26 ottobre 2010

Strategie per il raggiungimento dell'era postumana: qual'e' la migliore?

Agli inizi di agosto ho commentato un articolo del New York Times sul tema della crionica (ibernazione umana), e in particolare sul fenomeno cosiddetto della "moglie ostile". Oggi torno a quell'articolo, ma da un altro punto di vista: a un certo punto l'articolo cita James Hughes e il fatto che non abbia intenzione di far ricorso alla crionica (la ragione da lui data e' collegata al fenomeno della moglie ostile). Ex direttore dell'allora World Transhumanist Association (oggi Humanity+) e autore di Citizen Cyborg (generalmente considerato la bibbia del transumanismo democratico, o di sinistra), Hughes e' senza dubbio un transumanista di primo piano, ma il suo rifiuto della crionica e' tutt'altro che l'eccezione che conferma la regola. Non mancano certo i transumanisti che da tempo sostengono pubblicamente la crionica e che hanno un contratto con un'organizzazione crionica per la propria criopreservazione (Max More e Aubrey de Grey sono i primi che mi vengono in mente), ma resto sempre sorpreso da quanti transumanisti non abbiano ancora fatto questo passo. Dubito che esista una categoria di persone dotata di una visione del futuro e di un approccio al problema-morte piu' pro-crionica dei transumanisti. Eppure, per un motivo o per l'altro, i transumanisti con contratto crionico restano una minoranza (sia ben chiaro: non esistono statistiche - questa e' solo un'opinione non-scientifica basata sui numerosi transumanisti conosciuti nel corso degli anni dal sottoscritto). E tutto cio' nel mondo anglosassone, cioe' soprattutto nelle due nazioni dove sia transumanesimo che crionica sembrano essere piu' diffusi e organizzati, cioe' USA e Regno Unito. In Italia i transumanisti con un contratto di criopreservazione sono mosche bianche e la situazione della crionica in Italia non aiuta certo... Altrettanto strano mi sembra il fatto che sia molti transumanisti che molti crionicisti sembrino essere ben poco interessati al longevismo (anche questa e' solo un'impressione). E non parlo di approcci radicali quali restrizione calorica, o megadosi vitaminiche, per esempio, ma di modifiche del proprio stile di vita relativamente semplici (esercizio e dieta sana, per capirci) che non allungheranno certo le aspettative di vita massima, ma la cui efficacia nel prevenire una serie di patologie e' ampliamente dimostrata. Le ragioni di tutto cio' restano un mistero per me, ma una volta ho chiesto a un transumanista di mia conoscenza se avesse un programma longevista personale. Era una domanda retorica, confesso, in quanto, conoscendolo, sapevo benissimo che la sua dieta era tutt'altro che sana, che l'ultima volta che aveva fatto esercizio fisico era stata probabilmente quando ancora andava scuola, cioe' una ventina d'anni fa, e che il suo consumo di alcol non era esattamente moderato. Mi ha risposto che la sua fascinazione per le idee transumaniste e' puramente intellettuale e che non ha interesse a metterle in pratica. Una risposta che mi ha sconvolto - che sia piu' diffusa di quanto pensi? Oppure, tale compartimentalizzazione e' dovuta alla (eccessiva?) fiducia riposta da persone diverse nelle varie "strategie" tese a raggiungere l'era postumana? I crionicisti (o meglio, alcuni crionicisti), non ritengono valga la pena investire soldi ed energie in palestra, dieta sana, integratori alimentari, etc, dato che si sentono "protetti" dal proprio contratto crionico. Mentre alcuni transumanisti ripongono tutte le loro speranze nell'arrivo di tecnologie longeviste/transumanizzanti entro i limiti delle loro aspettative di vita naturale. Chi avra' ragione, ovviamente, sara' il tempo a dirlo, ma come penso dimostri la natura eclettica di questo blog, il sottoscritto preferisce non mettere tutte le proverbiali uova in un paniere, e vede quindi come utili tutti gli approcci qui descritti. Ma mi rendo conto che potrei essere un'eccezione...

Immagine: un cryostat della Alcor

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