8 marzo 2010

Non è mai troppo tardi per portare indietro le lancette dell’orologio del cervello

Un team della University of California San Francisco (UCSF) è riuscito a portare indietro le lancette dell'orologio che controlla lo sviluppo del cervello dei topi giovani trapiantando neuroni fetali di topo nei loro cervelli:

I ricercatori hanno preso uno specifico tipo di neuroni dal cervello dei feti, conosciuti come interneuroni inibitori…

Il topo passò attraverso il tipico periodo critico a circa 28 giorni di età. Ma i neuroni trapiantati hanno apparentemente indotto un secondo periodo critico quando i neuroni trapiantati avevano circa 33 o 35 giorni, che coincide con l’età degli interneuroni inibitori del ricevente quando questi attraversano il normale periodo critico

Questa ricerca dimostra la possibilità che il cervello possa essere stimolato ad avere più di un periodo critico (che negli umani è molto più lungo che nei topi). Questo permetterebbe di indurre un periodo critico per apprendere nuove nozioni o abilità come matematica, lingue, suonare uno strumento, etc. Più che un “se” si tratta di un “quando” sarà trovata la giusta combinazione per attivare una nuova fase critica nel cervello umano.

Questo ha importanti implicazioni sociali, in quanto renderebbe molto più facile e veloce istruire ed addestrare le persone durante la loro vita in modo che abbiano sempre una istruzione competitiva e le capacità richieste. Da' un’altro senso alla frase “Non è mai troppo tardi”.

Al Fin: Turning Back the Brain Clock

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