29 luglio 2010

Il farmaco anti-gay, la liberta' morfologica e i limiti del diritto di scegliere dei genitori

Un recente post di FuturoProssimo (Eterosessuali per forza negli Usa) apre un vero e proprio vaso di Pandora bioetico, soprattutto per noi transumanisti in genere a favore della liberta' morfologica. Qualche passaggio dal post:

Un medico New Yorkese [...] ha consigliato di recente alle sue pazienti in gravidanza di assumere uno steroide, il dexametasone, per prevenire l'omosessualità e i "tratti mascolini" nelle loro figlie femmine. E ora come se la caverà dalle accuse di voler fare ingegneria genetica anti-gay? La Dottoressa New è una endocrinologa nota, tra le altre cose, per i suoi studi su una condizione chiamata "Iperplasia Adrenalica Congenita", (IAC) causata da una eccessiva esposizione di un feto agli ormoni maschili, che costringe chi ne è affetto ad assumere a vita potenti farmaci steroidei per compensare l'insufficienza ghiandolare.Il frutto del suo lavoro (svolto in collaborazione con numerosi enti americani, compresa la Columbia University), la New ha scritto una serie di trattati scientifici che legherebbero questo disturbo al Lesbismo. "tratti maschili e scarso interesse alla maternità sono elementi caratterizzanti l'IAC" scrive tra le altre cose.
Sorvoliamo sull'efficacia o meno del desametasone (a quanto pare, supportata solo da un singolo studio su pochi pazienti). Sorvoliamo anche sul fatto che l'esistenza di un rapporto causa-effetto fra IAC e omosessualita' non sia dimostrato. L'ovvio problema bioetico di principio sollevato da questo scenario riguarda chi abbia il diritto di determinare il futuro del nascituro. I transumanisti tendono, in genere, a lasciare all'individuo la scelta di come, e se, modificare il proprio corpo e la propria mente, ma questo e' ovviamente un caso diverso, dato che stiamo parlando del corpo e della mente di un individuo ancora non nato. Sempre parlando in generale, i transumanisti tendono ad affidare la scelta, in casi simili, ai genitori, in quanto si presuppone che abbiano a cuore il benessere del nascituro e che di conseguenza faranno scelte oculate. Se i miei genitori mi avessero dotato, con interventi in utero, di venti punti di QI in piu', o di un sistema immunitario piu' efficiente, o di un'innata resistenza ai tumori, personalmente non mi lamenterei di certo. D'altra parte, se mi avessero intenzionalmente predisposto, per esempio, all'obesita' (con conseguenti rischi cardiovascolari, etc) solo sulla base di una predilizione estetica per le forme rotondeggianti, sospetto che non sarei stato altrettanto grato... E se parliamo di una scelta che riguarda una caratteristica profondamente personale quale la sessualita', la faccenda si complica ulteriormente. Probabilmente molte coppie preferiranno un certo orientamento sessuale piuttosto che un altro e sospetto che la maggioranza di queste, per qualsiasi motivo, preferiranno l'eterosessualita'. Gli omosessuali come specie a rischio di estinzione? Probabilmente no, perche' molte coppie vorranno lasciare che sia il caso/Madre Natura a decidere, e perche' lo stesso progresso nel settore biomedico che permettera' di influenzare l'orientamento sessuale del nascituro permettera' sempre piu' alle coppie omosessuali di avere figli, e sospetto che parte di queste, potendo segliere, sceglieranno di avere figli omosessuali. Il che, fra l'altro, potrebbe essere visto come l'inizio di un processo di speciazione.

La societa' reagira' a questi progressi nello stesso modo in cui reagisce ad ogni altra innovazione, cioe' a pezzi e bocconi, in direzioni spesso opposte, e sotto la spinta di gruppi diversi, ognuno spinto dai propri interessi. Alcune nazioni andranno in una direzione, altre nazioni in un'altra. Alcuni gruppi di individui decideranno come comportarsi, in questi casi, sulla base di motivi religiosi, ideologici, o culturali. Altri saranno piu' pragmatici. Potremmo descrivere quella che emergera' come un'ecologia comportamentale... Il che spiega perche' quando qualcuno descrive come "utopico" il futuro trans/post umano previsto da queste parti, non posso che scuotere la testa e chiedermi se abbiano veramente compreso la natura umana e quella della societa' in cui viviamo...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Coppia lesbica sceglie di avere figli sordi
http://www.repubblica.it/online/mondo/duemamme/figlisordi/figlisordi.html

Estropico ha detto...

Grazie per la segnalazione. E' un articolo del 2002, ma e' esattamente il tipo di sviluppo che mi preoccupa. Se da una parte mi sembra giusto che siano i genitori a scegliere, dall'altra stiamo parlando di un'imposizione non da poco. In passato ho sentito dire che il desiderio di avere figli sordi, da parte di parenti sordi, e' dovuto al voler tramandare ai figli il patrimonio culturale della comunita' non udente, un desiderio perfettamente ligittimo e comprensibile, ma moltissimi bambini (inclusi i miei) crescono bilingui - richiede un certo sforzo, ma i bambini possono facilmente assorbire due o piu' lingue. Non vedo perche' non possa essere lo stesso con la lingua dei segni. Da un punto di vista transumanista, poi, ci sono altri problemi, dato che H+ e' una filosofia che mira ad essere piu' che umani. In questo caso, invece, stiamo parlando della creazione di essere umani privi di uno dei cinque sensi (e senza possibilita' di essere interpellati al proposito). Ultima cosa: a volte ho sentito dire che il problema non e' la perdita dell'udito, o il dover usare una sedia a rotelle, ma come e' organizzata la societa'. E' verissimo che dovremmo fare molto di piu' per facilitare l'accesso, etc, ma e' altrettanto vero che la perdita di uno dei cinque sensi, o dell'uso delle gambe, sono una *perdita di funzione* rispetto alla "dotazione minima" della nostra specie. In altre parole, se ci siamo evoluti con l'uso di cinque sensi e di quattro arti, non e' stato per caso, ma per ragioni evolutive profondamente radicate nelle leggi della fisica e della biologia di questo pianeta.

extropolitca ha detto...

Il problema fondamentale di queste scelte è che sono fondamentalmente incompatibili con il welfare state.

Da una parte abbiamo la libertà delle madri di determinare la scelta dei loro partner e di conseguenza dei tratti dei loro figli e la libertà dei genitori di decidere quali embrioni impiantare e portare a termine. In questo caso, le due donne hanno fatto tutto in modo perfettamente legale e non si può fare nulla se hanno deciso di utilizzare il seme di un sordo congenito.

Dall'altra parte, in un sistema di welfare state, queste scelte ricadono sulle spalle dei contribuenti che, in futuro, saranno costretti a sobbarcarsi il costo di curare questi individui che sono stati concepiti volutamente sordi.

La scelta binaria, in presenza di un welfare state, è tra la libertà riproduttiva delle persone (che dovrebbe essere sacra) e la libertà degli altri di non pagare per le scelte personali di altri.

Lo stesso dilemma che si pone con l'uso della cintura di sicurezza e le multe a chi non le utilizza, solo molto più profondo.

La soluzione da un punto di vista libertario è di lasciare la libertà ai genitori di fare come credono e rifiutare ai figli di queste persone ogni cura che ha a che fare con la loro menomazione.

In Italia esistono liste di collocamento per persone disabili che permettono loro di avere la precedenza sulle persone normodotate. Questo ha senso se le persone soffrono di una disabilità non voluta, non se la loro disabilità è voluta (anche dai loro genitori). Altrimenti diventa un vantaggio che viene ricercato.

Dall'altro lato, la storia in oggetto è l'esempio di un fenomeno di identitarismo (in questo caso la comunità dei sordomuti congeniti) che sta percorrendo da decenni la società americana; ogni sottogruppo (omosessuali maschi e femmine, neri, latinos, nativi americani, donne, etc.) cerca di distinguersi e di accampare qualche discriminazione per ottenere vantaggi con l'affirmative action o a livello politico.