14 luglio 2010

I geni della longevita'

Gli studi che identificano i cosiddetti geni della longevita' si susseguono sempre piu' rapidamente. Il piu' recente e' stato condotta da un'italiana (Paola Sebastiani, dell'Universita' di Boston). Leggo su Galileo che si tratta di circa 150 mutazioni (scoperte nei mille centenari studiati) che hanno un ruolo nel proteggere dalle malattie tipiche dell'invecchiamento. Nell'articolo leggo anche che "gli autori hanno sottolineato che la predizione non è perfetta e, sebbene possa essere migliorata da ulteriori dati, i suoi limiti confermano che i fattori ambientali, fra cui un corretto stile di vita, contribuiscono in maniera importante alla salute e alla longevità." Verissimo e utile ricordare tutto cio', ma questa frase sembra essere offerta come consolazione alla maggioranza di noi, statisticamente condannati a non essere fra i fortunati possessori di queste mutazioni. La buona notizia e' che questo tipo di studi non portera' solo ad esami di laboratorio che ci diranno se abbiamo, o meno, vinto il "lotto genetico", ma apre anche la porta alla creazione di farmaci in grado di riprodurne gli effetti.

Purtroppo, tali terapie potrebbero arrivare troppo tardi per chi non fosse piu' adolescente in questo 2010... Ergo il mio sostegno ad iniziative piu' ambiziose quali quelle di Aubrey de Grey (SENS: qui su Estropico.com, qui su Sens.org) che mirano al ringiovanimento dell'organismo, invece che al semplice rallentamento dell'invecchiamento.

Su Galileo: Geni da centenario. Uno studio pubblicato su Science e condotto da una ricercatrice italiana identifica 150 varianti genetiche correlate con una vita eccezionalmente lunga

L'abstract dello studio: Genetic Signatures of Exceptional Longevity in Humans

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