30 settembre 2010

Transumanesimo e spiritualita'

Il primo ottobre a Salt Lake City, Utah: Transhumanism and Spirituality 2010. Fra gli speakers: Max More e James Hughes. La conferenza e' organizzata dalla Mormon Transhumanist Association. Vedi anche: due articoli di More e Hughes, e altri, sul rapporto fra religione e transumanesino, nello speciale di Estropico "L'idea dell'immortalità terrena. Una nuova sfida per la teologia".

La terza guerra mondiale: Cosmisti contro Terrestri?

E' questo il futuro? O la situazione sara' rovesciata, con le Macchine nel ruolo di carnefici e gli esseri umani in quello di vittime? O gli scenari si sovrapporranno? O forse nessuno dei due si realizzera'? Beh, "e' difficile fare previsioni, soprattutto sul futuro..." per citare un famoso detto che pensavo fosse di Niels Bohr, ma la cui paternita' sembra essere tutt'altro che chiara. Qualunque siano le nostre speranze, o paure, su questo tema, sospetto che le conclusioni a cui giungeremo saranno influenzate dal nostro adottare o respingere una serie di ideologie oggi ancora in embrione: saremo Cosmisti, Cyborgs, o Terrans (come potrei tradurlo? Terrestri?) Questi i termini creati da Hugo de Garis nel suo Artilect War, del quale, qui, troverete un estratto/riassunto del quale traduco liberamente l'abstract:

Questo articolo sostiene che la questione di quale specie sara' dominante, dominera' la politica globale nel 21mo secolo. L'umanita' sara' profondamente divisa sull'opportunita', o meno, di costruire macchine enormemente intelligenti e paragonabili a dei chiamate "artiletti" (intelletti artificiali). Questi, grazie alle tecnologie di allora, avranno quozienti di intelligenza trilioni di volte superiori a quelli umani. L'umanita' sara' divisa in tre campi principali: i Cosmisti (favorevoli alla costruzione degli artiletti), i Terrans (contrari) e i Cyborg (favorevoli alla costruzione degli artiletti e il cui obiettivo e' divenire artiletti loro stessi, tramite il potenziamento tecnologico del proprio cervello). Una "guerra mondiale degli artiletti" fra Cosmisti e Terrans, nel tardo 21mo secolo, uccidera' non milioni, ma miliardi di persone.
E' interessante notare una fondamentale differenza fra quanto sostenuto da de Garis e quanto temuto anche dai piu' entusiasti sostenitori della creazione di "artiletti", come per esempio il Singularity Institute. Quest'ultimi (sicuramente Cosmisti o Cyborg, per de Garis) temono anch'essi la creazione di un'intelligenza artificiale ostile e puntano tutto sulla creazione di un Friendly A.I. allo scopo di evitare di essere abbandonati, o sterminati, dalle proprie creazioni. La possibilita' del genocidio, da parte di un-friendly A.I. e' quindi tutt'altro che ignorata dai Cosmisti gia' fra noi. Ma nello scenario di de Garis la prossima guerra mondiale non sara' scatenata da Intelligenze Artificiali, ma da opposte fazioni umane. Specificamente, de Garis immagina che i Terrans prepareranno un attacco preventivo allo scopo di fermare la creazione di un artiletto super-"umano" da parte dei Cosmisti, o che i Cosmisti lanceranno un proprio un contro-attacco preventivo.

A questo punto non posso non includere un grafico decisamente inquietante, per quanto puramente speculativo (e trovato su un blog decisamente dalla parte dei Terrans). Potremmo descriverlo come una specie di macabro parallelo dei famosi grafici di Ray Kurzweil sullo sviluppo esponenziale delle tecnologie (qui qualche esempio) ed elaborato da de Garis nel tentativo di misurare l'impatto di questa terza guerra mondiale tra fautori dell'Intelligenza Artificiale (Cosmisti/Cyborg) e Terrans (neoluddisti?)

Certo, le estropolazioni vanno sempre cum grano salis, ma se siamo disposti a prendere in seria considerazione quelle di Kurzweil, forse faremmo bene a non trascurare quelle di de Garis...

Verso la fine del paper di de Garis troviamo un link al video di un programma della BBC (Human 2.0) nel quale le previsioni di Ray Kurzweil e dello stesso de Garis sono messe a confronto diretto. Kurzweil assume il ruolo dell'ottimista schierato dalla parte dei Cosmisti/Cyborg, mentre la posizione di de Garis e' ambivalente, ma tendenzialmente pessimistica.

E tu, da che parte stai? Oggi come oggi, tutto cio' potra' sembrarti irrilevante. Ma solo fra dieci o vent'anni la situazione potrebbe esser diversa...

29 settembre 2010

La versione 2.0 di XOS, l'esoscheletro della Raytheon



La nuova versione dell'esoscheletro della Raytheon e' "quanto di piu' simile a Iron Man oggi disponibile". Per quanto debba essere ancora alimentato via cavo, il consumo energetico e' stato ridotto del 50% rispetto alla versione precedente e la potenza e' stata aumentata. I responsabili della Raytheon (qui la pagina del loro sito dedicata a XOS 2) ne prevedono l'arrivo su teatri di operazione militari (nella versione alimentata via cavo e per applicazioni logistiche) entro cinque anni. La versione a batterie potrebbe essere pronta dopo altri 3-5 anni. Qui un articolo di Gizmodo. Hat-tip a Tecnotransumani.

Eucrio: un'organizzazione crionica per l'Unione Europea



Dal sito della neonata EuCrio: "il nostro obiettivo primario è di fornire i migliori procedimenti possibili di stand-by, stabilizzazione e trasporto ai membri delle organizzazioni crioniche che vivono all'interno della Comunità europea. EUCRIO propone, inoltre, attività di ricerca e sviluppo. Abbiamo destinato una parte delle nostre risorse a tale scopo, ma il nostro obiettivo rimane sempre quello di fornire servizi di qualità superiore. Se uno dei nostri membri si trova in una situazione d’emergenza, prepariamo il nostro team ben addestrato ed equipaggiato pe lo stand-by presso il letto del paziente, pronti a fornire i migliori servizi di stabilizzazione. Il nostro paziente riceve i farmaci di stabilizzazione, la sua temperatura è abbassata e viene perfuso con soluzioni per la vetrificazione prima dell’ulteriore raffreddamento alla temperatura del ghiaccio secco, utile nel trasporto aereo verso un’appropriata organizzazione crionica, dove sarà conservato a lungo termine con l’uso dell’azoto liquido. La nostra missione principale è di migliorare la crioconservazione e di salvaguardare la vita dei nostri membri."

I servizi di Eucrio sono per chi e' gia' membro di una delle tre principali organizzazioni crioniche (Alcor, Cryonics Institute, Kyrorus) e intendono "solo" stabilizzare il paziente e a farlo arrivare nel giro di un paio di giorni, al massimo, presso le organizzazioni crioniche di cui sopra, dove sara' preservato a lungo termine alla temperatura dell'azoto liquido.

Leggo, nell'FAQ, che l'iscrizione costa 35 Euro al mese, il che permette agli iscritti di ottenere i servizi offerti, e che questi costeranno "decine di migliaia di Euro" (la versione italiana e' tradotta automaticamente e dice "fino al diecimila Euro", ma e' un'errore di traduzione).

Il fatto che sia sorta una rete di supporto crionica europea e' ovviamente un positivissimo sviluppo,ma mi chiedo fino a che punto la Eucrio riuscira' a superare i molteplici ostacoli logisitico-burocratici in cui si imbattera' in giro per l'Europa e che saranno sicuramente diversi da nazione a nazione (qui un articolo sulla situazione italiana).

Qui il sito in inglese, qui il sito in traduzione (automatica) italiana (altre lingue sono disponibili).

Nota per i lettori di passaggio. Crionica? Ibernazione umana?! Se ti stai chiedendo di cosa stiamo parlando, clicca qui e il mistero sara' risolto....

28 settembre 2010

Gli "scenziati pazzi" del DARPA

Segnalazione lampo: The Department of Mad Scientists: How DARPA Is Remaking Our World, from the Internet to Artificial Limbs, di Michael Belfiore (la funzione "Look inside" di Amazon da' accesso all'introduzione e alle prime sei pagine del primo capitolo). E su h+Magazine, troverete un'intervista di R.U.Sirius all'autore: Mad Scientists, Rad Spinoffs: New Book Explores DARPA.

Su Estropico: Architettura Digitale. Suggestioni da Greg Lynn, di M. Elisabetta Bonafede


L’architettura digitale si pone l'obiettivo di allineare l'architettura alle istanze dell'era postbiologica, in cui fisica e filosofia digitale sono ambiti già ben definiti.

Prefigurata da Konrad Zuse nel suo studio del 1967 Rechnender Raum (Calculating Space), la fisica digitale fu sviluppata come filosofia digitale da autori poliedrici (capaci di integrare matematica, fisica teorica, informatica e filosofia) quali Edward Fredkin, John Wheeler, Jurgen Schmidhuber e, più recentemente, Stephen Wolfram con il suo A new kind of science (2002) e Gregory Chaitin con Meta Math! (2005). Raccogliendo e contaminando la metafisica di Pitagora, l'atomismo di Democrito e la monadologia di Leibniz con i recenti studi informatici, la filosofia digitale giunge all'assunto fondamentale secondo cui il mondo può essere risolto in bits e la stessa storia dell'evoluzione è, nella sua realtà finale, un procedimento computazionale.

L'architettura digitale si basa sulla formalizzazione del processo progettuale in algoritmi dalla cui elaborazione si generano forme architettoniche complesse. Usando le parole di uno dei suoi principali esponenti, Greg Lynn, l’architettura digitale “si serve della cibernetica per generare forme che non sono altro che calcolo” (G. Lynn, How calculus is changing architecture, 2009 - qui un video da TED)

Questo processo di meccanizzazione dell’architettura che relega al software il controllo dello sviluppo della progettazione non comporta uno svilimento della componente intuitivo-creativa umana, piuttosto un suo dislocamento. La creatività non deriva infatti dalla mera capacità del computer di eseguire un enorme numero calcoli in tempi piccolissimi, ma si trova all'origine, nell'elaborazione dell'algoritmo di partenza, del modello pensato dall'uomo in base agli obiettivi che si è prefissato di raggiungere. Così come le macchine grazie alla loro potenza fisica aiutano l'uomo sgravandolo dal lavoro manuale, il computer grazie alla sua potenza computazionale libera l'uomo dall'onere di svolgere procedimenti di tipo quantitativo, donandogli più tempo per dedicarsi alla dimensione qualitativa della progettazione. Per un “uso umano dell'essere umano”, direbbe Wiener (N. Wiener, Introduzione alla cibernetica. L'uso umano dell'essere umano, 1950). Leggi tutto, su Estropico

27 settembre 2010

Suicidio singolaritario

Segnalazione lampo: alle 11 di mattina del 18 settembre scorso, un trentacinquenne si e' suicidato con un colpo di pistola davanti ad un gruppo di turisti ad Harvard. Per quanto tragico, un evento del genere sembrerebbe off-topic per questo blog, ma Mitchell Heisman ha lasciato una lettera d'addio di quasi 2.000 pagine sul web (www.suicidenote.info) nella quale si occupa, fra le altre cose, di transumanesimo, singolarita', etc. Qui la notizia: Man commits suicide in front of Harvard tour group

Scienziato russo inventa la pillola della giovinezza?



No, non credo che l'SkQ1, il farmaco in questione, possa allungare di molto le aspettative di vita massima dell'uomo. Temo che un problema complesso come quello dell'invecchiamento richiedera' terapie piu' complesse di una semplice pillola... Ma questo non vuol dire che una singola sostanza non potrebbe, in teoria, allungare le aspettative di vita media e/o di healthspan, o aspettative di vita sana. La molecola discussa nel video qui sopra e' un'antiossidante dotato di una particolare, e rara, caratteristica: l'SkQ1 (nome intero: plastoquinonyl-decyl-triphenylphosphonium - e in italiano?) puo' infatti penetrare la membrana dei mitocondri (le "fornaci" o "motori" delle cellule) dove la maggior parte degli ossidanti prodotti dal normale metabolismo ha origine (i mitocondri sono la prima linea di quella guerra di trincea che e' l'invecchiamento). Una volta raggiunto lo spazio intermembrana al loro interno, l'SkQ1 rende innocui gli ossidanti presenti. Da questo punto di vista esso e' simile a MitoQ, un altro antiossidante mirato ai mitocondri e in fase di trial clinico per una serie di applicazioni, che pero' sembra dimostrare tossicita' ad alte concentrazioni. Questo effetto antiossidante all'interno dei mitocondri e' ritenuto responsabile dell'allungamento della vita di vermi, insetti e topi da laboratorio, rispetto ai gruppi di controllo a cui non e' stato somministrato SkQ1 (vedi studio linkato in fondo alla pagina). Il fatto che funzioni sui topi, mammiferi come noi, lascia ben sperare, ma prima di lasciarci prendere dall'entusiasmo si noti una frase in cui mi sono imbattuto su NexBigFuture (una delle fonti per questo articolo, vedi sotto): "In generale, se un intervento sul metabolismo estende del 30% la vita del topo, non dobbiamo aspettarci che estenda la vita umana per piu' di una decina d'anni, al massimo. Questo sembra essere il consenso attuale, per quanto sia sempre possibile ribaltare il consenso scientifico."

Al momento l'SkQ1 e' in fase di trial clinico, in Russia, per il trattamento del glaucoma. Ha gia' dato risultati positivi su animali e sullo scienziato stesso, Vladimir Skulachev, il quale sostiene di aver meravigliato il proprio dottore eliminando il glaucoma di cui soffriva con l'applicazione per sei mesi di collirio a base di SkQ1.

Curiosita' finale (che potrebbe voler dir molto, oppure essere una pura coincidenza): l'SkQ1 e' simile, in struttura, al CoQ10, una sostanza da anni nell'arsenale longevista.

Fonti e approfondimenti:

SingularityHub: Did A Russian Scientist Really ‘Cure Aging’ or Is It Just a Fluke (video)

NextBigFuture: Antioxidants that can enter mitochondria are showing effectiveness in anti-aging in mice

Fight Aging: Informed Skepticism Versus Uninformed Skepticism

Biochemistry (Biokhimyia): Mitochondria-Targeted Plastoquinone Derivatives as Tools to Interrupt Execution of the Aging Program. 5. SkQ1 Prolongs Lifespan and Prevents Development of Traits of Senescence

26 settembre 2010

Calcio e Vit D nella perdita di peso; sonno, grassi e carboidrati; cioccolato e scompenso cardiaco; riduzione carboidrati e mortalita'

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Calcio, vitamina D e perdita di peso. Una alimentazione ricca di calcio e livelli circolanti elevati di vitamina D si associano ad una maggiore efficacia delle diete dimagranti.

Sonno e grassi e carboidrati della dieta. Il sonno insufficiente si associa alla maggiore assunzione di calorie da grassi e alla minore assunzione di calorie da carboidrati in una popolazione di ragazze adolescenti

Cioccolato e scompenso cardiaco. Il consumo moderato di cioccolato riduce il rischio di sviluppare insufficienza cardiaca in una popolazione di donne adulte e anziane

Dieta a ridotto tenore di carboidrati e mortalità. L’origine animale o vegetale degli alimenti associati ad una dieta ipoglucidica condiziona l'associazionetra dieta e mortalità

25 settembre 2010

Un futuro complottistico...



Un'altro video "umoristico" domenicale. Ma questa volta decisamente sinistro. Nanotecnologie, I.A., biotecnologie, robotica, potenziamento umano (insomma, tutti i "nostri" temi) ricevono il trattamento X-Files. Un riciclaggio delle visioni transumaniste (un termine non utilizzato dagli autori del video) in versione complottistica... il tutto per pubblicizzare un libro (Forbidden Gates). Oggi il transumanesimo ottiene sempre piu' credibilita' accademica e gruppi di ricerca scientifica con obiettivi apertamente transumanistici crescono e si espandono. Forse e' proprio per questo che l'idea di un futuro postumano riceve sempre piu' attenzione da gruppi e individui fringe la cui visione del mondo si basa su teorie complottistiche (Illuminati, New World Order, etc). O forse e' l'invidia di un gruppo fringe che osserva un altro gruppo in lento ma inesorabile transito dal fringe al mainstream... Oppure, il fatto e' che noi siamo semplicemente stati fra i primi a scorgere all'orizzonte certe possibilita' e man mano che l'accelerazione del progresso le rende piu' vicine, tocca a gruppi piu' paranoici accorgersene...

24 settembre 2010

Il TA-65 allunga i telomeri criticamente corti

Segnalazione lampo: pare che un estratto di astragalo (Wikipedia italiana, Wikipedia inglese - con molto piu' materiale) battezzato TA-65, allunghi i "telomeri criticamente corti". Vedi l'abstract di un recente studio su Rejuvenation Research: A Natural Product Telomerase Activator As Part of a Health Maintenance Program. In teoria, l'allungare i telomeri dovrebbe comportare un rischio-cancro, dato che il loro accorciamento e' un meccanismo che limita la proliferazione incontrollata di cellule cancerose. In pratica, pero', questo non sembra essere un problema.

Il programma dell'iLab Singularity Summit (Milano, 5 marzo 2011)


Noto che il sito dell'iLabs Singularity Summit (Milano, 5 marzo 2011) e' stato aggiornato con i dettagli del programma della conferenza (che include fra gli speakers nientepopodimeno che Ray Kurzweil e Aubrey de Grey):

Singolarita'. Gestire l'esplosione di intelligenza.
Il progresso tecnologico procede in modo decisamente non lineare: secondo praticamente ogni scala di misurazione rilevante, negli ultimi 100 anni l'umanità ha fatto più passi in avanti che nei precedenti trecento, e negli ultimi 10 più che nei precedenti 50 [...] Il talk di Raymond Kurzweil - uno tra i maggiori protagonisti della tecnologia del nostro tempo - affronterà questi e altri temi partendo da una prospettiva inedita, ovvero il proprio personale viaggio scientifico ed imprenditorale verso la Singolarità.

La soluzione del Gioco. Conoscere la realta' e la nostra mente.
Virtualmente ogni domanda formulabile rispetto alla Realtà può essere espressa e trovare risposta in un sistema assiomatico adeguato. Dopo trentatre anni di ricerca, gli iLabs presentano una sistematizzazione possibile della nostra conoscenza dell'universo fisico e informazionale [...] Il talk di Gabriele Rossi - C.E.O. Diagramma e cofondatore iLabs - presenterà in anteprima la proposta iLabs per la "Soluzione del Gioco", sottolineando le principali ricadute applicative e soffermandosi ad esaminare l'integrazione tra struttura del mondo, struttura etico-sociale e rivoluzione tecnologica.

Anti-ageing. Fermare l'invecchiamento cellulare.
L'invecchiamento biologico è un processo progressivo di decadimento. Come effetti collaterali del normale metabolismo, le cellule patiscono danni alle strutture ed indebolimento funzionale: con il passare del tempo, l'accumularsi del danno diminuisce l'efficienza del nostro organismo, fino alla morte [...] Il talk di Aubrey de Grey - responsabile scientifico della SENS Foundation - introdurrà le basi teoriche della medicina rigenerativa e le sue possibili applicazioni, con particolare attenzione allo stato dell'arte delle più promettenti tecnologie già in corso di sviluppo.

Uomo 2.0. Verso la semi-immortalita'.
Moriamo principalmente per ignoranza: non sappiamo valutare con precisione il nostro stato di salute, non conosciamo i reali effetti "complessivi" delle nostre terapie e ancora siamo lontani da una completa comprensione dei rapporti tra mente e corpo. Avvicinarsi alla "Soluzione del Gioco" vuol dire avvicinarsi alle chiavi per la Semi-Immortalità: rispondere alle molte domande che ancora abbiamo su come funziona la mente e come il corpo reagisce ai diversi fattori endogeni ed esogeni ci darà la possibilità di intervenire in modo accurato e tempestivo su ogni processo degenerativo psico-fisico [...] Il talk di Antonella Canonico - cofondatrice iLabs - sarà dunque incentrato sul funzionamento, la "manutenzione" e la cura della mente e sull'apporto delle più recenti acquisizioni della medicina basata sulle evidenze al costante monitoraggio dell'efficienza psico-fisica.

La nuova societa'. Accordo temporaneo tra sistemi intelligenti.
La struttura della nostra società è destinata a cambiare profondamente con l'avvicinarsi della Singolarità, che rivoluzionerà i principi ispiratori del "contratto sociale", la struttura politico-economica, l'amministrazione della giustizia, il rapporto tra individui e Stato. Dal punto vista etico, la scelta dei valori fondanti della nuova legge dipende funzionalmente dall'obiettivo - l'estensione radicale della vita umana. Per questo motivo i principi scelti per la nuova Costituzione, l'esatta formulazione e il loro ordinamento gerarchico sono il risultato di accurati studi volti a massimizzare la probabilità che gli individui della società raggiungano insieme la Soluzione del Gioco. Dal punto di vista formale, l'elemento di fondamentale novità è il requisito di computabilità totale, che renderà l'amministrazione della giustizia automatica: la compatibilità tra un comportamento e l'ordinamento della società non sarà più giudicata solo da un uomo, ma anche da apposite Intelligenza Artificiale che aiuteranno il giudice umano a prendere la decione più corretta e imparziale possibile.

Per ulteriori informazioni, vedi il sito dell'evento e la pagina del programma. Qui il sito degli iLabs.

23 settembre 2010

Gli esseri viventi piu' longevi al mondo e le conseguenze della longevita' estrema



Mi sono gia' occupato, qualche tempo fa, di Rachel Sussman e degli esseri piu' longevi del mondo da lei fotografati (piante, licheni, etc) e raccolti sul suo blog (The Oldest Things in the World). Ora ho trovato questa presentazione di TED che comincia con una pianta, lontana parente del prezzemolo, che ha piu' di tremila anni di eta'. Tutti gli organismi inclusi hanno come minimo 2,000 anni, ma ce n'e' anche uno vecchio di 80,000 anni: il bosco di "quaking aspen" dell'Utah (che troverete a 5 minuti, nel video) e che in realta' e' un singolo superoganismo dotato di un unico sistema di radici. Ma il record spetta ad un actinobacteria siberiano (alla fine del video) la cui eta' e' stimata fra i 400,000 e i 600,000 anni...

La Sussman, nonostante l'ovvia fascinazione con gli organismi che fotografa, non sembra interessata alle riflessioni che essi ispirano al sottoscritto. Lasciamo pure stare l'eta' del detentore del record, la media di duemila anni di vita degli organismi della Sussman basta e avanza... Provate per un momento ad immaginare cosa vorrebbe dire vivere talmente a lungo, dal punto di vista personale. Quanti dei nostri secoli vissuti potremmo ricordare, anche se in perfetta salute e anche mantenendo la massima lucidita' mentale? Quante memorie potremo perdere prima di dover essere considerati un'altra persona? Temo che, se l'arrivo di aspettative di vita illimitate non sara' contemporaneo a quello di tecnologie di robusto potenziamento cognitivo, il cervello umano "naturale" non riuscira' a tenere il passo, non solo con le Intelligenze Artificiali che nel frattempo potrebbero essersi sviluppate e diffuse, ma anche con la storia personale di chi beneficera' delle tecnologie longevizzanti all'orizzonte (forse non e' un caso che nella "collezione" della Sussman troviamo solo organismi semplici e non dotati di un sistema nervoso paragonabile al quello dei vertebrati).

La longevita' estrema come strada a senso unico verso il cyborg? E, piu' avanti, verso il mind uploading? (qui e qui, su Estropico)? Probabilmente...

22 settembre 2010

Vivi a lungo e prospera


Natasha Vita-More ci aggiorna sul prossimo Humanity+ Summit. Intitolato Live Long and Prosper, si terra' a Los Angeles il 5, 6 e 7 novembre prossimi e mira a far convergere l'interesse per tecnologia, business, tecnologie emergenti, longevismo, bioetica, economia, cambiamento sociale, integrazione uomo-computer, gaming, realta' virtuale, etc. Il tutto in un'ottica orientata al futuro. Da queste parti teniamo sempre d'occhio sia gli Humanity+ Summit che molte altre conferenze in giro per il mondo. Anche se a volte geograficamente poco accessibili, sono sempre ottime fonti di informazioni tramite gli ormai immancabili video on-line, siano essi in tempo reale o registrati (qui quelli del precedente Humanity+ Summit).

Quello di cui vorrei occuparmi in questo post, pero', e' la scelta del titolo - casomai vi fosse sfuggita l'allusione fantascientifica, questo link svelera' il mistero. Da sempre, transumanisti, futurologi e chiunque altro dedichi buona parte delle proprie capacita' di elaborazione al tema del futuro, e' accusato di sognare ad occhi aperti e di aver letto/visto troppa fantascienza. Non rischiamo di rinforzare lo stereotipo adottando una frase che piu' sci-fi geek non si puo', quale appunto "Vivi a lungo e prospera"?

Forse. Ma che ci piaccia o meno, se abbiamo un problema di immagine non sara' certo il titolo di una conferenza a cambiare le cose e se dovessimo riassumere in cinque parole i nostri obiettivi faremmo fatica a far di meglio di quanto detto da un certo vulcaniano con le orecchie a punta... E non dimentichiamo che l'universo di Star Trek e' sempre stato una fonte di innovazione, dal primo bacio interrazziale in televisione (qui il video), agli equipaggi multietnici (e multispecie, androidi inclusi), per non parlare del famoso "arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima" e della popolarizzazione del concetto di Hive Mind, tramite i Borg (vedi Noi Borg. Speculazioni sulle menti-alveare come stato postumano, di Anders Sandberg).

Insomma, fino a quando la realta' raggiunge, o supera, la fantasia, qualsiasi visione del futuro puo' essere facilmente ridicolizzata come "fantascienza", dopodiche' non e' nient'altro che la realta' quotidiana. E dato che le visioni del futuro sono esattamente quello di cui ci occupiamo su Estropico, tanto vale rassegnarci alle occasionali accuse di fantascientificita' ed abbracciare il nostro Trekkie interiore...

Image: Live Long and Prosper. Se non potete andare alla conferenza, compratevi la maglietta :-)

21 settembre 2010

Semi-Immortalità for dummies: istruzioni per l’uso (o quantomeno il non abuso).

Presento il primo contributo dei due nuovi guest-blogger presentati l'altro giorno:

Non è difficile trovare buone ragioni per occuparsi di Singolarità e accelerazione tecnologica: irresistibile curiosità da nerd (‘come andrò al lavoro quando avrò un jet-pack tutto mio?’), affinità personale (‘mangio fantascienza a colazione’), ritorno economico (‘anche in Bocconi vediamo un’opportunità, quando si presenta ed è molto grande‘), prospettive scientifiche (‘vuoi mettere costruire un robot-giudice invece che studiare “Procedura Penale”?’), dubbi morali (‘meglio che sia io a gestire nano-robot e staminali piuttosto che G.W. Bush’), scusa radical chic per allontanare il rischio di un impiego serio (‘faccio il futurologo agli iLabs‘). In vero, gli stessi autori di questo contributo si trovano saltuariamente nella condizione di dover ricordare a se stessi che c’è una prospettiva ben più profonda (e probabilmente feconda) da cui guardare la situazione: Gabriele Rossi e Antonella Canonico l’hanno chiamata Semi-Immortalità.

A tutti noi (autori, iLabs, Fabio di Estropico, transumanisti e 25 lettori) piacciono la scienza e la tecnologia. Tuttavia, non è per questo che nascono gli iLabs – tanto valeva “accontentarsi” di leggere von Neumann sul Kindle. Nell’irresistibilmente umana (troppo umana?) spinta a trovare un motivo ultimo per le proprie azioni, una “giustificazione” suprema della propria esistenza, la razza umana ha messo insieme in diversi millenni di storia scritta un invitante catalogo di opzioni, tra cui spiccano per importanza:

  1. Opzione X-Factor: una (o più) divinità si prende la briga di mettere degli esseri senzienti in uno spazio comune, dare loro un codice di condotta e infine giudicare le azioni sulla base di tale codice.
  2. Opzione Ruota della Fortuna: l’universo intero esiste per Puro Caso. Punto (venendo dal Caso e andando nel Caso, non si sente il bisogno di codici di condotta condivisi, obiettivi a lungo termine, etc.).

Com’è noto, (1) è opzione da sempre gettonata e conserva il suo fascino anche nella post-modernità. (1) ha però l’ovvio problema di rendere l’universo visibile strutturalmente incompleto, in quando questo esisterebbe solo a causa e (peggio) in funzione di un altro universo, a noi inaccessibile.

(2) evita i problemi dell’opzione concorrente principalmente sostituendo un mistero epistemologico (‘Come faccio a sapere che Dio c’è?’) con uno ontologico: l’idea stessa dell’esistenza di un “Puro Caso” da cui tutto si dipana appare concettualmente incoerente (dopotutto, i dadi non giocano a Dio). Proviamo dunque con:

  1. Opzione Gioco: lo scopo dell’esistenza è comprendere l’esistenza stessa, ovvero comprendere a) l’universo e b) la nostra stessa mente che tenta di comprendere l’universo.

(3) ha diversi vantaggi: non posticipa (a differenza di (1)) in un “poi” ed “altrove” indefinito parte dell’esistenza (anzi, si basa sull’idea che il Gioco preveda in qualche modo la sua soluzione); non appare, concettualmente incoerente né implausibile: pur in un terreno in cui le conferme non possono, ex hypothesis, essere definitive, (3) è un’opzione che (in una forma o in un’altra) ha attirato un buon numero di eccezionali uomini di scienza, filosofia e tecnologia (dobbiamo sapere, sapremo, giusto?).

Dal Gioco alla Semi-Immortalità il passo è poi breve ed immediato: più ci avviciniamo alla scoperta completa del funzionamento della nostra mente e del Reale, più riusciremo ad aumentare la qualità e quantità della vita a disposizione. Di fatto, moriamo per ignoranza, cioè perché non sappiamo come davvero accadono alcuni fenomeni che interessano la nostra salute. E’ in questo punto (solo in questo punto) che la prospettiva del Gioco assume i contorni più familiari della Semi-Immortalità – ed è a questo punto che i discorsi familiari su post-umano, uomo 2.0, accelerazione esponenziale, Singolarità vengono inseriti nell’affresco generale: per la prima volta nella storia dell’uomo (prendiamo un respiro e ridiciamolo: per la prima volta nella storia dell’uomo) siamo in grado di intravedere un percorso possibile verso l’estensione virtualmente illimitata della vita umana e con la condivisione di metodi, valori e visioni crediamo sia davvero possibile raggiungere insieme l’ambizioso traguardo.

Marta Rossi e Jacopo Tagliabue

20 settembre 2010

Bill Joy sui rischi esistenziali



Bill Joy e' ben conosciuto da queste parti per il suo famoso Why the Future doesn't need us, nel quale ha lanciato l'allarme sui pericoli connessi alle tecnologie emergenti che tante discussioni ha sollevato dentro e fuori il movimento transumanista e che ha, fra l'altro, spinto Ray Kurzweil e Max More a pubblicare due articoli in risposta (qui e qui). Secondo il sottoscritto, Joy commette un fondamentale errore di fondo nella sua analisi (vedi sotto), ma trovo sempre utile e interessante sentire cosa abbia da dire. In questo video (da TED e con sottotitoli in italiano), Joy ci aggiorna sulle sue attivita' e riflessioni dai tempi di Why the Future. Dico subito di trovarmi in accordo con gran parte di quanto dice, ma un paio di sue frasi mi sembrano ben riassumere quello che ritengo essere il suo errore centrale: "...ci troviamo in una situazione del tutto nuova, tutti la definiscono una situazione asimmetrica, in cui la tecnologia e' cosi' potente che si estende oltre la dimensione dello stato-nazione. Non sono gli stati-nazione ad avere un accesso potenziale alle armi di distruzione di massa, ma i singoli individui [...] D'altro canto in questo caso la soluzione non e' accumulare altra tecnologia, perche' servira' solo a rendere piu' potenti gli individui."

Da una parte sono tentato di rispondere che lo scenario intravisto da Joy me ne ricorda un altro che ormai stiamo gestendo, senza eccessiva difficolta', da anni, cioe' quello presentato dall'arrivo dei virus telematici e degli hacker. Certo, un singolo ragazzino smanettone e malintenzionato puo' causare gravi danni dalla sua stanzetta in Minsk, Detroit o Bangalore, ma il web non e' certo crollato. D'altra parte la situazione sembra meno rosea quando e' il proprio computer ad essere irrevocabilmente danneggiato da un virus...

Piu' avanti, nel video, Joy parla del suo coinvolgimento con aziende di venture capital nel finanziare ed incoraggiare l'innovazione tecnologica, di come ritiene che la Legge di Moore abbia ancora molti anni davanti a se' e di come egli preveda che nel 2020 sara' possibile acquistare per dieci dollari un computer equivalente ad uno oggi sul mercato a mille. E di come tutto cio' fornira' strumenti incredibilmente potenti per l'educazione, vista da Joy come uno degli approcci piu' importanti per minimizzare il rischio di future catastrofi. La seconda area su cui Joy si e' concentrato in questi anni e' quella dell'ambiente. Qui Joy trova una fonte di speranza nei nuovi materiali che stanno emergendo dai laboratori e che promettono di ridurre l'inquinamento, di limitare i consumi di energia, etc. Come esempio, Joy cita i nanotubi. La sua terza area di interesse e' quella della "biodifesa" con particolare attenzione alle pandemie e al creare nuove sostanze antivirali, vaccini, infrastrutture di monitoraggio, etc, in grado di contrastarle. Insomma, tutte le iniziative a cui Joy si e' dedicato mirano a stimolare l'innovazione tecnologica allo scopo di prevenire i rischi esistenziali o catastrofici che Madre Natura, o noi stessi, potremmo scatenare. Benissimo. Eppure, alla fine del video Joy ripete: "tutto questo puo' risolvere il problema piu' grande di cui ho parlato nell'articolo di Wired? Mi dispiace ma temo che la risposta sia no, perche' non puoi risolvere un problema di possesso e uso della tecnologia con piu' tecnologia". Sono il solo a notare una certa schizofrenia fra questa frase e il suo evangelismo a favore dell'innovazione tecnologia?

Verso la fine del video arriviamo alle proposte di Joy. In certi casi sara' necessario assicurarsi che alcune informazioni non siano rese facilmente accessibili, come nel caso del genoma del virus dell'influenza spagnola segnalato dallo stesso Joy insieme a Ray Kurzweil in un articolo sul New York Times del 2005. Invece della regolamentazione, Joy suggerisce di sfruttare il potere dei mercati e della legge:

"...i mercati sono una forza molto forte. Per esempio, invece che tentare di risolvere i problemi con la regolamentazione, cosa che con molta probabilita' non funzionerebbe, potremmo dare un prezzo, nei costi connessi con le proprie attivita', al costo della catastrofe, cosi' che chiunque lavora sapendo che la propria attivita' e' ad alto rischio catastrofe sarebbe costretto ad assicurarsi contro questo rischio."

"Oggi gli scienziati, i tecnici, gli uomini d'affari, gli ingegneri non hanno una responsabilita' personale per le conseguenze delle loro azioni, quindi, se si vogliono legare, si deve fare con la legge."

In teoria entrambe le proposte sembrano piu' che ragionevoli. Ma considerando come potrebbero essere applicate, mi sorge il dubbio che senza formidabili salvaguardie degenererebbero rapidamente, sfruttate e deformate da chi intende rallentare il progresso tecnologico in generale. Un po' come e' successo con il principio di precauzione: si presenta come semplice e ragionevole, ma se messo in pratica ha una preoccupante tendenza a trasformarsi in "principio di stagnazione"...

Hat-tip al sempre ottimo Nanodot.

19 settembre 2010

Transumanisti e sudore della fronte



Video domenicale umoristico... Un simpatico signore se la prende con i robot-spazzini, il manifesto transumanista di Riccardo Campa (Riccardo, se mi leggi, non perderti l'attenta analisi!) e il transumanesimo in generale. L'unica cosa su cui ci azzecca e' quella delle aspettative di vita di oggi rispetto a quelle del passato (di cui ho parlato qui).

Chicca [citando dal manifesto di Campa]: "Noi non promettiamo l'immortalita'!" E che, lo dovevate scrivere questo?!

Vabbe', gli perdono tutto perche' l'accento dell'erudito signore qui sopra (toscano?) mi sta troppo simpatico...

18 settembre 2010

Una stampante 3D in ogni casa



Il prezzo sta certamente calando... Questo modello cinese costa "solo" 1,500 dollari. Qui il sito dell'azienda responsabile.

17 settembre 2010

Due nuovi guest-blogger per Estropico Blog

La lista dei contributori ad Estropico Blog si allunga di nuovo (qui la lista completa sulla pagina "Chi siamo"). E' con enorme piacere che annuncio l'arrivo di Marta Rossi e Jacopo Tagliabue, entrambi degli iLabs (il loro primo articolo arrivera' settimana prossima):

Marta Rossi è Strategic Partnership Manager agli iLabs di Milano e Ph.D. Candidate in Filosofia e Scienze Cognitive. Si occupa (a tempo perso) di tematiche filosofiche-etico-sociali legate alla Singolarità e (principalmente) di scovare nuovi casi umani per gli iLabs.

Jacopo Tagliabue è Chief Scientist for Qualitative Modelling agli iLabs di Milano e Ph.D. Candidate in Filosofia e Scienze Cognitive. Quando non guarda serie televisive per nerd, si occupa di computabilità non-standard, ontologia non-standard e varie altre cose "non-standard".

Con le "protesi tecnologiche" l'uomo sta disimparando

Un articolo interessante che non svela nulla di nuovo, ma fa riflettere quanti come me non sono ottimisti come Kurzweil. Si tratta di una breve intervista al professor Marco Schaerf, docente all'Università La Sapienza di Roma e vicepresidente dell'Associazione italiana per l'intelligenza artificiale nel quale, l'intervistato, sostiene che dovremmo un po' "disabituarci" all'uso massiccio delle estensioni tecnologiche di cui facciamo largo impiego. Riporto qualche frase significativa (tra parentesi le mie aggiunte):

Prendete i sistemi Abs sulle auto. Solitamente diciamo di non voler delegare alle macchine decisioni importanti che toccano la nostra vita, ma, quando premiamo bruscamente sul freno, l’antibloccaggio fa il contrario di quello che gli ordiniamo. Così diminuisce i rischi di perdita di controllo della vettura, ma in pratica ci disobbedisce. (Non parlerei di disobbedienza essendo il sistema creato appositamente per fare questo. L'intelligenza umana usa un apparato tecnologico per evitare che un altro essere umano compia un errore; inoltre la mancanza di queste "protesi tecnologiche" produrrebbe oggi, effetti negativi incalcolabili.)

L'uomo, anche per pigrizia, tende a delegare alle macchine compiti che potrebbe svolgere bene da solo. Quando sono nate le calcolatrici, ci siamo affidati ad esse persino per calcoli banali e oggi non sappiamo più far di conto come i nostri nonni. E’ da questa tendenza che dobbiamo guardarci. Mentre ci sono macchine che imparano da sole, l'uomo sta poco a poco disimparando. (Ritengo che quest'abitudine sia soggettiva; personalmente non faccio grande uso della calcolatrice se non per conti complessi, ma se anche la utilizzassi spesso bisogna riconoscere che siamo stimolati da altri fattori che non portano a disabituarci a compiere azioni quotidiane: semplicemente ne facciamo altre rispetto al passato.)

Qui la versione integrale.

Bruno Lenzi

16 settembre 2010

Cacciatori di alieni in cerca di intelligenza artificiale nel cosmo


Il SETI, Search for Extraterrestrial Intelligence, ha finora cercato segnali radio provenienti da mondi come la Terra. Ma il dottor Shostak, astronomo del SETI, sostiene che il tempo impiegato dagli alieni nello sviluppare la tecnologia radio e l'intelligenza artificiale (IA) potrebbe essere breve. In una rivista sostiene che le probabilità sono a favore dell'individuare questi alieni in forma di IA piuttosto che di vita biologica.

Molti scienziati coinvolti nel SETI hanno a lungo sostenuto che la natura può avere risolto il problema della vita utilizzando diverse forme o sostanze chimiche, suggerendo che gli extraterrestri non avrebbero non solo il nostro aspetto, ma anche che non avrebbero nemmeno il nostro stesso livello biologico.

Tuttavia i ricercatori del SETI hanno lavorato per lo più ancora sotto l'ipotesi - come punto di partenza per una ricerca del cosmo intero - che l'alieno sia "vivo" nel senso che noi conosciamo. Questo ha portato a una caccia per la vita che è tenuta a seguire almeno alcune regole di biochimica: vivere per un periodo limitato di tempo, procreare, e soprattutto, essere soggetti a processi di evoluzione.

Ma il dottor Shostak fa osservare che mentre l'evoluzione può assumere una grande quantità di tempo per sviluppare esseri capaci di comunicare oltre il proprio pianeta, la tecnologia starebbe già avanzando abbastanza veloce per eclissare le specie che l'ha creata. "Se si guardano i tempi per lo sviluppo della tecnologia, nel giro di poche centinaia di anni dall'invenzione della radio si inventano macchine pensanti".

Dal punto di vista della probabilità, se tali macchine pensanti si siano mai evolute, ci sarebbe più probabilità di individuare segnali da loro che dalla "vita biologica" che le ha inventate.

"Avendo già cercato segnali per 50 anni, il SETI sta pensando che il modo in cui la nostra tecnologia sta avanzando può costituire probabilmente un buon indicatore di come altre civiltà - se sono là fuori - avrebbero fatto progressi" ha detto il dottor Elliott un ricercatore del SETI alla Leeds Metropolitan University. "Certamente ciò che stiamo guardando là fuori è un bersaglio in movimento evolutivo."

Sia il dottor Shostak e che il dottor Elliott ammettono che la ricerca e la decodifica di qualsiasi messaggio da tali eventuali macchine pensanti può rivelarsi più difficile che nel caso "biologico". Il dr. Shostak dice che la vita aliena artificiale è probabilmente destinata a migrare in luoghi dove sia la materia che l'energia - le uniche cose che dice potrebbe essere di interesse per le macchine - sarebbero abbondanti. Ciò significa che il SETI potrebbe concentrare le attenzioni vicino a stelle calde e giovani o anche vicino al centro di galassie. Fonte: BBC News

15 settembre 2010

Hackate le cuffie per EEG della Emotiv

Rilancio la notizia, con intervista, che un hacker / programmatore di nome Cody Brocious ha decodificato il sistema di trasmissione dei dati delle cuffie Epoc della Emotiv e ha creato una libreria Python (Cody's Emokit) per i programmatori che desiderassero cimentarsi nello sviluppo di applicazioni che utilizzino il set EEG. La notizia è anche rimbalzata su Hack A Day:Python library for Emotiv EEG

Le cuffie per EEG della Emotiv sono, ad un prezzo di 250$, giusto all'interno del range di prezzo accessibile al normale consumatore / entusiasta / sviluppatore casuale. Per la prima volta, un HW di qualità per rilevare EEG + disponibile ad un prezzo accessibile. Sfortunatamente, la politica commerciale della Emotiv è alquanto conservativa e ancorata a modelli che considero superati e inefficienti, certamente inadatti al mercato a cui si rivolge. Il prezzo del kit compreso il software necessario per lo sviluppo di applicazioni (solo per Windows) parte da 750$ e si ottiene un sistema appena funzionante e utile solo per chi fa ricerca.

Con l'introduzione dell'Emokit, uno sviluppatore casuale può creare applicazioni per Windows, Linux o OsX e, di conseguenza, sviluppare applicazioni per PC, per iPhone o Android o altri sistemi operativi e supporti hardware. Già adesso si sta programmando lo sviluppo di un plug-in per interfacciare Emokit (e quindi Epoc) con OpenViBE (un programma open source ampiamente conosciuto ed utilizzato che ha già un plug-in per Neurosky Mindset - uno dei maggiori concorrenti di Emotiv per il mercato BCI consumer).

La mia previsione è che la presenza di questo kit di sviluppo gratuito e libero farà impennare la domanda delle cuffie Emotiv sul lungo periodo, con l'aumento del numero di applicativi disponibili e con la loro utilità. Se il progetto di Emotiv era quello di guadagnare sulle apps vendute attraverso un apps store come quello di Apple per iPhone, stava fallendo miseramente prima e adesso è condannato. Se, invece, era o diventerà quello di vendere il maggior numero di cuffie per EEG, ha un'ottima prospettiva.

Emotiv EPOC EEG Headset Hacked | h+ Magazine

14 settembre 2010

Benvenuti al Capodanno 2050

Ricevo e volentieri pubblico la segnalazione di questo evento, che si terra' a Bassano del Grappa il 10 e 11 novembre prossimi. Il tema, quello della crescita demografica planetaria, e' piu' geopolitico che futurologico, ma e' centrale per chiunque scruti l'orizzonte e quindi almeno parzialmente on-topic da queste parti. Dal sito dell'iniziativa: Il dibattito si articolerà intorno alle tematiche dei nuovi assetti che si verranno a creare a seguito della crescita demografica dei prossimi quattro decenni nelle aree oggi in via di sviluppo. Il Convegno si prefigge di esplorare il tema del cambiamento degli equilibri della popolazione mondiale per analizzare non “quanti saremo”, ma “chi saremo”, “dove saremo” e “come saremo”.

Su Estropico: La fede più grande: il Patto. Di S.D.

La paura si combatte con la speranza. La speranza è la luce che rischiara le tenebre della paura. Il peggior difetto che la speranza può avere è quello di essere malferma ed irragionevole. Quando la speranza è malferma ed irragionevole il sollievo che offre dalla paura è nervoso e stentoreo... alla lunga, sfibrante.

La speranza delle religioni giudaico-cristiane e derivate o simili, è malferma perchè chiaramente illusoria. Le speranze dei transumanisti non hanno certo questo problema perchè fondate sulla forza dell'empirismo. Perchè fondate sulla scienza. Ma la scienza è nostra alleata o no?

La scienza è come una pistola: può essere usata per uccidere o per intimare ad un assassino di arrendersi. Non è nostra amica o nemica, non prova compassione o avversione per noi. Anzi, non prova nulla, non è senziente. Allora perchè noi transumanisti e più in generale noi razionalisti la amiamo tanto da ritenerla lo scrigno della nostra speranza? Semplicemente perchè ci offre tante possibilità. O meglio, un numero di possibilità sempre crescente.

Noi speriamo che un giorno ci sollevi dai nostri patimenti fisici, dalle malattie e dalla morte. Ecco la nostra fede. Noi speriamo che un giorno la ricerca generi proprio quella tecnologia che ci solleverà dai nostri dolori. “Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle.” Così scrisse una volta Oscar Wilde. Le stelle che rimiriamo e che speriamo di raggiungere sono quelle di un'avveniristica tecnologia che risolva i nostri antichi problemi. Che scacci quelli che sono i nostri sgraditi compagni di viaggio dall'alba dell'umanità.

Dimentichiamo, però, qualcosa di molto importante su queste nostre stelle. I creatori del Titanic ritenevano inaffondabile quel capolavoro di ingegneria; i creatori dell'automobile mai avrebbero immaginato che stavano facendo venire alla luce il più grande strumento di morte dell'era moderna; i creatori del computer, non si sognavano nemmeno che un giorno la gente avrebbe passato ore a togliere dalle proprie fotografie e dai propri documenti, insidiosissimi e furbissimi virus digitali con l'hobby di divorarli. Per farla breve: se consideriamo unicamente gli aspetti positivi della tecnologia e fingiamo di dimenticare tutti gli intoppi, a volte clamorosi, nei quali cade siamo degli ingenui.

No, a salvarci non sarà una tecnologia. Perchè la tecnologia è piena di problemi tecnici o economici: se l'immenso hard disk che contiene le nostre menti ha bisogno di un upload o di manutenzione costosissimi, questo costo da chi sarà sostenuto? Da un gruppo di esseri immateriali che non hanno nemmeno un portafogli e nemmeno la capacità giuridica di staccare un assegno? Possono votare? Se si, chi impedisce ad un politico senza scrupoli di far sparire tutti quelli che voterebbero contro di lui? Gli basterebbe lanciare una sorta di diagnostica in questo grande storage di memoria che ospita il Mind Upload di un mucchio di gente e scoprirebbe chi gli è avverso. Immaginate cosa sarebbe successo se il Mind Upload fosse stato disponibile negli anni '80: un sacco di menti sarebbero su Laserdisc o su cassette Betamax o su dischi per 3DO, tutti supporti morti che con la loro morte avrebbero potuto fare ben poco per ovviare alla dipartita dei loro “ospiti”.

La fede in noi stessi: il Patto

E questa sarebbe una speranza? Abbandonare i problemi tecnici del corpo per abbracciare quelli di qualche supporto digitale? Ma soprattutto, confidare in tecnologie complessissime per fruire delle quali c’è bisogno di assistenza magari continua, in un mondo nel quale non c’è nessuna persona amica che ce la fornisca? No. A salvarci non sarà una tecnologia, ma un patto. Un patto che tutti noi transumanisti dobbiamo fare con noi stessi e che deve attraversare gli anni ed i secoli. Così come chi è per mare deve aiutare obbligatoriamente chi lancia un s.o.s., così noi dobbiamo obbligatoriamente far risorgere chi di noi, anche da un epoca remotissima ha lanciato un s.o.s.

Leggi tutto, su Estropico.

13 settembre 2010

Interfaccia computer-cervello per iPhone a 100$

A quanto pare, dovremo proprio abituarci ad usare la sigla BCI (Brain Computer Interface - Interfaccia Cervello Computer) nella vita di tutti i giorni: PLX Devices ha messo in vendita una BCI, PLX XWave, che permette di controllare il proprio iPhone, iPod Touch e iPad. Il prezzo, come detto, è di 99,99$.La tecnologia usata da Xwave è quella di NeuroSky. Oltre al dispositivo, viene commercializzato un SDK (Software Development Kit) per sviluppare applicazioni, sia per iPhone che per altre piattaforme come Android.

L'era delle BCI di massa si è appena aperta. Chissà cosa vedremo nei prossimi anni?

Stephen Hawking: abbandoniamo la Terra o rischieremo l'estinzione

Dopo le sue ipotesi di alieni invasori e malvagi e più recentemente di un'universo senza Dio, il grande scienziato Stephen Hawking è tornato a parlare di spazio in riferimento al destino dell'umanità. Se da un lato il suo messaggio lancia un allarme serio sulla sopravvivenza della razza umana (al limite del catastrofismo...), dall'altro lato l'esortazione a uscire dai ristretti limiti terrestri non può che essere buon accolta, almeno da una "mentalità estropica".

"La nostra unica possibilità di sopravvivenza a lungo termine non è quello di rimanere isolati sul pianeta Terra, ma di espanderci nello spazio", ha detto Stephen Hawking in un'intervista (con video) a Big Think. "Abbiamo compiuto notevoli progressi negli ultimi cento anni. Ma se vogliamo continuare oltre i prossimi cento anni, il nostro futuro è nello spazio ".

"Sarà abbastanza difficile evitare il disastro sul pianeta Terra nei prossimi cento anni, per non parlare dei prossimi mille, o milioni di anni. La razza umana non dovrebbe avere tutte le sue uova in un paniere, o su un pianeta".

Hawking dice che è un ottimista, ma la sua visione per il futuro dell'esistenza umana è abbastanza desolante. Nel recente passato, la sopravvivenza del genere umano è stata evitata per poco, dice, citando la crisi dei missili a Cuba nel 1963 come solo uno dei tanti esempi di come l'uomo è scampato all'estinzione. Secondo la Federation of American Scientists ci sono ancora circa 22.600 armi nucleari stoccate sparse per il pianeta, 7.770 dei quali sono ancora operative. Alla luce della incapacità degli Stati di impegnarsi per un trattato globale di non proliferazione nucleare, la minaccia di un olocausto nucleare non si è placata. La frequenza di tali occasioni è destinata ad aumentare in futuro. "Avremo bisogno di molta cura e giudizio per negoziarli tutti con successo".

Anche se gli esseri umani riusciranno a evitare la minaccia nucleare per i prossimi mille anni, il nostro destino su questo pianeta è ancora abbastanza incerto. Se non sarà stato l'uomo stesso a rendere il proprio pianeta inabitabile, sarà il sole a trasformare il nostro pianeta in un deserto arido, e c'è sempre la possibilità che una supernova vicina, un asteroide, o un buco nero mettano la tragica parola "fine" alla storia umana...

In un modo o nell'altro, la Terra probabilmente sarà diventata inabitabile per l'umanità nel futuro. Abbiamo quindi bisogno, secondo Hawking, di iniziare seriamente a pensare a come liberarci dai vincoli di questo pianeta morente.

"Se siamo gli unici esseri intelligenti nella galassia, dovremmo essere sicuri di sopravvivere e continuare. Ma stiamo entrando in un periodo sempre più pericoloso della nostra storia. La nostra popolazione e il nostro uso delle risorse limitate del pianeta Terra, sono in crescita esponenziale, come la nostra capacità tecnica di modificare l'ambiente nel bene o nel male. E il nostro codice genetico porta ancora gli istinti egoistici e aggressivi che erano un vantaggio di sopravvivenzanel passato. Sarà abbastanza difficile evitare il disastro nei prossimi cento anni, per non parlare dei prossimi mille o milioni di anni". Quindi, secondo il celebre fisico teorico Stephen Hawking, è il momento di liberarci dalla Madre Terra. "Credo che il futuro a lungo termine della razza umana deve essere nello spazio". Fonte: Big Think

Image: Sun Over Earth (NASA, International Space Station Science, 11/22/09) by NASA's Marshall Space Flight Center

12 settembre 2010

Il robot-serpente arrampicatore di alberi (video)



"Zio Sam" è il nome dato a questo impressionante robot-serpente costruito da pezzi componibili (presumibilmente chiamato così per le sue marcature rosso, bianco e blu) a cui il Laboratorio di Biorobotica della Carnegie Mellon University ha insegnato a muoversi in una varietà di modi diversi come avvolgersi attorno a un palo e salire in verticale (nel video in alto). Progetti come lo Zio Sam mostrano che l'imitazione della vita da parte delle macchine potrebbe rivoluzionare la robotica nel prossimo futuro.

11 settembre 2010

Computer che legge la mente sviluppato da Intel

L' interfaccia avanzata immaginata dal film Minority Report forse sarà presto archiviata come "poco futuristica": una nuova tecnologia infatti potrebbe consentire alle persone di avere un rapporto molto più diretto con il proprio computer come dettare lettere e fare ricerca in Internet semplicemente pensando: no, questa non è fantascienza ma un progetto della famosa azienda Intel.

A differenza degli attuali computer controllati dal cervello che richiedono agli utenti di immaginare di fare movimenti fisici per ad esempio controllare un cursore su uno schermo o muovere un robot, la nuova tecnologia sarà in grado di interpretare direttamente le parole come vengono pensate.

Scienziati della Intel stanno creando mappe dettagliate delle attività nel cervello per singole parole che possono poi essere confrontate con l'attività cerebrale di chi utilizza il computer, permettendo alla macchina di determinare la parola che state pensando. I test preliminari del sistema hanno dimostrato che il computer può elaborare le parole guardando i modelli simili del cervello e cercando le differenze principali che suggeriscono cosa la parola potrebbe essere.

Pomerleau Dean, un ricercatore senior presso i laboratori di Intel, ha detto: "Stiamo tracciando l'attività che in media produce il cervello quando si pensano parole diverse. Vuol dire che sarete in grado di scrivere lettere, aprire e-mail o fare ricerche su Google tramite il pensiero".

La Intel ha già un prototipo funzionante in grado di rilevare parole come "cacciavite", "casa" e "granaio", misurando circa 20.000 punti nel cervello. Ma, come la tecnologia di scansione del cervello diventerà più sofisticata, la capacità del computer di distinguere i pensieri migliorerà.

Justin Ratner, direttore dei laboratori di Intel e Chief Technology Officer della società ha detto: "La lettura della mente è l'interfaccia utente finale. Ci saranno preoccupazioni sulla privacy con questo genere di cose e dobbiamo superarli. Ciò che emerge, tuttavia, è che gli esseri umani non sono più limitati al solo utilizzo di tastiera e mouse". Da: Telegraph

10 settembre 2010

Record del mondo con transistor di grafene ad alta velocità


Grafene, un materiale prodigioso che sembra destinato a sostituire il silicio nei computer, viene ottenuto quando la grafite - comunemente usata per produrre le mine delle matite - è ridotta a uno spessore di un solo atomo. E' una forma di carbonio, molto simile a nanotubi di carbonio e altri fullereni con una grande differenza: mentre i fullereni sono strutture 3D di atomi di carbonio, il grafene è un foglio piatto cioè un reticolo 2D di carbonio con legami forti come il diamante.

Ma le proprietà uniche del grafene hanno portato anche a difficoltà nell'integrare questo materiale in dispositivi elettronici. Dopo vari risultati nella ricerca che hanno reso il grafene un candidato sempre più promettente per dispositivi electtronici di radio frequenza ad alta velocità, arriva una notizia di un record del mondo che ha come protagonista proprio questo materiale.

Ricercatori del UCLA, guidati dal professore di chimica e biochimica Xiangfeng Duan, hanno fabbricato il più veloce transistor di grafene ad oggi, utilizzando un nuovo processo di fabbricazione con un nanowire come la porta di auto-allineamento.

Le porte auto-allineate sono un elemento chiave nei transistor moderni, che sono dispositivi semiconduttori utilizzati per amplificare e commutare i segnali elettronici. Le porte sono utilizzate per commutare il transistor tra i vari stati, e furono sviluppate per risolvere i problemi di disallineamento incontrati a causa della contrazione delle dimensioni nell'elettronica.

"Questo nuovo approccio supera due limitazioni, che in precedenza si erano trovate nei transistor di grafene" ha detto Duan. "In primo luogo, non producono alcun difetto significativo nel grafene durante la fabbricazione, perchè è mantenuta l'alta mobilità. In secondo luogo, utilizzando un approccio di allineamento con un nanowire come la porta, il gruppo ha saputo superare le difficoltà di allineamento incontrate finora e fabbricare dispositivi di canale molto piccoli con performance senza precedenti".

Questi progressi hanno permesso al team di dimostrare la più alta velocità di transistor di grafene ad oggi, con una frequenza fino a 300 GHz - paragonabile ai migliori transistor fabbricati con materiali di elettroni ad alta mobilità come arseniuro di gallio o fosfuro di indio. Fonte: UCLA Newsroom

Immagine in alto da Wikipedia

09 settembre 2010

Su Estropico: Astro Umanesimo - La conquista di uno status pienamente umano è possibile solo nello spazio


Estropico presenta il terzo capitolo di La Terra non è malata: è incinta! Di Adriano Autino.


La nostra civiltà non può assolutamente fare a meno di crescere, anche numericamente, pena la regressione culturale accelerata in un contesto ambientale reso critico dalla nostra crescita. Vale a dire che avremmo deciso di ritirarci dal difficile confronto con tale ambiente, abdicando così alle nostre responsabilità, nei confronti della nostra specie, prima ancora che nei confronti del pianeta. Il pianeta infatti, finiti noi, avrebbe tutto il tempo di riparare i “guasti” da noi provocati, e magari riprovare a maturare un’altra specie intelligente…, anzi, una specie davvero intelligente! Come un cliente, che decide di stracciare l’ordine che ci aveva dato, perché ci siamo rivelati, come fornitore, del tutto inadempienti. Avremo in tal caso fallito, come specie, finendo per accontentarci di vivacchiare, finché la natura di questa parte dell’universo ce lo consentirà, esattamente come hanno fatto prima di noi tante specie non intelligenti, prive di mezzi per elevarsi al di sopra delle contingenze naturali. Infatti, non dovremmo considerarci soltanto parte della nicchia ecologica costituita da questo pianeta, ma provare a capire che cosa l’anomalia di una specie intelligente potrebbe costituire, in un contesto ecologico cosmico. Leggi tutto, su Estropico.

Image: Hubble Captures Spectacular "Landscape" in the Carina Nebula, by NASA Goddard Photo and Video

La nostra eterna fascinazione con la fine del mondo

Segnalo che il numero di settembre di Scientific American e' dedicato alla nostra "eterna fascinazione con la fine del mondo" (Eternal Fascinations with the End: Why We're Suckers for Stories of Our Own Demise). Riassumo liberamente dall'introduzione allo speciale e aggiungo qualche commento [fra parentesi quadre e in corsivo]: il mondo sta per finire - un'altra volta... Se non sono i Maya, il cui calendario termina nel 2012, e' il Large Hadron Collider, che sta per creare un buco nero che ingoiera' il pianeta. Si potrebbe pensare che le nostre conoscenze scientifiche ci abbiano vaccinato contro le piu' stravaganti ossessioni catastrofiste, ma non e' così. Anzi, piu' scopriamo, piu' sembriamo preoccuparci. Dopo tutto, alcuni dei piu' convincenti catastrofisti sono scienziati. Bill Joy e' preoccupato dalla possibilita' che futuri nanorobot sfuggano al nostro controllo e Martin Rees ha pubblicamente scommesso che entro il 2020 una catastrofe biologica (naturale o accidentale) uccidera' almeno un milione di persone. Molti climatologi temono il riscaldamento globale. Tutti costoro "stanno sulle spalle di giganti". Thomas Maltus nel 19mo secolo, predisse carestie dovute alla crescita della popolazione che non si avverarono. Paul Ehrlich, nel 1968, rilancio' lo stesso allarme e predisse una carestia globale nel giro di vent'anni. Il fatto che queste catastrofi non si siano verificate significa che non si verificheranno mai? Non necessariamente. Pero' esiste una tendenza a preoccuparsi in maniera sproporzionata circa catastrofi improbabili.

Alcuni ricercatori sono convinti che le paure apocalittiche si basino sulla nostra ansia collettiva circa eventi al di fuori del nostro controllo. La paura della guerra nucleare e del declino ambientale che e' scoppiata negli anni '60 e' stata un fattore importante nella nascita della controcultura di quegli anni, secondo il sociologo John R. Hall, autore di Apocalypse. E in anni piu' recenti, eventi quali l'11 settembre, la crisi finanziaria e la fuoriuscita di petrolio nel golfo del Messico, suggeriscono a sempre piu' gente che la societa' moderna non e' in grado di risolvere i suoi problemi [e il modo sensazionalistico in cui molti notizie sono presentate dai media non aiuta di certo...] La tentazione di interpretare terribili eventi come sintomi di una prossima fine del mondo potrebbe avere radici anche nella vanita'. Siamo tutti convinti di vivere in un momento storico speciale, forse persino cruciale. La tecnologia sta mettendo a nostra disposizione sempre piu' controllo su atomo, genoma e pianeta - con disastrose conseguenze. E immaginare che che proprio noi saremo l'ultima generazione ci fa sentire speciali, secondo lo psicologo Nicholas Christenfeld [e a questo punto non posso non far notare che tutto cio' potrebbe facilmente essere visto come un negativo dell'attititudine di chi aspetta con fede l'arrivo della singolarita' tecnologica...]

Le nostre paure potrebbero anche essere un sintomo della paura piu' fondamentale: la paura della morte. L'essere in un continuo flusso, e' parte della natura dell'universo e il raggiungimento della fine e' un inevitabile, e spesso ignorata, parte della vita [mi chiedo quale sarebbe l'impatto psico-sociologico della sconfitta di vecchiaia e morte sulla societa'. Mi piace sperare che causerebbe un'ondata di ottimismo e confidenza nelle proprie abilita', come specie, ma l'animo umano e' troppo complesso e contradditorio per esserne sicuri...]

08 settembre 2010

Dal Giappone la tecnologia per toccare le immagini in 3D

La tecnologia per il tridimensionale sta evolvendo in modo impressionante, dopo i primi prototipi per tecnologie 3D senza occhiali arriva dal Giappone la notizia di un gruppo di ricerca che ha sviluppato il primo sistema al mondo televisivo in 3D che riproduce il senso del tatto consentendo agli utenti di toccare, stringere o colpire immagini fluttuanti di fronte a loro.

La tecnologia, chiamata I3Space, cambia la forma delle immagini a tre dimensioni in risposta al tocco, aiutata da telecamere che controllano il movimento delle dita. "E 'la prima volta che si possono toccare le immagini in aria", ha detto Norio Nakamura, scienziato senior presso il Japan’s National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST) a capo delle ricerche.

Non si sa quando la tecnologia sarà messa in pratica ma i suoi creatori prevedono che sarà utilizzata per simulare interventi chirurgici e nel software per videogiochi permettendo ai giocatori di provare la sensazione di tenere armi o attrezzature sportive. Si potrebbero anche utilizzare immagini digitalizzate per integrare le realtà esistenti, ha detto Nakamura.

"Questa tecnologia potrebbe creare un museo virtuale in cui i visitatori, compresi i non vedenti, possano mettere le mani su preziose sculture che di solito sono intoccabili", ha detto Nakamura. Da: Physorg

07 settembre 2010

Longevismo a Superquark

Non e' il longevismo delle aspettative di vita da mille anni alla Aubrey de Grey, ma al massimo quello dei 120 anni di restrizione calorica e dintorni. Ma non lamentiamoci... Piero Angela intervista il Professor Pelicci in questo video di nove minuti. Dal sito di Superquark: "Si può vivere più sani e più a lungo? La scienza risponde di sì con importanti scoperte. Ne parla in studio, il Prof. Pier Giuseppe Pelicci dell’Istituto Europeo Oncologico di Milano". Hat-tip a TecnoTransumani.

Cornee biosintetiche ripristinano la vista negli esseri umani


Un nuovo studio dei ricercatori del Canada e della Svezia ha dimostrato che la cornea biosintetica può aiutare a rigenerare e riparare i tessuti danneggiati dell'occhio e migliorare la visione negli esseri umani. I risultati, da una prima fase di studio clinico con 10 pazienti, sono pubblicati nel 25 agosto 2010 numero di Science Translational Medicine.

"Lo studio è importante perché è il primo a dimostrare che una cornea artificiale fabbricata può integrarsi con l'occhio umano e stimolare la rigenerazione", ha detto l'autore maggiore Dr. maggio Griffith dell'Ospedale di Ottawa Research Institute, l'Università di Ottawa e Linköping University. "Con ulteriori ricerche, questo approccio potrebbe contribuire a ridare la vista a milioni di persone che sono in attesa di una cornea donata da altri per trapianti".

La cornea è un sottile strato trasparente di collagene e cellule che si comporta come una finestra sul bulbo oculare. Essa deve essere completamente trasparente per consentire alla luce di entrare e aiutare anche con la focalizzazione. In genere le malattie che portano alla opacità della cornea rappresentano la più comune causa di cecità. Più di un decennio fa, il dottor Griffith ed i suoi colleghi hanno iniziato a sviluppare cornee biosintetiche a Ottawa, in Canada, con collagene prodotto in laboratorio e modellato a forma di una cornea. Dopo estese prove di laboratorio, il dottor Griffith ha cominciato a collaborare con il Dr. Per Fagerholm, un chirurgo degli occhi all'Università di Linköping in Svezia, per fornire la prima esperienza a un essere umano con l'impianto di una cornea biosintetica.

Insieme, hanno avviato una sperimentazione clinica su 10 pazienti svedesi con keratocunus avanzato o cicatrici centrali corneali. Ogni paziente è stato sottoposto a intervento chirurgico su un occhio per rimuovere il tessuto corneale danneggiato e sostituirlo con la cornea biosintetica, realizzata in reticolato sintetico ricombinando collagene umano. Dopo oltre due anni di monitoraggio, i ricercatori hanno osservato che cellule e nervi delle corne dei propri pazienti erano cresciute nell'impianto, risultando in una cornea "rigenerata" che sembrava normale, un tessuto sano.

I pazienti non hanno avuto alcuna reazione di rigetto o richiesto un lungo termine di soppressione immunitaria che sono seri effetti collaterali associati con l'uso di tessuti del donatore umano. Le cornee biosintetiche sono diventate anche sensibili al tocco e hanno iniziato a produrre le normali lacrime per mantenere l'occhio ossigenato. La visione è migliorata in sei su dei dieci pazienti, e dopo il montaggio delle lenti a contatto, la visione è paragonabile al convenzionale trapianto di cornea con il tessuto del donatore umano.

"Siamo molto incoraggiati da questi risultati e dal grande potenziale di cornee biosintetiche", ha detto il Dott. Fagerholm. "Ulteriori miglioramenti del biomateriale e modifiche della tecnica chirurgica sono in corso, e nuovi studi sono in programma che estenderanno l'uso della cornea biosintetica a una più ampia gamma di condizioni pericolose per la vista che richiedono il trapianto." Da: Physorg

Image: DSP 67: Eye Heart You 2007-07-23, by vernhart

06 settembre 2010

ICub, il cucciolo robot (video)



Un androide per capire come si sviluppano le funzioni cognitive nei bambini è lo scopo del progetto iCub (di cui avevamo già parlato qui) realizzato da un consorzio di università europee e costruito dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Con il tempo al robot sono state aggiunte varie funzioni come le mani e il senso del tatto, vi proponiamo un video qui in alto preso dal sito di Focus per una panoramica interessante su questo straordinario piccolo robot.

Il mercato mondiale delle nanotecnologie; la mappa piu' piccola al mondo; vaccini senza aghi


Lampi nanotech:

Com'e' piccolo il mondo: i laboratori dell'IBM di Zurigo hanno creato una mappa del mondo piu' piccola di un granello di sabbia (22 micrometri per 11). Si tratta degli stessi laboratori responsabili per l'iconica immagine scritta con 35 atomi ormai piu' di vent'anni fa. Qui un riassunto su Nanodot, con link ad articolo su Forbes.

Un nuovo rapporto sul mercato mondiale delle nanotecnologie della Luz, di Boston: Ranking the Nations on Nanotech: Hidden Havens and False Threats - il rapporto e' a pagamento, ma qui c'e' un riassunto, su Scientific American. Il messaggio centrale: l'America rischia di perdere il primo posto nella classifica delle nazioni all'avanguardia nel nanotech.

Vaccini senza aghi: Nanopatch. L'immagine qui sotto spiega tutto. Altre informazioni su Nanowerk.


05 settembre 2010

Fembot nella valle "uncanny"...



Video domenicale. Uno dei fembot, o gynoid, piu' conosciuti. Mi sembra ancora molto uncanny valley... Qui la sua pagina, sul sito dell'azienda (giapponese?) che lo produce (e affitta).

04 settembre 2010

Esoscheletri: non solo a scopi militari...



Mi occupo spesso di esoscheltri e in genere includo un video sul tema. E spesso si tratta di applicazioni militari (qui un esempio). Non che, personalmente, abbia dei problemi di principio con tutto cio', ma il video qui sopra dimostra che, come tutte le tecnologie, anche quella degli esoscheletri ha risvolti piu' umanitari... Qui il sito del laboratorio che crea questi esoscheltri ortopedici, nel Delaware.