30 giugno 2010

La fine dei giudici. Gabriele Rossi su Monsieur

"Entro 15 anni riusciremo a scoprire la matematica della nostra mente. A quel punto uomini e donne non accetteranno piu' di essere giudicati da leggi palesemente inadeguate." Così si apre il primo di una serie di interventi che Gabriele Rossi terra' come opinionista sulla rivista Monsieur (qui in formato pdf sul sito dei suoi iLabs). Mi chiedo se 15 anni saranno sufficienti, e lo stesso Rossi ammette che potrebbe essere smentito dai fatti, ma il punto e' che l'intelligenza artificiale avra' effetti inaspettati sulla societa', come nel caso della giustizia discusso nell'articolo. E' ora di cominciare a pensarci, e Rossi (ormai sempre piu' paragonabile ad un Ray Kurzweil nostrano) ha cominciato.

Vedi anche (su Estropico):

-Il laboratorio di ricerca sull'immortalità, il secondo capitolo di Semi-Immortalità, di Gabriele Rossi e Antonella Canonico
-Il meccanismo dell’apprendimento, il quinto capitolo di Semi-Immortalitàdi Gabriele Rossi e Antonella Canonico
-Intervista a Gabriele Rossi (sul vecchio sito)

Northrop Grumman Fiber Laser

Northrop Grumman Corporation ha superato gli obbiettivi di Phase I per il Progetto di Ricerca del programma DARPARevolution in Fiber Lasers” (RIFL) che cerca di far maturare la tecnologia dei laser a fibra. Non solo li ha superati tutti, ma in alcuni casi li ha superati del doppio (praticamente superando anche alcuni obbiettivi della Phase II)

Con un kilowatt 1 (kW) in modalità singolo amplificatore di fibra, la società ha dimostrato una qualità del fascio quasi perfetta migliore di 1.2 e una migliore efficienza del 30 per cento, il doppio del 15 per cento che era l’obiettivo del programma. Northrop Grumman ha anche dimostrato un rapporto di estinzione di polarizzazione del 50:1, e rumore di fase estremamente basso, che è essenziale per permettere la combinazione coerente di catene di laser utilizzate per far scalare la potenza al livello necessario per la costruzione di armi.

La compagnia ha, in questo modo vinto il contratto da 4,6 milioni di $ per i prossimi 18 mesi per proseguire con la Fase Due del programma.

Tra gli obiettivi finali c’è quello di ottenere un laser dalla potenza in uscita di 100 KW utilizzando un equipaggiamento che pesi meno di 5 kg/KW (meno di 500 kg), combinando insieme più moduli da 3 KW.

Sebbene si tratti di un sistema d’arma che peserà varie tonnellate (quindi delle dimensioni di un carro armato, montato su un grosso aereo o su nave), la possibilità di abbattere missili e proiettili di artiglieria in volo è in grado di modificare pesantemente le condizioni di un campo di battaglia. Inoltre, le applicazioni in congiunzione ad altre tecnologie come quella della LaserMotive per la trasmissione di energia a distanza e quella dei dirigibili possono essere numerose.

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29 giugno 2010

Transhumanism and Spirituality Conference 2010

Segnalo la Transhumanism and Spirituality Conference 2010 che si terra' il primo ottobre 2010 a Salt Lake City, Utah. Al momento non c'e' molto sul sito, a parte la lista dei keynote speakers (Natasha Vita-More, James Hughes e Terryl Givens).

Spade laser, o quasi

La maggior parte di voi non conosce certamente WickedLaser, un sito web dedicato alla vendita di laser ed accessori. Laser come le penne che servono come puntatori alle conferenze? No, non proprio. Il prodotto di punta attualmente in vendita si chiama Spyder III Pro Arctic Series, di cui potete vedere una foto qui sopra.

Non assomiglia ad una Lightsaber di Star Wars?

OK, non ci potete fare un duello come quelli dei film di Lucas oppure come questo tra RYAN WIEBER VS. MICHAEL "DORKMAN" SCOTT (raccomandato da vedere)

Però, lo Spyder II Pro è il primo laser portatile venduto commercialmente con una potenza in uscita di 1 W e il cui costo è di appena 200$ (accluso un paio di occhiali di protezione per l’utilizzatore). Se 1 W vi sembra poco, basti dire che può causare serie bruciature ai tessuti che colpisce, acceca istantaneamente a centinaia di metri di distanza e anche solo guardare il punto in cui colpisce un muro potrebbe essere sufficiente a danneggiare la vista di una persona senza protezioni; se leggete i link a fine articolo, vedrete che molta gente è preoccupata.

Ironia della sorte, il diodo laser usato in questo dispositivo viene anche usato dai Casio Slim Green Projector che, leggo adesso, funzionare almeno 20.000 ore.

Se questo laser è disponibile adesso per solo 200$, tra 10 anni per 200$ cosa potrei comprare?

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28 giugno 2010

Su Estropico: La Terra non è malata: è incinta! Intervista a Adriano Autino

La scelta del bellissimo titolo del tuo libro ("La Terra non è malata: è incinta!") non può che far drizzare le orecchie ai lettori di Estropico. Cosa ti ha spinto a scriverlo e che impatto speri di ottenere?

Ho cominciato a pensare alla gravidanza terrestre nel 2001 (che presuntuoso, non mi è bastato ingravidare quella bellissima ragazza che incautamente mi aveva sposato, tanti anni fa… pensare addirittura di ingravidare la Terra!). Da molto tempo i sinceri umanisti non fanno che rodersi il fegato, ogni volta che sentono qualche riverito “intellettuale” ecozista definire il genere umano come un immondo parassita del pianeta. Da tempo quindi mi arrovellavo sulla necessità di contrapporre una visione positiva, umanista, a certe infamie che vengono contrabbandate (e perlopiù supinamente accettate in modo del tutto acritico) per posizioni etiche. Scrivo, a tal proposito, nel mio libro: Nel 2001, per il 52mo congresso della International Astronautical Federation, che doveva tenersi a Tolosa, avevo presentato tre abstract per altrettanti “paper”. (...) Uno di questi paper, che poi non fu accettato, si intitolava "Lady Terrestrial Civilization, would you like to have a baby? (A New-Humanistic Ethics for the Space Age)”. Il documento sviluppava proprio questo concetto: la nascita di una Baby Civiltà Solare, data alla luce dalla nostra Madre Terra, ingravidata dal progresso tecnologico e culturale della specie umana. Nel paper si discute il ruolo della pressione, nel processo della gravidanza. La pressione cresce, ed è un processo pericoloso, che può portare ad un aborto disastroso, ed alla morte del bimbo e/o della madre. Però la pressione è utile, ed inevitabile, se si vuole che alla gravidanza segua un lieto evento. Una metafora secondo me molto significativa, decisamente in controtendenza, rispetto alla macabra morale corrente, che vede il pianeta malato, ad opera di noi umani, una specie di parassiti che sta portando la Terra alla rovina. Nella mia metafora, invece, la Terra non è affatto malata: è incinta di un piccolo organismo, una civiltà solare, figlia della civiltà terrestre! Una visione positiva, inneggiante alla vita, alla speranza ed all’amore, anziché alla morte ed al suicidio specifico, come quella ecozista. La metafora, come molte altre idee che nascono e non trovano una via per raggiungere l’opinione pubblica e svolgere la loro funzione gioificatrice, rimase nei bit del mio computer per qualche tempo, accontentandosi di essere citata di tanto in tanto nei miei articoli. Tuttavia, come si può ben comprendere, l’idea scalpitava e non era affatto contenta di questo confino! Così trovò altre vie per venire alla luce anche se, ancora oggi, non ha avuto la pubblicità che meriterebbe. Fiorì nel lavoro del reverendo David Buth, un appassionato sostenitore della teoria Gaiana, concepita da James Lovelock, secondo la quale la Terra è un essere vivente complesso. E, nel gennaio 2005, decisi di commentare lo tsunami che aveva colpito il sud est asiatico il giorno di Santo Stefano 2004, proprio utilizzando tale metafora. E scrissi la mia – discretamente famosa, anche se non raggiunse esplicitamente gli onori della cronaca – newsletter intitolata: “La Terra non è malata: Lei è… incinta!” Leggi tutto, su Estropico.

Verso il sistema immunitario sintetico

Un gruppo di ricerca nippo-americano ha creato anticorpi artificiali (di plastica) che funzionano in vivo (topi da laboratorio). Piu' precisamente, si tratta di nanoparticelle polimeriche i cui impieghi potrebbero includere la rimozione di tossine, la purificazione di proteine e le terapie che utilizzano anticorpi. In precedenza erano gia' stati realizzati altri polimeri in grado di riconoscere altre molecole, ma solo in vitro. Il processo utilizzato per la fabbricazione delle nanoparticelle e' quello del molecular imprinting, descritto come simile al lasciare un'impronta nel cemento fresco. L'impronta scelta per l'esperimento e' stata quella del veleno delle api, una biotossina ben studiata. I topi dell'esperimento hanno ricevuto la biotossina tramite iniezione endovenosa seguita da iniezione di anticorpi artificiali. Nel gruppo di controllo, la mortalita' e' stata del 100%, ma nel gruppo che ha ricevuto gli anticorpi sintetici e' stata "significativamente ridotta" (non avendo accesso allo studio completo non e' possibile fornire dati piu' precisi). In seguito, tossina e anticorpi sono stati eliminati dal fegato senza complicazioni. Penso possiamo descrivere questo breakthrough come il primo, relativamente semplice, passo verso sistemi sintetici in grado di supportare e, in futuro, potenziare e/o rimpiazzare, il sistema immunitario.

Su Nanowerk: Artificial antibodies made from plastic shown to work in living animals

L'abstract, sul Journal of the American Chemical Society: Recognition, Neutralization, and Clearance of Target Peptides in the Bloodstream of Living Mice by Molecularly Imprinted Polymer Nanoparticles: A Plastic Antibody

Immagine: gli anticorpi artificiali dell'esperimento (Images: Dr. Shea, University of California, Irvine)

27 giugno 2010

Fantarobotica: il C.R.A.B. della Stanley Dalton

Un video domenicale giusto perche' mi piace... (e no, non e' un progetto reale). Qui il sito del designer.

26 giugno 2010

Letture fantascientifiche: Lazarus

Segnalazione lampo: Lazarus, un fumetto al computer di di Gina "Nanogirl" Miller: "una storia di nanotecnologie, immortalita' e di un uomo in cerca della verita'. Qui sul sito dell'autrice (con video), qui su Amazon.

Il Parrot AR.Drone


Parrot A.R.Drone è una piccola macchina volante che sarà messa in vendita a Settembre al prezzo di 299$, negli USA. Diciamo che è pensata principalmente per gli entusiasti tecnofili: potete controllarlo attraverso una specifica App del vostro iPhone; vola con i suoi 4 rotori sia indoor che outdoor; è equipaggiata con due telecamere (una di fronte e una puntata verso il basso) che possono trasmettere immagini a distanza al vostro iPhone, iPad o iPad Touch. In caso di chiamata in arrivo il drone atterra da solo, mentre se togliete le mani dai comandi, si ferma a mezz’aria.

Per altre informazioni, video e foto:

Parrot AR.Drone official: $299 from September

Parrot AR.Drone hands-on [Video]

Parrot AR.Drone gets dogfight demo [Video]

Se siete più che tecnofili entusiasti, il drone ve lo autocostruite. Difficile? non troppo:

ArduIMU DIY quadcopter has sonar and all kinds of cool


25 giugno 2010

Fuoripasto e obeista'; frutta, verdura e cognizione; dieta mediterranea e tumori; riso e diabete.

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Fuoripasto e obesità. Obesità e sovrappeso sono inversamente correlati alla frequenza di assunzione di snack in una popolazione di adolescenti americani

Frutta, verdura e funzioni cognitive. Esiste una correlazione positiva e dose-dipendente tra il consumo di frutta e verdura e le funzioni cognitive nei soggetti anziani

Dieta mediterranea e tumori. L’aderenza alla dieta mediterranea riduce il rischio di sviluppare neoplasie del tratto digerente superiore in una popolazione greca

Riso bianco o integrale e diabete. Livelli elevati di assunzione di riso raffinato aumentano il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, mentre livelli elevati di riso e cereali integrali lo riducono

Il polmone in provetta

Segnalazione lampo: "Funziona il primo polmone coltivato in provetta. Regola lo scambio fra ossigeno e anidride carbonica nell'organismo di un ratto" (da Aduc Salute). L'abstract, su Science: Reconstituting Organ-Level Lung Functions on a Chip.

L’uomo che è tornato a casa con il cuore in spalla

Charles Okeke in Phoenix, Arizona è il primo uomo che è tornato a casa con le sue gambe ed un cuore artificiale impiantato. Sulla spalla non aveva il cuore, ma la sorgente di energia che lo alimentava.

SynCardia è il produttore del cuore arificiale che sostituisce completamente i due ventricoli e le quattro valvole del cuore umano. Normalmente il dispositivo che da energia al cuore artificiale pesa 190 kg, ma l’azienda ha avuto il permesso di testare un nuovo dispositivo, chiamato Freedom Driver (foto), che pesa solo 6 kg e può essere trasportato con uno zainetto a spalla. Il nome di questo dispositivo è ben meritato, in quanto permette alla persona di muoversi liberamente e di vivere una vita quasi normale, senza essere legato ad una ingombrante e praticamente inamovibile macchina. Non solo migliora la qualità della vita del paziente, ma la possibilità di muoversi più liberamente migliora l’aspettativa di vita.

Attualmente ci sono circa 3.000 persone in attesa di trapianto negli US e un numero simile in Europa e Sud America. Ma solo circa 2.000 persone ricevono un cuore per un trapianto che ha l’80% di possibilità di riuscire. Questo cuore artificiale serve come ponte nell’attesa di un cuore adatto da trapiantare, quando il cuore del paziente non riesce più a funzionare. Il cuore artificiale costa 125.000$ più 18.000$ di manutenzione annuale. Viene usato dal 2004 e 850 persone lo hanno ricevuto, e tenuto per una media di 144 giorni. Alcuni lo hanno tenuto per più di due anni. Okeke ha ricevuto il suo Settembre del 2008.

Con i progressi della tecnologia, personalmente, non vedo passare molti anni prima che ci sia un cuore artificiale alimentato da una sorgente di energia completamente interna al corpo umano. In particolare con i progressi delle celle di energia che utilizzano il glucosio e l’ossigeno dell’organismo stesso.

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24 giugno 2010

Audeo, per telefonare senza parlare


Audeo è stato sviluppato da Ambient come un modo innovativo di comunicare in silenzio. Audeo permette a un individuo di utilizzare i segnali neurologici del cervello che controllano le corde vocali e di comunicare in silenzio.

La tecnologia dietro Audeo ha implicazioni di vasta portata. Ambient ha dimostrato il prima telefonata cellulare senza voce al mondo ed è stato nominato una delle invenzioni di Popular Science of the Year nel 2009.

Ulteriori applicazioni sono state già dimostrate nei settori della comunicazione silenziosa, mobilità, giochi, robotica, e la comunicazione per disabili consente a tutti coloro che hanno perso la loro voce in seguito a malattie o disabilità di comunicare di nuovo.

Commento: l’introduzione commerciale di questa tecnologia ha certamente risvolti molto più vasti che il semplice “ridare la parola ai muti”. Gli stessi segnali che modulano la voce potrebbero essere usati per controllare direttamente una interfaccia cervello-computer senza dover passare attraverso la parola.

Fino ad ora dovevamo pensare la parola, pronunciarla, il computer doveva ricevere il suono e infine decodificarlo con un programma che trasformava la parola in testo. Adesso diventa possibile attivare ogni singolo pulsante sulla tastiera semplicemente pensando di vocalizzare quel pulsante.

Indubbiamente un altro importante passo in avanti verso interfacce cervello-computer sempre più efficienti ed efficaci, semplici ed intuitive da usare e poco o per nulla intrusive.

Chissà cosa sarà possibile fare integrando la tecnologia di Audeo con altre tecnologie come quella dell’Epoch di Emotiv (voce + espressione facciale, emozioni, pensieri, posizione della testa, etc.).

Sulle tracce di Matusalemme. Immortalismo, longevismo, bioetica. Di Sergio Bartolommei

E' stato gia' segnalato da David, nei commenti al mio Umanisti mortalisti, ed e' vecchio di due anni, ma l'articolo di Bartolommei merita un post a se'. Queste le conclusioni (ma si consiglia la lettura integrale):

La morte è un danno la cui entità va messa in relazione col numero e la varietà di opportunità di gratificazioni che preclude: più la vita è interrotta anzitempo, più il danno è maggiore. Si è ricordato al punto 2 di questo articolo che il 75% delle morti che si verificano ogni giorno nel mondo ha per causa i danni accumulati con la senescenza. Occorre chiedersi se questo sia un dato naturale e immodificabile, oppure se vi sia la possibilità di estendere anche considerevolmente la durata della vita umana e ridurre significativamente il numero di queste morti. Nel primo caso non resterebbe che rassegnarsi di fronte a una realtà indisponibile, impegnandosi tutt’al più, e certo più di quanto non sia accaduto finora, ad accrescere i mezzi e le modalità per favorire morti più dolci, o meno dolorose e traumatiche, di quelle che continuano a verificarsi quotidianamente nel mondo. Nel secondo caso occorrerebbe invece chiedersi se non sia un obbligo morale fare il possibile per allungare la vita e rallentare la senescenza. Le obiezioni di principio qui esaminate, con le quali si cerca di fissare dei limiti preventivi agli obiettivi che in materia sarebbe lecito perseguire, non riescono ad entrare nel merito di questa discussione. Sono tutte ispirate al timore che con le nuove tecnologie biomolecolari di allungamento della vita si possa trasformare l’immagine tradizionale di cosa sia “essere umani”. Una definizione non vacua della “natura umana” – ammesso sia utile tentarla - dovrebbe scaturire da una ricognizione empirica delle nuove possibilità tecniche e scientifiche di riprogrammazione del vivente. Al contrario le obiezioni di principio definiscono “natura umana” una certa configurazione storica e morfologica di quest’ultima e stabiliscono come criterio discriminante per l’accettazione delle nuove scoperte e conoscenze che esse siano conformi alla definizione data. Questa immagine prefissata e essaenzialistica impedisce però di cogliere a nostro parere gli aspetti moralmente meno controversi del progetto di allungamento delle vite umane. Ove si prescinda dagli aspetti di più spiccata visionarietà utopica, è difficile negare al neo-longevismo la ragionevolezza della sua sfida ad alcune delle certezze più accreditate in fatto di invecchiamento e morte degli umani. Aubrey de Grey ha scritto che un “argomento generale per cui siamo moralmente obbligati a rimandare l’invecchiamento il più possibile, al più presto possibile, è quello che si basa sul semplice senso delle proporzioni. Non c’è nessuna differenza tra salvare la vita e prolungare la vita, perché in fondo che cosa significa salvare la vita se non dare a una persona la possibilità di vivere più a lungo di quanto sarebbe altrimenti vissuta?”. Se questo è, come crediamo, un argomento in gran parte razionalmente fondato, ritardare la senescenza, in quanto mezzo per prevenire uscite anticipate e involontarie da vite degne di essere vissute, appare un atto obbligatorio e non supererogatorio. Viceversa, liquidare il longevismo come ingenua fantasia e la “libertà morfologica” come arrogante pretesa è un modo di legittimare ingiustificate negligenze, mancare di prevenire interruzioni inutilmente premature della vita.

23 giugno 2010

Postumano: un termine da buttare?

In attesa delle registrazioni audio degli interventi alla recente Evoluzione autodiretta e futuro dell’Uomo, ecco un articolo composto dai commenti dei fondatori del Network dei Transumanisti Italiani, in seguito alla conferenza. La discussione e' partita dalla conferenza stessa e si e' rapidamente spostata sul termine "postumano", sulla sua utilita' (o meno), e sulle possibili alternative (e sia ben chiaro che la questione rimane tutt'altro che risolta). Il tutto si e' svolto in comunicazioni private e il ruolo del sottoscritto si e' limitato ad anonimizzare e ad organizzare quello che mi sembra sia un interessantissimo scambio.

Le relazioni sono state tutte molto interessanti. Può dare una certa sorpresa ascoltare un professore di fama discettare con noncuranza sulla possibilità di aumentare la vita umana del 30%: il transumanismo è proprio diventato mainstream! L'unica differenza ormai è di stile, di parole d'ordine; e forse vale la pena riflettere su ciò che ha detto uno dei relatori (vado a memoria): "Postumano è una parola orribile. Dovremmo parlare piuttosto dell'avvento dell'autentica umanità, perché i veri esseri umani sono liberi, e grazie alla tecnologia stiamo diventando per la prima volta davvero liberi".

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Concordo... tra l'altro a me la parola "postumano" non è mai piaciuta: oltre al postmodernismo mi ricorda l'approccio di Marchesini, il quale è molto critico nel confronti del transumanesimo. Penso proprio che d'ora in poi comincerò a usare l'espressione usata da Schiavone, "umano post-naturale", mi piace molto... che poi è un po' quello che diceva Julian Huxley... entrambi infatti parlano di (nuovo) umanesimo, non di anti- o post-umanesimo...

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Giocando un po' con le possibili definizioni:

umano post-darwiniano
umano progettato intelligentemente

Il post-naturale è carino, ma immagino che i "naturalisti" ci giocheranno subito sopra. Dall'altro lato, non è che si possa accontentare tutti.

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Sottoscrivo le vostre critiche al termine "postumano" che ha provocato disastrosi equivoci concettuali e linguistici, preferisco infatti adottare un forma di nuovo umanesimo non antropocentrico, espressioni come "umano post-biologico" e "umano potenziato" potrebbero essere sicuramente più adeguate per il nostro pensiero.

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Io preferisco uomo post-naturale a uomo post-biologico perché non si prescinderà affatto dalla biologia. Potenziamento biologico e incorporazione di tecnologia saranno complementari. Io comunque rimango piuttosto antropocentrico... E in effetti l'accusa che Marchesini lancia al transumanesimo è proprio quella di essere iperantropocentrico. Ma come si fa a non essere antropocentrici, se tutto questo di cui parliamo potrà verosimilmente accadere solo ed esclusivamente grazie all'uomo e per mano dell'uomo? Ovviamente facciamo riferimento a un concetto di uomo diverso. Diciamo che anche il concetto di "umanità" diventa, parallelamente e conseguentemente, culturale e post-naturale.

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Io preferisco invece "ultra - uomo". Il termine "post - naturale", secondo me, introduce una fittizia divisione cartesiana su ciò che è "naturale" e ciò che è "artificiale": in effetti anche l'artificiale è pienamente naturale. E' anche la tecnologia è uno degli aspetti in cui si manifesta la "natura" ("natura naturans" e "natura naturata").

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In effetti anch'io ho fatto lo stesso identico ragionamento! Nella mia visione il transumanesimo va oltre l'umanesimo tradizionale perché non accetta un'immutabile natura umana come dato fondamentale ma continua - e accelera - il processo di ampliamento e miglioramento dell'autentica natura degli esseri umani che è una natura in sè autotrasformativa e autopoietica. Quindi a mio modesto parere non va portata avanti una critica radicale alla "naturalità umana" in sè, ma va condotta una critica radicale al mito dell'*immutabilità* della natura umana, d'altronde come Dewey affermò: "La teoria secondo cui la natura umana è immutabile è la più deprimente e la più pessimistica di tutte le dottrine possibili...; l’affermazione che un dato mutamento proposto è impossibile a causa della costituzione fissa della natura umana, distrae l’attenzione dal problema se il cambiamento sia o no desiderabile, e dall’altro problema, di come esso si possa realizzare".

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Il post-naturale sta ad indicare che l'uomo non è più *determinato* dalla natura, in particolare dalla evoluzione per selezione *naturale*. E non si tratta di una mera accelerazione (perché altrimenti verrebbero accelerati anche gli errori, le mutazioni sfavorevoli), ma dell'introduzione di una teleologia, di un progetto finalistico dell'uomo (discontinuità enorme rispetto all'assenza di teleologia del processo evolutivo "naturale"). Insomma, bisogna pur mettere in chiaro, in qualche modo, che ciò che si verifica "naturalmente", senza intervento umano, e ciò che avviene sempre nel mondo (naturale) ma che è prodotto dalla tecnica e dall'intelligenza umana, sono due cose abissalmente diverse.

22 giugno 2010

Convegno: la via italiano alla bioetica

Segnalo il convegno "La 'via italiana' alla bioetica venti anni dopo" che si terra' a Roma il 7 luglio prossimo. Sono gia' disponibili le biografie e gli abstract degli interventi e sara' anche possibile inviare ai relatori le domande che verranno poste in sede del convegno.

"Fixed": scienza e fantascienza del potenziamento umano



Questo e' il trailer di un documentario che si occupa, in modo tutt'altro che acritico, del tema del potenziamento umano: FIXED: The Science/Fiction of Human Enhancement. Dalla pagina di Vimeo del video con miei commenti [fra parentesi]:

Cosa vuol dire essere "disabile" quando un uomo senza gambe [come Oscar Pistorius] puo' correre piu' veloce di molti atleti olimpici? Ora che la selezione prenatale e' una realta', chi determina che tipo di persone nasceranno? Se potessi potenziare le tua capacita', cosa potenzieresti? Migliaia di ricercatori stanno creando una miriade di tecnologie tese a "riparare" [to fix, in inglese, ergo il titolo del documentario] o potenziare il corpo umano. Cosa significa il progettare "esseri umani migliori" e vogliamo veramente farlo? Fixed offre una panoramica critica al settore emergente delle tecnologie per il potenziamento umano attraverso tre disabili: uno scienziato, un giornalista e un attivista. Ad esplorare il tema contribuiscono anche un neuroscienzato del MIT, Ed Boyden, il transumanista James Hughes, l'esperto di robotica Rodney Brooks.

Il sito del film sembra essere kaputt, per cui non saprei dire a che punto sia la produzione del documentario.

21 giugno 2010

The Singularity is Near premiato al Breckenridge Film Festival

Segnalazione lampo: The Singularity is Near: A True Story About the Future ha ricevuto il primo premio per gli effetti speciale e il secondo premio aggiudicato dal pubblico al Breckenridge Film Festival. Fonte: KurzweilAI.net Vedi anche: la traduzione del prologo e del primo capitolo dell'omonimo libro di Kurzweil, su Estropico.

Letture: L'ottimista razionale

Segnalo l'uscita di The Rational Optimist, di Matt Ridley. A giudicare dal sito (e dai due video qui sotto) sembra una proverbiale boccata d'ossigeno nell'asfissiante ecocatastrofismo imperante. Riassumo, traducendo liberamente: Ridley lancia un contrattacco al diffuso pessimismo dei nostri tempi. Per quanto ci piaccia pensare il contrario, le condizioni di vita sul pianeta stanno migliorando. 10.000 anni fa' la Terra ospitava 10 milioni di esseri umani. Oggi siamo piu' di sei miliardi, il 99% dei quali vivono molto meglio dei propri antenati dell'eta' della pietra. La disponibilita' di tutto quanto si possa desiderare e' aumentata in maniera irregolare in questi 10.000 anni, ma e' cresciuta rapidamente negli ultimi 200: calorie e vitamine (nella dieta), acqua pulita, macchinari, privacy, possibilita' di viaggiare e comunincare su lunghe distanze, etc. Eppure, nonostante tutto cio', il pessimismo circa il futuro e' dato praticamente per scontato. Matt Ridley, nel suo The Rational Optimist, sostiene che gli scambi commerciali sono alla base del progresso e che tali scambi possono essere positivi solo in una situazione di rispettiva fiducia. Nel suo libro si propone di dimostrare che la soluzione ai nostri problemi, reali o immaginari che siano, e' di continuare sulla strada che abbiamo intrapreso 10.000 anni fa': quella dei continui cambiamenti.



20 giugno 2010

Dirigibili da guerra

Un articolo di Wired sul "dirigibile da guerra" che la Northrop Grumman sta preparando per l'esercito USA. Sono il solo a cui ricorda l'helicarrier dello SHIELD? :-)

19 giugno 2010

La vela solare, eccola!

Segnalazione lampo: articolo, con foto, sul recente lancio di una vela solare da parte dell'agenzia spaziale giapponese, su Astrogation: La vela solare, eccola!

Esoscheletri: video promoziale di Hulc



Non e' recentissimo (gennaio 2010), ma e' un po' che non mi occupo di esoscheletri... Ecco quindi il video promozionale piu' recente del gia' segnalato Hulc, della Lockeed Martin.

18 giugno 2010

Su Estropico: Una storia del pensiero transumanista, di Nick Bostrom

1. Antecedenti culturali e filosofici del Transumanesimo

Il desiderio umano di acquisire nuove capacità è antico come la nostra stessa specie. Abbiamo sempre cercato di espandere i confini della nostra esistenza, sia socialmente, sia geograficamente, sia mentalmente. Vi è una tendenza in almeno alcuni individui a cercare sempre un modo di aggirare ogni ostacolo e limitazione alla vita umana e alla felicità. La sepoltura cerimoniale e i frammenti conservati di scritti religiosi mostrano che l'uomo e la donna preistorici erano profondamente turbati dalla morte di persone care. Anche se la credenza in un'oltretomba era diffusa, questo non precluse gli sforzi per estendere la vita presente. Nella sumerica Epica di Gilgamesh (ca. 1700 a.C.), un re intraprende una ricerca per l'immortalità. Gilgamesh viene a sapere che esiste un mezzo naturale - un'erba che cresce nel fondo del mare. Egli recupera con successo questa pianta, ma un serpente gliela ruba prima che egli la mangi. In tempi successivi, alcuni esploratori andarono alla ricerca della Fontana della Giovinezza, gli alchimisti lavorarono per produrre l'Elisir di Lunga Vita, e varie scuole di Taoismo esoterico in Cina si sforzarono per l'immortalità fisica in modo da controllare o armonizzarsi con le forze della natura. Il confine tra mythos e scienza, tra magia e tecnologia, era incerto, e quasi tutti i mezzi concepibili per preservare la vita sono stati tentati da parte di qualcuno o di altri. Eppure, mentre gli esploratori facevano molte scoperte interessanti e gli alchimisti inventavano alcune cose utili, come nuovi coloranti e miglioramenti nella metallurgia, l'obiettivo dell'estensione della vita si dimostrò inafferrabile. La ricerca per trascendere i nostri confini naturali, tuttavia, è stata a lungo considerata con ambivalenza. Da un lato c'era il fascino. Dall'altro lato vi è il concetto di hybris: cioè che alcune ambizioni sono off-limits e si ritorceranno contro l'uomo stesso se perseguite. Gli antichi Greci esponevano questa ambivalenza nella loro mitologia. Prometeo rubò il fuoco da Zeus e lo diede agli uomini, per migliorare permanentemente la condizione umana. Ma per questo atto fu severamente punito da Zeus. Nel mito di Daedalus, gli dei sono ripetutamente sfidati, e con molto successo, dal geniale ingegnere e artista che utilizza mezzi non-magici per estendere le capacità umane. Alla fine, tuttavia, ne deriva il disastro quando suo figlio Icaro ignora le avvertenze paterne e vola troppo vicino al sole, causando lo scioglimento della cera nelle sue ali. Il cristianesimo medievale aveva allo stesso modo contrastanti opinioni circa le ricerche degli alchimisti, che provavano a trasmutare sostanze, creare "homunculi" in provette, e inventare la panacea. Alcuni scolastici, seguendo gli insegnamenti anti-sperimentalisti di Tommaso d'Aquino, ritenevano che l'alchimia era un'attività empia. C'erano accuse che vedevano gli alchimisti coinvolti in invocazioni di poteri demoniaci. Ma altri teologi, come Alberto Magno e lo stesso Tommaso D'Aquino, difesero queste pratiche. L'antiquata e spirituale filosofia scolastica che dominava l'Europa durante il Medio Evo diede via ad un rinnovato vigore intellettuale nel Rinascimento. L'essere umano e il mondo naturale divennero di nuovo legittimi oggetti di studio. L'umanesimo rinascimentale incoraggiò la gente a fare affidamento sulle proprie osservazioni e sul proprio giudizio critico piuttosto che delegare in ogni questione le autorità religiose. L’umanesimo rinascimentale creò anche l’ideale dell’essere umano versato culturalmente e spiritualmente nelle arti e nelle scienze. Una pietra miliare fu L'orazione sulla dignità dell'uomo (1486), di Pico della Mirandola, in cui egli sosteneva come un individuo non abbia una forma predefinita, ma come sia invece compito dell’individuo stesso darsi una forma ideale: "Non ti ho fatto né di solo cielo, né di sola terra, né mortale né immortale: bensì, libero e creatore di te stesso, ti costituirai secondo la tua forma preferita. Avrai il potere, fondato sul giudizio dell'anima tua, di rinascere in forme più alte, in forme divine". Leggi tutto, su Estropico.org.

"Ibernato" il dodicesimo paziente della KrioRus

Da qualche anno le organizzazioni crioniche non sono piu' solo ed esclusivamente un fenomeno americano. Esistono in Europa alcune reti di supporto crioniche, la piu' sviluppata delle quali e' quella britannica (qui il sito, dove troverete anche i link ad altre reti di supporto europee), ma quello che potremmo prosaicamente descrivere come immagazzinamento di lunga durata era solo possibile oltreoceano - almeno fino alla nascita, nel 2005, della KrioRus. Leggo ora, su Depressed Metabolism, che il mese scorso l'organizzazione crionica russa ha "ibernato" il proprio dodicesimo paziente (sulla stessa fonte leggo che gli "ibernati", o meglio, criopreservati, sono ormai piu' di 200, globalmente). Il resoconto dell'operazione, pubblicato dalla stessa KrioRus, da' un'idea degli innumerevoli problemi che devono essere risolti per arrivare a completare una sospensione crionica, la maggior parte dei quali di natura logistica. E' interessante notare, dal nostro punto di vista di europei occidentali, come il paziente non fosse in Russia al momento della "deanimazione", ma in Ucraina, e come questo non sia stato il primo paziente estero: KrioRus ha gia' criopreservato due altri pazienti ucraini, uno estone e uno olandese. Possiamo dire che l'organizzazione russa sia ormai una credibile alternativa alle americane Alcor e Cryonics Institute? Francamente non conosco la KrioRus sufficientemente a fondo per dare un giudizio, ma sicuramente si tratta di una possibilita' che chiunque sia interessato alla crionica dovra' esplorare. Quello che mi preoccupa sono le tendenze neo-zariste della Russia di Putin e la conseguente tendenza, da parte delle agenzie dello stato russo, di ignorare la legge quando fa' comodo. In America, nonostante gli spesso pubblicizzati eccessi, la situazione legale mi sembra piu' sicura, come dimostrato dal fatto che la Alcor ha vinto tutte (se ricordo bene) le molte cause legali in cui si e' trovata coinvolta, alcune delle quali mosse da agenzie federali - a partire dal famoso caso di Dora Kent, nel 1988, fino ai problemi piu' recenti.

Vedi anche: un articolo della rivista della Alcor (Cryonics) su Kriorus: Cryonics in Russia (Pdf, page 16)

Immagine: il team per la sospensione crionica della KrioRus

17 giugno 2010

Oltre Uomo: Nick Bostrom sul Sole 24 Ore

Segnalazione lampo. Oltre Uomo, un'intervista a Nick Bostrom sul Sole 24 Ore: Il curriculum gonfio di primati e un (breve) passato da consulente della Cia, Nick Bostrom è un filosofo molto speciale. Della galassia di studiosi, guru e tecnofili che insegue il progetto di varcare i confini dell'umano, ha la fama di padre putativo. Fu lui, nel 1998, a fondare con un manipolo di colleghi la World Transhumanist Association. Lo scorso anno, invece, la rivista Foreign Policy l'ha inserito tra i cento pensatori più influenti del pianeta. Leggi tutto.

Aubrey de Grey a TEDMed (video)



Alcuni dei punti sollevati da Aubrey de Grey a TedMed, l'ottobre scorso (il video e' apparso in rete solo recentemente):

Morire "di vecchiaia" puo' sembrare il modo migliore di andarsene, dopo avere evitato tutte le malattie tipiche della terza eta', ma in realta' morire di vecchiaia, o morire per "cause naturali", non significa questo. Significa semplicemente morire di quelle malattie che non uccidono i giovani. E delle 150.000 morti globali quotidiane, i due terzi sono dovute a queste cause. In altre parole: ogni singolo giorno l'invecchiamento uccide 100.000 persone.

Oggi dobbiamo indubbiamente confrontarci con molti e pressanti problemi, ma in termini di vittime e sofferenza inflitta l'invecchiamento e' sicuramente il principale (il fatto e' , aggiungo io, che si tratta un problema dato talmente per scontato, e considerato talmente "naturale", da passare inosservato...)

Invecchiare non solo e' poco divertente (carina l'immagine scelta da de Grey per illustrare il concetto), e' anche estremamente costoso. Solo negli Stati Uniti, il costo, in termini di assistenza sanitaria agli anziani e' stimato da de Grey in 200 miliardi di dollari l'anno.

De Grey chiarisce poi un frequente errore: quando parla di estendere le aspettative di vita, non intende estendere l'ultima parte della vita (quella piu' "fragile" e rischiosa dal punto di vista della sopravvivenza) condannando così l'umanita' ad un interminabile vecchiaia, ma quella giovane.

Verso la fine della presentazione, de Grey cita il suo libro (qui una traduzione parziale) e la piu' recente roadmap alla medicina rigenerativa (Pdf) prodotta dalla russa Science for Life Extension Foundation.

Vedi anche: La velocità di fuga della longevità e la Singolarità. Intervista a Aubrey de Grey; Strategie per l'ingegnerizzazione di livelli trascurabili di senescenza; la fondazione di de Grey, la SENS Foundation.

16 giugno 2010

Nuovo video di PackBot, versione APOBS



La iRobot ha un nuovo video del suo Warrior, una versione piu' avanzata di PackBot e qui filmato in versione APOBS, o Anti-Personnel Obstacle Breaching System, un sistema esplosivo teso ad eliminare campi minati e simili per permettere il passaggio di truppe motorizzate. Qui un articolo, su Spectrum: iRobot Demonstrates New Weaponized Robot

Resoconti da H+ Summit

Segnalazione lampo. E' senza dubbio ironico, ma i migliori resoconti sul recente H+ Summit vengono da un blog apertamente anti-transumanista (qui, su Futurisms). Se invece siete allergici alle critiche, qui, qui, qui e qui troverete i resoconti di The Speculist.

Fa' caldo... Cosa c'e' di meglio di una bella bibita fresca?


E' arrivato il caldo. Cosa c'e' di meglio di una bella bibita fresca? Se vuoi evitare di accelerare l'invecchiamento, forse e' meglio un bel bicchier d'acqua...

Un recente studio ha osservato tre gruppi di topi da laboratorio:

-al primo gruppo mancava il gene klotho, il quale, se assente, causa l'accumulo di fosfati a livelli tossici. In questo gruppo, i topi sono vissuti dalle 8 alle 15 settimane.

-al secondo gruppo mancavano sia il gene klotho che il gene NaPi2a, il quale, quando assente, abbassa significativamene i livelli di fosfati. In questo gruppo, i topi sono vissuti fino a 20 settimane.

-al terzo gruppo mancavano entrambi i geni assenti nel secondo gruppo e ha ricevuto una dieta ricca di fosfati. In questo gruppo, i topi sono vissuti fino a 15 settimane.

Le conclusioni dei ricercatori sono che i fosfati hanno un effetto tossico, sui topi, e che e' possibile che un abbiano un simile effetto anche sugli esseri umani.

Cosa c'entra tutto cio' con la foto qui sopra e con il titolo di questo post? Le bibite (e molti cibi lavorati) contengono alti livelli di fosfati...

I riceratori ritengono che gli alti livelli di fosfati possano facilitare l'insorgere di disturbi tipici dell'invecchiamento quali problemi renali e calcificazioni cardiovascolari, nonche' atrofia muscolare ed epidermica.

E se quanto sopra non vi basta, aggiungo io, le bevande gassate contengono elevatissime quantita' di zucchero: qui una lista (un'oncia, o ounce, equivale a 28,3 grammi). Per non parlare degli effetti acidificanti dovuti agli alti livelli di acido fosforico, dei quali ha parlato spesso anche Ray Kurzweil (vedi per esempio questo estratto dal suo Fantastic Voyage).

Hat-tip a WorldHealth.net

L'asbtract dello studio: Dietary and genetic evidence for phosphate toxicity accelerating mammalian aging

Immagine: Coca-cola, by rtomazela (e sia ben chiaro che, da questo punto di vista, non fa' alcuna differenza che si tratti di Coca, Pepsi o chinotto, o delle rispettive versioni senza zucchero).

15 giugno 2010

L'illusione del paranormale e dell'omeopatia (video)



Il famoso scettico James Randi ingoia sul palco una "dose fatale" di sonniferi omeopatici per lanciare un atto d'accusa contro i convincimenti irrazionali. E con ironia sfida tutti i medium del mondo a dimostrare che ciò che fanno è reale e guadagnare così un milione di dollari messi in palio dalla sua fondazione (ma nessuno finora li ha ottenuti). Un video da TED (disponibili i sottotitoli in italiano) che ci ricorda quanto ancora siano diffuse le frodi sul paranormale e sull'omeopatia, è anche grazie a questi scettici se la scienza e la tecnologia possono progredire.

Emulazione del cervello umano: il logico approdo della neuroinformatica



Anders Sandberg a GoogleTechTalks sul tema del mind uploading: L'idea di creare una copia fedele di un cervello umano e' da decenni una trama fantascientifica, ma anche un tipico argomento di discussione filosofica. Anche se oggi siamo lontani da quell'obiettivo, i progressi in molti settori puntano decisamente in quella direzione (nuove tecniche di microscopia, simulazioni computerizzate di larga scala, etc). In questa presentazione, Sandberg stima quanto manca all'ottenimento della capacita' di emulare un cervello umano, quali ostacoli dovranno essere superati e quali potranno esserne le conseguenze.

Un'osservazione: da qualche anno la frase "whole brain emulation" e' sempre piu' spesso utilizzata al posto di "mind uploading". Il primo termine e' piu' ampio del secondo, e il secondo probabilmente sara' possibile solo se e quando il primo sara' ottenuto.

Vedi anche: I Robot erediteranno la Terra: ed essi potrebbero essere noi stessi... di Joe Strout; Coscienza soggettiva, Autori vari.

14 giugno 2010

Attivita' fisica e ictus; vitamina D e diabete; alcol e rischio coronarico; grassi e carboidrati nella dieta

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Attività fisica e ictus. L’attività fisica moderata (camminata prolungata o di buon passo) è negativamente associata al rischio di sviluppare ictus cerebrale

Vitamina D e diabete mellito di tipo 2. L’incidenza di diabete mellito di tipo 2 correla negativamente con i valori circolanti di vitamina D calcolati secondo un modello matematico predittivo dell’assetto vitaminico

Consumo moderato di alcol e rischio coronarico in donne diabetiche in post-menopausa. Questo studio estende anche alla popolazione femminile con diabete mellito e in età post-menopausale la dimostrazione d! ella correlazione negativa tra consumo moderato di alcol e rischio coronarico

Sostituzione dei grassi saturi della dieta con carboidrati: importanza dell’indice glicemico. La sostituzione dei grassi saturi della dieta con carboidrati ad alto indice glicemico, ma non con alimenti a basso indice glicemico, si associa ad un aumento del rischio di infarto miocardico

La rivoluzione degli avatar

L'alba degli avatar potrebbe cambiare le nostre idee su ciò che significa essere umani. E' un pò questo il senso dello speciale della rivista New Scientist dedicata ai nuovi esseri umani: avatar, upload della mente, cloni digitali...

Piaccia o no, molti di noi hanno già una identità digitale in una forma o nell'altra come un profilo su Facebook che potrebbe essere ricco di dati personali. Per molti, il sé digitale è diventato uno strumento pratico per comunicare nei network, nei blog, per comprare e vendere o per giocare online - un'estensione utile del mondo reale. Ma, con la quantità crescente di dati personali che si lasciano in rete, il mondo online potrebbe dare vita a un personaggio digitale, prepariamoci quindi a una nuova visione dell'identità umana nell'era della rivoluzione digitale. Alcune prospettive non troppo futuristiche prese dagli articoli dello speciale:

1) Catturare la personalità di un individuo, caricando materiale personale e ricordi e poi fondere il tutto con le informazioni raccolte on-line, creando un avatar davvero realistico, una rappresentazione realistica digitale, o avatar, che può continuare a vivere a lungo anche dopo che il nostro corpo biologico si è decomposto.

2) Creare avatar personalizzati e consapevoli incarnati in un robot - che permetterebbero a te, o a una "sembianza di te", di raggiungere l'immortalità. Un avatar che assomiglierà a te, parlerà come te e sarà in grado di descrivere gli eventi chiave della tua vita. Ad es. il il sito web Lifenaut permette di creare un avatar partendo dal caricamento di una tua foto e di alcuni dati per creare una rappresentazione credibile della tua personalità. Il problema è che una sorta di corpo fisico è probabilmente essenziale per lo sviluppo di una coscienza umana secondo Antonio Chella ricercatore di robotica presso l'Università di Palermo in Italia: "La coscienza richiede una stretta interazione tra cervello, corpo e ambiente." Ma già si sta lavorando per integrare gli avatar della Lifenaut nel corpo di un robot.

3) L'integrazione avatar-robot procede verso la creazione di una macchina cosciente, per raggiungere questo obiettivo è però necessario un massiccio sforzo coordinato che coinvolga le aree attualmente frammentate della ricerca sull'intelligenza artificiale. L'Apollo Mind è un'iniziativa che promuove la collaborazione tra gruppi di ricerca per raggiungere un livello umano di intelligenza creativa entro il 2019. Ma lo scopo finale del progetto è quello di superare l'intelligenza umana, con la creazione di un genio al livello di quello di Mozart.

Per gli articoli completi (in inglese) qui e qui.

12 giugno 2010

H+ Summit dal vivo, su Estropico Blog



L'H+ Summit, dal vivo su Estropico! Sabato 12 e domenica 13 giugno, a partire dalle ore 15.00. Domenica: in attesa dell'apertura dei lavori potete assistere alle presentazioni di ieri cliccando sul video qui sopra. Le trasmissioni dal vivo cominceranno automaticamente appena la conferenza riaprira'.

H+ Summit live!

Promemoria: puoi seguire il gia' segnalato H+ Summit dal vivo (qui) sul sito di Humanity+, a partire dalle ore 15.00. Le slides delle presentazioni sono qui.

L'alba dei replicatori



E' ormai prossima l'era in cui le macchine saranno in grado di riparare se stesse e infine di replicarsi. E non saranno a portata di mano solo per scienziati o ricercatori, o di un'élite, ma potenzialmente per tutti. Per avere una macchina di questo tipo basta ad esempio ordinare via internet un kit delle industrie MakerBot di New York per 750 dollari, e costruire da se stessi la macchina che è del tutto opensource. MakerBot e la maggior parte dei suoi parenti sono essenzialmente una rivisitazione a prezzo ridotto della stampante 3D cioè macchine che non riproducono testi e disegni su fogli di carta, ma creano oggetti tridimensionali in plastica di pressoché qualunque cosa, compreso sé stesse. Mentre le macchine professionali hanno ancora un alto costo di decine di migliaia di dollari, una coalizione di studiosi, ricercatori e appassionati di tutto il mondo ha creato le versioni che fanno la stessa cosa per molto meno. Tutto è partito dalla RepRap la prima macchina progettata per riprodurre parti di sé da un'idea di Adrian Bowyer, un ingegnere di meccanica presso l'Università di Bath nel Regno Unito (intervistato nel video qui sopra). Nel 2006 ha iniziato il progetto con due obiettivi: creare una stampante 3D che chiunque potrebbe costruire e utilizzare, nonchè renderla capace di auto-replicarsi, questo ha portato ad un vero e proprio ecosistema di macchine tipo RepRap in tutto il mondo. Per chi è interessato sul sito del New Scientist un approfondito articolo sull'argomento (in inglese).

11 giugno 2010

H+ Summit live!

Domani prende il via il gia' segnalato H+ Summit, a Harvard. Se non sarete da quelle parti, e se vi sarete ripresi dal future-shock di Evoluzione autodiretta e futuro dell’Uomo (che si sta svolgendo proprio oggi, a Caserta), potete seguire il tutto live qui, sul sito di Humanity+. Il live streaming comincera' domani, sabato 12 giugno, alle 9 di mattina (ora locale della East Coast americana), cioe' le 15.00 italiane. Le slides di molte presentazioni sono gia' online. E dato che la conferenza dura due giorni, immagino che le presentazioni di domenica saranno in live stream a partire dalla 15.0 di quel giorno. E se vi sfuggira' qualcosa, non preoccupatevi: i video saranno online dopo la conferenza. Un grazie al lettore che mi ha ricordato di segnalare il tutto (e alla newsletter di KurzweilAI.net che ha ricordato a lui dell'evento...)

Fringe: alle frontiere della (fanta)scienza


"Stiamo vivendo in un periodo incredibilmente avanzato di risultati scientifici, quasi incontrollabili, e che continuano a spingere in nuovi luoghi la nostra versione quasi bizzarra di quella che è la fantascienza". (J.J.Abrams)

A volte la scienza riesce a rendere il nostro mondo un posto più strano di quanto pensavamo come nella serie tv Fringe ideata da J.J. Abrams (già creatore di quel capolavoro che è Lost), Alex Kurtzman e Roberto Orci. Dopo averne visto con entusiasmo la prima stagione non potevo tralasciare di dedicargli una breve recensione. La trama, che cattura il telespettatore in una corsa sfrenata per le scienze che tradizionalmente si trovano sul margine della scienza ufficiale, si struttura in episodi ognuno autoconclusivo ma nell'intero arco della serie si dipana pian piano un unico filo narrativo che unisce in sottotraccia tutti i vari episodi.

Fringe, letteralmente significa “frangia” ma è da intedere più propriamente come confine a indicare quelle conoscenze scientifiche che superano e spostano l’orizzonte della conoscenza e della tecnologia oltre il normale confine a cui siamo abituati.

Tutto inizia con un volo internazionale 627 proveniente da Amburgo che atterra regolarmente all’aeroporto di Boston ma con equipaggio e passeggeri che sono tutti morti. Perché questa strage, cos'è successo? Un mistero carico di morte che si rivelerà ben presto solo il primo terribile tassello di un mosaico molto più grande che sarà chiamato lo "Schema". L'enigma del disastro aereo porta alla creazione della "Divisione Fringe" dell'FBI che dovrà indagare una sempre più bizzarra e tortuosa serie di incidenti e fenomeni apparentemente inspiegabili che si stanno verificando in tutto il mondo.

Nella squadra del FBI svettano i tre protagonisti principali: Olivia Dunham, una giovane agente dotata di una tempra eccezionale che dovrà rivolgersi allo scienziato "pazzo" ma geniale Walter Bishop (forse il personaggio più riuscito) per iniziare a fare luce su questi misteri. Peter Bishop, figlio ribelle di Walter accompagnerà i due contribuendo con la sua perspicacia e sarcasmo a svelare la matassa di eventi oscuri.

Non mancano poteri forti e occulti, grandi organizzazioni che agiscono al di sopra e al di fuori della legge per fini non facilmente comprensibili come la Massive Dynamic, la più potente multinazionale al mondo in grado di sfruttare pericolose ricerche militari e non, al cui capo c'è William Bell anch’egli uno scienziato, in passato collaboratore stretto di Walter Bishop e del quale ne è l’alter ego oscuro e perverso della scienza che piega le proprie potenzialità per ottenere potere e profitto.

Fin dove può spingersi la frontiera della scienza, della tecnolgia, della mente e della realtà? Tra oscure cospirazioni aziendali, droghe che alterano la mente, telepatia, chimica in grado di trasformare l'organismo umano, fisica quantistica, esperimenti genetici, strane creature costruite in laboratorio, nanotecnologia, controllo della mente, teletrasporto, la serie tv rappresenta un originale esplorazione di quello che il futuro prossimo venturo forse ci sta preparando. Una delle questioni presenti in questo serial sci fi è se l'uomo riuscirà a controllare il progresso esponenziale della tecnologia, un chiaro accenno al concetto di Singolarità Tecnologica richiamata in una scena importante dell'episodio pilota (Il Laboratorio del Dottor Bishop).

Fringe ci pone di fronte a fenomeni scientifici che travalicano la realtà conosciuta mettendo alla prova la nostra logica razionale e la stessa capacità di adeguarsi della ragione. I recenti sviluppi nel mondo della scienza sono quella "fonte meravigliosa e inquietante" di cui si nutre l'immaginazione esplosiva della serie tv che ci conduce in ogni episodio "ai confini della realtà" e a indagare su che cosa significa essere umani.

Direi che gli ingredienti speciali che rendono Fringe così coinvolgente e appassionante sono: il modo avvincente in cui nella serie tv si mescola scienza, tecnologia e paranormale, le battute esilaranti tra il personaggio del dottor Bishop e suo figlio Peter, l'ambientazione in un futuro prossimo abbastanza credibile in cui gli elementi fantastici trovano quasi sempre una spiegazione scientifica, e la caretteristica di thriller fantascientifico che ci fa riflettere con originalità sugli aspetti positivi e negativi a cui possono portare le ricerche scientifiche e tecnologiche.

Fringe è infatti una riflessione intelligente sul pericolo di esperimenti e tecnologie che possono finire nelle mani sbagliate di multinazionali, gruppi terroristi, scienziati senza etica, etc., Il principale tema di fondo costituisce forse l'originalità maggiore di questa produzione: scienza e tecnologia possono essere orientate per il bene o il male e lo scienziato ha una responsabilità di questo potere. Il merito di questa splendida serie tv sta nel trasmetterci lo stupore riguardo le possibilità incredibli della scienza e della tecnologia come poche opere di fantascienza hanno saputo fare.

E infine una curiosità: nella sigla della seconda stagione è menzionata la Crionica, un termine certamente conosciuto per chi segue questo blog ;-)

10 giugno 2010

Otto megaprogetti


Leggo su Boing Boing di otto megaprogetti della giapponese Shimizu Corporation (qui): una stazione solare lunare (nell'immagine), una citta' ecologica, una citta' piramide, un progetto urbano sostenibile, un'hotel spaziale, una base lunare, una Tokyo sotterranea, laghi nei deserti. Se e quando questi progetti diverranno realta' e' tutta un'altra storia, ma fa piacere vedere qualcuno che pensa in grande in questi tempi mediocri...

Evoluzione autodiretta e futuro dell’Uomo

Promemoria. Domani a Caserta: Evoluzione autodiretta e futuro dell’Uomo, il convegno organizzato dalla Seconda Universita' di Napoli, in collaborazione con il Network H+. Tutti i dettagli li trovate qui.

I robot che imparano dall'ambiente


Attualmente i robot sono addestrati a costruire veicoli, far volare aerei, testare automaticamente la pressione del sangue in pazienti ricoverati in ospedale e persino giocare a tennis. Ma secondo Ian Fasel, un ricercatore di scienze informatiche presso la University of Arizona, i robot non hanno alcun concetto di sé, né capiscono veramente per cosa sono programmati.

Recentemente Ian Fasel ha ottenuto finanziamenti dal DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) per far avanzare la sua ricerca nel campo della robotica, l'obiettivo è il miglioramento di robot affinchè siano in grado di capire e imparare, ma senza l'aiuto della programmazione umana.

Il progetto CLIME prevede la formazione di robot affinchè apprendano i concetti di tentativi ed errori nel mondo, mentre un secondo progetto insegna ai robot che hanno già alcuni concetti programmati dall'uomo di cercare nuove informazioni nel modo più efficiente possibile. Fasel e il suo team stanno sviluppando un sistema robotico in grado di insegnare i concetti a se stesso, invece di richiedere una programmazione dall'essere umano, come imparare a interpretare e controllare i suoi sensori e motori.

Fasel inoltre sta collaborando con un team del Texas su un altro progetto, "Active Learning for Sequential Sensing and Efficient Human Interaction in Collaborative Human-Robot Teams,", che l'Ufficio di Ricerca Navale degli Stati Uniti ha finanziato per tre anni. Il progetto si inserisce in uno sforzo più ampio condotto da collaboratori presso la University of Texas a Austin e la Texas Tech University.

Fasel ei suoi colleghi stanno anche addestrando i robot per rilevare le emozioni nelle loro controparti umane - tutti con poca o nessuna programmazione. Tale lavoro per migliorare l'intelligenza artificiale dei robot è un settore sempre più crescente in informatica, un esempio simile è il robot iCub, sviluppato a livello internazionale, in grado di imparare come un bambino umano di due anni.

La gran parte del progresso effettivo in robotica è stato guidato da algoritmi sviluppati dai ricercatori che forniscono al robot istruzioni passo-passo per processi, attività e apprendimento tramite il calcolo. L'approccio di Fasel è invece quello di determinare soluzioni meno faticose e richiede tempo per l'insegnamento ai robot.

"Nelle applicazioni del mondo reale, sarebbe letteralmente un qualche tipo di veicoli aerei senza pilota che ha bisogno di capire la sua area di volo", ha detto Fasel. "Oppure, immaginate di avere un robot domestico, ha bisogno di sapere che cos'è, dove si trova e dove stanno gli oggetti". Fasel ha aggiunto che la comprensione dei modelli di apprendimento nei robot può anche aiutare a farci conoscere meglio la natura umana. Fonte: UA News

Nell'immagine in alto: il robot iCub

09 giugno 2010

Il robo-spazzino

Segnalazione lampo: Da Osaka a Pontedera, il robot spazzino va in piazza, su Il Tirreno (con fotogalleria).

Tre notizie nanotecnologiche

Nanolampi. Se vuoi trovare lavoro nel 2018, il Wall Street Journal ti consiglia di studiare le nanotecnologie. Solo due anni dopo, uno dei fondatori della Zyvex prevede, in un'intervista, che avremo i primi, rudimentali, sistemi di manifattura molecolare. Nel frattempo, se vuoi influenzare il dibattito sulle nanotecnologie oltreoceano, puoi votare il documento sottoposto dal Foresight Nanotech Institute e dall'Institute for Molecular Manufacturing al U.S. President’s Council on Advisors on Science and Technology: Atomically Precise Manufacturing. Tripla hat-tip a Nanodot.

Umanisti mortalisti


Alcuni atei ed umanisti non si limitano a mettere in discussione l'esistenza di Dio, ma sembrano essere convinti che per sostenere una posizione coerente contro la religione sia necessario rigettarne anche tutti i corollari, fra i quali l'anelito verso l'immortalita'.

Queste le prime righe (libera traduzione) di Humanist death apologetics, di Aschwin de Wolf sul suo Depressed Metabolism. L'esempio portato da de Wolf e' quello di Paula Kirby, secondo la quale, per gli atei, e' la transitorieta' della vita che le da' significato e che, insieme all'accettazione della morte e della sua finalita', ci spinge a vivere la vita appieno e ad assaporare ogni esperienza. Le stesse motivazioni rendono importante il cercare di alleviare la sofferenza in questa vita, dato che non ce n'e' un'altra, successiva, in cui le ingiustizie saranno punite e "le lacrime asciugate".

Tutto cio', suggerisce de Wolf, e' la giustificazione di fondo delle soluzioni spesso sbagliate, o il cui impatto a lungo termine non e' stato studiato a fondo, ai problemi sociali. Ma uno dei vantaggi delle aspettative di vita illimitate sarebbe proprio quello di ridurre il desiderio di gratificazione immediata e di stimolare una maggiore considerazione delle conseguenze di lungo termine delle nostre azioni.

Molti umanisti e atei fanno ricorso al solito cliche' (mai spiegato a fondo) del "la vita ha senso solo se seguita dalla morte", fa giustamente notare de Wolf. Ma la Kirby tira anche in ballo un altro cliche', quello della noia che secondo lei sarebbe l'inevitabile destino degli immortali. Citando Susan Ertz, sostiene che "milioni [di persone] sperano nell'immortalita', ma poi non sanno cosa fare la domenica pomeriggio, se piove", ma cio' sembra dirla piu' lunga su se stessa e su Susan Ertz che sull'umanita' in generale...

De Wolf commenta che e' un peccato che una persona generalmente razionale come la Kirby debba ridursi ad attaccare l'anelito all'immortalita' allo scopo di attaccare la religione, e cita Marcuse: "e' straordinario come la nozione della morte come necessita' non solo biologica, ma anche ontologica, abbia penetrato la filosofia occidentale - straordinario in quanto il superamento e il controllo delle semplici necessita' naturali e' invece visto come la vetta dell'esistenza e delle attivita' umane".

Immagine: La Muerte y la Doncella, by Jorge V.F.

08 giugno 2010

La singolarita' e' vicina, al cinema. New York, 24 giugno 2010

Se sarete a New York il 24 giugno, non perdetevi la versione cinematografica del gia' segnalato The Singularity is Near. La proiezione sara' seguita da una sessione interattiva live con Ray Kurzweil. Qui tutti i dettagli e qui la traduzione del prologo e del primo capitolo dell'omonimo libro di Kurzweil, su Estropico.

Convegni transumanisti: H+ Summit, Harvard, 12-13 giugno 2010


Ray Kurzweil, Stephen Wolfram, Aubrey de Grey. I tre nomi in cima alla lista degli speakers di H+ Summit, l'evento annuale transumanista organizzato da Humanity+, la dicono tutta sul calibro del convegno. L'H+ Summit e' l'erede di Transvision, che in passato e' stato l'evento annuale dell'allora World Transhumanist Association, ma devo dire che di strada ne ha fatta molta da Transvision 2000, l'unica Transvision a cui abbia potuto partecipare. Negli ultimi anni, Transvision e' stata senza dubbio superata, sia come calibro degli speakers che come impatto mediatico, da un altro evento annuale, il Singularity Summit (che quest'anno si terra' ad agosto, a San Francisco). Forse proprio a causa di questa "concorrenza" Humanity+ ha rilanciato la propria conferenza annuale con un nuovo nome (curiosamente anch'esso contenente il termine "summit"). E l'upgrade sta gia' dando frutti: anche se questa e' solo la seconda edizione dell'H+ Summit, se ricordo bene, penso che l'evento sia gia' cresciuto in statura al punto di poterlo, come minimo, mettere sullo stesso piano del Singularity Summit - e poi dicono che la concorrenza non faccia bene a tutti! ;-)

Fra gli altri relatori saltano all'occhio David Pearce (qui il suo Progetto Abolizionista), Natasha Vita-More, David Orban (qui e qui due interviste), James Hughes (qui, qui e qui tre suoi articoli), Ben Goertzel (qui un'intervista - tutti i link sono ad Estropico). Ma al di la' di questi nomi gia' ben conosciuti nel transumanismo internazionale, uno sviluppo secondo me estremamente importante e' il fatto che la maggioranza dei relatori sia composta da ricercatori, imprenditori, esperti, etc, vicini alle posizioni transumaniste - un'apertura che non puo' che far bene al movimento.

PS. E se la traversata atlantica vi sembra troppo non perdetevi "Evoluzione autoridetta e futuro dell'Uomo", a Caserta l'11 giugno, organizzato dalla Seconda Universita' di Napoli in collaborazione con il Network H+ (chapter italiano di Humanity+)

Concludo con un video introduttivo all'H+ Summit: