28 aprile 2010

Ecco gli ambientalisti eretici a favore del nucleare


Ambientalisti eretici? Chissà come li chiamerebbero certi verdi fondamentalisti (quelli per intenderci del puro e duro "no al nucleare" pronti a fare barricate nelle strade e a tirare fuori immancabilmente lo spauracchio di Cernobyl) alcuni personaggi di spicco che hanno dichiarato inequivocabilmente di essere a favore e a sostegno della scelta sull'energia nucleare a fini civili per risolvere alcune urgenti questioni energetico-ambientali. Il nucleare non può essere certamente la panacea della questione energetico-ambientale, è necessario in ogni caso proseguire la ricerca per rendere i reattori più sicuri, efficienti ed economici, e puntare sul mix energetico fondato su tre pilastri tecnologici: nucleare, rinnovabili, efficienza energetica. Troppo spesso però si sentono due fronti contrapposti in cui l'uno opta unicamente su rinnovabili e l'altro opta unicamente su nucleare in assurdi aut-aut pensando che una delle due strade basti a risolvere la domanda crescente di energia nel mondo. Così si finisce inevitabilmente in vicoli ciechi e l'ambiente certo non ne beneficia, possiamo dire allora che il nucleare resta una delle migliori soluzioni per conciliare fabbisogno energetico e problemi ambientali. Non lo pensiamo solo noi ma vari personaggi che hanno già messo in discussione alcuni dogmi ambientalisti.

Per evitare eventuali equivoci è bene precisare che nessuno dei personaggi elencati qui sotto sono negazionisti della teoria del AGW (acronimo inglese per Riscaldamento Globale Antropogenico) anzi considerano il nucleare una fonte di energia pulita che dovrebbe essere impiegata proprio per ridurre le emissioni di gas serra nell'atmosfera. Allora nella disinformazione neoluddita sul nucleare proviamo a presentare le posizioni di questi personaggi di nota fama che potremmo definire "ambientalisti eretici o pragmatici".

Barack Obama: il presidente americano ha sempre creduto nella green aconomy e che in questa non fosse inclusa anche l'opzione nucleare era una interpretazione del tutto arbitraria di molti ambientalisti che sono stati presi contromano dalla sua recente decisione di sbloccare fondi per due centrali nucleari. "Basta essere bloccati nel vecchio dibattito destra-sinistra" ha dichiarato presentando il nuovo piano energetico e spiegando che "il nucleare rimane la maggiore fonte di energia che non produce emissioni inquinanti. Una sola centrale atomica consente di tagliare 16 milioni di tonnellate di CO2 rispetto a un impianto a carbone. È come togliere dalla strada 3,5 milioni di auto". E in questo video potete vedere un frammento di intervista (con sottotitoli in italiano) al presidente Obama che spiega i vantaggi della tecnologia nucleare.

James Hansen: climatologo di fama mondiale, direttore del prestigioso Goddard Institute for Space Studies della Nasa, uno dei maggiori scienziati che ha contribuito alla teoria del AGW in un recente articolo (Only a carbon tax and nuclear power can save us) ha sostenuto la necessità dell’energia nucleare da utilizzare per combattere i cambiamenti climatici al pari delle rinnovabili citando anche il caso dell'Australia: "ricca di carbone e di combustibile nucleare. Gli impianti nucleari sono la soluzione ideale per il fabbisogno energetico del Paese. L’eccesso di energia nelle ore di picco potrebbe essere usato per desalinizzare l’acqua. Le centrali potrebbero sorgere sulle coste, dove abbondano le acque fredde”.

James Lovelock: uno dei grandi nomi dell'ecologismo contemporaneo, famoso per la sua teoria del pianeta come sistema vivente conosciuta come Ipotesi Gaia, un vero ambientalista eretico che si è schierato già alcuni anni fa a favore della soluzione nucleare come via di uscita dal disastro ecologico in corso: "Sono cio' che si direbbe un 'verde' ma sono anche e soprattutto uno scienziato. Per questo chiedo insistentemente a quelli tra i verdi che sono miei amici di rivedere le loro ingenue convinzioni sul fatto che lo sviluppo sostenibile, l'energia rinnovabile e i risparmi di energia siano tutto cio' che deve essere attuato. Piu' di ogni altra cosa, essi devono lasciar cadere la loro ostinata opposizione all'energia nucleare. Anche qualora avessero ragione sui suoi pericoli - e non ce l'hanno - il suo uso come fonte di energia certa, sicura e affidabile porrebbe un rischio insignificante rispetto al pericolo reale di ondate di calore intollerabili e letali, e di un innalzamento del livello del mare tale da minacciare ogni citta' costiera del mondo".

Bill Gates: il fondatore di Microsoft ha espresso apertamente il suo appoggio all'energia nucleare e ha investito in diverse società per la ricerca tecnologica tra cui Terrapower, una compagnia di Seattle che sta lavorando ad un progetto di reattore nucleare che per produrre l’elettricità per decenni, potrebbe utilizzare il combustibile esaurito da reattori nucleari esistenti. Tra i vantaggi di questa nuova tecnologia nucleare: un periodo di funzionamento molto più lungo (50 o 100 anni) che implicherebbe un minor impatto ambientale del materiale radioattivo, una drastica riduzione del problema dello smaltimento degli scarti della fissione e un risparmio notevole per il mantenimento e la gestione delle infrastrutture.

Patrick Moore: ex nemico dell'atomo e attivista ambientale, uno dei fondatori di Greenpeace da cui è uscito nel 1986, non condividendone la deriva ideologica antiscientifica, ha sdoganato più volte il nucleare considerandolo l'energia del futuro con un ottimo rapporto costi-benefici. Secondo Moore anche le scorie non sono un grosso problema perché: "le scorie di oggi potranno essere riutilizzate praticamente all'infinito nelle centrali di prossima generazione". Altre sue argomentazioni vengono presentate in questa intervista.

Umberto Veronesi: non c'è bisogno di ricordare che è uno dei più famosi scienziati italiani nonchè direttore scientifico dell'Istituto europeo di Oncologia, in questo suo articolo spiega che a fronte dell'energia che proviene da combustibile fossile altamente inquinante e dannoso per la salute umana, il nucleare è una fonte di energia che non rappresenta rischi per la salute: "Ognuno di noi nel corso della vita assorbe una piccola quantità di radiazioni ionizzanti (cancerogene), che provengono per il 30% dal radon naturale presente nell’atmosfera, per il 20% dagli esami medici radiologici, per il 30 % dalla radiazione naturale emessa dal nostro pianeta Terra e per il 10% dalla radiazione cosmica (che può aumentare con l’altitudine sopra il livello del mare). Il nostro stesso corpo emette una sua radiazione naturale, pari al 9% del totale assorbito. Dopo le radiazioni emesse dall’industria (2%) e quelle emesse dai test sulle armi nucleari (0,4%) e dai viaggi in aereo (0,3%), la percentuale di radiazioni assorbite provenienti dalle centrali nucleari è vicina allo 0".

Potrebbe l'esempio dei personaggi sopra indicati favorire un dibattito più sereno e ragionato sulla questione nucleare nel nostro paese? E' possibile aprire un canale di discussione con quegli ambientalisti che adottano posizioni antiscientifiche? Come uscire dalla cosiddetta sindrome NIMBY?

E per finire una curiosità: pochi sanno che, anche dopo il referendum del 1987, in Italia sono rimasti in servizio 4 reattori nucleari (due in provincia di Milano, uno in provincia di Roma e uno a Pavia) che svolgono un importante ruolo nella ricerca scientifica.

8 commenti:

Lorenzo ha detto...

David, mi ricordo che 15 anni fa Chirac testava bombe atomiche negli abissi del bellissimo atollo corallino di Mururoa http://www.youtube.com/watch?v=CBnzoxWFBwQ
La francia ha utilizzato per molti anni la zona di quel vulcano estinto per fare i suoi test nucleari ma ai tempi di Chirac nel mondo ma soprattutto in Italia scoppiò la rivolta antinucleare. So che questa storia non ha a che fare con l'energia ma con le bombe, ma allora io ero al liceo e nelle nostre assemblee di istituto ero tra i pochissimi che sostenevano il nucleare. Bisognava fare ricerca, studiarlo meglio, sperimentare la fusione, vedevo un futuro meraviglioso di energia a basso prezzo per tutti e di materia che poteva essere facilmente trasformata in energia. Non tolleravo che la ricerca italiana dovesse essere ferma e che la nostra elettricità venisse praticamente tutta dal termoelettrico. Ora però sono passati 24 anni da Chernobyl, l'Italia è terribilmente indietro nella ricerca sull'energia nucleare, ripartire adesso facendo decidere le regole a Scajola mi sembra una barzelletta. Il nucleare è meglio del termoelettrico perchè si può manterere pulito, ma la ricerca sull'energia nucleare non ha fatto grandi progressi negli ultimi decenni. Io penso che invece di fare i fighi in ritardo gli italiani potrebbero partire seriamente con ricerca e impianti di fonti di energia rinnovabili che sono molto più promettenti come quelle che sfruttano il moto ondoso, l'energia oceanica o il solare termodinamico.

David ha detto...

@Lorenzo: questo mio articolo non vuole essere uno spot a favore del governo attuale italiano ma far ragionare in modo più sensato su chi si oppone in modo antiscientifico e irrazionale al nucleare. Ho sostenuto che il nucleare non è la soluzione ai nostri mali, puntare altrettanto sulle rinnovabili è doveroso ma non si può pensare che solo quest'ultime possano soddisfare la domanda crescente di energia nel mondo, se arriveremo a un'energia rinnovabile che sostenga completamente il fabbisogno mondiale ben venga, ma temo ci vorranno diversi decenni. Nel frattempo il nucleare è una tecnologia-ponte che può essere decisiva per abbassare le emissioni di gas serra. Ricordo infatti che abbiamo non più di 40 anni per ridurre quasi a zero (secondo quanto ci dicono gli scienzaiti) il nostro impatto inquinante sull'ambiente naturale. Non possiamo permetterci di aspettare che le tecnologie rinnovabili siano giunte a maturità, l'ecosistema planetario non attende. Personalmente condivido l'idea del nucleare come tecnologia-ponte esposta in questo articolo di Stephen Tindale, consulente internazionale su clima e energia:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/04/nucleare-energia-rinnovabile.shtml?uuid=11674166-51c6-11df-92be-7a8b1f1c5244&DocRulesView=Libero

Painlord2k ha detto...

@David,il nucleare è necessario per molti motivi:
1) renderci indipendenti dai fornitori di energia esteri (Russia, Islamici, Chavez), dai loro ricatti politici e non dover foraggiare delle dittature
2) tutte le rinnovabili di questo mondo sono terribilmente limitate e hanno controindicazioni enormi che non vengono discusse:
se si costruiscono abbastanza generatori eolici da sostituire le centrali termiche si scombina il clima locale (e globale) quasi certamente di più di quanto i verdi accusino (falsamente) la CO2 di fare. Abbastanza generatori e il vento si riduce sensibilmente. Idem con i progetti della Scozia di costruire generatori marini che estraggono energia dalle correnti: si rallentano le correnti stesse.

3) L'energia nucleare costa e costerà meno di ogni forma di energia alternativa e permette, coni nuovi reattori "tascabili" ed intrinsecamente sicuri di decentralizzare la produzione e ridurre il costo delle infrastrutture. L'unica forma di energia rinnovabile che potrebbe, indeterminate condizioni, minacciare l'energia nucleare è la produzione di energia usando satelliti in orbita in quantità massiccia, ma è roba che richiederà decenni solo per avere la tecnologia necessaria.

4)La paura delle radiazioni è sfruttata proprio per limitare la diffusione delle centrali; quando si scopre che 50mSvr all'anno sono una dose che previene il 97% delle morti da tumore, qualche domanda sui limiti imposti per legge viene da porsi.

Anonimo ha detto...

David, sono Marco, proprio io! Proprio oggi si parlava all'università della centrale che citi "in funzione" della provincia di Roma, cioè quello della Casaccia, vicino a Bracciano. Dunque: c'era la centrale in funzione, poi qualcuno ci ha costruito intorno una miriade di case. Abusivamente, ovvio, perché il Piano Paesistico vieta di costruire case a meno di 2 km da una centrale nucleare! E cos'hanno fatto? Ovviamente hanno SANATO le case, ma così facendo hanno reso ILLEGALE la centrale! Che è così costretta a chiudere. In compenso ospita scorie a volontà e quasi a cielo aperto....
In poche parole siamo in Italia. sarà vero che le energie alternative devono "maturare", ma per fare le centrali nucleari -almeno da noi - devono maturare prima un po' i cervelli!

Anonimo ha detto...

Ciao david...volevo chiederti se è vero che le centrali nucleari non emettono alcuna radiazione, perchè dal testo pare che sia così. Ho visto infatti alcuni reportage in cui un tecnico andava a fare alcune misure della radioattività intorno ad una centrale nucleare,e si vede palesemente che dallo strumento che questa sale costantemente più ci si avvicina ad essa. Inoltre ho saputo dallo stesso reportage che in Francia capitano spesso degli incidenti, ma che questi sono ritenuti a basso pericolo. Tengo a precisare che non sostengo i catastrfisti,ma il pericolo è comunque esistente.Inoltre i prezzi dell' energia,nonostante questa sia più abbondante e a buon mercato, rimangono invariati perchè nelle ore di punta (cioè dove la richiesta è maggiore) bisogna comunque sopperire all' aumento della richiesta con la messa in funzione di centrali obsolete a carbone o termoelettriche. Per il problema delle scorie è un esempio la Germania, la quale sta avendo dei problemi in quanto una miniera di sale, predisposta come deposito definitivo, si è rivelata una scelta disastrosa: in questa cava si è infatti infiltrata dell' acqua. E si trovava in una zona geologicamente stabile. Non oso pensare in un paese come l' Italia,continuamente esposto al problema terremoti, quali problemi si potrebbero avere da qui a 1000 anni.Sono daccordo con Lorenzo sul fatto che il futuro del nucleare in Italia è stato deciso con il referendum: era giusto continuare con l' esperienza del nucleare una volta avviata, ma adesso ritornare sui propri passi sarebbe una sciocchezza. Non possediamo la tecnologia ,che dovremo quindi importare e non possediamo l' esperienza adeguata che avremmo dovuto maturare col tempo. E' quindi un vicolo cieco. La speranza per l' Italia? Energie alternative su cui puntare con la ricerca e con l' innovazione. Anche il petrolio sembrava al tempo della sua scoperta come energia l' eldorado e la soluzione a tutti i problemi. Non ripetiamo lo stesso errore.
In ogni caso complimenti per la ricerca che hai condotto.Voglio comunque puntualizzare che Bill Gates se punta sul nucleare è perchè prevede dei guadagni in questo settore.
Aspetto risposta.

extropolitca ha detto...

Ti rispondo al posto di David:
1) Il pericolo esiste sempre, ma è irrazionali preoccuparsi di ridurre un pericolo quando ne restano altri a livelli molto più elevati.
2) il rischio dovuto alle normali emissioni radioattive di una centrale nucleare è, volutamente, esagerato da parte degli ambientalisti.
3) Se riportassi un link sui dati della cava, magari si potrebbe risponderti. Al 99% non è successo nulla di importante. Che cosa dovrebbe succedere se si infiltra acqua in una cava (mi pare strano che usino una cava - una miniera forse?) dove sono sepolte delle scorie radioattive? Le scorie sono vetrificate, quindi non sono solubili in acqua.
4) La tecnologia la possediamo, solo la usiamo all'estero. E, anche se non la possedessimo, possiamo comprarla. A me interessa che ci sia tanta energia, a basso costo e pulita. Se la costruiscono gli italiani o i giapponesi non mi interessa. Mi interessa poter illuminare casa.
5) Le centrali nucleari sono utili, come quelle a carbone da cui derivano, per la produzione "baseload". Il gran numero di centrali idroelettriche in Italia può benissimo essere usato per gestire la sovrapproduzione e la sottoproduzione giornaliera. Si fa già oggi: si produce elettricità facendo scendere l'acqua di giorno e si pompa l'acqua nelle dighe con l'energia elettrica in eccesso di notte. Almeno non paghiamo i francesi, gli svizzeri e gli sloveni per l'energia elettrica prodotta.

David ha detto...

@Anonimo: mi scuso per il ritardo della risposta ma credo sia utile chiarire soprattutto la questione della pericolosità radioattiva delle centrali nucleari visto che questi commenti potrebbero essere letti anche da visitatori di passaggio.

Diverse decine di studi sulla possibile correlazione tra casi di leucemia e l’esposizione a radiazioni da centrali nucleari sono stati condotti con metodologie diverse, in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone e Germania. Tutti concludono che, a livello complessivo, non c’è evidenza di un incremento di casi di leucemia in prossimità di centrali. Unica voce discordante, lo studio tedesco KIKK che ha ricevuto un’attenzionae particolare dalla stampa.

Le conclusioni della studio vengono però contestate dalla Strahlenschutzkommission, SSK. Si tratta della commissione nazionale per la radioprotezione tedesca, fondata 35 anni fa, che coadiuva il Ministero dell’Ambiente, Conservazione Naturale e della Sicurezza (BMU) e ha ricevuto da questo l’incarico di valutare la veridicità e l’affidabilità dello studio KIKK.

Ecco la traduzione (automatica) del sommario del documento del SSK presentato nel 2008 al BMU e frutto del lavoro di un gruppo interdisciplinare internazionale comprendente: epidemiologi, radio-ecologisti, radio-biologhi, ricercatori ambientali: http://translate.google.it/translate?js=n&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&layout=2&eotf=1&sl=de&tl=it&u=http://www.ssk.de/de/pub/kurzinfo/h57.htm

Ciao e grazie per il tuo commento.

Anonimo ha detto...

salve, sono un manager di una azienda che lavora nel comparto energetico, mi occupo dello sviluppo industriale e delle valutazioni economiche, vorrei solo che quando si parla di N, ANCHE PONENDO (COSA NON DIMOSTRABILE)CHE LE CENTRALI NON INQUINANO, non si dimentichi mai che: l'impronta ecologica di una centrale N, ovvero quanto petrolio brucio per costruirla è incalcolabile, i costi sono inquantificabili perchè è area militare e soggetta al segreto, Obama in testa ha dovuto ammettere che non esistono luoghi sicuri per lo stoccaggio delle scorie, che non si hanno costi certi per il loro mantenimento in sicurezza e che in nella nazione con il più alto livello di antropizzazione (ITALIA) è impossibile assicurare (anche pagando moltissimo) che non ci possano essere conseguenze gravi, in N grave vuol dire l'abbandono delle aree interessate per un periodo di minimo 80/100 anni, ora, Vi domando, ma perchè non si vogliono lasciare libere le fonti veramente democratiche di sviluppo energetico, FV, eolico, biomasse, geotermia, e si vuole per forza delegare a poteri accentratori lo sviluppo delle energia?
badate che il N non è economicamente vantaaggioso oltre al fatto che crea una dipedenza da USA o Putin... Altra considerazione, NON è vero che la richiesta di energia è in aumento, basta vedere i valori di acquisto sulla borsa elettrica per capirlo, (-domanda/+offerta/-prezzo) cè certamente una NECESSITA' di riduzione degli sprechi e delle sovraproduzioni rigide, tipiche del N, che NON è un sistema flessibile, non funziona come una caldaia, deve avere dei cicli che sono indipendenti dalla richiesta, ecco perchè la FRANCIA, che ha enormi problemi cone le sue centrali e con l'unica centrale di 4 generazione da anni ancora in costruzione (doveva essere finita nel 2007), compra energia dalla GERMANIA che ha quasi il 50% di rinnovabili e produce a "sciame elettrico" da mini centrali green di piccoli consorzi privati (lavoro + ridistribuzione della ricchezza), quando e da dove serve e non da 1.000 km di distaanza, in ultimo, vorrei davvero sapere chi di voi accetterebbe di avere una centrale N, certamente costruita dai soliti noti, davanti a casa? chi? saluti e salute, Stefano