20 dicembre 2010

Verso una nuova società - Dall'Occhio di Falco al CyberGiudice


You cannot be serious!

Ma Edward James non ha nessuna intenzione di scherzare: la palla è irrevocabilmente chiamata “out”, fuori, ma John McEnroe – complice un carattere non proprio accondiscendente – non ne vuole sapere.

Meno di trenta anni più tardi, è alquanto probabile che persino l’irascibile McEnroe non riuscirebbe più a lamentarsi di essere giudicato da “incompetenti”. La “magia”, se così possiamo chiamarla, è un dono dell’era informatica: l’entrata in vigore in molte competizioni ufficiali dell’Hawk-Eye permette un giudizio oggettivo e asettico sul punto di impatto di una pallina sul campo da tennis. La tecnologia ha fatto così tanti passi in avanti da rendere possibile, almeno in teoria, la sostituzione completa del giudizio umano con un più accurato giudizio automatico. Il percorso non è completo – vuoi per l’aurea di tradizione che circonda lo sport dei gesti bianchi, vuoi per il margine di errore che ancora oggi rimane – ma la tecnologia ha già vinto la “battaglia sociale”: le contestazioni, in campo e fuori, sono a un minimo storico.

L’Occhio di Falco è una splendida caricatura di quello che noi amiamo definire come “computabilità della legge”. Se spostiamo la nostra attenzione dal ristretto mondo sportivo alla società in generale, da un regolamento al codice civile, quante volte ci è capitato di sentirci giudicati da persone palesemente “incompetenti”? Quante discussioni nella nostra società cosiddetta civile sono il frutto della discrezionalità nel giudizio? Quanti elementi soggettivi impediscono di determinare la compatibilità di un comportamento con le attuali leggi? La buona notizia è che, come per Wimbledon 1981, questa situazione è contingente: noi scommettiamo che l’avvicinarsi alla Singolarità finirà per eliminare progressivamente questi difetti attraverso lo sviluppo di tecnologie adeguate. “You cannot be serious”. Yes, we are.

Allo stato attuale delle cose, sono fondamentalmente due gli ostacoli principali verso il raggiungimento di un giudizio oggettivo: gli esseri umani in primo luogo, e una legge formalmente inadeguata in secondo. Per quante virtù abbia la nostra specie, decenni di letteratura psicologica hanno dimostrato che i processi decisionali umani sono soggetti ad una serie interminabile di bias, distorsioni – in altre parole, il miglior giudice del mondo è comunque fallibile. Inoltre, anche se già disponessimo di un CyberGiudice all’altezza del compito, non avremmo un corpus legislativo adeguato da sottoporgli: costruita nel tempo, la nostra legge non ha i requisiti di coerenza e computabilità che ne permetterebbe l’applicazione rigorosa e perfettamente oggettiva.

Se non è facile, oggi, prevedere quali contenuti avrà la legge nelle società del prossimo futuro – quanti e quali valori saranno promossi dalla Singolarità? – è più semplice vedere come il massiccio uso della tecnologia nell’amministrazione della giustizia aiuterà a vincere la “battaglia sociale”. Con buona pace degli irascibili McEnroe di questo mondo.

La “Costituzione 2.0” (ovvero la Legge nella società della Semi-immortalità) è naturalmente un argomento molto vasto e particolarmente delicato. All’interno degli iLabs lo stiamo studiando da oltre trenta anni e il 5 marzo, in occasione dell’iLabs Singularity Summit 2011, presenteremo in anteprima mondiale le nostre proposte. Chi volesse iniziare ad approfondire l’argomento può partire dai principi fondamentali e dalla rubrica di Gabriele Rossi sulla rivista Monsieur. Nei nostri prossimi interventi esamineremo i sette principi da una prospettiva transumanista.

Marta Rossi, Jacopo Tagliabue

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