18 gennaio 2010

Tre domande da Andrea Vaccaro sul rapporto fra transumanesimo e religione

Ricevo e molto volentieri pubblico tre domande di Andrea Vaccaro* al pubblico transumanista. Potete lasciare le vostre risposte a tutte o ad alcune delle domande nei commenti, o inviarle a me direttamente, come preferite. Sto pensando alla possibilita' di raccogliere il tutto, o una selezione, in un futuro articolo per Estropico, ma per il momento e' solo un'idea...

*Autore di L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalita' terrena e dei transumanistissimi articoli dell'Antipinocchio, forza propulsiva della Settimana Teologica di Pistoia intitolata L'idea dell'immortalità terrena. Una nuova sfida per la teologia e intervistato qui, su Estropico.

Sono Andrea Vaccaro e mi è stato affidato, in questo anno accademico, un corso all’Istituto di scienze religiose “I. Galantini” presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze dal titolo “Filosofia e teologia del postumano”. I frequentatori di Estropico forse conoscono già il mio nome, perché tale sito mi ha già gentilmente ospitato in più occasioni. In una parte del programma del corso tratto, come è ovvio - forse in maniera talora inadeguata - autori e tematiche del Transumanesimo nel suo confronto-stimolo con il cristianesimo e, anche al fine di rendere un servizio criticamente corretto, cerco di informarmi in modo sempre più profondo sull’argomento. A tal scopo ho messo a fuoco tre domande – che mi sembrano snodi fondamentali – e desidererei verificare se, su questi argomenti, vige tra gli esponenti maggiori, ma anche nel pubblico transumanista che segue il sito, omogeneità di visione oppure pluralità di prospettive. Mi preme sottolineare che il mio intento è primariamente capire meglio il transumanismo e non certo metterlo in difficoltà con domande trabocchetto. Di seguito, formulo le tre questioni, ringraziando tutti coloro che, con spirito collaborativo, avranno la compiacenza di aiutarmi e quindi offrire riflessioni sul tema. Credo che il dialogo, il confronto e la conoscenza reciproca siano le forme migliori per crescere individualmente e fare cultura.

Le domande:

1. Sul motore della storia. Dal minimum atomico all’universo, dall’universo fermo alla vita animata mortale, dalla vita mortale alla vita immortale: dietro questo lungo e per certi versi incredibile percorso, la prospettiva transumanista vede inappellabilmente il caso o può anche concepire un senso o una causa che, misteriosa e indecifrabile all’uomo di oggi, potrà svelarsi all’essere super-intelligente di domani?

2. Sull’anima. il termine è già di per sè un po’ sospetto, ma qui vorrei semplicemente intendere il quid che rende l’uomo diverso da tutti gli altri esseri viventi. La prospettiva transumanista ammette che ci sia uno specifico umano - che naturalmente si è venuto storicamente sviluppando nel corso del tempo, ma che rende l’uomo portatore di un’unicità nel mondo -, oppure no?

3. Su Gesù Cristo. Dalla prospettiva transumanista si può ammettere che Gesù sia il primo uomo che, con un anticipo vertiginoso, ha sostenuto con forte certezza il principio primo di tale corrente di pensiero, ovvero che l’uomo è immortale? (E’ ovvio che bisogna prescindere da tutte le differenze terminologiche e categoriali, perché anche un Max More del I sec. e in aramaico avrebbe avuto le sue brave difficoltà ad esprimere la sua convinzione tentando di condividerla con qualcuno). E ancora, da tale prospettiva si può ammettere che egli abbia già vinto la morte con la sua resurrezione?

15 commenti:

Giuseppe Regalzi ha detto...

1. Sul motore della storia. Il transumanismo non costituisce una teoria generale dell'universo e della storia, ma esprime soltanto la desiderabilità di certi fini e di certi mezzi, in particolare del superamento dei limiti umani grazie alla tecnologia. Questo giudizio di valore è compatibile con un'ampia gamma di credenze sulla natura della realtà; ma siccome il transumanismo si affida alla tecnologia per realizzare le proprie speranze, deve escludere, per non contraddirsi, le concezioni del mondo incompatibili con i principi che fondano il metodo scientifico, primo fra tutti quello del naturalismo: il principio secondo cui i fenomeni si possono spiegare esaurientemente in termini di causalità naturale, senza bisogno di invocare fattori extra-naturali. Se da un lato restano così escluse dottrine antiscientifiche come il Creazionismo e il Disegno intelligente, dall'altro però opzioni metafisiche che vadano al di là del principio naturalistico, senza contraddire i risultati scientifici, sono del tutto compatibili con il transumanismo.

2. Sull'anima. Uno dei temi principali del transumanismo è la creazione di intelligenze artificiali: computer talmente potenti da raggiungere forme di autocoscienza e da superare l'intelligenza umana. È chiaro che ipotesi come questa (che è in parte rilevante anche per la possibilità dell'uploading) sono scarsamente compatibili con l'esistenza di un quid più o meno ineffabile specifico degli esseri umani. Forse è anche per questo che molti transumanisti manifestano intolleranza per lo specismo e sarebbero disposti a difendere i diritti delle eventuali specie senzienti non umane (grandi scimmie, delfini, extraterrestri, etc.). Le differenze tra esseri viventi sembrano in ogni caso essere soprattutto di grado, anche se si può ammettere che in alcuni casi – come in quello del possesso di un linguaggio complesso – le differenze di grado si trasformano quasi in differenze di sostanza.

3. Su Gesù Cristo. Il transumanismo si propone l'inveramento di speranze che l'umanità ha coltivato per lungo tempo, come quella dell'immortalità (almeno a partire dall'Antico Egitto) e della resurrezione corporea (dallo Zoroastrismo e dal Giudaismo post-esilico fino al Cristianesimo). Esso completa in un certo senso dialetticamente il processo che ha portato prima a negare quelle speranze in quanto ingenue alla luce del progresso scientifico, e infine a recuperarle grazie alla stessa scienza. Quanto alla resurrezione di Cristo, direi che si applica anche qui quanto dicevo prima a proposito delle opzioni metafisiche che non contraddicono i principi scientifici.

Estropico ha detto...

1. Sul motore della storia.

Il caso mi e' sufficiente come ipotesi per la nascita dell'universo e per l'emergere di una specie autocosciente. Ma trovo molto attraente il concetto di estropia, o entropia negativa, una forza che per quanto poco ben definita potrebbe essere descritta come il motore della crescita della complessita' (sia ben chiaro che parlo di entropia ed entropia negativa in senso lato e non intese strettamente come da definizione termodinamica). Se cio' sia paragonabile in qualche modo alla visione religiosa di un dio creatore, e' tutta da discutere... Personalmente non mi sembra una forza piu' metafisica di altre forze meglio comprese - l'evoluzione e' il primo esempio che mi viene in mente.

2. Sull’anima.

Per me "anima" e' quella ancora sconosciuta regione del cervello/rete neurale che racchiude sufficienti caratteristiche di un individuo da poter essere descritta come il suo fulcro. Un punto di contatto fra transumanesimo e cristianesimo e' certamente l'apprezzamento di questo specifico umano, un'apprezzamento ereditato dal transumanesimo da una corrente di pensiero nel quale esso affonda le proprie radici, l'umanesimo. Va' anche detto, pero', che molti transumanisti (con forti tendenze animaliste) rifiutano l'esistenza di tale specifico. Non mi si chieda pero' quale di queste correnti di pensiero sia maggioritaria nel transumanismo italiano o internazionale!

3. Su Gesù Cristo.

Direi piu' che altro che l'anelito all'immortalita' e' un altro tratto in comune fra transumanesimo e cristianesimo, la cui esistenza mi fa ben sperare, sul lungo termine, per l'accettazione delle future terapie longeviste da parte delle persone di fede e da parte dei cristiani in particolare. Da ateo e razionalista non riesco ad accettare l'idea che Cristo sia risorto, ma da immortalista e crionicista ne apprezzo l'ovvio simbolismo.

David ha detto...

Le questioni sollevate sono complesse e allo stesso tempo stimolanti, rispondo con ordine:

1) Personalmente ritengo debole la visione teleologica o finalistica perchè come dimostrato da Hume e Kant rivelano solo una meta ideale della ragione umana. Ecco perchè pur affascinante il concetto di Punto Omega del teologo Teilhard de Chardin (per citare un autore vicino alla visione transumanista) non pertiene a una visione sostanzialmente evoluzionista propria del transumanesimo. Questo non implica però negare un senso alla storia dell'universo, il senso che personalmente vi vedo è quello di una scala evolutiva caratterizzata da una complessità sempre maggiore. Ogni transumanista è libero di vedere poi nella scala evolutiva una causa o un disegno superiore ma in tal modo si oltrepasserebbe la ragione e si entrerebbe nel campo della fede.

2) Un transumansita è libero di credere nell'anima o no
senza che questo comporti il rifiuto del nucleo centrale transumanista: e cioè che eticamente auspicabile superare i nostri limiti biologici. Personalmente ritengo che l'uomo abbia qualcosa che lo rende non-distinto ma
qualitativamente diverso dagli altri esseri viventi: il "fenomeno emergente" della coscienza e dell'intelligenza che conosciamo. Non però come sostanza immateriale o spirituale ma prodotto del nostro stesso corpo. In questo senso l'uomo è veramente unico (almeno sul nostro pianeta), il suo cervello è l'organo che gli ha permesso di sopravvivere in un ambiente ostile riuscendo con la tecnica, la ragione e il linguaggio a crearsi una "seconda natura".
Quella che chiamiamo "anima umana" è un insieme di facoltà costruite e scaturite nel corso evolutivo umano, non è insomma una sostanza metafisica che troviamo ab origine innestata nel corpo delle nostre antenate, le scimmie antropomorfe.

3) La visione cristiana stabilisce che l'uomo è immortale, il transumanesimo invece pensa che l'immortalità non è qualcosa di dato ma qualcosa che va conquistato tramite la tecnoscienza. In questo senso non riesco a vedere nella figura di Cristo un precursore del pensiero transumanista. Tuttavia vi sono forti analogie con il desiderio cristiano di immortalità (proprio anche a molte religioni), in questo senso il transumanesimo non fa che riaccendere quello stesso desiderio seppur non affidandosi a una immortalità dopo la morte fisica (atto di fede), ma introducendo la possibilità di una immortalità terrena (atto di ragione). Se il cristiano considera l'immortalità terrena come un'occasione per continuare a compiere opere sull'esempio di Cristo o contribuire a costruire il Regno di Dio sulla terra, allora credo in tal senso il transumanesimo possa integrarsi benissimo in una visione cristiana dell'esistenza, anche se adottare tale visione ovviamente resta scelta personale e individuale di ogni singolo transumansita.

Ugolino Stramini ha detto...

Da semplice lettore, le mie risposte:
1. Sul motore della storia.
Il fatto è che il transumanesimo guarda avanti, non indietro, e davanti a noi sono le risposte alle domande che ci poniamo, ma non come scoperta di ciò che era prima, ma costruzione di ciò che sarà dopo, e per sempre.

2. Sull’anima.
Tutti gli altri esseri viventi conosciuti! Altrimenti, rinchiusi dentro gli steccati di un creazionismo letterale, rischiamo abbaiare alle ombre. Comunque la risposta è no. L'unicità dell'uomo è proprio il velo che si vuole stracciare, che si riconosca individualità ai cetacei, che si cerchino contatti con creature extraterrestri o si cerchi di costruire computer pensanti, lo si fa sempre nella convinzione che l'anima così intesa non esista.

3. Su Gesù Cristo.
Molti, se non tutti, fatti narrati nelle leggende, ed in particolar modo nei miti biblici, potrebbero essere oggi spiegati con l'applicazione di alcune moderne applicazioni scientifiche e mediche e di quelle che siamo in procinto di raggiungere (si pensi alla concezione di "senza seme" di Gesù stesso, ad esempio), quindi Gesù potrebbe benissimo essere stato un transumanista della sua epoca (o di chissà quale altra). Ma l'aspetto per il quale Gesù può essere iscritto all'albo non sarebbe da ricercare tanto nei suoi "effetti speciali" ma nel suo tentativo terreno e concreto, ben colto sotto questo aspetto da Dostoesvkij e da Nietzsche, di andare oltre l'uomo, essere l'uomo nuovo. Non è un caso che oggi a fianco ad una corrente che potremmo definire "tecnologica", il transumanesimo conosce una corrente "filosofica" che vede nell'autocoscenza e non nella tecnica il mezzo per la rottura della crisalide.

Cesare ha detto...

1. Personalmente sono sempre piu' convinto di un legame che sta iniziando a crearsi tra scienza e religione. Entrambe vanno alla ricerca di un principio, e la scienza potrebbe un giorno permetterci di scoprire il linguaggio del creatore, i confini della sua creazione e a permetterci infine di incontrarlo. Sembra proprio che un creatore abbia creato l' universo (a sua immagine? per conoscersi meglio?) e permesso all' evoluzione della sua creatura (minimum atomico/universo/vita/intelligenza/immortalita')di tornare a lui.

2. Si, credo all' intelligenza/anima/etica come un quid che fa dell' uomo (ed evetuali altri esseri intelligenti) un essere "eletto" che testimonia un grado di complessita' piu' avanzato nell' evoluzione verso il ricongiungimento col creatore.

3. Mi sembra che Cristo rappresenti una delle intuizioni del grande disegno.

forzalube ha detto...

1.Non mi sembra minimamente necessario "concepire un senso o una causa che, misteriosa e indecifrabile all’uomo di oggi, potrà svelarsi all’essere super-intelligente di domani". D'altra parte concordo con quanto dice Giuseppe Regalzi nel suo ultimo periodo.

2.L'anima come intesa dalla dottrina cattolica mi sembra sia da considerarsi incompatibile con il transumanesimo. Anche la definizione "debole" riportata nella domanda non mi sembra granché compatibile dato che il transumanesimo presuppone la possibilità che questo "quid in più" possa appartenere ad altre specie (di cui al momento non abbiamo conoscenza) o possa essere "trasferito" alle macchine.

3.Anche volendo concedere che Cristo non sia solo una figura mitologica/leggendaria quest'interpretazione mi pare una forzatura. Come Fabio aggiungo poi che da ateo e razionalista non riesco ad accettare l'idea che Cristo sia risorto.

Anonimo ha detto...

1. Il caso è sufficiente a spiegare l'Universo. D'altra parte, se esistesse una causa, ci si dovrebbe domandare se quella causa è ciò che è per un caso o perché a sua volta ha essa stessa una causa alle spalle. In sostanza, non vi è motivo per cui l'Universo debba avere necessariamente una causa, mentre la causa stessa possa esistere per caso.

2. L'animale uomo NON è qualitativamente diverso dagli altri animali. Semplicemente ha una maggiore intelligenza, ma non vi è alcun salto ontologico. Ciò è dimostrato palesemente dall'Evoluzione. Se per assurdo fosse vero che vi è una differenza ontologica tra l'animale uomo e altri animali, allora, risalendo lungo l'evoluzione umana fino al nostro progenitore comune con gli altri primati, dovremmo trovare un punto in cui i figli sono ontologicamente diversi dai genitori, cosa palesemente assurda in quanto la differenza genetica e cognitiva tra genitori e figli è minima.
E difatti, nella dichiarazione transumanista, vengono prese in considerazioni tutte le entità senzienti:

Transhumanist Declaration
March 2009
7. We advocate the well-being of all sentience, including humans, non-human animals, and any future artificial intellects, modified life forms, or other intelligences to which technological and scientific advance may give rise.
http://www.humanityplus.org/learn/philosophy/transhumanist-declaration

3. Supponendo che il Gesù storico sia realmente esistito, non è stato il primo a proporre l'immortalità in quei termini. In secondo luogo la propone comunque attraverso mezzi che non rientrano nell'ambito transumanista.
Per quanto riguarda la resurrezione, ritenendo possibile solo l'eventuale esistenza della figura storica di Gesù, la reputo una semplice favola come i miracoli.

Anonimo ha detto...

@ Giuseppe Regalzi

...molti transumanisti manifestano intolleranza per lo specismo e sarebbero disposti a difendere i diritti delle eventuali specie senzienti non umane (grandi scimmie, delfini, extraterrestri, etc.)...

Grandi Scimmie:
Great Ape Project
http://www.greatapeproject.org
http://en.wikipedia.org/wiki/Great_Ape_Project

Delfini
In Defense of Dolphins: The New Moral Frontier
http://www.indefenseofdolphins.com
Scientists say dolphins should be treated as 'non-human persons'
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/science/article6973994.ece#cid=OTC-RSS&attr=797084

Extraterresti
Noi umani, tronfi da millenni di antropocentrismo, diamo per scontato che saremmo comunque noi a dover decidere se dare o meno dei diritti agli extraterresti con cui entreremo in contatto.
La realtà è che a dover decidere, invece, potrebbero benissimo essere loro. E non c'è nessuna garanzia che ci reputino degni di averli...
"Immaginate che domani degli esseri provenienti da un altro pianeta atterrino sulla Terra, esseri che si reputino superiori a voi come voi vi ritenete superiori agli altri animali. Avrebbero il diritto di trattarvi come trattate gli animali che allevate e uccidete per trasformarli in cibo?" (John Harris)

Intelligenza Artificiale
http://en.wikipedia.org/wiki/Ethics_of_artificial_intelligence
http://en.wikipedia.org/wiki/Roboethics
http://www.roboethics.org
http://www.roboetica.it

Estropico ha detto...

Si noti che nella pagina di wikipedia segnalata da anonimo c'e' anche una sezione in cui si dice "Professor Colin Blakemore, head of the Medical Research Council in Great Britain from 2003-2007, is also opposed to granting rights to non-human apes, stating "I can see no current necessity for the use of great apes, and I'm pleased that they're not being used and that every effort is being made to reduce the use of other primates. But I worry about the principle of where the moral boundaries lie. There is only one very secure definition that can be made, and that is between our species and others." Blakemore suggests that it would be necessary to perform research on great apes if humans were threatened by a pandemic virus that afflicted only humans and other great apes."

Ma stiamo andando off-topic. Futuri commenti sui diritti degli animali in questa thread non saranno pubblicati.

Bugbear ha detto...

1. Sul motore della storia.
non so gli altri transumanisti, ma non ho visto nella dichiarazione transumanista nulla che richiami a questo, dunque si va alla personale opinione del singolo.
Personalmente credo in una causa prima: tanto per intenderci, se il caso ha creato il tutto cosa ha deciso che ci dovesse essere un caso? E che questo caso avesse potere creativo/generativo? E che ci dovesse essere un tutto? La mia credenza personale è quella di una causa prima, nella fattispecie Dio, ma non credo di parlare a nome dei transumanisti/ismo, ne mi pare che il transumanismo si pronunci sull'argomento (forse uno dei motivi principali per i quali non sento nessun conflitto personale a sentirmi transumanista E credente)


2. Sull’anima.
L'anima, così come definita nella domanda, non ha (a mio parere) nulla a che vedere con la religione: l'anima, secondo la religione (e soprattutto quella cristiana) è trascendente, dunque non è nè una serie di impulsi elettrici che un domani scopriremo/riprodurremo, ne qualcosa che si è evoluto storicamente.
L'anima secondo la religione è un trascendente, della stessa natura di quel qualcosa che ha creato il tutto (nel caso della religione cristiana Dio), aldifuori di questo mondo/realtà (e con questo non si intende un'altra dimensione parallela, ma un piano dove c'è qualcosa che ha deciso che ci dovessero essere N dimensioni parallele).
In quanto trascendente non si evolve: è lì dall'inizio e da sempre, ed è uguale per il cervello di un bambino, di un uomo primitivo, di Einstein, e non si può riprodurre, misurare, scoprire.
Quanto a qualcosa che rende specifico l'uomo rispetto agli altri esseri viventi francamente non sono convinto abbiamo niente più di ciò che madre evoluzione ci ha dato, una serie di sinapsi in più.
Ma non chiamo queste sinapsi "anima".


3. Su Gesù Cristo.

Francamente non vedo somiglianze tra il tipo di immortalità proposta da Gesù Cristo e quella proposta dal Transumanesimo: il primo propone un'immortalità che va aldilà del corpo, ed è legata ad altri fattori che nulla hanno a che fare con Aubrey De Grey.
L'immortalità proposta dal transumanesimo è un invecchiamento prolungato all'infinito, e ben venga! Mentre noi facciamo finta di dimenticarci quanto siamo vecchi, gli asiatici quando fanno gli anni dicono che sono contenti perchè sono "un anno più saggi". Ben vengano infiniti anni di saggezza, ma questo non ha nulla a che vedere con l'immortalità proposta da Gesù Cristo.
Quella è un'immortalità che sopravvive alla crocifissione: un transumano non sopravvive alla crocifissione, a meno che non si voglia considerare il Mind Uploading come sopravvivere.
Personalmente io sono dell'idea che quando scopriremo il Mind Uploading questo sarà una tecnica di brain cloning, non di mind uploading, e l'essere dentro la macchina non sono io, è un altro me dentro ad una macchina.
Pertanto se mi investe un bus quel me dentro ad una macchina non è una sopravvivenza di un me immortale, è un clone digitale di me.
L'immortalità di Gesù Cristo non è una versione aramaica di questo concetto, e qualsiasi dubbio sull'argomento andrebbe affrontato con la seguente domanda: se esiste un "me", anche se io faccio un mind uploading (o, come ho già detto, brain cloning di me) e poi mi investe un bus, cosa succede a me? non a quello dentro alla macchina, ma il me che sta nel corpo fisico?
Gesù Cristo propone una risposta di tipo trascendente, che nulla ha a che fare con il Mind Uploading.
Il Transumanesimo, semplicemente, a quel che ho visto non si pone la domanda, nel senso che per il transumanesimo quel quid trascendente non esiste, e dopo che muori non c'è più nulla di te.

Bugbear ha detto...

IN CONCLUSIONE
può essere che non abbia interpretato le domande di Vaccaro correttamente, e certamente non sono il più colto tra gli utenti del forum, ma il maggiore punto di contatto che andrebbe ricercato tra religione e transumanesimo, a mio parere, non è in una confusione di alcuni concetti religiosi con realtà che poco o nulla hanno a che fare con quei concetti, ma bensì lo stesso punto di contatto tra religione e scienza, che si può riassumere in una singola parola:
NESSUNO
non c'è contatto (o ostacolo) tra religione e scienza, si occupano di cose diverse: la scienza (ed il transumanesimo) si occupa di realtà, misurabile, verificabile, riproducibile, dimostrabile. La realtà non è etica, non è trascendente. E' realtà, punto. Ha a che fare col cosa e come.
La religione, si occupa (o dovrebbe occuparsi) di altro: di trascendente, di etica, di anime. Ha a che fare col perchè.
La religione in passato ha sconfinato molto nel campo della scienza, del cosa e del come, senza averne le competenze, ma ogni tentativo di contatto dovrebbe partire non da uno snaturare la religione tentando di farle assumere connotati scientifici: basterebbe stare nel campo che le compete.

Ugolino Stramini ha detto...

@BUGBEAR
che dice: "l'essere dentro la macchina non sono io, è un altro me dentro ad una macchina.
Pertanto se mi investe un bus quel me dentro ad una macchina non è una sopravvivenza di un me immortale, è un clone digitale di me."
Potrebbe anche non essere così; le dinamiche tra una mente ed un suo clone potrebbero riservare sorprese, come lo sviluppo di una autocoscienza duale, oggi solo immaginabile; potremmo tranquillamente ritrovarci tra cinquant'anni a ricordare l'ultima volta che la nostra mente ha risieduto su un supporto biologico; in altre parole potrei essere io-dentro-la-macchina a riconoscere me stesso nel ricordo della mia vita biologica.

Bugbear ha detto...

@Ugolino

permettimi un breve momento di umorismo cattolico, ma per il momento posso solo accettare la tua tesi "per fede" :)

solo che io "per fede" credo a Dio. Per quanto riguarda la scienza ci vogliono prove.

"Se" scopriremo coscienze collettive, autocoscienze duali e simili allora potremo avere questo dialogo. Sino ad allora l'immagine più credibile è quella del film "Il sesto Giorno" (lo so, una delle peggiori performance del governator Scwarzenegger, ma è il primo che mi viene in mente :P), in quanto le tecniche descritte per il Mind Uploading consistono nel creare un substrato elettronico (tipo questo? bluebrain.epfl.ch) sul quale copiare, cellula per cellula, il mio cervello.

Nulla del processo descritto indica che ci sia una qualsivoglia comunanza tra l'originale ed il prodotto, un po' come i cloni de "il sesto giorno", per questo motivo, infatti, non sarei mai disponibile ad una procedura che distrugga l'originale (finchè non sono sicuro che riescano a trasferire tutto tutto...come dire...ci tengo alla pellaccia ;) ).

Chiedo scusa ad estropico per l'OT

Anonimo ha detto...

Premetto che ho letto il libro di Vaccaro e l'ho trovato interessante. Soprattutto ho trovato interessantissimo che un teologo affronti il problema, una cosa che ho cercato a lungo ...
Offro la mia opinione, per un discorso non troppo vasto evito di citare i motivi della mia opinione, lo farò volentieri se richiesto.

1. Interpreto che chieda del motore dell'evolversi: caso o disegno da scoprire?
Le leggi della fisica esistono. Per me (e penso per molti transumanisti) sono il "Dio immanente unico" che umilmente riconosciamo. Le leggi della fisica provocano "fenomeni emergenti" che (regolarmente credo) accadono quando ci sono certe condizioni più o meno favorevoli.
Per me "caso" è se capita oggi o domani ("caso" nel senso di dettaglio infimo trascurato nella descrizione della probabilità dell'evento) ma diventa un "accadimento certo", previsto dalle leggi della fisica, a un livello descrittivo meno dettagliato e meno fiscale nel tempo e nello spazio.
Se è un disegno o un caso dipende solo, IMO, dallo spettro preso in considerazione, dalla lente che guarda il frattale dell'esistenza: la filigrana inosservabile è caso, i disegni percepibili "fenomeno emergente delle leggi della fisica di quel livello di vista".

2. Sullanima ... l'uomo portatore di ununicità nel mondo, oppure no?
L'uomo è nelle leggi della fisica come tutto il resto, nulla è fuori dalle leggi della fisica per definizione. Se accade qualcosa che non le soddisfa, si studia, magari si scopre una cosa nuova che diventa nuova conoscenza più profonda delle leggi della fisica.
L'unicità dell'uomo è "solo" quantitativa. Ma spesso (i fenomeni emergenti insegnano, vedi anche teoria della complessità) una quantità elevata di qualcosa può generare, appunto, l'emergere di qualche cosa d'altro totalmente differente (superiore?). I neuroni sono nati come sistema sensore-attuatore, poi hanno costruito via via, per selezione naturale, sistemi di controllo più elaborati arrivando al pensiero astratto che non era nel sistema originale sensore-attuatore.
Gli indù per far capire il fenomeno emergente raccontano la storia del saggio che per rispondere a "cosa sono io?", prende un carro e lo fa portare via pezzo per pezzo chiedendo per ognuno "è questo il carro?" e la risposta è sempre "NO" ma alla fine il carro non c'è più.

3. Su Ges Cristo, con un anticipo vertiginoso, ha sostenuto che luomo immortale? E ancora, da tale prospettiva si può ammettere che egli abbia già vinto la morte con la sua resurrezione?
Gesù ha avvalorato la nostra ricerca di immortalità. Essa non è "male" è un dovere di "figli di Dio" (per me della legge della fisica che mi spinge in tal senso). Come genio nella comprensione dell'esistenza ha saputo generare memi utili a portare la gente allo stesso livello di comprensione, comprensione che ha molti risvolti positivi nella vita (100 volte qui), ma non penso quello di renderla fisicamente immortale con la sola forza della mente (ma non ne posso essere certo ovviamente), nè quella di "sparire" in un mondo "al di là".
Personalmente penso che potrebbe essere plausibile che Gesù non sia morto sulla croce, ma sia morto a 112 anni nel Kashmir, che sia stato seguito per un po' da Tommaso, che si è staccato da lui e trasferito a insegnare nel sud dell'India, prima dei missionari moderni, che ci hanno trovato già cristiani ante litteram. Ma non ho fonti controllate in tal senso.

Anonimo ha detto...

@ Anonimo

"Gli indù per far capire il fenomeno emergente raccontano la storia del saggio che per rispondere a "cosa sono io?", prende un carro e lo fa portare via pezzo per pezzo chiedendo per ognuno "è questo il carro?" e la risposta è sempre "NO" ma alla fine il carro non c'è più."

Si chiama paradosso del sorite.

http://en.wikipedia.org/wiki/Sorites_paradox