8 novembre 2010

Su Estropico: La nascita di una baby-civilta' solare. Il quarto capitolo di La Terra non e' malata, e' incinta, di Adriano Autino

La pubblicazioni di estratti da 'La Terra non e' malata... E' incinta!' di Adriano Autino (presidente di Space Renaissance International) continua con il quarto capitolo: La nascita di una baby-civilta' solare. Leggi tutto, su Estropico.org o scrolla per qualche breve estratto.

Nel 2001, per il 52mo congresso della International Astronautical Federation, che doveva tenersi a Tolosa, avevo presentato tre abstract per altrettanti “paper”. Un paper congressuale ha la dimensione massima di undici pagine a4, e permette di sviluppare un concetto scientifico, o filosofico, che poi si dovrà presentare e discutere in un simposio. Uno di questi paper, che poi non fu accettato, si intitolava "Lady Terrestrial Civilization, would you like to have a baby? (A New-Humanistic Ethics for the Space Age)”. Il documento sviluppava proprio questo concetto: la nascita di una Baby Civiltà Solare, data alla luce dalla nostra Madre Terra, ingravidata dal progresso tecnologico e culturale della specie umana. Nel paper si discute il ruolo della pressione, nel processo della gravidanza. La pressione cresce, ed è un processo pericoloso, che può portare ad un aborto disastroso, ed alla morte del bimbo e/o della madre. Però la pressione è utile, ed inevitabile, se si vuole che alla gravidanza segua un lieto evento. Una metafora secondo me molto significativa, decisamente in controtendenza, rispetto alla macabra morale corrente, che vede il pianeta malato, ad opera di noi umani, una specie di parassiti che sta portando la Terra alla rovina. Nella mia metafora, invece, la Terra non è affatto malata: è incinta di un piccolo organismo, una civiltà solare, figlia della civiltà terrestre! Una visione positiva, inneggiante alla vita, alla speranza ed all’amore, anziché alla morte ed al suicidio specifico , come quella ecozista. (Il termine ecozista è una contrazione di due parole: ecologista e nazista. Come l’ideologia nazista privilegiava gli animali e la natura rispetto agli esseri umani, le frange più anti-umane dei movimenti ecologisti postulano apertamente la riduzione del genere umano, considerato alla stregua di parassita della natura.)

La Signora Civiltà Terrestre è incinta, e partorirà una piccola Civiltà Solare, ma nessuno si prende cura di questa gravidanza, così rischiamo l'aborto e lo shutdown del processo. Come in una gravidanza (o in una caldaia) la pressione sta crescendo (il numero di individui in un sistema chiuso). Se continuiamo a non riconoscere questo processo critico, e non cominciamo ad assisterlo ed a controllarlo (aprendo almeno una valvola, per cominciare a modularlo), la caldaia esploderà o (in caso contrario) avremo lo shutdown della pressione, con l'aborto del processo.

Poiché nelle nostre strategie politiche globalizzate la colonizzazione spaziale (assurdamente) è ancora considerata poco meno di un'opzione fra tante - un argomento di speculazione per studiosi un pò fanatici - la nostra biosfera si trova esattamente nelle condizioni di una donna gravida che non sa della propria gravidanza, e neppure che esistono i bambini [...] una donna incinta sperimenta una crescita insostenibile nel suo addome, nei propri organi riproduttivi. Immaginate quanto sarebbe terrificante questo processo, se Lei non conoscesse la gravidanza. Similmente, la Terra sta sperimentando una crescita insostenibile della popolazione umana - quella che, nella nostra metafora, è il sistema riproduttivo della Madre Terra. Una donna incinta subisce mutamenti nella chimica del suo corpo. Similmente, la biosfera sta subendo mutamenti climatici e chimici, dell'aria e dell'acqua, a causa dell'inquinamento indotto dalle attività umane.

Leggi tutto, su Estropico.org

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sono d'accordo su tutto, ma ritengo che l'argomento sia estremamente stimolante e suggestivo. Se mi posso permettere, tuttavia, eviterei di parlare di ecozisti. Il termine è intrisecamente dispregiativo e, come ogni altro insulto, non fa altro che troncare le possibilità di dialogo e comprensione reciproca. Questo favorisce gli estremisti in entrambi gli schieramenti. La mia critica non vuol essere moralistica, ma pratica. Ritengo infatti che esprimere la propria visione senza demonizzare gli avversari non sia solo indice di abilità retorica e manifestazione di sicurezza interiore, ma anche e soprattutto presupposto indispensabile per ogni vero dialogo. Senza dialogo come potrà mai esserci collaborazione su vasta scala? E senza collaborazione credo proprio che il parto diverrà presto un aborto. Sono convinto che nessuno (ma proprio nessuno) desideri ciò.

Un saluto a tutti

Claudio Erba ha detto...

Sono d'accordo su tutto MA non condivido un punto dell'analisi, quello demografico. ' oramai assodato che con i trend attuali la popolzione arriverà a 9 miliardi nel 2050 per poi tornare ai livelli attuali nel 2100, con l'Europa che è già ai massimi livelli di popolazione (già al netto dei flussi migratori). Dunque la spinta di una sovrappopolazione impellente non la vedo come un motivo per pensare alla colonizzazione spaziale in quanto "obbligati a farlo". La colonizzazione è comunque la via maestra se si vuole continuare a ragionare dal punti di vista della "crescita".
Cla

Anonimo ha detto...

Claudio,
sia Stephen Hawking che James Lovelock, due teorici quanto mai filosoficamente distanti, sostengono che il pianeta non potrà sostenere più di un miliardo di persone entro la fine di questo secolo. Ambedue annunciano quindi una tremenda implosione della civiltà... (peraltro addirittura caldeggiata dai sostenitori della decrescita, che vedono il genere umano come un parassita).
A meno, dico io, che non si apra il sistema e non si acceda ad una nicchia ecologica più grande.
Alla crescita, d'altro canto, non c'è alternativa, se si dà la priorità ai diritti umani e si crede nella libertà, nella democrazia, nello sviluppo etico e civile.
La cosidetta "space option" è tutto tranne che un'opzione... non abbiamo altra strada, se non vogliamo che pochi umani superstiti ricadano in uno stato animale pre-umano.
btw: il 18 dicembre presenteremo le tesi del primo congresso della Space Renaissance International (http://www.spacerenaissance.org/), qui puoi confermare la tua presenza, fisica o telematica: http://www.facebook.com/event.php?eid=163224073696132&index=1
Ad Astra!
Adriano V. Autino, SRI, President

Claudio Erba ha detto...

Se le stime sono che non riusciamo a gestire un miliardo di persone in più siamo già fottuti, le previsioni ONU sono:

2010: 6.830.283
2025: 7.851.455
2050: 8.918.724

E non penso che già nel 2025 potremmo già iniziare a colonizzare lo spazio, almeno non in maniera significativa.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Popolazione_mondiale

E comunque dal 2050 si inizia a scendere, tra 40 anni saremo anche nel picco della popolazione :P

David ha detto...

Molto bello e condivisibile tutto il capitolo del libro. Se c'è una cosa in cui stiamo spaventosamente in ritardo rispetto alle speranze e ai sogni del passato è proprio la colonizzazione spaziale.
Aggiungo solo alcune brevi considerazioni:

- Ho sempre pensato che il segreto del successo dell'esplorazione spaziale sia mandare robot autoreplicanti precedendo e preparando l'habitat artificiale per l'uomo. A tal proposito mi ha stupito fin da subito l'idea e la tecnologia che sta alla base di Robonaut 2 della Nasa: http://robonaut.jsc.nasa.gov/default.asp

- La realizzazione di colonie spaziali autosufficienti dipenderà molto dal nostro progresso nel campo nanotecnologico in quanto ad esempio vele spaziali, robot autoreplicanti e ascensore spaziale richiedono tutti un certo livello avanzato di nanotecnologia.

- La lifexstension il potenziamento psicofisico sono un prerequisito determinante per colonizzare il nostro sistema solare. La semi-immortalità implicherà un radicale cambiamento della struttura sociale in termini di libertà individuale, gestione intelligente delle risorse, colonizzazione spaziale e quindi possibilità di sperimentare nuove realtà sociali anche "extraterrestri".

- L'incapacità generale della politica di vedere oltre il suo naso e di ampliare il suo sguardo ci ha inchiodato su questo pianeta.
Abbiamo disperato bisogno di una mentalità proattiva che non veda più lo spazio come un inutile spreco di risorse o una distrazione potenzialmente pericolosa dai problemi del qui-e-ora.

Mi è piaciuta particolarmente la citazione finale: "Dio è il cambiamento, e ci cambia. E noi cambiamo Dio, plasmandolo per le nostre necessità".