16 febbraio 2010

Dieci volte sì agli OGM

Segnalazione lampo: Dario Bressanini dà dieci risposte a Carlo Petrini, che sull’Espresso aveva detto dieci volte no agli OGM. Hat-tip a Bioetica.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto interessante quanto riporta Bressanini.

Sul punto 3, "salute".
Un OGM, prima di essere immesso sul mercato, è sottoposto ad accurate analisi. Mi va bene. Però una volta entrato nel ciclo produttivo come possiamo sapere se i raccolti prodotti saranno sempre della medesima ineccepibile qualità? Chi fa i controlli e garantisce? E nei paesi in cui i controlli non sono il massimo dell'efficienza (non faccio nomi!) che impatto ci può essere sulla salute della popolazione? Non si può dire a priori che non ci saranno problemi dato che ogni OGM sarà contraddistinto da una qualche specifica modifica genetica; alcune modifiche potrebbero essere effettivamente innocue, altre no.
Infine: ci sono analisi sugli effetti sulla salute "a lungo termine"?

Sul punto 4, "libertà".
Mi chiedo se gli agricoltori sceglieranno le sementi OGM magari perché avranno un costo inferiore, oppure perché daranno luogo a colture a gestione più economica.

La libertà di scelta, visto che è basata de facto su vincoli economici, sarà automaticamente inficiata. Nessuno sceglierà di guadagnare meno.

Sul punto 10, "fame".
La fame del mondo non sarà debellata da una tecnologia. E' nobile sperare che gli OGM risolveranno questo problema, ma è anche alquanto ingenuo. E' per una scelta politica e/o economica che i prodotti agricoli (già oggi) in eccesso prodotti in Europa non vengono mandati agli affamati del Terzo Mondo, ma vengono distrutti. Sarà una scelta politica e/o economica se permettere ai Paesi Poveri di utilizzare "liberamente" le sementi OGM.

extropolitca ha detto...

Sul punto 4, "libertà".
Mi chiedo se gli agricoltori sceglieranno le sementi OGM magari perché avranno un costo inferiore, oppure perché daranno luogo a colture a gestione più economica.

La libertà di scelta, visto che è basata de facto su vincoli economici, sarà automaticamente inficiata. Nessuno sceglierà di guadagnare meno.


Libertà di scelta significa libertà di fare qualche cosa senza che qualcuno mi imponga le sue scelte. L'agricoltore sceglierà secondo le sue preferenze ed esigenze, come fanno tutti a questo mondo, quando sono liberi.

Se l'agricoltore decide di produrre qualche cosa che non viene richiesta o che costa troppo, questa è una sua scelta. I consumatori hanno e devono avere la libertà di comprare se vogliono e non comprare se non vogliono.

Mandare cibo al Terzo Mondo serve solo a mantenerlo dipendente e povero. Il vero aiuto per quei paesi sono gli investimenti dei privati in aziende agricole e industrie. Non è mai diventato ricco nessuno ricevendo carità da altri.