29 marzo 2010

La vitamina D e la "scommessa del longevista"

Quelle che seguono sono informazioni molto importanti per chiunque sia interessato al longevismo pratico e illustrano un problema che io chiamo "la scommessa del longevista". L'ottima newsletter del Vitamin D Council ci informa della problematica interazione di vitamina D e vitamina A. Uno studio epidemiologico pubblicato dal British Medical Journal, con mezzo milione di partecipanti, ha confermato che i bassi livelli di vitamina D predicono la futura probabilita' di sviluppare il tumore del colon. Che gli alti livelli di vitamina D siano indispensabili a scopi longevisti non e' una novita' e ne ho gia' parlato qui, qui e qui. La novita' e' quasi nascosta all'interno del paper: la presenza di livelli anche moderati di vitamina A (retinolo) ha negato gli effetti protettivi degli alti livelli di vitamina D. E tutto cio' a partire dalle circa 3.000 Unita' Internazionali, o 75 μg (qui un utile convertitore). Il sottoscritto, insieme a chissa' quanti altri longevisti, di vitamina A ne ha assunte quasi 5.000 I.U. al giorno per anni... Altro non possiamo fare che incassare il colpo e modificare al piu' presto il nostro regime. E, nel mio caso, rallegrarmi del fatto che, se non altro, ho scelto un multivitamico fatto da gente che queste cose le monitora e che non esita a modificare i propri prodotti quando necessario: le 5.000 Unita' Internazionali di vitamina A della nuova versione del Life Extension Mix sono, da poco, al 90% sotto forma di beta-carotene (una forma generalmente considerata piu' "benigna" di vitamina A). Non tutti i produttori di integratori, pero' monitorano con altrettanta attenzione le notizie che emergono dai laboratori di ricerca. Controllate il vostro multivitaminico...

E qui torniamo alla "scommessa del longevista": costretti a prendere decisioni in assenza di informazioni complete, e di fronte all'inesorabile passare del tempo, possiamo solo affidarci a quanto e' oggi disponibile. Rendendoci perfettamente conto che quando si cerca di intervenire sul proprio stato biochimico esiste sempre il rischio di procedere con certo approccio, al momento ritenuto opportuno e giustificato, solo per scoprire, anni dopo, che opportuno non e' affatto... E' per questo che monitorare la pubblicazione dei nuovi studi (come facciamo da queste parti) e' fondamentale per evitare pratiche sub-ottimali (come dimostrato in questo caso) e per mettere in pratica il prima possibile le nuove informazioni emerse dai laboratori. Come spesso dico, scherzando solo in parte, mai affezionarsi troppo al proprio regime longevista...

Lo studio: Jenab M et al. Association between pre-diagnostic circulating vitamin D concentration and risk of colorectal cancer in European populations: a nested case-control study. BMJ 2010;340:b5500

1 commento:

Painlord2k ha detto...

Il problema di fare queste scelte, inoltre, è quello di dove decidere i trade-off. Cosa sacrificare e cosa prendere. Il che è anche più complesso.
Tra qualche anno, comunque, con la diffusione della sequenziazione del DNA sarà possibile avere molte più informazioni al riguardo di quali sono le scelte più utili da fare.