26 aprile 2010

Le truppe d'assalto del transumanismo

Penso sia stato James Hughes a descrivere i transessuali come le "truppe d'assalto del transumanismo", su una lista di discussione, qualche anno fa. E non mi sembra un caso che sia stato l'intellettuale di punta del transumanismo di sinistra a dirlo, dato che sembra che i transessuali siano in qualche modo "di sinistra", mentre altri gruppi altrettanto interessati alla liberta' morfologica*, quali i culturisti per esempio, sembrano essere in qualche modo "di destra". Personalmente ritengo entrambi i gruppi degni del titolo onorifico di nostre "truppe d'assalto" e la trasversalita' politica implicita nell'adottarli entrambi mi sembra perfettamente calzante a concetti politicamente trasversali quali quelli di liberta' morfologica e potenziamento umano. Senza per questo, sia ben chiaro, volerli "bollare" di transumanismo contro la loro volonta', e senza sostenere che fra loro si trovino piu' transumanisti che in altri gruppi di persone accomunate da altri interessi. Anzi, nonostante eccezioni eccellenti quali Martine Rothblatt (imprenditrice, transumanista, fondatrice del Terasem Movement e transessuale), entrambi i gruppi mi sembrano decisamente "transumanisti per caso". Entrambi spingono i limiti di quanto e' possibile e sono early adopters di nuove tecnologie medico-farmacologiche e, di conseguenza, cavie di laboratorio per le stesse, ma entrambi sono spinti da motivazioni specifiche, molto piu' ristrette di quelle transumaniste. Ritengo che l'elemento differenziante, fra transumanisti e transumanisti per caso, possa essere l'obiettivo della longevita', che non credo sia centrale per transessuali e body-builders. Per quanto mi sembri plausibile descrivere queste prime, rudimentali, tecnologie di modificazione morfologica come avvisaglie della singolarita', non credo che cercare di coinvolgere questi ed altri gruppi nel movimento transumanista sia una strategia praticabile, causa semplice mancanza di interesse (da parte loro). D'altra parte, e' interessante notare l'esistenza di una domanda di mercato per queste tecnologie, e come nuove e impreviste applicazioni siano realizzate da gruppi ed individui motivati da interessi di nicchia. Un altro aspetto interessante e' come il grande pubblico reagisce alla presenza di questi gruppi. In uno scenario postumano, ovviamente, non solo il corpo, ma anche la mente e quindi l'orientamento sessuale, sarebbero nient'altro che questioni di gusti personali. E, in una situazione di diffusa liberta' morfologica, e' probabile che emergano comportamenti sessuali tali da far impallidire il banale cambio di sesso di oggi. Mi chiedo come faranno ad adattarsi al mondo del 2050 coloro che oggi si dimostrano intolleranti verso gruppi quali i transessuali...

*Morphological freedom: Wikipedia; Anders Sandberg: Morphological Freedom - Why We not just Want it, but Need it.

Vedi anche: Liberta' morfologica: de gustibus non est disputandum, su piercing, body-modification e dintorni

Image: Afiche Transexualidad / Movilh 2009, by Open Mind Fest 2009

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