20 maggio 2010

Neuroni specchio nel cervello umano: la più grande scoperta delle neuroscienze?

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I neuroni specchio, un sistema particolare di cellule nervose, sono una delle più grandi scoperte in campo della neuroscienza delll'era moderna che rivoluzionerà il nostro modo di concepire il comportamento, le emozioni e l'apprendimento umano. Infatti ai neuroni specchio è legato il meccanismo dell'empatia che è alla base della socialità umana. In pratica essi si attivano sia quando compiamo un’azione, sia quando la vediamo compiuta da altri. Ad esempio quando vediamo un ragno camminare sul braccio di qualcuno e sentiamo di provare la stessa sensazione di chi osserviamo, oppure quando "sentiamo" il dolore di qualcuno, quando discerniamo una smorfia da un sorriso, o un sogghigno da un sorriso.

Secondo il neuroscienziato Vilayanur Ramachandran: "I neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il DNA è stato per la biologia" anche se tale scoperta è stata oggetto di diverse critiche scettiche da parte di alcuni scienziati.

Negli anni 90 un gruppo di ricercatori dell'Università di Parma, coordinati da Giacomo Rizzolatti, scoprì nei macachi i neuroni specchio. Fino a poco tempo fa però non si avevano evidenze sperimentali dell'esistenza di questo tipo di neuroni negli esseri umani, la prova scientifica è però  arrivata grazie allo studio di Itzhak Fried, docente UCLA di neurochirurgia, di psichiatria e di scienze comportamentali, di Roy Mukamel, un collega di postdottorato nel laboratorio di Fried, e altri loro colleghi che hanno per la prima volta fatto un la registrazione diretta dei neuroni specchio nel cervello umano e fornito quindi la prova diretta dell'attività dei neuroni specchio nel cervello di pazienti cui, per motivi clinici, erano stati impiantati elettrodi. Lo studio è stato pubblicato nel numero di aprile della rivista Current Biology.

I ricercatori hanno scoperto che questo tipo di neuroni hanno manifestato la loro massima attività sia mentre un individuo compie un'azione, sia mentre la osserva compiere da un altro soggetto. I neuroni specchio generavano risposte nella corteccia frontale mediale e nella corteccia temporale mediale, due sistemi neurali in cui le "risposte specchio" a livello di singola cellula non erano state registrate in precedenza, nemmeno nelle scimmie.

Questo nuova ricerca dimostra che i neuroni specchio si trovano in più aree del cervello umano di quanto si pensasse. Dato che le diverse aree cervello implementano funzioni diverse - in questo caso, la corteccia frontale mediale per la selezione del movimento e la corteccia temporale mediale per la memoria - la scoperta suggerisce anche che i neuroni specchio forniscono un ricco e complesso "sistema specchio" delle azioni di altre persone.

Poichè i neuroni specchio si accendono sia quando un individuo compie un'azione e sia quando guarda un altro individuo compiere l'azione stessa, si è pensato che questo "sistema specchio" è il meccanismo neurale attraverso il quale le azioni, le intenzioni e le emozioni di altre persone possono essere automaticamente capite.

"Lo studio suggerisce che la distribuzione di queste cellule uniche che collegano l'attività del sé con quella degli altri è più ampia di quanto precedentemente creduto", ha detto Itzhak Fried, autore dello studio.

"Si è anche sospettato che nella disfunzione di queste cellule specchio potrebbero essere coinvolte malattie come l'autismo, in cui i segni clinici possono includere difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, l'imitazione e l'empatia con gli altri", ha detto Mukamel. "Così una migliore comprensione del sistema dei neuroni-specchio potrebbe aiutare a elaborare strategie per il trattamento di questa malattia." Fonte: Physorg

4 commenti:

Aioo86 ha detto...

qui qualcuno legge Newton o no?

ehehehe ;)

David ha detto...

@Aioo86: sì ho letto il secondo numero di Newton in cui c'è un interessantissimo articolo proprio sui neuroni specchio :)

Aioo86 ha detto...

non sò se la vecchia versione di Newton fosse come questa..
l'attuale mi sembra molto buona

Sandro Sgriccia ha detto...

Certamente ci si rende conto di quanto il comportamento di ciascuno influenzi - nel Bene e nel Male - il comportamento di chi ci sta vicino. Si rivaluta ancora di più il "linguaggio non verbale" che è colto soprattutto dai bambini che percepiscono con maggior senibilità cosa realmente vivono e pensano gli "adulti".