quali espelle le cellule della pelle miste a fibrinogeno (un coagulante del sangue) e collagene di tipo I (il componente principale del tessuto connettivo delle cicatrici). L'altra testina espelle la trombina (un altro coagulante).In futuro la ricerca sarà condotta anche sui maiali, che hanno una pelle più simile a quella umana.
Come i componenti delle resine a presa rapida che devono essere tenuti separati fino a quando la miscelazione provoca una reazione chimica che indurisce la resina, i prodotti delle due testine di stampa si mescolano e formano immediatamente la fibrina, una terza proteina a sua volta coinvolta nella coagulazione del sangue. La miscela è completamente ricoperta da uno strato di cheratinociti (cellule della pelle), depositati con lo stesso metodo di stampa.
Solo negli USA muoiono per ustioni 4.000 persone ogni anno; 40.000 persone vengono ospedalizzate, di cui 25.000 in centri specializzati; e vengono trattate 500.000 ustioni ogni anno. Il 38% degli ospedalizzati hanno ustioni su più del 10% della superficie del corpo, mentre il 10% ha ustioni su più del 30%. La maggior parte ha ustioni su parti fondamentali come viso, mani, piedi.
In molti casi le ustioni, anche se trattate, sono gravemente invalidanti e richiedono cure estremamente lunghe e dolorose. Questa tecnologia, pienamente sviluppata, ha la possibilità di ridurre notevolmente il dolore delle vittime, il costo delle cure e il livello di invalidità, non che il numero di vite perse.
Related articles
- Using an inkjet printer and cartridges full of living tissue, researchers demonstrate rapid healing in animals (nextbigfuture.com)
- Blog - "Skin Printer" Could Help Heal Battlefield Wounds (technologyreview.com)
- Printer Cartridges Full of Living Tissue (slashgear.com)
- Researchers tout progress with 'skin printers,' hope to one day treat battlefield wounds (engadget.com)
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Mirco Romanato
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giovedì, novembre 11, 2010
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Biotecnologie
10 novembre 2010
Cinque settimane per rigenerare la punta del dito

Un articolo della CNN descrive l’avventura di una donna per avere la punta del suo mignolo rigenerata – cinque settimane in cui ha ignorato i consigli dei medici e ha scritto e-mail a specialisti in giro per gli Stati Uniti.
1. La punta del dito di Deepa Kulkarni è tagliata via da una porta
2. Un chirurgo ortopedico e medico di pronto soccorso ha detto che non era possibile ricucire la punta del dito al moncherino e uno specialista ortopedico ha suggerito di amputare ulteriormente per permettere al moncherino di guarire meglio.
3. Viene trovato il sito web e la e-mail del Dr. Stephen Badylak, dell'Università di Pittsburgh medico e pioniere della rigenerazione della punta delle dita (è apparso in “60 minutes” e da Oprah [programmi popolari negli USA - NdR])
4. Kulkarni prende un appuntamento con il Dr. Michael Peterson, un chirurgo ortopedico di Davis. In un primo momento, Kulkarni dice di essere titubante a provare la rigenerazione dei tessuti perché non l’ha mai fatta prima, ma lei gli da qualche materiale da ricercare, e lei dice che alla fine lui accetta di provare.
La terapia ha richiesto di pulire il dito e rimuovere il tessuto cicatriziale - un processo chiamato debridement - e poi immergere il dito nella polvere per lesioni MatriStem. Dopo sette settimane di trattamento, la punta del dito è ricresciuta.
Siate precisi nel tenere la documentazione. Kulkarni, per esempio, ha fotografato il suo mignolo durante varie fasi della rigenerazione, e ha inviato le immagini via e-mail a vari medici e in seguito alla compagnia di assicurazione per convincerla a rimborsare i 1.665 dollari spesi per il farmaco che ha rigenerato il suo mignolo.
Related articles:
- Woman's persistence pays off in regenerated fingertip (cnn.com)
- Five Week Journey to Regenerate tip of Finger (nextbigfuture.com)
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Mirco Romanato
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mercoledì, novembre 10, 2010
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Biotecnologie
09 novembre 2010
Ben Best sulla crionica (ibernazione umana): introduzione e sfide tecniche
Dalla gia' segnalata conferenza crionica tenutasi in Germania l'ottobre scorso, ecco la presentazione di Ben Best (in inglese). Causa i limiti sulla lunghezza dei video su YouTube, e' divisa in cinque segmenti, qui, qui, qui, qui e qui.
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Estropico
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martedì, novembre 09, 2010
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Crionica - ibernazione,
Video
Perché il Reattore Veloce Integrale doveva morire
L’Integral Fast Reactor (IFR, in origine Advanced Liquid-Metal Reactor) è un tipo di reattore nucleare autofertilizzante. Questi reattori sono progettati per estrarre quasi tutta l’energia dell’Uranio e del Torio, diminuendo le necessità di carburante di quasi 100 volte. In pratica con la tecnologia IFR da sola sarebbe possibile mantener il consumo mondiale attuale di energia per un miliardo di anni. Il Department of Energy degli USA aveva un progetto IFR fino al 1993, quando venne cancellato. Altri paesi hanno reattori autofertilizzanti in via di sviluppo e in uso. L’idea, infatti, non è nuova. Engineer-Poet, però, in un commento ad un articolo su The Oil Drum, cita un documento non classificato del DoE:
During the 50 years that the Federal Government controlled the U.S. uranium enrichment enterprise, DOE generated over 700,000 metric tons of depleted uranium hexafluoride (DUF6). About 10% of that is suitable for enrichment to LWR fuel, but fast breeders or converters can use 100% of it. At 0.8 tons of metal/GW-yr, that is 590,000 GW-yr of generation or 590 years at 1 TWe without mining another gram of uranium. The USA is currently using about 450 GW average.Il che significa che, volendo, gli USA potrebbero produrre tutta l’energia che consumano annualmente (non solo quella elettrica) utilizzando degli IFR senza dover estrarre un grammo di uranio per i prossimi 400 anni.
Pensateci: l’industria del carbone chiusa, quella del petrolio ridotta a rifornire l’industria chimica, niente petroliere in giro per il mondo, nessun incidente petrolifero, zero CO2, elettricità che costa la metà rispetto ad adesso, nessun ricatto da parte dei paesi produttori di idrocarburi (penso al Medio Oriente e alla Russia in particolare), l’inquinamento da idrocarburi scomparso, niente soldi che finanziano regimi dispotici o terrorismo.
Sarebbe bello, ma non per tutti. Se foste i proprietari delle industrie basate sugli idrocarburi vedreste quasi tutta la vostra ricchezza scomparire. Tutto il denaro che vi permette di frequentare politici, belle donne e di cenare con capi di stato sparirebbe inesorabilmente. Ma anche i politici e gli attivisti ecologisti, senza più nulla contro cui protestare, come potrebbero cenare ad aragoste e permettersi di fare congressi e summit a Bali o in altre zone esclusive ed esotiche?
Ecco perché il progetto dell’IFR doveva morire.
The Ergosphere: Why the Integral Fast Reactor had to die
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Mirco Romanato
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martedì, novembre 09, 2010
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08 novembre 2010
Intervista Crionica su "Viver Sani e Belli"
Segnalazione Lampo: da oggi è presente in edicola e sino a Giovedi prossimo, un articolo di 4 pagine sulla Crionica, con un'intervista all'I-LIFEGROUP sulla rivista "Viver Sani e Belli". Consiglio la lettura in quanto è ben fatto e la serietà con cui è stato scritto è sicuramente maggiore di altre interviste simili.
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Bruno Lenzi
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Crionica - ibernazione
Su Estropico: La nascita di una baby-civilta' solare. Il quarto capitolo di La Terra non e' malata, e' incinta, di Adriano Autino
La pubblicazioni di estratti da 'La Terra non e' malata... E' incinta!' di Adriano Autino (presidente di Space Renaissance International) continua con il quarto capitolo: La nascita di una baby-civilta' solare. Leggi tutto, su Estropico.org o scrolla per qualche breve estratto.
Nel 2001, per il 52mo congresso della International Astronautical Federation, che doveva tenersi a Tolosa, avevo presentato tre abstract per altrettanti “paper”. Un paper congressuale ha la dimensione massima di undici pagine a4, e permette di sviluppare un concetto scientifico, o filosofico, che poi si dovrà presentare e discutere in un simposio. Uno di questi paper, che poi non fu accettato, si intitolava "Lady Terrestrial Civilization, would you like to have a baby? (A New-Humanistic Ethics for the Space Age)”. Il documento sviluppava proprio questo concetto: la nascita di una Baby Civiltà Solare, data alla luce dalla nostra Madre Terra, ingravidata dal progresso tecnologico e culturale della specie umana. Nel paper si discute il ruolo della pressione, nel processo della gravidanza. La pressione cresce, ed è un processo pericoloso, che può portare ad un aborto disastroso, ed alla morte del bimbo e/o della madre. Però la pressione è utile, ed inevitabile, se si vuole che alla gravidanza segua un lieto evento. Una metafora secondo me molto significativa, decisamente in controtendenza, rispetto alla macabra morale corrente, che vede il pianeta malato, ad opera di noi umani, una specie di parassiti che sta portando la Terra alla rovina. Nella mia metafora, invece, la Terra non è affatto malata: è incinta di un piccolo organismo, una civiltà solare, figlia della civiltà terrestre! Una visione positiva, inneggiante alla vita, alla speranza ed all’amore, anziché alla morte ed al suicidio specifico , come quella ecozista. (Il termine ecozista è una contrazione di due parole: ecologista e nazista. Come l’ideologia nazista privilegiava gli animali e la natura rispetto agli esseri umani, le frange più anti-umane dei movimenti ecologisti postulano apertamente la riduzione del genere umano, considerato alla stregua di parassita della natura.)
La Signora Civiltà Terrestre è incinta, e partorirà una piccola Civiltà Solare, ma nessuno si prende cura di questa gravidanza, così rischiamo l'aborto e lo shutdown del processo. Come in una gravidanza (o in una caldaia) la pressione sta crescendo (il numero di individui in un sistema chiuso). Se continuiamo a non riconoscere questo processo critico, e non cominciamo ad assisterlo ed a controllarlo (aprendo almeno una valvola, per cominciare a modularlo), la caldaia esploderà o (in caso contrario) avremo lo shutdown della pressione, con l'aborto del processo.
Poiché nelle nostre strategie politiche globalizzate la colonizzazione spaziale (assurdamente) è ancora considerata poco meno di un'opzione fra tante - un argomento di speculazione per studiosi un pò fanatici - la nostra biosfera si trova esattamente nelle condizioni di una donna gravida che non sa della propria gravidanza, e neppure che esistono i bambini [...] una donna incinta sperimenta una crescita insostenibile nel suo addome, nei propri organi riproduttivi. Immaginate quanto sarebbe terrificante questo processo, se Lei non conoscesse la gravidanza. Similmente, la Terra sta sperimentando una crescita insostenibile della popolazione umana - quella che, nella nostra metafora, è il sistema riproduttivo della Madre Terra. Una donna incinta subisce mutamenti nella chimica del suo corpo. Similmente, la biosfera sta subendo mutamenti climatici e chimici, dell'aria e dell'acqua, a causa dell'inquinamento indotto dalle attività umane.
Leggi tutto, su Estropico.org
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Spazio
07 novembre 2010
Relazioni sociali, isolamento e mortalita'
Gli individui con livelli adeguati di interazione sociale hanno il 50% di probabilita' di sopravvivenza in piu', rispetto agli individui con livelli di interazione sociale piu' bassi. In altre parole: avere una buona vita sociale ha un impatto sulla salute simile allo smettere di fumare e simile, o superiore, all'evitare l'obesita' e al mantenersi fisicamente attivi.
Lo sudio su PlosMedicine: Social Relationships and Mortality Risk: A Meta-analytic Review
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domenica, novembre 07, 2010
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06 novembre 2010
Essere o non essere... nel cyberspazio
Inserisco questo cartone animato canadese nella categoria Umorismo solo per il tono... I contenuti sono invece serissimi e vanno al cuore del dibattito filosofico sul mind uploading (l'ipotetico trasferimento di una mente umana su substrato non-biologico).
Vedi anche (su Estropico.org):
Coscienza soggettiva. Quasi un FAQ sulla coscienza soggettiva, nella forma di un dialogo a più voci. L'anno è il 2030… La tecnologia necessaria a creare una copia perfetta di un cervello umano è disponibile (che si tratti di una copia identica a livello atomico, creata con mezzi nanotecnologici o di un modello su computer, basato su scannerizzazione del cervello originale, poco importa ai fini di questa discussione…) La domanda è: se il cervello in questione fosse il tuo, la copia saresti sempre tu?
I Robot erediteranno la Terra: ed essi potrebbero essere noi stessi... di Joe Strout
Networking nell'Era della Mente, di Alexander Chislenko
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sabato, novembre 06, 2010
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Umorismo
05 novembre 2010
La bella sorpresa longevista degli amino acidi ramificati
La notizia non e' nuovissima (primi di ottobre) e l'ho gia' brevemente segnalata, ma quello che oggi voglio sottolineare, e' come la "scommessa del longevista" non ci riservi solo brutte sorprese, come nel caso del rapporto fra vitamina A e vitamina D, ma anche sorprese piacevoli. I risultati di uno studio tutto italiano sugli amino acidi ramificati (branched-chain amino acids) rientrano senza dubbio in questa categoria. Personalmente, li ho assunti in passato (e li sto assumendo al momento) allo scopo di migliorare le mie prestazioni atletiche, ma ora si e' scoperto che, almeno nei topi da laboratorio, allungano sostanzialmente la vita media.
Su Le Scienze: Un elisir di lunga vita a base di aminoacidi ramificati. Dai dati raccolti è risultata una vita media di 869 giorni per gli animali che hanno seguito la dieta con supplementazione contro i 774 giorni del gruppo di controllo
Lo studio, su Cell Metabolism: Branched-Chain Amino Acid Supplementation Promotes Survival and Supports Cardiac and Skeletal Muscle Mitochondrial Biogenesis in Middle-Aged Mice
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venerdì, novembre 05, 2010
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Longevismo pratico
Nuovo sistema di idrocoltura per ambienti estremi
Utilizzare la coltura idroponica in grado di produrre ortaggi e verdure senza terreno per la Luna o Marte: l'idea è venuta ai ricercatori del Ceac (Ceac (Controlled Environment Agriculture Center) presso l’Università dell’Arizona che stanno sperimentando prototipi di serre idronopiniche adatte anche per ambienti estremi.
A partecipare a questo progetto rivoluzionario sono scese in campo due aziende italiane, la Thales Alenia Space, che realizza strumenti hardware per la Stazione Spaziale Internazionale, e Aero Sekur, che produce strutture gonfiabili.
Il sistema messo a punto presso l’Extreme Climate Lab del Ceac è solo una piccola parte dell’intera struttura tubolare che idealmente sarebbe realizzata per la base lunare: si tratta essenzialmente di disporre queste grandi tubature sotto la superficie e attendere che la serra faccia il suo corso schermata da raggi solari, raggi cosmici o micrometeoriti.
La membrana che ricopre ciascuno dei moduli è ripiegabile fino a raggiungere le dimensioni di un disco, essa contiene sacchetti di nuovi semi che via via germoglierebbero idroponicamente e lampade al vapore di sodio raffreddate ad acqua.
“Siamo in grado di spiegare il modulo e avere acqua corrente per le lampade in soli 10 minuti”, ha dichiarato Phil Sadler della Sadler Machine Co., disegnatore e realizzatore della serra spaziale. “In 30 giorni circa gli ortaggi sono maturi”.
Oltre a eventuali colonie spaziali l’idrocoltura potrebbe fiunzionare anche nei centri urbani, notoriamente ostili alla coltivazione di verdure, con enormi vantaggi in quanto a qualità e trasporto veloce dei cibi, relativo abbattimento dei costi e diminuzione dell’impatto ambientale. Fonte: Azbiz
Immagine in alto da NASA
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David De Biasi
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venerdì, novembre 05, 2010
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04 novembre 2010
Video: l'essere umano in un'era inumana e TedMed
Segnalo i video online di due recenti eventi:
Ray Kurzweil, James Hughes e altri su "L'Essere Umano in un'Era Inumana" ("Human Being in an Inhuman Age"), una conferenza recentemente organizzata dal Hannah Arendt Center for Ethical and Political Thinking. I video di tutte le presentazioni sono qui. Ray Kurzweil lo trovate a partire dal 26mo minuto, James Hughes dal 594mo (!!).
I video di TedMed, la conferenza TED dedicata alla medicina (hat-tip a FightAging):
-TEDMED 2010 - Day 1 - Shaf Keshavjee, Nathan Myhrvoid, Nathan Wolfe, and More
-TEDMED 2010 - DAY 2 - Thomas Goetz, Craig Venter, Alex Berenstein, and More
-TEDMED 2010 - Day 3 - Danny Hillis, Dean Kamen, David Blaine, and More
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Estropico
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giovedì, novembre 04, 2010
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Un "superzucchero"per l'autofagia
Torno ad occuparmi di autofagia, dopo averne parlato il mese scorso, quando ho riassunto un post dal blog di Eric Drexler (MetaModern) al proposito: Autofagia. Le ragioni dell' autocannibalismo. Anche questa volta lo spunto e' un approfondimento dell'argomento sul blog di Drexler, nel quale l'autore segnala una serie di studi sul tema che sono imperdibili per chi intendesse sfruttare il processo autofagico a scopi longevisti (con particolare enfasi alla longevita' del cervello). Ne riassumo e commento alcuni, qui sotto.
Il post di Drexler apre con una citazione: "La macroautofagia (in seguito: autofagia) e' un processo di 'pulizia' cellulare che degrada e ricicla proteine di lunga durata, aggregati proteinici di grandi dimensioni e persino interi organuli cellulari quali i mitocondri. Il termine autofagia deriva dal greco e, tradotto letteralmente, significa mangiare se stessi" (Clearing the Brain’s Cobwebs: The Role of Autophagy in Neuroprotection).
E qui arriviamo al trealosio, lo zucchero (un disaccaride) dell'immagine in cima al posto e la cui molecola potete vedere qui sotto e che e' anche in vendita su Amazon - si noti che Amazon, per qualche motivo, non puo' spedire il prodotto al di fuori degli States, ma che lo stesso prodotto puo' essere aquistato direttamente dall'azienda produttrice, la Swanson Vitamins. Qui la pagina della Wikipedia italiana sul trealosio e qui quella inglese - dove troverete molto piu' materiale - e sulla quale leggiamo che tratta di un zucchero scoperto nel 1832 e trovato in natura soprattutto in funghi, piante e invertebrati, fra i quali i tardigradi ai quali conferisce la capacita' di sopravvivere in uno stato di animazione sospesa in mancanza di acqua.
Molti dei disturbi della terza eta', come per esempio il Parkinson, l'Alzheimer e altre taupatie sono causati dall'accumulo, nel citoplasma di determinate cellule, di proteine malfuzionanti (si noti che questo accumulo e' tipico dell'invecchiamento, come per esempio nel caso della lipofuscina). Il potenziamento dell'eliminazione di tali sostanze potrebbe quindi essere un approccio terapeutico utile. Questa panoramica prende in considerazione alcuni delle sostanze che inducono l'autofagia: Chemical Inducers of Autophagy That Enhance the Clearance of Mutant Proteins in Neurodegenerative Diseases. Fra le sostanze citate, oltre al trealosio, si parla anche del litio, un minerale spesso discussi in circoli longevisti (sapevo che avesse proprieta' neuroprotettive, ma che promuovesse l'autofagia, proprio non lo sapevo - prima o poi dovro' dedicargli un post...)
In Autophagy induction by trehalose counteracts cellular prion infection leggiamo che il trealosio ha avuto un impatto positivo in un altro esempio di neurodegenerazione, quella causata da prioni.
In Trehalose ameliorates dopaminergic and tau pathology in parkin deleted/tau overexpressing mice through autophagy activation dei topi da laboratorio proni al Parkinson hanno ingerito trealosio (si noti la dose: 1% dell'acqua a loro offerta) e, nel giro di tre settimane, hanno dimostrato miglioramenti nei movimenti e nei livelli di ansieta', nonche' una riduzione dei livelli di proteina tau fosforilata e di β amiloide. Dato che il trealosio e' privo di tossicita' anche ad alte concentrazioni, questo studio apre la porta a studi clinici sull'effetto del trealosio nelle taupatie umane.
In Huntington’s disease: degradation of mutant huntingtin by autophagy leggiamo che il potenziamento dell'autofagia potrebbe essere una strategia per il trattamento della malattia di Huntington. Fra le sostanze in grado di favorire l'autofagia troviamo di trealosio, la cui azione e' indipendente dall'attivazione di mTOR (acronimo di mammalian target of rapamycin, bersaglio nei mammiferi della rapamicina - quest'ultima e' una delle altre sostanze in grado di potenziare l'autofagia, ma, contrariamente al trealosio, e' tutt'altro che priva di effetti collaterali).
In un post successivo, Trehalose vs. trehalase, Drexler si occupa di un possible problema, quello dell'enzima che separa le due molecole di glucosio che compongono il trealosio, e si chiede che fine faccia il disaccaride quando assunto per via orale da un essere umano (a quanto pare non esistono molte informazioni al proposito). D'altra parte, rifletto io, i topi di laboratorio sono anch'essi dotati di questo enzima ma, anche a basse dosi, il trealosio ha avuto effetti positivi nei topi proni al Parkinson (vedi lo studio citato sopra: Trehalose ameliorates dopaminergic and tau pathology in parkin deleted/tau overexpressing mice through autophagy activation). Di conseguenza, mi sembra logico supporre che sufficienti quantita' di trealosio restino in circolazione sufficientemente a lungo e/o arrivino "a destinazione" in quantita' sufficienti ad avere un impatto.
Su MetaModern, il blog di Eric Drexler: Trehalose, autophagy, and brain repair: Sweet; Trehalose vs. trehalase.
Prossimamente, su Estropico Blog: le brutte notizie... Gli antiossidanti sopprimono l'autofagia (se non volete aspettare, qui c'e' il post di Drexler).
PS: sia ben chiaro che il sottoscritto non ha interessi commerciali con la Swanson Vitamins e che chiunque volesse, come me, acquistare questo prodotto per potenziare il proprio processo autofagico, e' incoraggiato a prendere molto seriamente in considerazione il problema della cosiddetta "scommessa del longevista"...
Scritto da
Estropico
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giovedì, novembre 04, 2010
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Autofagia,
Longevismo pratico

















