E' tutta da vedere se questo sara' uno scenario probabile, ma i poster di questa Sarah Dungan (sito, blog) mi piacciono - hanno un certo non so che di retro-futuristico. Pero': perche' sostenere specificamente i diritti dei robot antropomorfici? Mi sembra un tipico errore antropomorfico! :-)
Hat-tip a BotJunkie.
31 gennaio 2010
Gli sfruttati di domani?
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domenica, gennaio 31, 2010
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30 gennaio 2010
La tazza di te' del futuro (realta' aumentata)
Bello! Qui altri video dell'autore (Keiichi Matsuda) e la versione originale (cioe' senza la sovrimpressione da realta' aumentata) del video qui sopra.
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sabato, gennaio 30, 2010
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29 gennaio 2010
Il calcolatore crionico
Il Cryonics Calculator e' un semplice programma in Excel (pardon, Google Docs!) che permette di stimare le probabilita' di rianimazione in seguito a sospensione crionica (ibernazione umana). Basta inserire una serie di dati e stime (eta' corrente, eta' stimata al momento della "deanimazione", etc) e il programma calcola la probabilita' che il "viaggio nel futuro" si concluda bene per il crionauta in questione. Si noti che questo e' solo uno strumento per esplorare vari scenari alternativi e che non promette assolutamente previsioni certe! Il vostro input e' fondamentale nel determinare i risultati e, a seconda di quanto ritenete probabili varie possibilita', la probabilita' di successo cambiera' significativamente. Le conclusioni dell'autore, dopo aver "giocato" con vari scenari, sono che per poter sperare in una futura rianimazione i rischi pratico-logistici durante l'ibernazione, quali incendi o fallimento dell'organizzazione crionica, etc, devono essere mantenuti molto bassi e che le tecnologie necessarie alla rianimazione dovranno essere ottenute nell'arco di un secolo e non di molti. La lezione che l'autore ha ricavato dai suoi vari esperimenti e' che la priorita' per il movimento crionico sia quella di rendere le proprie organizzazioni il piu' sicure e robuste possibile, spingendo allo stesso tempo la ricerca nelle tecnologie di sospensione e di rianimazione.
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venerdì, gennaio 29, 2010
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Crionica - ibernazione
28 gennaio 2010
Intervista a Ben Best, del Cryonics Institute
Segnalazione lampo: Cryonics & the State of the Industry, un'intervista audio (di un'ora) a Ben Best.
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giovedì, gennaio 28, 2010
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Crionica - ibernazione
Soia, obesita', dieta mediterranea, polifenoli del melograno.
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Soia e tumore al seno. Il consumo moderato di alimenti a base di soia riduce la mortalità e la probabilità di recidive nelle donne cinesi con tumore al seno
Obesità e alterazioni funzionali e strutturali del miocardio. L’obesità può rappresentare un fattore di rischio più importante dell’ipertensione per la comparsa di alterazioni strutturali e funzionali cardiache
La dieta mediterranea riduce il rischio di adenocarcinoma gastrico. L’aderenza alla dieta mediterranea riduce il rischio di adenocarcinoma gastrico in un’ampia popolazione europea
Polifenoli del melograno ed espressione dell’enzima antiossidante PON1. I polifenoli del melograno inducono l’espressione dell’enzima antiossidante PON1 nelle cellule epatiche attraverso l’attivazione del recettore nucleare PPAR gamma
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giovedì, gennaio 28, 2010
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Longevismo pratico
27 gennaio 2010
La terza conferenza sull'Intelligenza Artificiale Generale
Segnalo che la terza conferenza sull'Intelligenza Artificiale Generale (General Artificial Intelligence, o AGI) si terra' a Lugano dal 5 all'8 marzo. Le prime due edizioni sono state Made in USA. Si tratta dell'unico evento dedicato interamente e specificamente allo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale dotati di intelligenza generale comparabile a quella del cervello umano - con la prospettiva di andare ben oltre tale limite. Segnalo anche, dalla pagina Resources del sito della conferenza, il sito AGI Roadmap, un sito collaborativo con l'obiettivo di fornire alla comunita' di ricerca AGI uno strumento per "dare credibilita' a questo campo emergente".
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mercoledì, gennaio 27, 2010
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Intelligenza artificiale
Liberta' morfologica: de gustibus non est disputandum

Comincio oggi una serie di post dedicati alla liberta' morfologica [1] in cui daro' un'occhiata ai vari modelli di potenziamento umano gia' oggi a nostra disposizione, a come sono visti dal grande pubblico e da quello transumanista.
Comincio con la body modification, portando ad esempio Elaine Davidson, la donna con piu' piercing al mondo (nella foto). Che effetto vi fa questa foto? A me (uomo con meno piercing a Londra...), onestamente fa un effetto simile al guardare un insetto che ho appena involontariamente calpestato. Una volta vinto il primo momento di disgusto (quello che in inglese si chiama yuck factor), la curiosita' ha pero' il sopravvento e comincio a chiedermi quale forma di piacere a me del tutto sconosciuta possa offrire questo connubio carne-metallo. Andro' di corsa a farmi il mio primo piercing? Ne dubito, anche perche' tutto questo metallo e' privo di funzionalita'. Potrei convivere con un vicino di casa o con un collega altrettanto "borchiato"? Immagino di si. E qui troviamo il fulcro dell'approccio transumanista alla liberta' morfologica - potremmo descriverlo come la versione "fisica" del "non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire" di Voltaire [2] (anche se, in pratica, mi sembrerebbe un tantino eccessivo dare la vita per il diritto della signora qui sopra di indossare i suoi 462 orecchini...)
Che effetto fa questa foto al grande pubblico? Probabilmente la reazione tipica e' simile alla mia, un'ipotesi confermata dal fatto che Elaine Davidson vive tranquillamente in Scozia e non e' stata arrestata o messa al rogo da folle inferocite. Direi che, oggi come oggi, abbiamo raggiunto un notevole livello di tolleranza circa le scelte altrui in molti ambiti, incluso quello, emergente, della liberta' morfologica, il che promette bene per il futuro previsto da queste parti. Che effetto fa questa foto ad un pubblico transumanista? Beh, ditemelo voi (nei commenti qui sotto). Ho letto piu' di una volta (non chiedetemi in quale mailing list o sito transumanista) che il body modification e' una moda che fa da battistrada a cyborg e altri esseri umani potenziati, o trans/postumani. Sostanzialmente sono d'accordo, ma quell'accenno di yuck factor spontaneo mi fa pensare che forse faremmo meglio a scegliere un'altra "mascotte" per quel variegato movimento in favore del superamento dei limiti del corpo umano con mezzi tecnologici...
Ultima considerazione. A che punto lo stato o la famiglia hanno il diritto di intervenire proibendo una body modification? Se l'intervento risultasse in una disabilita'? Chi ha il diritto di decidere se posso o meno amputare un mio arto? E se il nostro body-modifier volesse amputare l'arto in questione per sostituirlo con una protesi cibernetica altamente piu' performante? E che fare in presenza di disturbi psicologici? Scommetterei che prima o poi si creera' una situazione da Comma 22: qualcuno sosterra' che chi volesse procedere con un certo intervento deve necessariamente soffrire di disturbi psicologici, perche' altrimenti non vorrebbe procedere con quell'intervento... Voi da che parte vi schiererete? Cominciate a pensarci, perche' oggi si tratta piu' che altro di casi curiosi come quello della foto qui sopra, ma nei prossimi vent'anni (?) il dibattito passera' dalle pagine dello "strano ma vero" alle prime pagine...
[1] Morphological freedom: Wikipedia; Anders Sandberg: Morphological Freedom - Why We not just Want it, but Need it.
[2] Anche se pare che la frase sia da attribuirsi ad altri.
Picture credits: Elaine Davidson - Worlds most pierced woman, by Swiss Bones
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mercoledì, gennaio 27, 2010
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26 gennaio 2010
Avatar, un film di questo tempo, di Adriano Autino
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Premetto che ho visto il film in versione 2d, in lingua originale. Forse sarò curioso di godermi la versione 3d più avanti. Per il momento mi interessava soprattutto capire l’effettiva qualità culturale di questo film che, da molte parti, viene già definito un vero e proprio capolavoro. E l’eccezionale affluenza del pubblico, fin dai primi giorni, sembra confermarlo.
In effetti la pellicola merita certamente voti medio-alti su molti parametri di valutazione.
La fotografia, se così si può ancora definirla, visto che in gran parte si tratta ormai di sublime arte multimediale, non può che incassare il massimo dei voti: immagini stupende, dall’inizio alla fine, coinvolgenti, meravigliose. La recitazione, che si avvale di una fantastica Sigourney Weaver nella parte della Dr. Augustine, chair dell’equipe scientifica distaccata sulla luna Pandora, è curata e molto convincente, e dimostra anche il grado di estrema sofistificazione e maestria raggiunto dai progettisti (non si possono definire altrimenti) dell’arte cine-digitale.
Il resto del cast si avvale di nomi meno noti, ma tutti offrono una interpretazione appassionata e convincente. Del resto i precedenti lavori di James Cameron – valga per tutti ricordare la terrific saga di “Alien”, l’eccellente “The Abyss”, e “Titanic” – si distinguono tutti per l’eccellenza della regia e per la capacità di interpretare temi anche diversi, ma sempre con passione e grande talento cinematografico.
La storia è bella ed avvincente, e si fa perdonare anche l’evidente ingenuità – o licenza poetica -- dell’aver collocato un ciclo giorno-notte di tipo terrestre su una luna che orbita intorno ad un pianeta gigante. Del resto la notte si accende di fantastiche luci blu e di fibre ottiche vegetali, e non vorremmo mai essere stati privati di queste immagini in nome di un maggior realismo!
Il tema, collaudato, è quello della ribellione contro l’impero – ben noto ai cultori della saga delle Guerre Stellari di lukasiana memoria –, impero che questa volta aggiunge ai propri peccati l’estinzione della natura del pianeta Terra.
Dal punto di vista filosofico la storia è quindi, per così dire, aggiornata. Ma guarda esclusivamente alle precopernicane concezioni odierne, e ripropone, anche se in modo estremamente sofisticato e convincente, il clichè tutto sommato collaudato, della filmografia americana.
C’è il quanto di critica sociale che ci si può aspettare: il protagonista Jake Sully – nell’eccellente interpretazione di Sam Wortinghton – è un giovane ex-marine costretto alla sedia a rotelle da un tragico incidente. Jake non può permettersi l’avanzata tecnologia neurorigenerativa che gli ridarebbe l’uso delle gambe. E quando registra nel suo video diario le proprie impressioni, il giovane si trova a chiedersi: “e per che cosa i nativi di Pandora dovrebbero volerci concedere lo sfruttamento del loro pianeta? per della birra chiara e dei jeans? non abbiamo nulla che loro vogliano, è tempo sprecato”.
C’è la ribellione contro un potere sciovinista e fascista che, per sfruttare le risorse naturali di un mondo, calpesta con pragmatica indifferenza la propria stessa eccellenza scientifica e filosofica, ed esercita la violenza tecnologica distruttiva contro un “nemico” che si batte con archi e frecce.
Ma i “selvaggi” – molto simili ai nativi americani, soprattutto nel loro grande rispetto per la natura e nel loro carattere indomito – alla fine vincono (niente panico: il lieto fine è assicurato :-), grazie a che cosa?
È qui che il film entra profondamente nel favolistico.
Intanto – altro meme caro al cinema d’oltre Atlantico – alla violenza ed all’uccisione, comunque si risponde solo con la violenza e con l’uccisione, e si ha la possibiltà di vincere solo se si batte il tiranno sul suo stesso terreno, quello della violenza. Come se Ghandi non fosse mai esistito. Da un regista Terrestre, nella nostra globalizzata patria nel tempo, potremmo ormai aspettarci qualcosa di più.
Ad esempio che cosa? Vorrei vedere una tecnologia filosofica ed umanista, moralmente superiore, che consenta ai buoni di vincere senza uccidere né i cattivi né i buoni “collaterali”.
Ma i Na’vi vincono grazie alla capacità di rivivere i propri miti ed, ancor più, grazie ad una sorta di tecnologia filosofica del pianeta stesso, Eywa – metafora di Gaia, pianeta vivente. In questo caso ci troviamo di fronte una Gaia che è anche senziente, dotata di intelligenza, e di mezzi di comunicazione, una sorta di interfaccia neurale, con il proprio popolo. Eywa avverte la devastazione incombente, ed utilizza le proprie forze (non voglio dire troppo per non guastare la suspense) in supporto ai guerrieri Na’vi.
Qual è dunque il messaggio filosofico? Sostanzialmente questo: gli umani hanno fatto male ad incamminarsi sulla strada della rivoluzione neolitica, dovevano restare cacciatori e raccoglitori (come i nativi americani), e vivere quindi in armonia con la natura.
La natura li avrebbe allora ricompensati sviluppando, lei, la “tecnologia” necessaria per difendere loro e se stessa da possibili attacchi esterni. Ovviamente i riferimenti alle antiche credenze sciamaniche, legate ad una concezione mistica e metafisica della natura, sono tutt’altro che casuali, né con questo intendo certo negarne l’innegabile fascino né l’antica saggezza.
Imboccata la strada dell’agricoltura – e della cultura tecnologica – non si può che arrivare alla distruzione della natura, e poi si finirà per avventurarsi su altri pianeti, in una ossessiva ripetizione dello scempio: si sa che quando sbagliamo una volta, tendiamo a continuare, per dimostrare che non siamo stupidi, e che avevamo ragione.
Siamo quindi pienamente nella metafisica pre-copernicana del mondo chiuso, anche se, nella storia di Avatar, i mondi sono più di uno: gli abitanti di ciascun mondo è meglio che se ne stiano a casa loro, a cercare di far la pace con la “propria” natura locale e di vivere in armonia con essa. L’unico problema è quello di difendersi da eventuali invasori.
Nessun accenno ad una più matura concezione di un’ecologia cosmica.
E la tecnologia – la nostra povera tecnologia pesante ed “innaturale” – fa ancora una volta la figura del demonio, incarnando il male.
Nessuna consapevolezza del numero e della fondamentale importanza culturale della crescita – per una specie intelligente che deve percorrere la strada della conoscenza e dell’evoluzione etica con le sue sole forze, inevitabilmente sbagliando, e cercando di riconoscere gli errori e di imparare da essi.
No, Avatar non preconfigura e non auspica una fusione trascendente tra uomo e natura – secondo l'eccellente concettualizzazione dataci da Robert M. Pirsig –, ma immagina una "natura intelligente", che fa tutto il lavoro al posto dell'uomo.
Riassumendo, questi sono i messaggi che chiunque sarà in grado di percepire da questo bel film, soprattutto pensando ad un pubblico che vuole ancora sentirsi dire che la tecnologia è cattiva e la natura è buona.
Guardandola nella sua essenza, ci rendiamo conto della completa assurdità di questa trovata narrativa. La natura è, sì, magica e misteriosa, nessuno lo può negare, ma i suoi regali, quando ne fa, sono di tutt’altro genere. La natura non regala soluzioni “tecnologiche” belle pronte. L’uomo, perlomeno su questo pianeta, deve sudarsi ogni piccolo quanto, mi verrebbe da dire ogni oncia, di conoscenza, e quando arriveremo a capire e misurare l’attività elettrica e le interfacce di comunicazione della natura, sarà certamente un gran traguardo. Né si capisce che posto avrebbe, nell’universo, una specie intelligente che non si trovasse nella necessità di usare la propria intelligenza per accrescere la propria cultura, visto che la natura la coccola sin dall’inizio, fornendole una tecnologia di comunicazione avanzatissima… una sorta di web naturale, laddove noi poveri umani il nostro web abbiamo dovuto sudarcelo… Ed il fatto che un giorno o l’altro la nostra scienza potrebbe arrivare al livello di metterci in grado di utilizzare una specie di web naturale, nulla toglierebbe, in retrospettiva, alla dedizione ed al grande umanismo, ai tanti errori (spesso disastrosi ma non per questo meno teneri) dei ricercatori che si sono sacrificati nella storia, per permetterci di raggiungere grandi obiettivi. E come non pensare alla tenera Sigourney-Dr.Augustin ferita mortalmente che, mentre si affida alle cure dell’albero filosofico di Eywa, dice “dovrei prendere dei campioni…”.
E un altro messaggio, forse meno evidente, c’è, ed è per questo che amo il cinema americano, che si basa su un sottobosco filosofico ambientalista, ma non radicalmente anti-umano. Gli umani, è vero, portano a Pandora morte e distruzione con le loro armi e con la loro arroganza imperialista. Ma portano anche la loro scienza, la tecnologia degli avatar, che permette di interagire direttamente in un’atmosfera non respirabile per gli umani. E portano anche la loro capacità di compassione e d’amore, che si riveleranno essenziali per la salvezza di Pandora e del suo popolo.
La filosofia del profitto, interpreto liberamente, alla fine non è il diavolo: basterebbe che, almeno in caso di conflitto o di potenziale conflitto, non fosse sempre considerata l’autorità suprema e decisiva.
Ed in ultima analisi, gli ideologhi del profitto, affidando le proprie sorti ai militari, nel film Avatar fanno una scelta stupida, perché si troveranno poi, grazie a tale scelta scellerata, a dover rinunciare a qualsiasi profitto. Se si fossero invece affidati alla scienza, alla comunicazione ed alla compassione, probabilmente non sarebbero rimasti a bocca asciutta…
Recensione tratta da qui e ripubblicata con il consenso dell'autore.
Adriano V. Autino è il presidente della Space Renaissance Initiative
Vedi anche il Manifesto Filosofico della Space Renaissance
Per una recensione del film ed informazioni circa la trama ed i contenuti, si vedano ad esempio questi siti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Avatar_(2009_film)
http://www.movieplayer.it/film/9803/avatar/
Per informazioni sul regista James Cameron: http://it.wikipedia.org/wiki/James_Cameron
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David De Biasi
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martedì, gennaio 26, 2010
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Fantascienza
25 gennaio 2010
Congresso europeo di medicina preventiva, rigenerativa, antiaging ed estetica
Segnalo che dal 18 al 20 marzo, si terra' a Milano la conferenza del Congresso Europeo di Medicina Preventiva, Rigenerativa, Antiaging ed Estetica 2009: Ecopram 2010. Fra gli organizzatori, la Associazione Italiana Medici Anti-aging.
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lunedì, gennaio 25, 2010
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Longevismo pratico
I robot arrampicatori (video)
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Robotica,
Video
24 gennaio 2010
Video: Ray Kurzweil sul futuro delle interfaccia cervello-computer
Ray Kurzweil si occupa del futuro delle interfaccia cervello-computer ad un workshop organizzato dall'X-prize, presso il MIT, tenutosi questo mese e sponsorizzato dalla Singularity University.
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domenica, gennaio 24, 2010
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Tecnologie transumanizzanti,
Video
23 gennaio 2010
Motoman: il robot assemblatore (video)
Altro robot presentato alla fiera IREX 2009 in Giappone (nel video qui sopra) che ha stupito di più il pubblico tra i vari robot assemblatori. La Yaskawa Industries ha messo su alcune dimostrazioni impressionanti con il suo Motoman modello SD10 capace di montare una intera confezione di Lego. Il robot umanoide è in grado di assemblare dispositivi complessi usando una funzione di riconoscimento colori e una visione 3D. Altri video relativi alla fiera IREX 2009 qui, qui e qui. Via Beyond Human
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David De Biasi
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sabato, gennaio 23, 2010
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Robotica,
Video
22 gennaio 2010
Su La Stampa: Creato esercito di batteri sintetici
Jeff Hasty dell’Università di San Diego ha creato un’ orchestra di batteri geneticamente modificati che si comportano all’unisono, la notizia sul sito de La Stampa che definisce questo risultato scientifico: "un grosso passo avanti verso la vita artificiale".
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David De Biasi
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venerdì, gennaio 22, 2010
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Biotecnologie
Per vincere in Afghanistan ci vuole una supertecnologia di infosaturazione del territorio, di Carlo Pelanda
Dopo quello su spazio e privati, ecco un'altro recente articolo futurizzante del Professor Carlo Pelanda, originariamente pubblicato su CarloPelanda.com.
Questa rubrica trova sorprendente che la Nato non applichi in Afghanistan sistemi di controllo del territorio sufficienti sia per offesa sia per difesa contro attentati ed imboscate. Nessuna critica. Ma va fatta una riflessione di scenario strategico sul come ridurne la vulnerabilità alla guerriglia. La soluzione qui proposta è tecnologica.
Le tecnologie oggi possibili permetterebbero la costruzione del seguente sistema di saturazione informativa del territorio da controllare. Una rete multilivello di osservazione sia ottica sia sensoriale a copertura permanente delle aree suddivise in quadrati. Ogni quadrato di territorio viene controllato da una rete di satelliti con alta capacità di risoluzione, con visione Sar (passa le nuvole) e con sensori che rilevano qualsiasi emissione elettromagnetica, termica, chimica, ecc.. Il tutto è integrato, via infofusione, da altre piattaforme, quali aerei robotizzati, aerostati, elicotteri, ecc. In ogni quadrato, inoltre c’è un sottosistema di sensori a terra (e sotto). Il tutto viene gestito da una sistema di intelligenza semiartificiale in grado di gestire la visione totale e da questa sia selezionare minacce incombenti sia inferire i modelli di comportamento del nemico e altro. Una capacità essenziale del sistema dovrebbe essere quella di “marcare” elettronicamente ogni singolo individuo rilevante e seguirne gli spostamenti 24h in remoto. Un’altra capacità prioritaria è quella di rilevare le mine sia con osservazione ottica continua che scopre chi le mette sia con sensori che individuano buche, metalli, esplosivi, ecc.. Essenziale, poi, creare la fanteria aerea per velocità di intervento: tutto via elicotteri e simili, poco via ruote, a piedi solo azioni puntuative. Tale sistema, pur fattibile, non c’è per due motivi. Il costo è enorme. Ma lo sarebbe anche il beneficio, considerando la riduzione di vittime e lo spin-off nel settore civile per sistemi di controllo dell’ambiente. Più importante, il pensiero militare è lento nell’adattarsi ai nuovi conflitti, nell’integrare forza aerea e terrestre, e non formula le giuste specifiche alle industrie.
Raccomandazioni. Per la Nato: (a) elaborare una nuova dottrina della superiorità aerea combinata con la saturazione informativa ed operativa del territorio a bassa intensità umana ed alta robotizzazione; (b) progetto Manhattan a costi condivisi per sviluppare in un biennio, con le industrie dell’Alleanza consorziate, il nuovo sistema. Per l’Italia: (c) spingere tale progetto vista la grande capacità dell’industria nazionale nel settore e la necessità di avere più vittorie e meno funerali.
Image credits: Air-assault mission in Paktika province, by the US Army.
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venerdì, gennaio 22, 2010
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Futurizzazione
21 gennaio 2010
Su Repubblica: Super Homo sapiens
"Sara' bionico il nostro futuro? Dopo l' habilis, l'erectus, il sapiens avremo l' Homo electronicus? Ci sarà un post-umano, dopo il post-moderno?" Così apre l'articolo di Luca e Francesco Cavalli-Sforza e sebbene divaghi un po' parla proprio di quello di cui Estropico si occupa da anni - finalmente se ne occupano i mass media...
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giovedì, gennaio 21, 2010
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Potenziamento umano
Su Estropico: Relazioni politiche e futuri tecnologici - intervista a Jamais Cascio
Continua la pubblicazione su Estropico delle interviste del Singularity Institute. Ricordo che Cascio e' stato recentemente incluso nella lista dei cento personaggi piu' influenti del 2009 dalla rivista americana Foreign Policy, insieme a due altre nostre conoscenze, Nick Bostrom e Ray Kurzweil.
"Il futuro ti spaventa?"
Se il futuro mi spaventa? Sì, mi dà i brividi. E mi meraviglia. E mi fa orrore. E questo perché la gente mi suscita sia meraviglia che orrore. Bruce Sterling, lo scrittore di fantascienza, il pensatore, il designer, coglie bene il punto. Sterling dice che il futuro non è un sostantivo, è un verbo. E’ il viaggio, non la destinazione. Penso che più ci ricordiamo che il futuro è qualcosa che creiamo continuamente, più probabilmente ricorderemo che dobbiamo essere consapevoli di cosa stiamo creando e sforzarci di costruire un futuro vivibile e piacevole per tutti.
“A cosa assomiglia, secondo te, una società post-Singolarità?”
E’ qualcosa su cui esito a pronunciarmi, per il semplice fatto che la natura della Singolarità è qualcosa del tipo: "Ma che diamine!?" Ma definiamo pure la società che otterremo dopo l’arrivo di queste tecnologie trasformative come una società post-trasformazione. Bene, la società che verrà dopo si baserà sulla società che c’era prima. Sembrerà banale, ma è importante ricordarlo perché nelle discussioni su questi argomenti - specialmente con i cosiddetti Transumanisti Singolaritari o come si comunque si vogliano chiamare - è in auge una posizione tecno-determinista, stando alla quale, una volta che avremo ottenuto la fabbricazione molecolare, il mondo cambierà perché o avremo la democrazia, o il mondo sarà cambiato dal rischio esistenziale di un’apocalisse, ignorando l’impatto del mondo che ha portato allo sviluppo di tali tecnologie. Ma il mondo post-fabbricazione molecolare (FM) sarà pro-democrazia se e solo se nel mondo precedente l’arrivo della FM questo trend si sarà già manifestato, se cioè ci saremo già mossi verso una maggiore democratizzazione. Il mondo post-FM sarà blindato e imbrigliato dal digital rights management [gestione dei diritti digitali, Ndt], o dal “molecular rights management”, [gestione dei diritti molecolari, Ndt] una frase, quest'ultima, che dovrei brevettare! Dicevo, sarà imbrigliato da lucchetti, se questi preesistevano alla tecnologia. Assistiamo ad un vero scontro, oggi, tra coloro che vogliono aprire il futuro e coloro che vogliono chiuderlo, regolarlo, controllarlo. E tengo a precisare che quando dico ”regolarlo” non intendo “gestirlo in modo sicuro e responsabile”. Mi riferisco al controllo su chi può avere accesso al futuro e chi no. Io sposo decisamente la causa del futuro aperto. Mi aspetterei che la maggior parte delle persone qui concordino con me. Ma temo anche che ben poche persone si siano prese il tempo di riflettere sulle diverse implicazioni di un mondo aperto o chiuso, e quanto questo condizioni la direzione che il mondo prenderà dopo che queste tecnologie trasformative saranno arrivate.
Leggi tutto, su Estropico.
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giovedì, gennaio 21, 2010
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Intelligenza artificiale
20 gennaio 2010
Una vita lunga e produttiva
Leggo su Andart (il blog di Anders Sandberg) di un studio che dimostra come il longevismo non sia solo un imperativo etico, ma anche economico: proteggendo il "capitale umano" si stimola la crescita economica sul lungo termine. Lo studio si concentra sulla situazione USA, ma quanto dimostra e' applicabile globalmente, e l'impatto economico stimato e' tale da far drizzare le orecchi alla classe politica internazionale: Anders cita la cifra di 4.057 miliardi di dollari, sempre per gli USA, entro il 2028. I politici europei, vista la curva demografica del vecchio continente, dovrebbero essere particolarmente interessati a tutto cio', e Sandberg specula che una volta digerita la notizia che le terapie longeviste sono all'orizzonte, allenteranno i cordoni della borsa per la ricerca nel settore. Come non bastasse, la cifra qui sopra e' stata stimata sulla base di un semplice miglioramento della salute della forza lavoro USA, e non sulla base delle radicali terapie longeviste previste da queste parti...
L'abstract, su PNAS: Long-term economic growth stimulus of human capital preservation in the elderly
Picture credits: Bronze Smile, by AdamCohn
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Estropico
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mercoledì, gennaio 20, 2010
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Longevismo
19 gennaio 2010
Illumina annuncia un nuovo progresso nella corsa agli armamenti genetici
Alla conferenza sugli investimenti di J.P. Morgan è stato annunciato che Illumina è pronta a introdurre in commercio la sua nuova macchina per la sequenzializzazione del genoma umano: la HiSeq 2000 (vedi immagine).
La HiSeq 2000 è ancora una sequenziatore di seconda generazione, quindi non introduce metodi rivoluzionari, ma è il prodotto di una evoluzione della tecnologia già commercializzata. Ma una evoluzione non trascurabile, in quanto riduce i costi di sequenzializzazione del genoma da 5 a 8 volte, portando il prezzo previsto da 48.000$ a 6.000-10.000$.
Questa, però, è quasi una notizia dell’anno scorso. Le notizie più interessanti per quest’anno cominceranno il mese prossimo con l’Advances in Genome Biology and Technology meeting. Si prevedono annunci sui progressi ottenuti nell’implementazione delle tecnologie di terza generazione e se le voci che si sentono in giro sono vere, saranno annunci veramente eccitanti.
Related articles by Zemanta
- Illumina Unveils System to Cut Genome Sequencing Costs (online.wsj.com)
- Illumina's Cheap New Gene Machine (www.forbes.com)
- Illumina announces new arrival in the sequencing arms race [Genetic Future] (scienceblogs.com)
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Mirco Romanato
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martedì, gennaio 19, 2010
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Longevismo
18 gennaio 2010
Una nuova iniziativa anti-invecchiamento
Segnalo una nuova iniziativa a favore della ricerca anti-invecchiamento, la Campaign Against Aging. Non conosco i fondatori dell'organizzazione e i loro progetti, almeno quelli correnti, sembrano diretti piu' che altro a diffondere l'idea che l'invecchiamento sia "curabile", anche se fra i progetti futuri e' incluso il finanziamento della ricerca anti-invecchiamento. Oggi, iniziative del genere non sono piu' una rarita', come lo erano invece solo dieci anni fa, e questo e' certamente un bene, ma rende difficile capire quali iniziative avranno un impatto e quali invece sono destinate a scomparire senza lasciar traccia. Quale sara' il destino di CAA lo sapremo nei prossimi anni...
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Estropico
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lunedì, gennaio 18, 2010
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Tre domande da Andrea Vaccaro sul rapporto fra transumanesimo e religione
Ricevo e molto volentieri pubblico tre domande di Andrea Vaccaro* al pubblico transumanista. Potete lasciare le vostre risposte a tutte o ad alcune delle domande nei commenti, o inviarle a me direttamente, come preferite. Sto pensando alla possibilita' di raccogliere il tutto, o una selezione, in un futuro articolo per Estropico, ma per il momento e' solo un'idea...
*Autore di L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalita' terrena e dei transumanistissimi articoli dell'Antipinocchio, forza propulsiva della Settimana Teologica di Pistoia intitolata L'idea dell'immortalità terrena. Una nuova sfida per la teologia e intervistato qui, su Estropico.
Sono Andrea Vaccaro e mi è stato affidato, in questo anno accademico, un corso all’Istituto di scienze religiose “I. Galantini” presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze dal titolo “Filosofia e teologia del postumano”. I frequentatori di Estropico forse conoscono già il mio nome, perché tale sito mi ha già gentilmente ospitato in più occasioni. In una parte del programma del corso tratto, come è ovvio - forse in maniera talora inadeguata - autori e tematiche del Transumanesimo nel suo confronto-stimolo con il cristianesimo e, anche al fine di rendere un servizio criticamente corretto, cerco di informarmi in modo sempre più profondo sull’argomento. A tal scopo ho messo a fuoco tre domande – che mi sembrano snodi fondamentali – e desidererei verificare se, su questi argomenti, vige tra gli esponenti maggiori, ma anche nel pubblico transumanista che segue il sito, omogeneità di visione oppure pluralità di prospettive. Mi preme sottolineare che il mio intento è primariamente capire meglio il transumanismo e non certo metterlo in difficoltà con domande trabocchetto. Di seguito, formulo le tre questioni, ringraziando tutti coloro che, con spirito collaborativo, avranno la compiacenza di aiutarmi e quindi offrire riflessioni sul tema. Credo che il dialogo, il confronto e la conoscenza reciproca siano le forme migliori per crescere individualmente e fare cultura.
Le domande:
1. Sul motore della storia. Dal minimum atomico all’universo, dall’universo fermo alla vita animata mortale, dalla vita mortale alla vita immortale: dietro questo lungo e per certi versi incredibile percorso, la prospettiva transumanista vede inappellabilmente il caso o può anche concepire un senso o una causa che, misteriosa e indecifrabile all’uomo di oggi, potrà svelarsi all’essere super-intelligente di domani?
2. Sull’anima. il termine è già di per sè un po’ sospetto, ma qui vorrei semplicemente intendere il quid che rende l’uomo diverso da tutti gli altri esseri viventi. La prospettiva transumanista ammette che ci sia uno specifico umano - che naturalmente si è venuto storicamente sviluppando nel corso del tempo, ma che rende l’uomo portatore di un’unicità nel mondo -, oppure no?
3. Su Gesù Cristo. Dalla prospettiva transumanista si può ammettere che Gesù sia il primo uomo che, con un anticipo vertiginoso, ha sostenuto con forte certezza il principio primo di tale corrente di pensiero, ovvero che l’uomo è immortale? (E’ ovvio che bisogna prescindere da tutte le differenze terminologiche e categoriali, perché anche un Max More del I sec. e in aramaico avrebbe avuto le sue brave difficoltà ad esprimere la sua convinzione tentando di condividerla con qualcuno). E ancora, da tale prospettiva si può ammettere che egli abbia già vinto la morte con la sua resurrezione?
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lunedì, gennaio 18, 2010
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Transumanesimo e religione
17 gennaio 2010
Supereroi fai-da-te: Kick-Ass
[Aggiornamento: ho tolto il video in quanto aveva l'irritante abitudine di partire da solo... Ora potete vederlo su Youtube, qui]
Dedicato a tutti coloro che almeno una volta nella vita hanno sognato di essere supereroi - lo avete fatto anche voi, ammettetelo! E se non e' on-topic da queste parti... Kick-Ass e' uno dei 20 film di fantascienza in arrivo nel 2010 segnalati da io9 - ed e' il mio preferito, almeno a giudicare dal trailer qui sopra: irriverente, violento, ironico... Se avete la pazienza di registrarvi, su IMDb.com troverete anche un trailer vietato ai minori di 17 anni, in cui l'irriverenza e violenza di cui sopra sono piu' ovvii... Il sito del film e' qui.
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domenica, gennaio 17, 2010
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16 gennaio 2010
Ray Kurzweil e Terry Grossman illustrano la teoria dei "tre ponti" verso le aspettative di vita illimitate
Kurzweil e Grossman illustrano la teoria dei "tre ponti", gia' discussa nel loro Fantastic Voyage, in occasione della pubblicazione del loro secondo libro, Transcend (gia' segnalato e discusso qui, qui e qui). E si vi state chiedendo cosa c'entrino i ponti con l'allungamento della vita, ecco un estratto dal secondo capitolo di Fantastic Voyage (I "ponti" a venire), su Estropico:
Questo libro descrive tre "ponti": 1. Il primo ponte è il nostro programma per la longevità. Esso consiste di terapie oggi disponibili che vi permetteranno di rimanere in buona salute sufficientemente a lungo da poter trarre il massimo vantaggio dal secondo ponte, una volta costruito. 2. Il secondo ponte è la rivoluzione biotecnologica. Svelando i misteri di proteine e geni, stiamo accumulando i mezzi che ci permetteranno di eliminare malattie ed invecchiamento, sviluppando al massimo il nostro potenziale. Questo secondo ponte, a sua volta, condurrà ad un terzo. 3. Il terzo ponte è la rivoluzione nei settori delle nanotecnologie e dell'IA (Intelligenza Artificiale). Questa rivoluzione ci permetterà di ricostruire i nostri corpi e cervelli a livello molecolare. Queste trasformazioni tecnologiche emergenti introdurranno nuovi e potenti strumenti atti ad espandere la nostra salute e le nostre capacità.
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sabato, gennaio 16, 2010
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15 gennaio 2010
Servono privati visionari per evitare la stagnazione del settore spaziale pubblico
Con colpevole ritardo ripubblico un articolo futurizzante del Professor Carlo Pelanda che mi sembra particolarmente on-topic per Estropico.
Servono privati visionari per evitare la stagnazione del settore spaziale pubblico, di Carlo Pelanda (15-9-2009)
Originariamente pubblicato su CarloPelanda.com
Dalla sua nascita (1998) questa rubrica è preoccupata dalla stagnazione, in occidente, dei progetti finalizzati a costruire insediamenti nello spazio extraterrestre. Per tre motivi: (a) il rubricante crede – strategia degli esodestini - che l’unica speranza di salvazione in vita degli umani sia la loro biotrasformazione, tra migliaia di anni, ma che ciò sarà possibile solo uscendo dai limiti ecologici del pianeta; (b) se l’occidente non si muove, la Cina emergente prenderà il controllo dello spazio esterno e dell’orbita annullandone la superiorità strategica nell’arco di 30-40 anni, scenario inaccettabile di sconfitta del capitalismo democratico da parte di quello autoritario; (c) l’Italia ha un’industria spaziale molto evoluta che ne è fattore di ricchezza, a rischio se i programmi europei ed americani restano vaghi e sottocapitalizzati. Entro ottobre Obama dovrà decidere una politica spaziale in base a cinque opzioni fornite qualche giorno fa dalla Nasa, esoagenzia leader dell’occidente. Sarà rilancio o regressione?
La Nasa ha preparato le opzioni con realismo. Si nota il tentativo di salvare gli investimenti già fatti sia in termini di continuazione del programma avviato da Bush nel 2004 (sostituire i vecchi shuttle con una nuova nave spaziale e tornare sulla Luna nel 2020) sia di miliardi spesi per finire la Stazione spaziale internazionale combinandoli con le restrizioni di bilancio e senza rinunciare ad esplorazioni nello spazio profondo. Ma manca una visione che concentri sforzi e risorse verso un obiettivo ambizioso. Non sarà certo Obama a darla perché ha priorità più terrene. Pertanto è prevedibile che la stagnazione dei programmi americani continuerà. Quelli europei sono altrettanto frammentati e senza temi forti. Quindi il settore stagnerà e sarà colpito dai tagli di bilancio. Come invertire tale tendenza che pregiudica i tre interessi sopra espressi? Il rapporto della Nasa fa una interessante apertura al coinvolgimento dei privati nei programmi spaziali. Tale idea potrebbe essere allargata e fornire una chiave di sblocco? Bisognerebbe rispondere alla domanda di come un privato può fare profitto in un esomercato e quanto in relazione all’investimento certamente grande per praticarlo. Turismo spaziale? Bah. Costruire industrie nello spazio per fare prodotti non fattibili sulla Terra o per rischiosità o per problemi di gravità? Qui il punto. Se lo si trova, molto dell’investimento già cumulato per le tecnologie spaziali potrà essere trasferito ai privati rendendo fattibile per loro il salto. Piacerebbe con queste parole stimolare qualche geniale imprenditore italiano.
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Estropico
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venerdì, gennaio 15, 2010
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Spazio
14 gennaio 2010
2010: l'anno di nascita della vita artificiale?
Il 2010 sarà l'anno della genomica sintetica grazie al pioniere della genomica Craig Venter che ha annunciato tempo fa su Science di aver creato la prima forma di vita artificiale: Synthia (da Syntethic) è una specie di batterio che contiene un insieme di istruzioni genetiche costruite in laboratorio sulla base del DNA di un microbo chiamato Mycoplasma genitalium. E' il primo essere vivente ad aver ricevuto un nuovo patrimonio genetico. Altrove, altri ricercatori stanno lavorando per i componenti di una cellula interamente sintetica. George Church dell'Università di Harvard, ha già annunciato che il suo team è riuscito in un'auto-assemblaggio di ribosomi - la fabbrica cellulare responsabile della produzione delle proteine. Si aspetta che il prossimo passo - per ottenere ribosomi sintetici capaci di autoreplicarsi possa accadere nel 2010. Come si fa notare nell'articolo de La Stampa:
"La possibilità di creare da zero nuove forme di vita avrà un enorme impatto. Potrebbe permettere di ottenere di microrganismi in grado di risolvere questioni cruciali nel campo delle applicazioni energetiche, della tutela ambientale e nella medicina. Le applicazioni sono tante e i ricercatori sono già preparati a un uso industriale".
Una cellula completamente sintetica però rimane un obiettivo lontano, ma il sentiero è ormai tracciato. Fonti: La Stampa e NewScientist
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David De Biasi
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giovedì, gennaio 14, 2010
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Biotecnologie
Andare al laboratorio aggirando i medici
Mentre negli Stati Uniti il dibattito sulla riforma sanitaria e l’iter della riforma stessa sono oggetto di accanite discussioni e lotte politiche, l’evoluzione tecnologica e del mercato non si ferma. L’iniziativa legislativa si dimostra lenta e incapace di tenere il passo del mercato e della tecnologia; spesso mostra come l’interesse dei politici non è quello di creare un sistema funzionale e poco costoso, ma uno che si adatta ai loro interessi elettorali.
Nella primavera del 2007, un bellissimo articolo di Arthur B. Robinson [Ph.D., President and Research Professor of the Oregon Institute of Science and Medicine] sul Journal of American Physicians and Surgeons Volume 12 Number 1 Spring 2007 descriveva lo stato della diagnostica biochimica (OK, gli esami del sangue, delle urine e di altri fluidi e tessuti corporei) negli USA e di come la tecnologia era fondamentalmente rimasta la stessa negli ultimi 30-40 anni, il sistema legale rendesse costoso l’accesso e la resistenza dell’establishment medico ad ogni riforma che aumentasse la possibilità di scelta del paziente. Da qui partiva nel descrivere come la tecnologia presente e futura rende possibile l’esplosione di un mercato delle analisi guidato dai consumatori, che quindi può avvalersi delle dinamiche del mercato per produrre beni e servizi sempre più utili a costi decrescenti.
Oggi leggo che uno dei fenomeni che stanno sempre più prendendo piede negli USA è la diffusione di catene di laboratori che permettono al cliente di bypassare il medico (e quindi non pagare per una visita inutile) e ottenere direttamente le analisi desiderate. Un esempio è Any Lab Test Now che permette di ottenere 1200 tipi differenti di analisi (normalmente in 24 ore), spesso con un risparmio di denaro fino all’80%, per non dire del risparmio di tempo, la maggiore comodità e confidenzialità.
La reazione dell’establishment medico è prevedibile e fa un po’ tenerezza:
"C'è sempre la preoccupazione che qualche consumatore ordini ordini uno di questi esami del sangue sul Web e ottenga un conteggio dei globuli bianchi di 150.000 o di qualche altro segnale di grossi problemi, lo ignori e muoia. E tutti dicono che, con queste cose, dei consumatori non ci si può fidare' ha detto il dottor Bruce Friedman, Professore Emerito di Patologia alla University of Michigan Medical School, che segue le questioni dei test diretti ai consumatori. "Penso che la maggior parte dei consumatori, quando otterrà risultati anomali, li porterà ad un medico per farli interpretare".Consumers get medical test results straight from labs
Che dire? Un professore emerito che infila tre errori logici in tre frasi banali. Possiamo immaginare perché lo hanno messo a occuparsi dei test diretti ai consumatori:
1) Se uno fa un esame del sangue e ignora i risultati, oppure non fa l’esame del sangue e ignora i risultati, che cambia? Nulla.
1a) Se una persona fa gli esami di sua volontà, è probabile che non decida di ignorare i risultati.
1b) Ogni tecnico di laboratorio che sappia fare il suo lavoro sa che deve chiamare immediatamente gli interessati in caso di risultati che indichino un grave e imminente rischio per la vita del paziente. Nel caso del settore privato è anche buona norma tenere in vita i clienti, se si desidera che continuino a pagare per il servizio.
2) Appellarsi al sentito dire (Tutti dicono che i consumatori non sono affidabili) è risibile. I pazienti con gravi patologie, in particolare negli USA, tendono a imparare velocemente tutto quello che c’è da imparare sulla loro patologia e che può essere loro utile. Grazie a Google. Tanto che molti medici si lamentano che i pazienti non sono più passivi oggetti delle loro cure, ma soggetti attivi e critici.
3) L’ultima frase è la speranza di un medico di non perdere il 90% dei suoi introiti. I pazienti che chiederanno una interpretazione saranno in gran parte quelli che necessitano di una diagnosi per una patologia non ancora diagnosticata. Che motivo c’è per avere la necessità di una interpretazione quando un esame serve per monitorare un particolare parametro o due? Ad esempio, una donna a cui sia diagnosticata una anemia sideropenica e a cui sia stata prescritta una terapia ha solo la necessità di monitorare che la quantità di emoglobina nel suo sangue continui ad aumentare fino a che non arriva ai parametri ottimali. Si tratta di leggere il numero del mese prima, confrontarlo con quello odierno e vedere se è aumentato, di quanto e se si sono raggiunti i livelli prefissati. Non serve un laureato. Se le cose non vanno come previsto, allora si può chiamare il medico per un consiglio.
***
La stessa cosa sta succedendo, negli USA, anche per delle catene di ambulatori dove le persone possono accedere direttamente per la cura di piccoli problemi di salute per cui è sufficiente solo l’attenzione di una infermiera adeguatamente formata e non di un medico. Anche in questo caso il successo è dimostrato dalla crescita del numero di questi ambulatori, dall’aumento del territorio coperto dai loro servizi e dalla soddisfazione dei pazienti che risparmia denaro, tempo e possono accedere a questi servizi con comodità dato che spesso sono ubicati all’interno di centri commerciali.
***
A questo genere di soluzioni di mercato si dovrebbe guardare anche in Italia, per diminuire il costo dei servizi sanitari e per innescare quelle spirali virtuose di miglioramento continuo della qualità e diminuzione del prezzo che servono per progredire e rendere disponibile a tutti una migliore tecnologia sanitaria. E per liberare quelle risorse economiche che servono per rilanciare l’economia e ridurre le tasse.
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Mirco Romanato
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giovedì, gennaio 14, 2010
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Longevismo pratico
13 gennaio 2010
L'ecocatastrofismo smentito: mini era glaciale in arrivo

Politici, lobbies, ambientalisti, aiutati dalla grancassa mediatica ci allarmano sugli effetti del riscaldamento globale causati dell'attività umana e insistono sul fatto che il mondo si trova di fronte al disastro imminente senza drastrici tagli delle emissioni di C02. Conferenze, vertici, summit con il loro consueto ecocatastrofismo (vedi il video-terrorista di apertura del recente summit di Copenhagen) si affannano a cercare di trovare compromessi per fermare la febbre al pianeta prima che sia troppo tardi e la campana suoni a morto presupponendo scontata la teoria del riscaldamento globale di origine antropica (per il "messia verde" Al Gore il dibattito scientifico sull'argomento global warming sarebbe "settled" cioè "risolto", "stabilito" una volta per tutte, ma Voltaire non diceva che:“Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola, solo gli imbecilli sono sicuri di ciò che dicono”?).
In ogni caso se di cambiamenti climatici si può in effetti parlare, gli ultimi dati indicano che però non stiamo per finire 'arrostiti' a causa del riscaldamento globale, tutt'altro... A dispetto infatti dei soliti tromboni ambientalisti, tra gli scienziati c'è chi prevede una piccola era glaciale. E lo affermano anche alcuni scienziati del noto Ipcc, l'organo delle Nazioni Unite che ha fornito molto materiale per la propagandata teoria del global warming antropogenico.
Sul Mail Online è uscito un interessante e approfondito articolo sui cambiamenti climatici intitolato:"The mini ice age starts here" (La mini era glaciale inizia qui) spiega che l'inverno rigido che si sta registrando questo anno indica che la tendenza globale è quella di una piccola era glaciale che potrebbe durare per i prossimi 30 anni dovuta soprattutto a cambiamenti naturali del clima:
L'inverno pungente che affligge gran parte dell'emisfero settentrionale è solo l'inizio di una tendenza globale verso clima pià freddo che potrebbe durare per 20 o 30 anni, dicono alcuni dei più eminenti scienziati del clima al mondo.
Le loro previsioni - sulla base di un'analisi dei cicli naturali della temperatura dell'acqua nel Pacifico e negli oceani Atlantico - sfida alcune delle convinzioni più profondamente amate dall'ortodossia del riscaldamento globale, come l'affermazione che il Polo Nord sarà libero dal ghiaccio entro l'estate del 2013.
Secondo la US National Snow and Ice Data Centre in Colorado, il ghiaccio artico del mare d'estate è aumentato di 409.000 miglia quadrate, o del 26 per cento, dal 2007 - e anche i più impegnati attivisti del riscaldamento globale non contestano questo.
Le previsioni degli scienziati compromettono anche i modelli standard del clima che affermano che il riscaldamento della Terra dal 1900 è stata guidato esclusivamente da emissioni di origine antropica di gas serra e continuerà fino a quando i livelli del biossido di carbonio saliranno.
Dicono che la loro ricerca mostra che la maggior parte del riscaldamento è stato causato da cicli oceanici quando erano in una 'modalità calda' in contrasto con l'attuale 'modalità fredda'.
Questa sfida alla diffusa opinione che il pianeta è sull'orlo di una catastrofe è tanto maggiore in quanto questi scienziati non potrebbero mai essere descritti come 'negazionisti' o scettici del riscaldamento globale .
Leggi l'articolo intero in inglese.
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David De Biasi
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mercoledì, gennaio 13, 2010
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Ecocatastrofismo
Renato Dulbecco sulla Biotecnologia
Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina nel 1975, esprime un pensiero a cui tutti noi dovremmo associarci incondizionatamente; eccolo:
La biotecnologia è un'attività scientifica e commerciale dal grande avvenire. Il suo sviluppo richiede sia un forte impegno nella ricerca di base, che consenta di fare importanti scoperte nella scienza del vivente, sia la messa a punto di tecniche avanzate per applicazioni innovative. È necessario che il mondo industriale sia capace di valutare le scoperte scientifiche per svilupparle verso l'innovazione. Negli Usa queste condizioni esistono. Le biotecnologie fioriscono dalla collaborazione fra grandi complessi scientifici e piccole e medie industrie che lavorano con gli istituti di ricerca. In Italia, esistono molti problemi: mancano le grandi strutture di ricerca e la collaborazione con l'industria è mal vista dall'opinione corrente. Inoltre i finanziamenti sono carenti; vi sono poi difficoltà che sono basate su ipotesi non tanto scientifiche, quanto ideologiche. Tutte queste condizioni negative creano un ambiente contrario allo sviluppo biotecnologico. Ma devono essere corrette. Le scelte di oggi sono essenziali per l'avvenire. Perché possono aprire un mondo intero di nuove conoscenze nel campo della salute, della medicina, della nutrizione e dell'agricoltura. Non saranno i geni a curare malattie, correggere disfunzioni, migliorare la nutrizione, ma i loro prodotti: proteine e molecole disegnate in base alla conoscenza che l'umanità saprà raggiungere. Per permetterci di costruire un mondo futuro che sarà sempre più a misura d'uomo.
Quando parla di "migliorare la nutrizione" egli si riferisce all'uso di piante geneticamente migliorate, la cura delle malattie e infermità potrà essere raggiunta solo se si fa ricerca in questo settore e ciò è possibile solo con uno Stato che finanzia la ricerca. Ne tengano conto coloro che vanno a votare alle prossime elezioni, preferendo candidati e partiti politici pro-scienza ed evitando quelli radicati nel conservatorismo negletto. In caso contrario non solo non avremo un mondo "a misura d'uomo" ma potremmo patire una vecchiaia sofferente e priva della più elementare assistenza sanitaria.
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Ugo Spezza
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mercoledì, gennaio 13, 2010
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Biotecnologie
12 gennaio 2010
Buon "Bedford Day"!
Non me ne ricordo ogni anno, ma oggi e' il quarantaduesimo anniversario della sospensione crionica di James Bedford, il primo "paziente" ibernato e ancora oggi in viaggio verso il futuro alla temperatura dell'azoto liquido, presso la Alcor. Clicca qui per i dettagli.
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Estropico
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martedì, gennaio 12, 2010
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Crionica - ibernazione
Il Superumano nel Transumano
Se Sorgner vede analogie significative e fondamentali tra il postumano e il superumano, Max More non ci vede un semplice parallelismo ma una parentela culturale profonda: "le idee dei transumanisti sono state direttamente influenzate da Nietzsche". A parte alcune idee estranee come quella dell'eterno ritorno (non conciliabile con l'idea di progresso alla base della visione transumanista) molti altri concetti possono essere introiettati e ripresi in modo fecondo (ma qui Max More fa notare molto argutamente che come avversario forte dei sistemi filosofici, N. forse si sarebbe opposto alla selezione e alla scelta dei suoi pensieri da parte di una eventuale ideologia transumanista...).
Max More confessa la forte influenza del pensiero di N. sulla sua visione transumanista che lo ha portato a scrivere saggi come Transumanesimo: verso una filosofia futurista e i Principi Estropici. L'articolo prosegue così sottolineando i punti di convergenza con l'impostazione transumanista ed estropica: il grande rispetto del filosofo tedesco per il pensiero critico e il grande apprezzamento per la ricerca scientifica. Principi come quello dell'auto-trasformazione e dell'auto-direzione vengono visti da More come "altamente compatibili con il pensiero di Nietzsche".
Anche se N. ha avuto poco da dire sulla tecnologia come strumento di auto-superamento, non la ha però di fatto esclusa nel cammino che l'uomo deve fare per "superare se stesso" quindi non è difficile vedere la tecnologia far parte del processo di auto-superamento e auto-affermazione: "L'affermazione di sé, in questo caso naturalmente, non può essere l'affermazione di un sé esistente per conservare se stesso, ma uno sforzo di 'diventare ciò che sei'" (una famosa frase di N.).
More dissente dalla visione di Bostrom che ritiene ci sia solo una somiglianza superficiale tra pensiero nietzscheano e transumanesimo privilegiando invece il rapporto che c'è tra quest'ultimo e l'utilitarismo di un J.S.Mill. Come non vi è nessuna incoerenza tra transumanesimo e morale utilitaria (quest'ultima fortemente contenstata da N.) così non c'è alcuna incoerenza tra transumanesimo e visione nietzschiana della morale, quindi possiamo solo concludere che nel transumanesimo sono possibili percorsi diversi. Ma optare per la strada del pensiero di N., a detta di More, non impllica adottare "alcun tipo di sistema sociale o politico illiberale". Né il transumanesimo utilitario, né quello nietzscheano possono plausibilmente affermare di essere il transumanesimo vero, entrambe le parti forniscono elementi centrali della visione del mondo radicale transumanista. Conclude More:
"Il mio obiettivo non è stato quello di dimostrare che il transumanesimo deve essere nietzschiano ma quello di dimostrare che gli elementi centrali della filosofia di Nietzsche non solo sono compatibili con il transumanesimo, ma storicamente hanno avuto una notevole influenza diretta sui filoni principali di questa filosofia di vita".
L'articolo di More ci dà lo spunto per porre una questione: riuscirà il transumanesimo a evitare di diventare l'ennesima ideologia o filosofia dogmatica e invece cercare di far convivere al suo interno diverse linee di pensiero unite dal comune obiettivo di incoraggiare una trasformazione materiale e spirituale umana? Con N. non si può parlare di ideale per la trasformazione umana tramite mezzi tecnologi, perloppiù il suo era un'ideale di miglioramento spirituale contro quelle forze morali-religiose-metafisiche che vincolano l'uomo a certi limiti culturali e intellettuali. Ma ritengo che N. proprio con la critica alla morale del gregge, con il superamento del nichilismo, la valutazione positiva della scienza, con l'ideale dello spirito libero e poi del superuomo, può trovare posto non all'interno di un "pensiero unico" transumanista, piuttosto in un'insieme di filosofie transumaniste che orbitano intorno a un ideale centrale (cioè il superamento dei propri limiti biologici e spirituali).
Forse più che il tentativo di incorporare a tutti i costi una parentela prestigiosa come N. nella propria genealogia culturale, l'operazione che va fatta, a mio avviso, è quella di cogliere determinati aspetti e concetti del pensatore tedesco, abbandonando quegli aspetti invece incompatibili, che possiamo riconciliare col transumanesimo per costruire un sistema aperto e plurale di principi condivisi e per superare l'antropologia umanista ancorata a un'idea "fissista" dell'uomo. Dopo N. infatti l'uomo ha dovuto ricominciare daccapo a conoscersi, a giustificare la propria vocazione e a scoprire la propria natura creatrice, e ha dovuto farlo appunto in maniera completamente nuova. E' innanzitutto da questo "mare aperto" grazie a N., per usare una sua bella metafora, che il transumanesimo, a livello filosofico, può ispirarsi per diffondere la sua idea di continuo miglioramento e di continua estensione degli orizzonti intellettuali dell'uomo.
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David De Biasi
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martedì, gennaio 12, 2010
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Transumanesimo
11 gennaio 2010
Futurologia: l'incerto futuro
Segnalo The Uncertain Future, un progetto online di futurologia/scenaristica del Singularity Institute for Artificial Intelligence. Si tratta di un questionario online a scelta multipla: le scelte da selezionare sono le risposte date da una serie di esperti sulle tendenze dello sviluppo tecnologico dei prossimi 100 anni. Immagino che l'idea sia di sfruttare il wisdom of crowds per cercare di "vedere il futuro". Vi avverto che non e' un questionario da cinque minuti. Se volete completarlo dovrete dedicargli una mezz'oretta. Hat-tip al blog del Singularity Institute.
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Estropico
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lunedì, gennaio 11, 2010
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Futurologia
Protocollo anti-influenza (H1N1 inclusa) e raffreddore
Dico subito che quanto segue e' 1) un approccio controverso e hard-core; 2) e' presentato a puro scopo informativo; 3) i lettori sono incoraggiati a consultare il proprio medico, etc, etc. Assolte le formalita' d'obbligo, veniamo al sodo. Quanto segue e' stato pubblicato sulla Life Extension Magazine di questo mese, a firma di William Faloon (co-fondatore della Life Extension Foundation). I miei commenti sono in corsivo.
E' fondamentale intervenire con il protocollo qui sotto illustrato al manifestarsi dei primi sintomi di raffreddore o influenza.
1. Cimetidina: 800 mg (e piu', se necessario) al giorno. Si tratta di un farmaco da banco antiacido (antagonista dei ricettori H2) che ha come interessante effetto collaterale quello di stimolare il sistema immunitario, riducendo la quantita' di cellule Ts (soppressori), il cui ruolo e' appunto quello di impedire al sistema immunitario di divenire iperattivo. Senza dubbio questo e' un body-hack utile a sapersi, ma e' davvero consigliabile anche per l'influenza suina? Non era la tempesta di citochine la causa della mortalita' di quel tipo di influenza? Infine, Faloon consiglia di contrallare il "bugiardino" in quanto la cimetidina "puo' inibire la clearance epatica di vari farmaci, quali benzodiazepine, warfarina, fenitonina e alcuni antiaritmici" (fonte).
2. Estratto di aglio ad alto contenuto di allicina: 9.000 mg una o due volte al giorno. A queste dosi si consiglia di assumerlo durante i pasti per evitare il bruciore a stomaco ed esofago, e di rassegnarsi a puzzare di aglio per qualche giorno...
3. DHEA: 200-400 mg ogni mattina. Si tratta di una dose molto alta e consigliata solo per qualche giorno, ma permette di stimolare il sistema immunitario e, allo stesso tempo, offre anche protezione dalla pericolosa reazione infiammatoria che si verifica, in certi casi, durante un'infezione (si veda il mio commento al punto 1).
4. Lattoferrina: 1.200 mg al giorno. Stimola l'attivita' delle cellule Natural Killer ed ha proprieta' antimicrobiche - soprattutto antibatteriche e antifungali, ma interferisce anche con la capacita' di certi virus di infettare le cellule.
5. Zinco: circa 50 mg ogni due ore (durante la veglia). Anche questa e' una dose molto alta: lo zinco e' in genere considerato tossico, a queste dosi, sul lungo termine. Faloon ne consiglia l'assunzione a tali livelli solo "per pochi giorni" allo scopo di sfruttarne gli effetti inibitori dell'abilita' virale di inserirsi nella membrana cellulare.
6. Melatonina: 10-50 mg prima di andare a letto. A questi livelli, la melatonina causa un forte senso di spossatezza e influisce sulla capacita' di guidare autoveicoli o di utilizzare macchinari potenzialmente pericolosi. Normalmente, la dose consigliata e' tra 1 e 3 mg.
7. Estratto di aglio invecchiato: 3,600 mg al giorno. E' consigliato in quanto questo tipo specifico di estratto di aglio avrebbe degli effetti immunomodulanti che agiscono tramite meccanismi diversi da quelli dell'allicina.
L'articolo raccomanda anche l'assunzione di 5.000 IU di vitamina D, sia per gli effetti immunomodulatori che per quelli anti-infiammatori, in particolare con riferimento alla tempesta di citochine di cui sopra. Altre sostanze utili in questo sono gli olii di pesce, gli estratti di te' verde, la curcumina e i flavonoidi.
Chiudo offrendo anch'io un paio di "trucchi" anti-raffreddore che per me hanno spesso funzionato: il Vicks First Defense, uno spray nasale che e' ormai in giro da qualche anno. Se usato ai primi sintomi del raffreddore, impedisce al virus di replicarsi troppo rapidamente nelle cavita' nasali e permette quindi al sistema immunitario di respingerne gli attacchi. Qui un articolo del Times del 2005, quando lo spray e' stato lanciato sul mercato britannico. E' disponibile in Italia? Vivendo a Londra, non lo so. Casomai sarei grato se qualcuno mi facesse sapere nei commenti.
La vitamina C, in dose massicce, mi ha spesso aiutato a tenere a bada i sintomi del raffreddore (se lo faccia passare piu' rapidamente e' ancora piu' controverso). E quando dico massicce parlo di un grammo ogni ora o dintorni. Ma attenzione: a tali livelli, e in particolare se non si e' gia' abituati ad assumere qualche grammo di questa vitamina al giorno, sono molto probabili degli effetti collaterale lassativi...
Ulteriori dettagli e informazioni sono disponibili nell'articolo sul sito della Life Extension Foundation: What To Do If You Contract Influenza. Including H1N1 (Swine) Flu or the Common Cold
Picture credits: Swine Flu H1N1 virus influenza 6.0, by hitthatswitch
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Estropico
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lunedì, gennaio 11, 2010
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10 gennaio 2010
Actroid: la replicante sorridente (video)
Dopo la mano robotica della Shadow ecco un'altra stupefacente creatura robotica presentata alla fiera IREX 2009: Actroid modello DER2 (già in vendita in Giappone). Frutto dell'ingegnere Hiroshi Ishiguro dell'Università di Osaka e della Kokoro Company il robot può simulare la parte superiore del corpo e i movimenti del volto di esseri umani, e può riprodurre discorsi registrati. Sebbene il robot della Kokoro è stato finora utilizzato esclusivamente per l'intrattenimento, può essere solo una questione di anni prima che sia trovato in ogni settore, dal militare alla medicina. Al robot manca direi soprattutto una "intelligenza credibile", non avrà il fascino della Pris di Blade Runner ma se non altro ci dimostra che l'era dei replicanti è sempre meno fantascienza e sempre più realtà... Via: Beyond Human
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David De Biasi
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domenica, gennaio 10, 2010
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09 gennaio 2010
Mag+: l'evoluzione dell'ebook reader (video)
Mentre il Kindle sta conquistando gli Usa e l'Europa, l'evoluzione e le idee nel campo delle interfacce per lettori ebook continuano spedite, almeno a guardare il video-concept qui sopra che illustra una visione possibile per riviste digitali in un prossimo futuro in cui vengono coniugati scrittura di alta qualità con immagini mozzafiato per rendere la lettura delle riviste su supporti digitali un'esperienza sempre più unica e confortevole.
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David De Biasi
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sabato, gennaio 09, 2010
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08 gennaio 2010
Vitamina D e mortalita'; riduzione di peso; probiotici; attivita' fisica e salute vascolare
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Livelli circolanti di vitamina D e mortalità nei soggetti con più di 65 anni. Ridotti livelli di vitamina D sono associati al rischio di mortalità totale e cardiovascolare in soggetti anziani con più di 65 anni
Riduzione del peso corporeo e benefici cardiovascolari. La riduzione del peso corporeo si associa ad un miglioramento della struttura e della funzionalità ventricolare
Dai probiotici benefici gastrointestinali per le donne con disturbi digestivi di moderata intensità. Prodotti probiotici contenenti Bifidobacterium lactis DN-173 010 migliorano la digestione e il beness! ere gastrointestinale anche in donne non affette da patologie del tratto gastrointestinale
Attività fisica e salute vascolare nei ragazzi in età scolare. Un programma scolastico con un'intensa attività fisica migliora la salute vascolare
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Estropico
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venerdì, gennaio 08, 2010
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Longevismo pratico
Il progetto Manhattan longevista
Una serie di video (non "embeddabili") dal Manhattan Beach Project Longevity Summit, tenutosi a meta' novembre, sul canale YouTube della Max Life Foundation. Il nome del progetto allude ad un altro progetto Manhattan, certamente tutt'altro che longevista. Si tratta pero' di una frase ormai entrata nel linguaggio comune (almeno in inglese) per descrivere un progetto condotto con massicci sforzi e investimenti, e dagli obiettivi ben definiti - nel nostro caso l'obiettivo e' nientemento che la cura dell'invecchiamento. Il fatto che si sia tenuto a Manhattan Beach, California, ha certamente contribuito alla scelta del nome... Nome, fra l'altro, che spiega l'ironico nuke aging dell'immagine qui sopra, presa dal sito del summit. L'ambizioso obiettivo della Max Life Foundation e' la creazione di un consorzio di ricerca finanziato da privati che riesca a lanciare sul mercato prodotti anti-invecchiamento efficaci e sicuri che contribuiscano ad arrivare alla sconfitta dell'invecchiamento nel giro di vent'anni. Potra' certamente sembrare troppo ambizioso, e se il progetto andra' in porto e' ovviamente tutt'altro che garantito, ma ricordo che non sarebbe la prima volta che un'agile iniziativa privata raggiunge un particolare traguardo prima di un mastodontico sforzo finanziato pubblicamente: mi riferisco, naturalmente, al caso della Celera Genomics di Craig Venter che ha anticipato il consorzio internazionale del Progetto Genoma Umano nel pubblicare i primi risultati del sequenziamento. Inoltre, la ricerca di base (e quella privata dell'industria farmaceutica) non ha la sconfitta dell'invecchiamento come obiettivo: si tratta di un'idea ancora troppo radicale... Su questo fronte possiamo al massimo sperare che la ricerca sulle malattie tipiche dell'invecchiamento condotta da Universita', istituti di ricerca e aziende farmaceutiche/biotech, porti indirettamente a scoperte longeviste. Nel frattempo benvengano iniziative come questa e SENS (vedi qui e qui).
Ecco alcuni dei video:
Manhattan Beach Project Defined
Dave Kekich: The Bridge to Longevity
Ray Kurzweil Addresses the 2009 Longevity Conference
Aubrey de Grey: The Role of Mitochondria DNA in Aging
Dave Kekich: How Does Society Benefit From Extreme Life Extension
Hat-tip a FightAging.
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venerdì, gennaio 08, 2010
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07 gennaio 2010
Ridley Scott torna alla fantascienza
Leggo* su io9 che Ridley Scott sta pensando ad un ritorno alla fantascienza. Pare che il regista di Alien e Blade Runner abbia in cantiere una prequel di Alien, un film basato su The Forever War di Joe Haldeman (un libro che non conoscevo, ma che sembra alquanto complesso, a giudicare dalla pagina di Wikipedia - inglese), e uno basato su Brave New World (Il mondo nuovo), di Aldous Huxley - e qui resta da vedersi come affrontera' il tema... A proposito de Il mondo nuovo, segnalo la (sferzante) critica del romanzo di Huxley scritta da David Pearce: Brave New World? A Defence Of Paradise-Engineering.
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Estropico
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giovedì, gennaio 07, 2010
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L'esplosione demografica rallenta

Ricordatevi di questa notizia la prossima volta che un maltusiano vi dira' che l'allungamento della vita sara' un pessimo sviluppo per il pianeta... Il tasso di crescita demografica e' in declino e il grafico qui sopra la dice tutta. Cio' non vuol dire che si verifichera' un calo demografico prima del 2050, come mostra il grafico qui sotto, anzi, entro quella data supereremo i 9 miliardi di abitanti, ma il tasso di crescita e' in chiaro declino, il che potrebbe essere un segnale che quello in arrivo verso la meta' del secolo rappresentera' il picco demografico globale. Nelle decadi successive il dibattito potrebbe spostarsi dal come evitare l'esplosione demografica, a come evitare la stagnazione economica e tecnoscientica che il nuovo status quo demografico all'orizzonte potrebbe facilitare.
Secondo le proiezioni dell'United States Census Bureau, pubblicate settimana scorsa, la Cina raggiungera' il picco demografico a 1,4 miliardi di abitanti grazie ad un abbassamento della fertilita' dalle 2,2 nascite per donna del 1990 all'1,6 di oggi. L'India, invece, con 2,7 nascite per donna superera' la Cina come nazione piu' popolosa nel 2025, per poi rallentare la crescita.
Qualche altro dato interessante:
Insieme, Cina e India hanno il 37% della popolazione mondiale corrente, stimata a 6,8 miliardi.
Ogni minuto nascono al mondo 250 persone e ne muoiono 107: il risultato e' un'aggiunta di 75 milioni di nuovi abitanti ogni anno.
Dopo Cina e India, le nazioni oggi piu' popolose sono: USA, Indonesia, Brasile, Pachistan, Bangladesh, Nigeria, Russia e Giappone.
Undici milioni di persone hanno piu' di novant'anni e 326.000 piu' di cento.
Sul New York Times: In 2025, India to Pass China in Population, U.S. Estimates
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giovedì, gennaio 07, 2010
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06 gennaio 2010
La mano robotica della Shadow (video)
Insieme alla mano bionica che può essere guidata dal pensiero realizzata a Pisa, la Shadow Dextrous Hand (di cui vedete un video qui sopra col simpatico sottofondo di una canzone dei Beatles) può essere considerata una delle realizzazioni più stupefacenti nel campo della robotica di tutto il 2009. E 'abbastanza precisa da prendere un uovo, avvitare una lampadina, o infilare un ago. Ancora più interessante, i ricercatori sono in grado di controllarla con un guanto "cyber", consentendo di farla imitare 24 distinti movimenti dell'uomo. La società britannica Shadow Robot Company che ha realizzato la mano robotica recentemente ha dimostrato il suo ultimo modello alla fiera IREX 2009. Da: Singularity Hub Via: Beyond Human
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David De Biasi
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mercoledì, gennaio 06, 2010
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