05 novembre 2010

Nuovo sistema di idrocoltura per ambienti estremi


Utilizzare la coltura idroponica in grado di produrre ortaggi e verdure senza terreno per la Luna o Marte: l'idea è venuta ai ricercatori del Ceac (Ceac (Controlled Environment Agriculture Center) presso l’Università dell’Arizona che stanno sperimentando prototipi di serre idronopiniche adatte anche per ambienti estremi.

A partecipare a questo progetto rivoluzionario sono scese in campo due aziende italiane, la Thales Alenia Space, che realizza strumenti hardware per la Stazione Spaziale Internazionale, e Aero Sekur, che produce strutture gonfiabili.

Il sistema messo a punto presso l’Extreme Climate Lab del Ceac è solo una piccola parte dell’intera struttura tubolare che idealmente sarebbe realizzata per la base lunare: si tratta essenzialmente di disporre queste grandi tubature sotto la superficie e attendere che la serra faccia il suo corso schermata da raggi solari, raggi cosmici o micrometeoriti.

La membrana che ricopre ciascuno dei moduli è ripiegabile fino a raggiungere le dimensioni di un disco,  essa contiene sacchetti di nuovi semi che via via germoglierebbero idroponicamente e lampade al vapore di sodio raffreddate ad acqua.

“Siamo in grado di spiegare il modulo e avere acqua corrente per le lampade in soli 10 minuti”, ha dichiarato Phil Sadler della Sadler Machine Co., disegnatore e realizzatore della serra spaziale. “In 30 giorni circa gli ortaggi sono maturi”.

Oltre a eventuali colonie spaziali l’idrocoltura potrebbe fiunzionare anche nei centri urbani, notoriamente ostili alla coltivazione di verdure, con enormi vantaggi in quanto a qualità e trasporto veloce dei cibi, relativo abbattimento dei costi e diminuzione dell’impatto ambientale. Fonte: Azbiz

Immagine in alto da NASA

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