6 febbraio 2010

Sangue giovane per vecchi topi


Nuove ricerche condotte all’Università di Harvard, mostrano che il sangue di topi giovani donato a topi anziani permette di invertire i segni dell’invecchiamento del sistema circolatorio del ricevente. Non è ancora chiaro se il trattamento migliora anche le aspettative di vita o la qualità della stessa nel ricevente, ma i ricercatori sperano che alcuni aspetti dell’invecchiamento, come la ridotta capacità di combattere le infezioni, possano essere evitabili.

I risulati delle ricerche sono stati pubblicati sulla rivista Nature: Nature - Systemic signals regulate ageing and rejuvenation of blood stem cell niches

Gli effetti sembrano mediati dagli osteoblasti, le cellule staminali che formano l’osso e che hanno un ruolo nella regolazione della formazione di nuove cellule del sangue. Gli osteoblasti di individui anziani esposti agli osteoblasti di individui giovani tendono ad agire come quelli degli individui giovani e viceversa, quelli dei giovani tendono a comportarsi come quelli degli anziani, se i giovani sono esposti agli osteoblasti degli anziani. Il che fa ritenere che la potenzialità delle cellule staminali sia fortemente legata all’ambiente che le circonda. Infatti, le cellule staminali dei muscoli di individui anziani esposti al sangue dei giovani recuperano le loro capacità rigenerative.

Ne “I Figli di Matusalemme” di R.A.Heinlein i terrestri che non erano longevi scoprivano, dopo molte ricerche, che la causa della longevità degli appartenenti alle “Famiglie Howard” era un particolare fattore nel sangue.

Young Blood Can Reverse Circulatory System Age in Older Mice

Image credits: Saatchi Gallery - Young & Old, by vintagedept

2 commenti:

Estropico ha detto...

E' un esperimento affascinante che mi fa sorgere un paio di domande.

1) Siamo sicuri che non ci siano altri fattori all'opera? Gli individui anziani ricevono tutta una serie di ormoni (sessuali, della crescita, dhea, melatonina, tiroide, etc, etc). In pratica si ritrovano col profilo ormonale di un giovane - sicuramente tutto cio' avra' un impatto sul loro stato di salute.

2) Qualunque sia il meccanismo all'opera, l'esperimento mi ricorda una mia vecchia idea (che non ho mai messo in pratica). Congelare un litro di sangue ogni qualche mese (cominciando quando piu' giovani possibile), per poi ri-iniettarlo in tarda eta'. Ma potrebbero esserci dei limiti temporali per la conservazione del sangue...

extropolitca ha detto...

Ci sono, effettivamente, dei limiti temporali troppo stretti per il sangue conservato. I globuli rossi durano 3 mesi al massimo e il plasma congelato dura un anno o due.

Sicuramente c'è una componente ormonale (nel senso degli ormoni più conosciuti) ma c'è di sicuro anche la presenza di fattori della crescita specifici dovuti alle cellule staminali.

Comunque, Al Fin riferisce di una ricerca svedese sul trapianto di cellule staminali per "ringiovanire" i neuroni degenerati ed evitarne la morte.

Il punto principale è sviluppare la capacità di produrre le giuste linee staminali, attivando e disattivando gli interruttori genetici che determinano il fato di una cellula. In questo modo sarebbe possibile predere le cellule di un anziano, ritrasformale in cellule staminali embrionali o almeno nelle cellule staminali del tessuto di origine.

Comunque pare che ci siano già in via di sviluppo tecniche per "ringiovanire" le "vecchie" cellule staminali ed reimmetterle nell'organismo come produttrici di fattori di crescita ed ormoni, quindie vitando di dover somministrare continuamente queste sostanze.