5 marzo 2010

Su Estropico: I robot nella forza lavoro. Intervista a James Hughes

“L’IA condizionerà la forza lavoro?” E’ la solita tesi della disoccupazione a causa dell’automazione. Gli utopisti hanno sostenuto questa tesi per molto tempo, la nozione che potremmo essere in grado di liberarci della fatica sostituendo persone con macchine, animali ingegnerizzati, o altro. Sono tesi che tornano ciclicamente. Abbiamo visto, negli anni ’60, che un gruppo di economisti scrisse al presidente Kennedy e disse, ”ci aspettiamo che nei prossimi dieci, quindici anni, l’automazione su vasta scala produrrà disoccupazione di massa. Dobbiamo prepararci fin da ora”. Beh, si sbagliavano. E una delle ragioni per cui si sbagliavano è che l‘economia crea nuovi lavori per fare nuove cose che la gente vuole realizzate e che non erano state fatte prima. Una volta che il minatore lo fa il robot, nascono lavori industriali, e lavori nel terziario. Il nostro problema, oggi, è che se otterremo l’IA forte, quell'IA di gran lunga sovrumana sostituirà la forza lavoro umana nei servizi e nell’occupazione intellettuale. E dopo, non vi sono altri sbocchi professionali. Sono poche le occupazioni "emotive" per cui le persone continueranno a preferire gli umani. Anzi, se guardi il film “A.I. - Intelligenza Artificiale”, persino la prostituzione dei robot sarà migliore di quella umana. Abbiamo già visto che la robo-psichiatria è maledettamente più economica e quasi altrettanto efficace di quella praticata da esseri umani. Quindi non saprei dire se ci sia una qualche occupazione creativa, intellettuale, qualunque cosa insomma, che faremo comunque meglio delle macchine. Arrivati a questo punto, tutti rischiano di essere disoccupati. Dobbiamo pensarci. Stiamo per lasciare che tutti muoiano di fame? O stiamo per capire come far mangiare tutti? Se capiremo come sfamare tutti, non sarà più necessario lavorare per essere pagati. Il contratto sociale, quindi, cambia completamente. Leggi tutto, su Estropico.

4 commenti:

nino ha detto...

Credo che il modo più efficiente di ragionare sia: In che modo si può garantire benessere e una vita dignitosa ad ogni essere umano? la risposta dovrebbe essere, con una attenta gestione e equa distribuzione delle risorse, e se tutto il ciclo dalla produzione, alla lavorazione fino alla distribuzione fosse automatizzato, questo permetterebbe a tutti gli umani di vivere una vita dignitosa, liberi dal peso del lavoro, e sopratutto liberi di poter esprimere i loro veri interessi e potenzialità..

è assurdo pensare che bisogna lavorare fino e più di 8 ore al giorno per avere una cosa che ci spetta di diritto, ovvero il diritto alla sussistenza, e quindi alla propria esistenza.

Nino

Franco Fiori ha detto...

Gia'. L'unica soluzione è adottare un nuovo sistema politico e sociale, privo di soldi e di lavoro: il Paradismo, http://www.paradism.org

extropolitca ha detto...

Nino:
Quello non è il "modo più efficente" di ragionare; è il modo più ingenuo e, senza offesa, pigro.

Il fatto è che tu stai descrivendo, senza accorgertene, la vita di una caserma. Certo, l'organizzazione di una caserma (anche con un'altro nome) è più semplice da immaginare.
Ma va bene solo per sistemi semplici, non per economie complesse come quelle moderne (e per moderne intendo qualsiasi economia dai tempi dei sumeri in poi, diciamo negli ultimi 5 mila anni).

naqevius ha detto...

Ci rimane l'arte, dopo che avremo eliminato prima la fatica e poi lo stress non ci rimarrà altro che cercare fatica per soddisfazione personale (quanti operai andavano in palestra cento anni fa?) oppure la ricerca del bello e dell'armonia nell'arte.

Incatenare il futuro dell'uomo all'economia mi sembra un grosso errore.