8 maggio 2010

Letture: Digital Dystopia

Mi sono imbattuto in questo libro su Amazon, di un autore con non conosco, Jose Fernandez. Sembra interessante, a giudicare dalla product description (traduco/riassumo): "Cosa succedera' quando la tecnologia ci permettera' di uploadare le nostre menti nei computer? Immagina un mondo da te creato: quanto ti sta intorno, la gente che incontri, i luoghi che visiti, quello che fai, quanto a lungo vivi. Libero da malattie, violenza, ansieta', morte. Immagina che tutto quanto tu abbia sempre voluto sia possibile, senza paura e senza limiti morali. Ora immagina che cio' sia possibile non fra molti secoli, ma entro qualche decennio. Digital Dystopia presenta e integra temi quali singolarita', interfaccia computer-cervello, cyberpunk, religione e filosofia, in una singola e coerente ipotesi sui mondi virtuali e l'immortalita' digitale."

Un paio di commenti:

a) "Libero da malattie, violenza, ansieta', morte"? Oddio, certo, questo e' l'obiettivo, ma la realta' si dimostra sempre meno utopica di quanto previsto dai visionari... In uno scenario di mind uploading saremo certamente liberi da malattie biologiche, ma i virus di oggi saranno probabilmente sostituiti da virus digitali. La morte potra' in molti modi essere "curata" e persino gli incidenti potrebbero essere resi non-terminali (con dei limiti) tramite l'equivalente di un back-up della personalita', ma penso che l'uso del termine semi-immortalita' (introdotto dagli autori dell'omonimo libro) sia piu' giustificato.

b) l'autore non sembra essersi accorto che ormai esiste un vero e proprio movimento transumanista, almeno a giudicare dal motore di ricerca di Amazon (funzione Look Inside). E' davvero possibile trattare queste tematiche senza citare filosofi come Nick Bostrom e termini come transhumanism?

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