26 agosto 2010

Ray Kurzweil al Singularity Summit 2010


In attesa dei video online dal Singularity Summit 2010, tenutosi a San Francisco il 14 e 15 agosto, presento la traduzione dell'abstract della presentazione di Ray Kurzweil. Qui l'originale, su AcceleratingFuture.

La Mente e come costruirne una

Cosa significa comprendere il cervello? A che punto siamo in questa direzione? Quali sono i percorsi che daranno risultati? Brain modeling, ricerca teorica, tecniche informatiche e di scannerizzazione? Cosa e' possibile prevedere? Quali sarebbero le conseguenze sociali ed etiche del materializzarsi di tali previsioni? Rispondero' a queste domande e prendero' in esame alcune delle critiche piu' frequentemente mosse alla teoria della crescita esponenziale dell'informatica, fra le quali quelle basate sull'hardware ("La legge di Moore non puo' proseguire all'infinito"), sul softwar ("Il software si e' impantanato"), sul cervello ("Il cervello e' troppo complesso per essere compreso o replicato"), sull'ontologia ("Il software non puo' pensare o essere conscio") e sul rapporto promesse/pericoli ("Biotecnologie, nanotecnologie e Intelligenza Artificiale sono troppo pericolose").

Esiste oggi un enorme progetto, composto da almeno centomila scienziati impegnati in modi diversi nello studiare il miglior esempio a nostra disposizione di un sistema intelligente: il cervello umano. Si tratta senza dubbio del piu' importante progetto nella storia di questa nostra civilta' uomo-macchina. L'obiettivo e' la comprensione del funzionamento del cervello umano, per poi utilizzarne gli algoritmi così scoperti come fondamenta per la creazione di macchine ancor piu' intelligenti.

Man mano che apprenderemo gli algoritmi alla base dell'intelligenza umana, essa potra' essere ingegnerizzarata, così espandendone enormemente le capacita'. Questo processo e' gia' iniziato. Ci sono letteralmente centinaia di attivita' che erano esclusivamente svolte da esseri umani e che oggi possono essere svolte da computer, in genere con maggior precisione e su piu' vasta scala.

Era inevitabile che una specie si evolvesse fino a creare il proprio processo evolutivo, sottoforma di tecnologie intelligenti? Sosterro' che e' così.

Secondo i modelli da me elaborati, mancano solo vent'anni al poter simulare il cervello umano e una volta completato il reverse-engineering del cervello, avremo computer milioni di volte piu' potenti di esso. Questi computer saranno ulteriormente potenziati dal far parte di un network (o cloud) globale. Gli algoritmi dell'intelligenza potranno autoevolversi in algoritmi ancor piu' intelligenti.

E' in questo modo che potremo affrontare le sfide che attendono l'umanita', quali il preservare l'ambiente, ottenere le risorse necessarie ad una popolazione in crescita, sconfiggere le malattie, estendere radicalmente le aspettative di vita umane, sconfiggere la poverta'. Solo espandendo la nostra intelligenza con l'uso di tecnologia intelligente possiamo sperare di poter sfide di tali dimensioni e complessita'.

Image: Wired article: Ray Kurzweil, Singularity University, by David Orban

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