18 marzo 2010

Riflessioni sul film Avatar di Ray Kurzweil


Siete curiosi di sapere che ne pensa il futurologo di fama mondiale nonchè uno dei principali esponenti del transumanesimo, Ray Kurzweil, del kolossal di fantascienza di questo decennio ovvero Avatar di James Cameron? A distanza di alcuni mesi dall'uscita del film nelle sale, il nostro futurologo ha pubblicato sul suo sito alcune riflessioni e critiche all'opera del famoso regista. In esclusiva per questo blog presento qui di seguito un riassunto e una libera traduzione di alcuni passi della recensione di Kurzweil soprattutto relativi al ruolo della tecnologia immaginata nel film, trascurando le opinioni dell'autore riguardo a effetti visivi e personaggi.

Aspetti positivi. Per Kurzweil la visione del film è stata un'eperienza visiva piacevole: "E' stato piacevole vedere la ricca animazione tridimensionale e la tecnica del motion capture". Inoltre: "Mi ha fatto piacere la visione positiva di Cameron della scienza con nobili intenzioni sull'apprendimento della saggezza dei nativi Na'vi e sulla negoziazione di una soluzione diplomatica".

E a proposito dei Na'vi: "I Na'vi non sono completamente liberi dalla tecnologia. Si tratta fondamentalmente di un tipo di tecnologia che i nativi americani hanno usato centinaia di anni fa - stesso abbigliamento, animali domestici, medicina naturale, archi e frecce".
Kurzweil nota perciò la stretta somiglianza con i nativi americani e l'analogia poco fantasiosa con l'evolzione terrestre: "La vita su questa luna lontana in un altro sistema stellare presenta creature evolute che sembrano essenzialmente le stesse creature terrestri, con differenze minime (cani, cavalli, uccelli, rinoceronti, come gli animali, e così via), per non parlare degli umanoidi che sono praticamente gli stessi esseri umani qui sulla Terra".

Aspetti negativi. Secondo il nostro futurologo il concetto di tecnologia del futuro di Cameron: "è incredibilmente priva di fantasia, anche per gli standard di Hollywood. Ad esempio, le munizioni che avrebbero dovuto far saltare in aria l'albero della vita, sembrano quelle utilizzate nella seconda guerra mondiale (forse anche nella prima guerra mondiale). La maggior parte delle tecnologie sembrano primitive, anche per gli standard odierni. I dispositivi robotici dell'esoscheletro indossabile si crede siano futuristi, ma questi già esistono, e stanno cominciando a essere distribuiti. La tecnologia più avanzata è la tecnologia dell'avatar".

Futuro poco orginale. Kurzweil sottolinea l'analogia con il film A.I. (Artificial Intelligence ), in cui vediamo cyborg, ma niente per il resto è cambiato. Come per Avatar, le persone ancora utilizzano schermi di computer e guidano veicoli, ci si aspetterebbe quindi di più, ci dice Kurzweil, da un film che cerca di immaginare il futuro tra circa 150 anni (soprattutto aggiungo se ci atteniamo alla teoria dei ritorni accelerati del nostro futurologo). Perfino i display di visualizzazione 3D delle informazioni e gli schermi interattivi multitouch (in alto nell'immagine) che si vedono nelle scene di Avatar esistono già e sono in uso oggi. Dunque niente di nuovo sotto il sole.

"Ho pensato che la storia e la sceneggiatura sono privi di immaginazione, unidimensionali, e poco originali. Il tema di base è quello dell 'cattiva Corporation che violenta i nobili nativi'. E anche se questo è un tema valido, è stato fatto senza quel po' di finezza, complessità o ambiguità umana".

Trama scontata. "La storia di base è stata presa direttamente da Balla coi lupi. E quante (migliaia di) volte abbiamo visto una scena di battaglia finale che si riduce a una battaglia tra l'eroe e l'anti-eroe che passa attraverso varie fasi incredibili - la lotta su un volo aereo, tra gli alberi, sul terreno , ecc?"

Anche le creature non erano particolarmente creative: "Le battaglie di volo erano come il Quidditch in Harry Potter, e il volo degli uccelli è stato ripreso dalle creature del medesimo film. C'è qualche concetto di rete ed intelligenza, ma non è particolarmente coerente. La filosofia è la religione alla base di Hollywood sul ciclo nobile della vita".

Il ruolo della tecnologia. "Il film è fondamentalmente anti-tecnologia. Sì, è vero, come ho sottolineato in precedenza, che i nativi usano gli strumenti, ma questi non sono gli strumenti che noi associamo con la tecnologia moderna. Ed è vero che il personaggio di Sigourney Weaver e il suo gruppo di scienziati intendono aiutare i Na'vi con la loro tecnologia umana, ma non abbiamo mai realmente visto in seguito che succede. Ho avuto la sensazione che Cameron è stato restio a mostrare la tecnologia moderna che fa qualcosa di utile come il tentativo dei Na'vi di guarire la scienziata Weaver morente solo con la forza magica dell'albero della vita".

"Nel mondo di Cameron, la natura è sempre saggia e nobile, il che può anche essere, ma non riesce a mostrare il suo lato brutale. L'unica cosa che è brutale, grezza, e immorale nel film è la tecnologia avanzata. Naturalmente, si potrebbe dire che è l'uso della tecnologia, a essere immorale (la cattiva Corporation), ma questo è tuttavia l'unico ruolo della tecnologia nel mondo di Avatar".

Un mondo luddista. Oltre ad essere il male, la tecnologia immaginata nel film è anche più debole della natura, uno spettacolo poco realistico secondo Kurzweil: "Il film mostra le creature naturali comunicare tra loro con una sorta di messaggistica inter-specie e mostra anche l'albero della vita in grado di ricordare le voci. Nel mondo luddista di questo film, il mondo naturale dovrebbe conquistare e conquista il mondo brutale della tecnologia".

"A mio avviso, c'è davvero nel film una rozzezza riguardo la tecnologia della prima rivoluzione industriale. Ma la tecnologia che emergerà nei prossimi decenni sarà del tutto diversa. Essa contribuirà a migliorare il mondo naturale, mentre trascenderà i suoi limiti. Infatti, è solo attraverso i poteri della crescita esponenziale delle info, bio e nano tecnologie che saremo in grado di superare i problemi creati dalla tecnologia della prima rivoluzione industriale, come quella dei combustibili fossili. Questa idea della tecnologia che trascende i limiti naturali è completamente assente nella visione di Cameron. La technologia [immaginata nel film] è solo qualcosa di grezzo e immorale, qualcosa da superare, qualcosa che la natura riesce a superare".

E tu che ne pensi? Sei d'accordo con Ray Kurzweil?

Leggi la recensione completa (in inglese)

4 commenti:

Estropico ha detto...

Al 100%! D'altra parte, purtroppo, i film di fantascienza mirati a persone con un quoziente di intelligenza sopra il 70 si contano sulle dita di una mano... :-)

David ha detto...

I commenti critici di Kurzweil non fanno altro che confermare le mie riflessioni di qualche tempo fa che feci alla recensione del film uscita su Estropico:

http://estropico.blogspot.com/2010/01/avatar-un-film-di-questo-tempo-di.html

Le riporto perchè alla luce di quello che dice Kurzweil ritengo siano illuminanti soprattutto per chi credeva ingenuamente di reclutare tale film nella visione transumanista...

"Pur se le scene nella foresta bioluminescente
di Pandora mi hanno suscitato "sense of wonder", c'è da dire che il film trasmette al pubblico una visione stereotipata della natura vista addirittura come superorganismo vivente e senziente, benevolo e amorevole.

Un conto è concepire un'interconnessione tra organismi e ambiente (vedi l'ipotesi Gaia) e un conto invece concepire canti collettivi per risvegliare lo spirito della natura che risiede nell'albero sacro come si vede in una scena del film. Questo iato *fa tutta la differenza* tra un film che sottende concetti scientifici credibili e un film new age come Avatar che alla fine si rivela non contenere altro che un animismo mistico e irrazionale che antropomorfizza in modo ingenuo la natura secondo valori estetici e morali umani.

La civiltà Na 'vi è ciò che di più lontano espima una civiltà transumana: è statica, tribale e irrazionale. Il primitivismo espresso denuncia una ideologia di fondo del regista che lo porta a valorizzare la bontà del buon selvaggio contro la civiltà tecnologica. Non è un caso che il film all'estero è stato accusato di “culto irrazionale della natura” e di stupida esaltazione di ritualità tribale pagana".

Ugo Spezza ha detto...

Ritengo il commento di Kurzweil e i vostri aggiunti troppo "cattivi" nei confronti di questa opera.

Sì, certo. Si parla di una società tecnologica corrotta contrapposta a una società naturale "buona" e questo è sbagliato. Non esiste una società tribale primitiva "buona". E' la tecnologia e l'emancipazione dalla natura preistorica che hanno fatto si che l'uomo raggiungesse nuovi gradi di indipendenza e di "bontà". Prima i cacciatori dovevano uccidere giornalmente animali e mangiarli, poi con l'avvento dell'agricoltura questo non è stato più necessario. Con una maggior quantità di cibo a disposizione di tutti e nuove tecnologie per conservarlo e trasportarlo si sono ridotti i conflitti fra le tribù in quanto tutti avevano da mangiare. Quindi semmai è il contrario: è la tecnologia che ha reso l'uomo più lontano dalla bestia.

Ma veniamo al film. Il protagonista Sully vive in un mondo ipertecnologico e puo' evadere dalla sua infermità di paraplegico grazie alla tecnologia. Quando si incarna nelle vesti dell'avatar esegue un vero e proprio MIND UPLOAD e si trasforma in un essere POTENZIATO. Quando ritorna nella cella dopo il distacco è molto triste di dover rientrare in un corpo "limitato". Dunque abbiamo qui un impatto estremamente positivo della tecnologia. Quando la scienziata (S. Weaver) sta per morire si tenta di fargli un MIND UPLOAD in un altro corpo, questo non riesce per lei ma riuscirà alla fine per Sully che finirà incarnato nel suo super-avatar. Sono temi di assoluto interesse transumanista. Poi non importa se il trasferimento di mente avviene attraverso un sostrato biologico o meno (Albero della vita), l'importante è che avviene! Piante e animali sul pianeta Pandora sono interconnesse attraverso canali mentali e ciò fa pensare ad un altro tema transumanista: la condivisione di menti. La società na'vi ha una tecnologia avanzata integrata nella biologia del pianeta. Questo, anche se è assurdo come afferma David, è nel contempo affascinante poichè Pandora è un paradiso e questo paradiso ha caratteristiche prettamente transumaniste.

Il fatto che film ponga la tecnologia militare contro gli indifesi na'vi fa parte della trama. Certo questa (qui ha ragione Kurzweil) è una trama molto banale ma non è la tecnologia che è cattiva ma l'uso che se ne fa. E' grazie ad essa che gli umani sono potuti arrivare al paradiso di Pandora...

Quindi la mia opinione non è affatto negativa nei confronti di quest'opera anche se su alcuni punti sono d'accordo con Kurzweil.

Ugo

Franco Fiori ha detto...

Il mio giudizio sul film è più positivo di quello di Kurzweil, perchè i limiti e le incongruenze sono intenzionali e necessari alla creazione stessa di un film comprensibile e fruibile da parte del grande pubblico..altrimenti sarebbe diventato un documentario futurista.