10 dicembre 2010

Una fabbrica in ogni casa. Il concorso Gadaprize apre la strada alle stampanti 3D per il grande pubblico



Il video qui sopra e' un'introduzione al concetto di 3D printer e in particolare alla stampante 3D open-source RepRap. Lo slogan del progetto spiega bene il potenziale di questo tipo di gadget: "una fabbrica in ogni casa". La particolarita' di RepRap e' che puo' essere descritto come autoreplicante, nel senso che con esso e' possibile stampare le parti necessarie all'assemblaggio di un'altra stampante, con la quale e' poi possibile "stamparne" un'altra e così via. E mentre una stampante 3D commerciale puo' costare 20.000 Euro, RepRap ne costa solo 500. Il problema e' che non e' in vendita completamente assemblata e funzionante, il che ne limita l'accesso ad hobbysti di un certo talento e con molto tempo libero a disposizione... Sospetto che questa tanto discussa rivoluzione manifatturiera non decollera' fino a quando usare una stampante 3D non richiedera' altro che scaricare un programma online (il prodotto che si vuole fabbricare) per poi tirarlo fuori da un qualcosa di simile a un forno a microonde (una futura versione di RepRap). Qualche lettore ricordera' che i primi computer ad essere a disposizione dei privati cittadini erano tutt'altro che user-friendly (un esempio in questa foto). Ecco, oggi il settore delle stampanti 3D sembra essere a quel punto.

Ad ogni modo, e' proprio allo scopo di incoraggiare lo sviluppo in questo settore che e' nato il GadaPrize. L'organizzazione transumanista Humanity+* ha offerto 20.000 dollari a chi, entro il 2013, avra' ottenuto significativi progressi nel settore. L'obiettivo dichiarato di Humanity+ e' di rivoluzionare il settore manifatturiero, con una riduzione del costo dei prodotti e con miglioramenti della produttivita'.

Questa iniziativa di Humanity+, fra l'altro, e' anche la prima (che io ricordi) ad andare al di la' della divulgazione di memi transumanisti tramite conferenze, siti web, etc, il che non puo' che essere uno sviluppo positivo, un encomiabile passaggio dal "dire al fare" (va' anche detto che i pionieri in questa direzione sono stati quelli dell'Immortality Institute, che ormai da tempo raccolgono fondi per iniziative di ricerca longevista).

Chiudo facendo notare che le stampanti 3D, come tutte le tecnologie, possono anche essere utilizzate a scopi malefici. Esempi: coltelli in resine dure che sfuggono ai metal detectors degli aeroporti. Parti per armi, sempre in resine super-resistenti o per detonatori, in semplice plastica...

* a cui Estropico e' indirettamente collegato tramite il Network dei Transumanisti Italiani, di cui e' socio fondatore.

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