27 gennaio 2010

Liberta' morfologica: de gustibus non est disputandum


Comincio oggi una serie di post dedicati alla liberta' morfologica [1] in cui daro' un'occhiata ai vari modelli di potenziamento umano gia' oggi a nostra disposizione, a come sono visti dal grande pubblico e da quello transumanista.

Comincio con la body modification, portando ad esempio Elaine Davidson, la donna con piu' piercing al mondo (nella foto). Che effetto vi fa questa foto? A me (uomo con meno piercing a Londra...), onestamente fa un effetto simile al guardare un insetto che ho appena involontariamente calpestato. Una volta vinto il primo momento di disgusto (quello che in inglese si chiama yuck factor), la curiosita' ha pero' il sopravvento e comincio a chiedermi quale forma di piacere a me del tutto sconosciuta possa offrire questo connubio carne-metallo. Andro' di corsa a farmi il mio primo piercing? Ne dubito, anche perche' tutto questo metallo e' privo di funzionalita'. Potrei convivere con un vicino di casa o con un collega altrettanto "borchiato"? Immagino di si. E qui troviamo il fulcro dell'approccio transumanista alla liberta' morfologica - potremmo descriverlo come la versione "fisica" del "non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire" di Voltaire [2] (anche se, in pratica, mi sembrerebbe un tantino eccessivo dare la vita per il diritto della signora qui sopra di indossare i suoi 462 orecchini...)

Che effetto fa questa foto al grande pubblico? Probabilmente la reazione tipica e' simile alla mia, un'ipotesi confermata dal fatto che Elaine Davidson vive tranquillamente in Scozia e non e' stata arrestata o messa al rogo da folle inferocite. Direi che, oggi come oggi, abbiamo raggiunto un notevole livello di tolleranza circa le scelte altrui in molti ambiti, incluso quello, emergente, della liberta' morfologica, il che promette bene per il futuro previsto da queste parti. Che effetto fa questa foto ad un pubblico transumanista? Beh, ditemelo voi (nei commenti qui sotto). Ho letto piu' di una volta (non chiedetemi in quale mailing list o sito transumanista) che il body modification e' una moda che fa da battistrada a cyborg e altri esseri umani potenziati, o trans/postumani. Sostanzialmente sono d'accordo, ma quell'accenno di yuck factor spontaneo mi fa pensare che forse faremmo meglio a scegliere un'altra "mascotte" per quel variegato movimento in favore del superamento dei limiti del corpo umano con mezzi tecnologici...

Ultima considerazione. A che punto lo stato o la famiglia hanno il diritto di intervenire proibendo una body modification? Se l'intervento risultasse in una disabilita'? Chi ha il diritto di decidere se posso o meno amputare un mio arto? E se il nostro body-modifier volesse amputare l'arto in questione per sostituirlo con una protesi cibernetica altamente piu' performante? E che fare in presenza di disturbi psicologici? Scommetterei che prima o poi si creera' una situazione da Comma 22: qualcuno sosterra' che chi volesse procedere con un certo intervento deve necessariamente soffrire di disturbi psicologici, perche' altrimenti non vorrebbe procedere con quell'intervento... Voi da che parte vi schiererete? Cominciate a pensarci, perche' oggi si tratta piu' che altro di casi curiosi come quello della foto qui sopra, ma nei prossimi vent'anni (?) il dibattito passera' dalle pagine dello "strano ma vero" alle prime pagine...

[1] Morphological freedom: Wikipedia; Anders Sandberg: Morphological Freedom - Why We not just Want it, but Need it.

[2] Anche se pare che la frase sia da attribuirsi ad altri.

Picture credits: Elaine Davidson - Worlds most pierced woman, by Swiss Bones

11 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

Ritengo che l'immagine scelta sia discutibile. Non tanto per lo Yuck Factor ma perchè è completamente fuorviante dall'argomento transumanista.

Si dovrebbe scegliere una persona che ha subito MENOMAZIONI (es. in guerra) e che porta delle protesi sostitutive degli arti oppure, che so, una persona che ha subito un danno facciale (es. il pilota Nick Lauda) e che ha il viso completamente ricostruito dalla plastica. Questi sono esempi di protesi sostitutive esteriori.

Riguardo a questi ultimi esempi io penso che dovremmo adattarci. In fondo se consideriamo un vecchietto storpio e ripiegato dall'artrosi che per fare dieci metri ci impiega due minuti trascinandosi e consideriamo che quando era giovane era un decatleta anche questa è una vera e propria MENOMAZIONE ma la gente la considera come normale poichè dovuta all'invecchiamento. E ciò perche l'invecchiamento sarebbe considerato NORMALE quando invece anch'esso è da considerare una malattia a tutti gli effetti. Io punterei su questo aspetto invece che su esseri-umani-albero-di-natale.

Anonimo ha detto...

Per quel che mi riguarda:

Su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente, l'individuo è sovrano.
John Stuart Mill

Peccato che per lo Stato Italiano:

Codice civile
Articolo 5
Atti di disposizione del proprio corpo
Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume (1418).
http://it.wikisource.org/wiki/Codice_civile_-_Libro_Primo/Titolo_I

Se poi pensiamo alle dichiarazioni di chi sfortuanatamente ora ci governa (nella fattispecie, eugenia roccella, Sottesegretario di Stato al Ministero della Salute):

il giornale
19/01/2010
I finiani mi accusano senza conoscere la realtà
...È qui che si inserisce la nuova utopia scientista che, sostituendosi alle grandi utopie sociali del secolo scorso, promette ancora un uomo nuovo, e ci illude che la sofferenza, la malattia, l’imperfezione, l’ingiustizia del caso, si possano sconfiggere e abolire. Un illusione che trasferisce sul terreno della tecnoscienza la volontà - sempre pericolosa - di modificare la natura umana, di intervenire per "raddrizzare il legno storto dell'Umanità"...

ci possiamo ben rendere conto di quanto ora in Italia l'idea di poter manipolare il corpo per migliorarlo sia un'utopia. Le religioni con la loro scienzafobia e tecnofobia sono estremamente dannose per il Transumanesimo.

Estropico ha detto...

Per Ugo: l'immagine e' deliberatamente provocatoria. L'intenzione era di dire: se questo e' possibile con metodi low-tech quali il piercing, vi rendete conto di cosa sara' possibile con le tecnologie previste da queste parti? E come reagirete quando l'equivalente del 2040 della signora qui sopra le adottera'?

Estropico ha detto...

Per Anonimo: ok, ma attenti con le generalizzazioni (mi riferisco alle religioni). Facendo di tutta l'erba un fascio non ci si accorge di quei religiosi che invece sono dalla nostra parte, almeno su questi temi. Eccone un esempio italiano, intervistato su Estropico: http://tinyurl.com/y8pyjx6

Sulla frase di Roccella: non so a cosa si riferisca e non e' importante per quanto segue, dato che e' una riflessione generale. Mi si gela il sangue quando qualcuno (transumanista o meno) comincia a parlare della creazione di un "uomo nuovo"... E trovo che l'analogia del "legno storto" sia un'ottima descrizione della natura umana e che sia utilissimo tenerla a mente sia quando si discute di come meglio organizzare la societa', sia quando si discute di come modificare la natura umana.

Sull'articolo 5 del codice civile: sono questioni delicate a cui non ho risposta, ma anche qui non si puo' fare di tutta l'erba un fascio e presentare l'articolo 5 come semplicemente liberticida. Per esempio: se qualcuno decidesse di farsi amputare gambe e braccia sane, chi provvederebbe poi ad accudirlo? La famiglia? E se non volesse? Il servizio sanitario? E se qualcuno volesse disporre del proprio corpo (una volta morto) appendendolo ad un lampione sulla strada principale della sua citta'? Sono esempi estremi, ma e' giusto per dar l'idea di cosa intendo...

David ha detto...

Sul body modification: segnalo che esiste anche un artista come Stelarc che sperimenta sul suo stesso corpo le nuove frontiere del post-umano.

http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Stelarc

Qui ci sono due questioni da separare:

- questione di ordine estetico cioè se è permissibile modificare il proprio corpo anche se ciò lo rende disgustoso agli occhi di altra gente. Secondo me qui l'individuo dovrebbe godere di piena libertà in quanto non procura danni a nessuno.

- questione di ordine sanitario cioè se è permissibile modificare o addiruttura amputare il proprio corpo con alti rischi di mettere in percilo la propria vita. Secondo me finchè tale modificazione non va a danno della società (intendo in termini di spesa sanitaria) e quando è tutto a carico dell'individuo (un esempio è quello di interventi radicali di chirurgia estetica) non vedo perchè dovremmo limitare il campo di azione di queste persone...

Diverso sarebbe il discorso di una modificazione del proprio corpo che pesa sulla sanità che poi dovrebbe rimediare all'atto estremo compiuto da un individuo. In questo caso come non sono disposto a pagare la sanità con tasse per vedere curare drogati in overdose non sono disposto a sostenere le eventuali cure per individui che sono intervenuti sul proprio corpo in modo altamente rischioso.

In parole povere, la libertà di body modification dovrebbe essere concessa finchè essa non sia a carico della collettività.

Luca ha detto...

Oltre 10 anni fa ho comprato il dominio cyberpiercing con l'intenzione di farne specificatamente un portale dedicato a dispositivi corporei attivi.
Sono in standby in attesa di una maggior chiarezza legale in Italia e delle possibili liabilities oltre che di un'opinione pubblica talvolta apertamente ostile.

Estropico ha detto...

Come ho scritto nell'articolo non ho neanche l'orecchino, ma se si parla di "dispositivi corporei attivi", potrei persino ripensarci... Tienici informati! :-)

extropolitca ha detto...

OK, con me siamo già in due clienti potenziali interessati alla merce.

alex demontis ha detto...

L' impatto personale e societario di un corpo modificato, sia solo tramite piercings e tattoo, o con veri biohack quali tatto corneale o impianti ossei, é estremamente importante nel percorso di 'postumanizzazione'. Io stesso, pur essendo aperto a molte forme di body modification (trovo bellissime perfino alcune scarification) provo disgusto nel vedere un corpo così pieno di piercings... Ritengo però che in una società post o transumanista l' impressione personale non può, o non dovrebbe, limitare l' autodeterminazione se non nei casi in cui le modifiche agiscono su pilastri della struttura societaria stessa (per esempio modifica del sesso).

Nel caso vi interessi l' argomento, ho scritto da poco un breve saggio 'creare il postumano' che nella prima parte (la seconda devo ancora publicarla) si occupa proprio dei biohack.

https://www.academia.edu/26266173/COSTRUIRE_IL_POSTUMANO_Parte_1_Biohacking

Estropico ha detto...

Grazie per il commento, Alex. Dato che questo post e' vecchiotto e non riceve piu' molto traffico, segnalero' il tuo saggio sulla "prima pagina" del blog (in settimana).

Ciao,
Fabio

alex demontis ha detto...

Grazie a te Fabio