16 marzo 2010

I generatori eolici riscaldano il globo

I ricercatori del MIT dicono che se saranno usate abbastanza turbine eoliche da coprire il 10% del fabbisogno mondiale queste causeranno un riscaldamento di 0,15°C nei prossimi 60 anni. La causa di questo riscaldamento è che la presenza delle turbine rallenta il vento e riduce la turbolenza a valle delle turbine (sottovento), quindi riducendo il movimento dell'aria verso l'alto e orizzontalmente. Questo fa si che il calore irradiato dalla superficie del terreno ristagli e non si sposti verso l'alto, mentre nello stesso tempo l'aria rimane ferma più a lungo nello stesso punto invece di spostarsi verso punti più freschi. Il contrario succederebbe per gli impianti eolici posizionati in mare (ma i ricercatori avvisano che per il mare simulazioni più precise sono necessarie, per modellare onde più realistiche).



Così se ne va un'altra stupidaggine propagandata dagli "ecologisti": l'eolico è pulito e preserva l'ambiente. Già aveva grossi punti deboli come la mancanza di affidabilità, il costo elevato conseguente, il danno alla fauna locale, l'inquinamento acustico e l'aumentare la desertificazione delle aree in cui veniva installato. Adesso causa pure il riscaldamento globale.



MIT Researchers Say Using Wind Turbines for 10% of Power, Would Heat the World by 0.15 Degrees Celsius Over 60 Years

5 commenti:

David ha detto...

Per non parlare poi delle speculazioni da parte di politici e uomini d'affari, qui un video illuminante:

http://www.youtube.com/watch?v=J5R0zTTgdfY&feature=player_embedded

Ormai è un business poco "verde" e molto "sporco", il che però non dovrebbe farci svalutare tutto il settore delle energie pulite: fotovoltaico, geotermico, biomasse, nucleare, etc. restano solide alternative.

Anonimo ha detto...

Ehm... c'è qualcosa che non va in questo ragionamento. Si, l'eolico contribuisce ad aumentare la temperatura globale (di soli 0,15°C nel caso del 10% del fabbisogno energetico mondiale)... ma vogliamo metterlo a confronto con il riscaldamento globale prodotto da una qualsiasi altra fonte d'energia non rinnovabile (e.g. il petrolio)? E se anche il rapporto fosse simile... vogliamo paragonare gli effetti dell'inquinamento acustico con quelli dell'inquinamento atmosferico? Preferisco di gran lunga sentire una pala girare che respirare in una nube di particelle cancerogene. Poi non so voi... De gustibus

ponderata-mente ha detto...

«Although Prinn and Wang believe their results for the land-based wind farms are robust, Wang called their analysis a “proof-of-concept” study that requires additional theoretical and modeling work, as well as field experiments for complete verification.»
Wind resistance – Morgan Bettex, MIT News Office

Senza dimenticare che i risultati per le turbine in mare, benché ancora maggiormente speculativi, presentano lo stesso valore assoluto e segno contrario rispetto a quelle a terra.

Va bene essere anti/eco-fanatici, ma occhio anche all'anti-eco/fanatismo.

Estropico ha detto...

Confesso che a me i generatori eolici piacciono molto, dal punto di vista puramente estetico...

extropolitca ha detto...

L'anomalia termica dichiarata dai fautori del riscaldamento globale (su dati alquanto discutibili per qualità e metodi anche più discutibili) è di 0,3°C.

Se per produrre il 10% del fabbisogno mondiale di elettricità usando l'eolico causa un aumento di 0,15°C, significa che l'eolico non può essere una soluzione al problema del riscaldamento globale, anzi lo aggrava.

La CO2, come dall'altro articolo sulla fotosintesi delle piante, non può materialmente salire al di sopra di 4-500 ppm, semplicemente perché le piante che ci sono al mondo aumenterebbero la velocità di assorbimento della CO2 stessa. Dato che la componente antropogenica della CO2 e nell'ordine del 5% e le piante sono in grado di aumentare l'assorbimento del 50%, significa che per andare oltre 500ppm dovremmo decuplicare il consumo di carburanti fossili. Il che è materialmente impossibile.

Al contrario, spostando la produzione sull'eolico, creeremmo un effetto di riscaldamento che le piante non potrebbero compensare naturalmente. Aumenteremmo le differenze di temperature tra oceano e terraferma e quindi e venti e i fenomeni come uragani e simili, desertificazione del terreno, etc. Il che, mi pare, il contrario di quello che si propaganda.

Dalle mie parti si dice "Peso el tacon del buso".