15 aprile 2010

Ibernazione umana: almeno che le critiche siano ben ricercate...

Un articolo sulla crionica (o ibernazione umana) di IEEE Spectrum: How to Reboot Your Corpse. Christine Peterson, su Nanodot, fa giustamente notare che i "pazienti" criopreservati non sono migliaia, come scritto dal giornalista. Da parte mia, preciso che Alcor e Cryonics Institute hanno entrambi una novantina di iscritti criopreservati, e che un'altra trentina e' preservata da tre organizzazioni piu' piccole, KrioRus, American Cryonics Society e Trans Time (vedi qui e qui per i dati). L'articolo riporta alcune dichiarazioni di Ralph Merkle, ricercatore nanotecnologico e uno dei direttori della Alcor, e arruola nel ruolo di scettici un filosofo e uno psichiatra. Il che porta la Peterson a chiedersi, di nuovo giustamente, se questi siano gli esperti piu' adatti a pronunciarsi sul tema... Insomma, l'articolo e' deludente da molti punti di vista, ma e' salvato dalle dichiarazioni da vertigine da future shock di Ralph Merkle. Ecco un esempio (riassumo): servono circa 1025 bit per immagazzinare la struttura molecolare del cervello e i macchinari nanotecnologici che sarebbero necessari al suo ripristino richiederebbero 1037 switching operations, cioe' 1031 floating-point operations [come si traduce? Ndt]. Il che sarebbe l'equivalente di 100 milioni dei supercomputer piu' veloci oggi a nostra disposizione che girano senza interruzione per tre anni. Dato che la Legge di Moore raddoppia la potenza dei computer ogni anno, avremo tali livelli di potere computazionale in un singolo supercomputer nel giro di 26 anni. Dopo un'altra decina d'anni, il prezzo di un supercomputer del genere scenderebbe da circa 100 milioni di dollari a circa centomila. E intorno al 2050, computer del genere saranno a disposizione dei singoli individui.

E i critici? Devo dire che mi aspettavo di meglio. Mi sembra che il giornalista si sia limitato a cercare critici della crionica in rete e abbia scelto i primi due che gli sono capitati... Il primo e' l'autore di The Skeptics Dictionary (qui la sezione sulla crionica), secondo il quale "un'iniziativa fondata sulla speranza di sviluppi [futuri - Ndt] che possono essere immaginati da scienziati, non e' altro che un raggiro". Sara', ma io ricordo una discussione con un programmatore di videogiochi che stava lavorando su un videogioco che avrebbe fatto fatica a girare sui computer di allora, dato che e' prassi normale, nel suo settore, calibrare un prodotto per i computer che e' ragionevole aspettarsi siano disponibili a uno o due anni dal lancio del progetto. Evidentemente anche l'industria multi-miliardaria dei videogiochi non e' altro che un "raggiro"...

E anche lo psichiatra, Stephen Barret, gestore di QuackWatch (qui la pagina sulla crionica) non sembra molto informato: il suo criticismo si limita a citare il ben noto fatto che il danno cerebrale interviene rapidamente, in assenza di ossigeno, e ad offrire l'opinione che, dato che la crionica sarebbe un "investimento stupido", sarebbe meglio spendere i propri soldi per migliorare la propria vita o quella degli altri... Per quanto riguarda il danno cerebrale, l'FAQ della Alcor ci ricorda che e' possibile evitarlo anche dopo 10 minuti di ipossia, con le tecniche adatte (ipotermia), o 16 minuti con l'aggiunta di un "complesso cocktail farmaceutico", nel cane. Per non parlare degli esperimenti con altri animali che hanno dimostrato normale attivita' elettrica dopo un'ora di ipossia (nonostante un certo livello di danno neurologico). Per ulteriori informazioni al proposito, vedi Doesn't the brain die after 4 to 6 minutes without oxygen?, sul FAQ della Alcor, e i seguenti articoli: La riparazione a livello molecolare del cervello (sul vecchio Estropico), Prospects of a Cure for "Death", The Cryobiological Case for Cryonics, A Brief Scientific Introduction to Cryonics.

Nell'immagine un'iconica cryostat della Alcor.

6 commenti:

Cesare ha detto...

beh, pero' bisogna ammettere che la "speranza di futuri sviluppi" a due/tre anni (esempio dei videogiochi) e' ben diversa da quella a 20/30 anni.

Negli anni '60 si credeva che l' intelligenza artificiale fosse dietro l' angolo..

Previsioni oltre l' orizzonte dei 10/15 anni sono pure supposizioni, mentre a distanza di pochi anni si puo' prevedere con criteri solidi scientificamente.

Anonimo ha detto...

Il termine floating-point operations di solito si traduce semplicemente con flops vedi qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Flops

Per quanto riguarda la critica su skepdic mi sembra tutto sommato abbastanza pacata. Inoltre riflette abbastanza il mio pensiero quando dice: "Even if a dead body is somehow preserved for a century or two and then repaired, whatever is animated by whatever process will not be the same person who died"

Luca.

Estropico ha detto...

@Cesare: d'accordo, ma mi sembra comunque un'analogia calzante. E naturalmente non cambia il fatto che la crionica altro non e' che una "scommessa razionale" il cui risultato e' tutt'altro che dato per scontato - almeno fino a quando una persona sara' "ibernata" e riportata in vita, ma a quel punto la pratica cambierebbe nome e sarebbe conosciuta come animazione sospesa...

Estropico ha detto...

anonimo ha detto: "Even if a dead body is somehow preserved for a century or two and then repaired, whatever is animated by whatever process will not be the same person who died"

Questa invece non la capisco. Certo, la possibilita' di danni cerebrali e' tutt'altro che remota, se non inevitabile, soprattutto per le molte sospensioni crioniche non-ottimali e/o pre-vitrificazione. Ma anche nei peggiori di questi casi, o almeno nella maggioranza di essi, penso che l'individuo in questione possa mantenere come minimo il "nocciolo duro" della propria personalita', il che lo qualificherebbe come "la stessa persona", anche se soffrisse di amnesia (di vari livelli), o di disturbi della personalita' causati dalla sospensione. Nel qual caso, potremmo paragonare la crionica ad un serio incidente stradale. Preferiresti sopravviverlo con un certo livello di danno cerebrale (il livello accettabile cambiera' da individuo ad individuo), o preferiresti morire? E si ricordi che sembra giustificabile assumere che le tecnologie necessarie a riportare in vita un essere umano "congelato" possano anche rimediare eventuali danni cerebrali (ma non ricreare ricordi perduti, etc).

O forse intendi qualcos'altro?

Anonimo ha detto...

Estropico ha detto: "Preferiresti sopravviverlo con un certo livello di danno cerebrale, o preferiresti morire?"

Ovviamente dipende dall'entità dal danno. Ma in realtà sono convinto che arriverà il momento che riusciremo a riparare praticamente tutti i danni. Solo che con la tecnologia che c'è adesso mi pare di capire che i danni da ibernazione sarebbero molti (specie se abiti in Italia). E ripararli sarebbe quasi come "costruire" un'altra persona.

Luca.

Painlord2k ha detto...

Il cervello contiene molte ridondanze, quindi anche molti danni possono essere riparati senza grosse perdite. In molti casi, i danni potrebbero essere riparati portando il livello al di sopra di quello di partenza.
Ad esempio, se dovessero riparare il mio cervello, non mi dispiacerebbe se migliorassero il senso dell'olfatto che ho attualmente.
Se non è il 100%, anche il 99% o il 95% va bene. Teniamo conto che la parte di differenza sarà sostituibile con versioni migliori, non certo peggiori.