5 giugno 2010

Stephen Hawking: attenti agli alieni (video)



Un bel video su un tema toccato l'altro giorno da David (vedi: Non parlate con gli alieni, avverte il grande scienziato Stephen Hawking). Spettacolare la descrizione di come una razza aliena (e forse un giorno anche noi, aggiungo io) potrebbe raccogliere la totalita' dell'energia prodotta da una stella per poi creare un Ponte di Einstein-Rosen (wormhole) come "scorciatoia" nello spazio (ammesso e non concesso, aggiunga io, che sia possibile). Hat-tip a IEET Blog.

6 commenti:

David ha detto...

Ho sempre pensato che "non siamo soli in questo universo", da questo punto di vista condivido l'affermazione di Stephen Hawking che è improbabile che la Terra sia l'unico pianeta dove si è evoluta la vita nell'universo in quanto ci sono circa 100 miliardi di galassie, ciascuna contenente centinaia di milioni di stelle... Insomma come detto nel bellissmo film Contact: se fossimo soli nell'universo, sarebbe uno spreco di spazio.

La parte di Hawking che però non mi convince è la sua teoria sugli alieni allo stesso tempo intelligenti e malvagi che trovo ossimorica... :-/

Dal mio punto di vista l'espansione a livelli crescenti dell'intelligenza di una civiltà nell'universo significa anche espansione dell'empatia che implica rispetto per tutte le forme di vita viventi. Una civiltà in evoluzione come la nostra ad es. ha visto un aumento di complessità sociale contemporaneamente a un aumento della sfera empatica. D'altronde se non fosse così dubito che saremmo arrivati fin qui, probabilmente ci saremmo estinti o non avremmo progredito oltre un certo livello.

Questo vuol dire che una civiltà aliena intelligente (e che quindi in quanto tale non può aver mantenuto in sè violenza, sopraffazione, egoismo, etc) in viaggio tra le stelle anche se giungesse sul nostro pianeta per via della sua intelligenza empatica non credo si metterebbe a razziare le nostre risorse mettendo a rischio così la sopravvivenza di specie umana, insomma non sarebbe coerente con la loro intelligenza.

Estropico ha detto...

Anche a me, d'istinto, sembra assurdo che noi siamo gli unici... Ma da quanto mi sono imbattuto nelle (controintuitive) tesi di Bostrom al proposito, penso di potermi descrivere come agnostico, sul tema:
Dove sono loro, di Nick Bostrom
http://preview.tinyurl.com/343pogp

Antares666 ha detto...

E' assurdo ritenere l'intelligenza incompatibile con la malvagità. I fatti smentiscono simili idee sempliciotte. L'intelligenza è neutra, non connessa con l'etica: è uno strumento che può anche essere usato per fini abietti. Bisogna anche stare attenti a cosa si intende con "etica". Solo per fare un esempio, l'etica degli Aztechi non coincide con l'etica dei buonisti. Tra gruppi umani diversi sono possibili atrocità inaudite. Se già Spagnoli e Portoghesi erano un flagello fino a pochi secoli fa, figuriamoci cosa potrebbero essere gli alieni. Ecco cosa immagino: gente al cui confronto Mengele sarebbe considerato un pulcino. Il "politically correct" non parerà il culo all'umanità.

Lorenzo1970 ha detto...

L'intelligenza usata per fini abietti io non la considero tale. Chi é davvero intelligente non userà la propria intelligenza per simili fini. Se lo fa, vuol dire che é intelligente, sì, ma solo fino a un certo punto: lo é sicuramente di più chi, oltre a possedere un intelligenza, la utilizza bene e non per fini malvagi.
Poi, é chiaro, dipende anche da cosa si intende per intelligenza, un termine che ha senz'altro molte sfaccettature.
Le idee di David mi sembrano tutt'altro che sempliciotte, ma anzi, bene argomentate. Almeno da un certo punto di vista, l'intelligenza é incompatibile con la malvagità: l'intelligenza, almeno a mio avviso, riguarda e investe anche il campo dell'etica, non mi pare sensato considerarle due entità completamente separate ed indipendenti.

David ha detto...

Condivido il discorso di Lorenzo1970 e aggiungo: l'intelligenza non si misura unicamente con il q.i. le ultime scoperte in ambito neuroscientifico ci confermano sempre più che all'intelligenza razionale si accompagna sempre quella emozionale o empatica. Un asocietà più complessa (e più avanzata tecnologicamente) implica anche una società più empatica nei confronti delle minioramnze e altre forme di vita, basta vedere la storia di come certi diritti (es. donne, omosessuali, animali, etc.) sono andati affermandosi nell'epoca moderna rispetto all'oscurantismo di certe epoche passate...

Inoltre a Antare666 dico che l'esempio dei nazisti è fuorviante, chi dispone di una tecnologia avanzata e non la sa usare in modo etico finisce per autodistruggersi. I nazisti non avrebbero mai potuto dominare il mondo intero in quanto non avevano un'etica per la loro tecnologia ma solo fini ideologici e abietti. Quindi una civiltà aliena di tipo avanzato se è riuscita a espandere la proprio intelligenza nell'universo vuol dire necessariamente che è riuscita a trovare un'etica in grado di gestire in modo positivo la propria tecnologia.

Sono convinto quindi che *se* esistesse una civiltà aliena più intelligente di noi essa non solo non sarebbe malvagia o aggressiva ma che anzi avrebbe molto da insegnarci in termini non solo di conoscenza tecnologica ma anche di convivenza pacifica.

Estropico ha detto...

Mmmm... Forse, ma sono scettico. Avete presente il detto «Da un legno storto come quello di cui è fatto l’uomo, non si può costruire niente di perfettamente dritto»? E se "l'uomo" fosse sostituibile con "gli esseri intelligenti"?

Inoltre, ritengo poco probabile che un'ipotetica civilta' aliena possa essere monolitica. Quindi potremmo, sempre ipoteticamente, essere vittime di pochi individui tutt'altro che rappresentativi di tale civilta' (criminali, per esempio) armati di alcune delle ipertecnologie da essa prodotte e quindi piu' che in grado di conquistare e distruggere civilta' "inferiori".