26 novembre 2010

Computer quantistici più vicini alla realtà grazie a nuove ricerche teoriche


I computer quantistici potrebbero essere molto più facili da costruire di quanto si pensava finora perché possono lavorare con un grande numero di componenti difettosi o addirittura mancanti, secondo uno studio pubblicato sul Physical Review Letters.

Il dottor Sean Barrett, l'autore principale dello studio, che è ricercatore alla Royal Society University  presso il Dipartimento di Fisica dell'Imperial College di Londra, e il suo collega Dr. Thomas Stace, presso la University of Queensland a Brisbane, in Australia, hanno ora trovato un modo per correggere un particolare tipo di errore, in cui si perdono del tutto i qubit dal computer.  Hanno usato un codice di correzione d'errore che esamina il contesto fornito dai qubit rimanenti per decifrare le informazioni mancanti.

"Proprio come spesso è possibile dire che cosa dice una parola quando ci sono alcune lettere mancanti, abbiamo usato questa idea nel nostro progetto per un computer quantistico", ha affermato Barrett. Hanno scoperto che i computer hanno una soglia molto più elevata di errore di quanto si pensasse: fino a un quarto del qubit può essere perso ma il computer può ancora lavorare. "E' sorprendente, perché non ci si aspetterebbe che se hai perso un quarto delle perle da un abaco esso sarebbe comunque utile," ha aggiunto.

Ma i risultati sono ancora basati su calcoli teorici, il passo successivo è quello di dimostrare concretamente le idee in laboratorio. Gli scienziati dovranno escogitare un modo per ridimensionare il computer per un numero sufficientemente ampio di qubit da essere vitali, sostiene Barrett. Al momento il più grande computer quantistico che gli scienziati hanno costruito è limitato a solo due o tre qubit. Fonte: Physorg

Immagine in alto: qubit disposti su un reticolo da Imperial College

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