13 gennaio 2010

Renato Dulbecco sulla Biotecnologia

Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina nel 1975, esprime un pensiero a cui tutti noi dovremmo associarci incondizionatamente; eccolo:

La biotecnologia è un'attività scientifica e commerciale dal grande avvenire. Il suo sviluppo richiede sia un forte impegno nella ricerca di base, che consenta di fare importanti scoperte nella scienza del vivente, sia la messa a punto di tecniche avanzate per applicazioni innovative. È necessario che il mondo industriale sia capace di valutare le scoperte scientifiche per svilupparle verso l'innovazione. Negli Usa queste condizioni esistono. Le biotecnologie fioriscono dalla collaborazione fra grandi complessi scientifici e piccole e medie industrie che lavorano con gli istituti di ricerca. In Italia, esistono molti problemi: mancano le grandi strutture di ricerca e la collaborazione con l'industria è mal vista dall'opinione corrente. Inoltre i finanziamenti sono carenti; vi sono poi difficoltà che sono basate su ipotesi non tanto scientifiche, quanto ideologiche. Tutte queste condizioni negative creano un ambiente contrario allo sviluppo biotecnologico. Ma devono essere corrette. Le scelte di oggi sono essenziali per l'avvenire. Perché possono aprire un mondo intero di nuove conoscenze nel campo della salute, della medicina, della nutrizione e dell'agricoltura. Non saranno i geni a curare malattie, correggere disfunzioni, migliorare la nutrizione, ma i loro prodotti: proteine e molecole disegnate in base alla conoscenza che l'umanità saprà raggiungere. Per permetterci di costruire un mondo futuro che sarà sempre più a misura d'uomo.

Quando parla di "migliorare la nutrizione" egli si riferisce all'uso di piante geneticamente migliorate, la cura delle malattie e infermità potrà essere raggiunta solo se si fa ricerca in questo settore e ciò è possibile solo con uno Stato che finanzia la ricerca. Ne tengano conto coloro che vanno a votare alle prossime elezioni, preferendo candidati e partiti politici pro-scienza ed evitando quelli radicati nel conservatorismo negletto. In caso contrario non solo non avremo un mondo "a misura d'uomo" ma potremmo patire una vecchiaia sofferente e priva della più elementare assistenza sanitaria.

3 commenti:

David ha detto...

Mi ritrovo completamente nelle parole di Dulbecco come mi ritroverei in quelle di Umberto Veronesi. Il problema è che nel nostro paese non esiste una formazione politica (inteso in senso di partito) che porti avanti *esplicitamente* un programma con all'interno il sostegno pieno alle biotecnologie e agli ogm. Anzi disolito facendo leva sulle paure e sui luoghi comuni, troviamo piuttosto partiti che si interessano a inserire punti *contro* ogm e altri tipi di tecnologie innovative (e questo, si badi bene, succede a destra come a sinistra). Senza contare che il dibattito su certi temi (ogm, nucleare, staminali) è ancora troppo ideologizzato.

E' un problema culturale ancor prima di essere politico, il "fronte antitecnologico" fa presa lì dove è più diffusa l'ignoranza scientifica. Ahimè non esistono movimenti politici pro-scienza, almeno io non li vedo, direi che più in generale non esiste nessun grande movimento pro-scienza e pro-tecnologia ad esclusione dei transumanisti e di qualche piccola e quasi invisibile frangia o individuo isolato. C'è purtroppo ancora tanta strada da fare.

Anonimo ha detto...

...un pensiero a cui tutti noi dovremmo associarci incondizionatamente...

Io direi "dobbiamo", non "dovremmo".

Ma qui in Italia è semplicemente un'illusione.

Letta proprio oggi, un piccolo esempio di quanto in Italia l'ideologia venga prima di tutto:
http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/le-negano-la-pillola-e-denuncia-la-asl/1827083
Le negano la pillola del giorno dopo e lei denuncia la Asl
Se ai cittadini italiani vengono negati addirittura farmaci in vendita, figuriamo che razza di opposizione viene fatta alla ricerca scientifica, ad esempio, sulle staminali embrionali...

Anonimo ha detto...

La Ricerca Scientifica in Italia non andrà mai da nessuna parte finché avrà delle zavorre come queste:

http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/15/news/bioetica_papa_credenti-1956411/

La legge morale naturale, dalla quale la Chiesa fa derivare le proprie convinzioni in materia di bioetica, "non è esclusivamente o prevalentemente confessionale", ma è "iscritta nel cuore di ogni uomo" e "interpella ugualmente la coscienza e la responsabilità dei legislatori", anche se non credenti. Benedetto XVI riceve, con queste parole, i partecipanti alla plenaria della congregazione per la Dottrina della Fede. Indicando una via che vale per temi "delicati ed attuali, come la procreazione e le nuove proposte terapeutiche che comportano la manipolazione dell'embrione e del patrimonio genetico umano". Un appello al mondo scientifico e politico impegnato sul fronte della manipolazione genetica dell'embrione e del Dna, affinchè ascolti anche le argomentazioni della fede e il rispetto di ogni essere umano.