Segnalazione lampo: The Invasion of Cute, Therapeutic Robots, su IEEE Spectrum. I due robot del video sono usati, soprattutto in Giappone, con bambini autistici e nelle case da riposo.
31 luglio 2009
L'invasione dei robot (carini e terapeutici)
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venerdì, luglio 31, 2009
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Attivita' fisica: Crossfit
Stanchi della solita routine in palestra? Provate Crossfit (qui la pagina di Wikipedia - inglese, dato che in italiano non esiste). Da non perdere: i filmati dei vari esercizi - carini anche quelli sull'autodifesa (vedi sotto "Combatives"). Il sistema crossfit supera le divisioni fra esercizio aerobico e anaerobico, predilige gli esercizi multiarticolari e offre una fitness non-specifica con applicazioni pratiche e quindi "utile" anche fuori dalla palestra (il che spiega perche' il sistema sia molto apprezzato da forze di polizia, soldati, pompieri, etc). ATTENZIONE: molte delle sessioni presentate sono semplicemente brutali e metterebbero sotto stress i muscoli e i sistemi cardiocircolatori anche dei piu' in forma (vedi esempio qui sopra). Si consiglia fortemente, quindi, di adattare gli esempi che troverete in questi siti al vostro livello corrente di fitness. Anche perche', qualunque sia il vostro sport preferito, e' probabile che il crossfit sara' una sfida. Qui un sito italiano di Crossfit.
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venerdì, luglio 31, 2009
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30 luglio 2009
Quattro nuovi competitori per l'MPrize
Leggo, sul blog della Methuselah Foundation, di quattro nuovi team scientifici che sono scesi in campo per l'MPrize, un concorso per gruppi di ricerca scientifica ideato da Aubrey de Grey. Il premio si propone di incoraggiare lo studio di strategie anti-invecchiamento e di attirare l'interesse ed il coinvolgimento del pubblico nella ricerca per l'estensione della vita umana. L'idea è di creare un incentivo economico, appunto il premio 'Topo Matusalemme', da assegnare ai gruppi di ricerca che dimostreranno di aver rallentato l'invecchiamento o di aver ringiovanito un topo di laboratorio. La dimostrazione che la longevità di un animale di laboratorio può essere radicalmente e positivamente influenzata, porterebbe ad un rinnovato interesse del pubblico verso gli interventi di prolungamento della vita (da Estropico).
Ecco i quattro nuovi partecipanti:
Tom Johnson, della Universita' del Colorado studia topi geneticamente diversi per identificare i geni che contribuiscono alla longevita', allo scopo di creare un topo piu' longevo.
Michal Masternak, della Southern Illinois University School of Medicine sta incrociando topi privi di ormone della crescita e di ricettori dell'ormone della crescita. Il risultato sembra essere una maggiore sensitivita' all'insulina, uno dei fattori correlati a salute e longevita'.
Frank Wang, della Neuroprotection Inc., parte dal presupposto che la pressione sanguigna abbia un ruolo cruciale nella longevita' umana. Il suo team interverra' con medicinali per abbassare la pressione su topi di mezza eta'.
Bruce Teter, della UCLA, utilizza la curcumina nella dieta dei suoi topi, allo scopo di verificare se tale sostanza abbia effetti simili alla restrizione calorica (con interventi a partire dalla nascita e dalla mezza eta').
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giovedì, luglio 30, 2009
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29 luglio 2009
Video: evoluzione robotica
Un video sul sito della RAI della trasmissione di Piero Angela Super Quark: Evoluzione Robotica. "Un gruppo di piccoli e insignificanti Robot, capace di evolversi a velocità strabiliante fino ad inventare un rudimentale linguaggio. Non è un film di fantascienza, ma ciò che è successo nel laboratorio di Sistemi intelligenti di Losanna."
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mercoledì, luglio 29, 2009
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I droni del (prossimo) futuro
E' solo un prototipo in scala ridotta, ma la Aurora Flight Sciences sta gia' pensando alla versione finale di Excalibur (questo il nome del drone) che sara' armato di quattro missili Hellfire e avra' una velocita' di crociera di 400 nodi (il Predator e' armato di due missili e viaggia a 70 nodi...) Ma la differenza piu' ovvia e allo stesso tempo piu' interessante e' che l'Excalibur e' capace di decollare e atterrare verticalmente. Se e quando entrera' in servizio resta da vedere, pero', dato che la ditta e' ancora in cerca di finanziamenti per il progetto. Un articolo di Wired al proposito.
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28 luglio 2009
Potenziamento cognitivo: metodi, etica, sfide regolatorie, di Nick Bostrom e Anders Sandberg
Due dei nostri transumanisti preferiti hanno pubblicato un paper su uno dei nostri temi preferiti... Non potevo ignorarlo!
Traduco liberamente l'abstract:
Il potenziamento cognitivo si presenta sotto forme diverse. Alcune di queste hanno implicazioni a breve termine. Allo stesso tempo, tali tecnologie sollevano una serie di questioni etiche. Per esempio, interagiscono con il concetto di autenticita', di cosa costituisca una vita degna di essere vissuta e di quale sia il ruolo della medicina nella nostra vita. Inoltre, sia i metodi di potenziamento cognitivi correnti che quelli previsti presentano delle sfide di public policy e regolamentazione.
...e traduco-riassumo qualche frase significativa:
Ad oggi, ogni sostanza farmaceutica presente sul mercato che offra un qualche livello di potenziamento cognitivo e' stata sviluppata per il trattamento di specifiche malattie o condizioni (quali la sindrome da deficit di attenzione e iperattivita', la narcolessia o il morbo di Alzheimer). Gli effetti cognitivamente potenzianti di tali medicinali in soggetti sani sono un effetto collaterale casuale. Il progresso in quest'area potrebbe essere accelerato se fosse permesso alle aziende farmaceutiche di concentrarsi direttamente sullo sviluppo di sostanze nootropiche destinate all'impiego in popolazioni sane, invece di dover procedere indirettamente, dimostrando che i medicinali in questione sono efficaci nel trattamento di condizioni riconosciute.
Il sistema medico-farmaceutico odierno non riconosce ne' la legittimita', ne' il potenziale dei medicinali potenzianti. Una conseguenza di tale mancanza e' la tendenza verso la medicalizzazione e "patologicizzazione " di una crescente serie di condizioni in precedenza considerate come normali. Se una parte significativa della popolazione potesse quindi ottenere dei benefici dall'uso di medicinali che migliorano i livelli di concentrazione, per esempio, sarebbe necessario diagnosticare tale segmento come affetto da sindrome da deficit di attenzione e iperattivita' per poter offrire loro i medicinali necessari. Tale modello sara' sempre meno adeguato di fronte alla diffusione dei medicinali potenzianti.
I finanziamenti pubblici per la ricerca non corrispondono ai benefici (personali e sociali) di molte forme di potenziamento cognitivo. Al momento esistono solo finanziamenti per gli approcci educazionali (per quanto non sempre adeguati) e non per per gli approcci farmacologici. Visti i potenzialmente enormi benefici previsti anche per modesti potenziamenti cognitivi, tale area di ricerca merita sostanziali finanziamenti.
Uno studio stima che un punto di quoziente di intellenza (QI) in piu' risulti in reddito del 2,1% piu' alto per gli uomini e del 3,6% per le donne (Salkever 1995). Livelli di intelligenza piu' alti sono correlati con la prevenzione di una vasta serie di problemi sociali ed economici (Gottfredson 1997; 2004) e con uno stato di salute migliore (Whalley and Deary 2001). Modelli economici creati per stimare l'impatto della perdita di pochi punti di QI causati dalla presenza di piombo nell'acqua potabile predicono effetti significativi e sembra logico presumere che altrettanto piccoli aumenti di QI avrebbero effetti altrettanto significativi. Al livello di societa', l'impatto di molti, relativamente minori, potenziamenti individuali potrebbe essere profondo [...] e potrebbe anche avere un impatto importante sullo sviluppo tecnologico, sull'economia e sulla cultura tramite l'innalzamento ulteriore del QI di coloro gia' dotati di alti QI.
Resta la sfida culturale rappresentata dal de-stigmatizzare l'uso delle tecnologie di potenziamento. Oggi, l'assumere un medicinale e' visto come un atto da fare a malincuore, e l'uso di medicinali a scopo non-terapeutico e' visto come sospetto e possibilmente come abuso. Il tentativo di potenziare le proprie capacita' cognitive e' spesso interpretato come l'espressione di un'ambizione pericolosa. Eppure il confine fra terapie generalmente accette e potenziamento si sta spostando. La terapia del dolore non e' considerata sospetta. La chirurgia plastica e' sempre piu' diffusa. I libri di psicologia cosiddetta fai-da-te sono molto letti. Sembrerebbe che l'ambiente culturale circostante i mezzi di potenziamento sia piu' importante per la loro accettazione di quanto lo sia la loro capacita' stessa di potenziare. Per sfruttare al meglio queste nuove opportunita', la societa' ha bisogno di una cultura del potenziamento, con norme, strutture di supporto e una comprensione diffusa del potenziamento che lo porti nel mainstream culturale.
La messa al bando delle tecnologie potenzianti creerebbe un incentivo al mercato nero e ne limiterebbe gli impieghi socialmente utili. La legalizzazione incoraggerebbe la ricerca e l'uso portando, sul lungo termine, a tecnologie meno costose e piu' sicure. Anche così, pero', in assenza di finanziamenti pubblici, alcune tecnologie utili potrebbero rimanere troppo costose per molti. I sostenitori del diritto al potenziamento possono avanzare ragioni basate sull'eguaglianza, o su motivi di interesse pubblico. I benefici del potenziamento cognitivo per la societa' potrebbero persino essere talmente significativi da giustificare dal punto di vista della ottimizzazione paretiana il loro finanziamento da parte dello stato, così come oggi e' finanziata l'educazione pubblica.
Il documento:
Cognitive Enhancement: Methods, Ethics, Regulatory Challenges (Pdf)
Nick Bostrom and Anders Sandberg
Future of Humanity Institute
Faculty of Philosophy & James Martin 21st Century School
Oxford University
Preprint: Forthcoming in Science and Engineering Ethics (2009)
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martedì, luglio 28, 2009
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Potenziamento umano
27 luglio 2009
Making up for lost time

E' solo una maglietta in vendita su un sito trovato per caso, ma guardate bene la vignetta... Piu' longevista di così non si puo'! Il "titolo" e' Making up for lost time...
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lunedì, luglio 27, 2009
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Umorismo
Test genetici e paternalismo medico
Il sottoporsi a test genetici mirati a determinare la suscettibilita' al morbo di Alzheimer non ha effetti psicologici negativi, anche quando il risultato e' positivo. Questi i risultati di uno studio discusso sul NYT e di cui si occupa Ronald Bailey. Lo studio contraddice quanto sembrano pensare molti medici e bioeticisti contrari a test di questo genere, nota Bailey, cioe' che il solo sottoporsi al test causerebbe inutile stress al paziente e che, ad ogni modo, tali test sarebbero inutili causa l'impossibilita' di prevenire o curare l'Alzheimer. L'autore dello studio, il Dr. Robert C. Green dell'Universita' di Boston, ha commentato che fino ad ora era dato per scontato che rivelare tale predispozione avrebbe "effetti devastanti". Naturalmente, fa notare Bailey, era "dato per scontato" da una casta medica convinta che noi poveri ignoranti non fossimo in grado di comprendere i risultati di test del genere. E rivela che lui stesso si e' sottoposto al test, proprio per sapere se fosse suscettibile al morbo di Alzheimer (e la buona notizia e' che non lo e'). Un giorno, quando il vostro dottore vi rifiutera' un test genetico "per il vostro bene", spero vi ricorderete di questo articolo, stamperete l'abstract qui sotto e glielo farete leggere...
L'abstract dello studio, sul New England Journal of Medicine: Disclosure of APOE Genotype for Risk of Alzheimer's Disease
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lunedì, luglio 27, 2009
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Longevismo pratico
26 luglio 2009
Arginina e disfunzione endoteliale; proteine, carboidrati e sazieta'; vino e radioterapia; "commuting" e rischio cardiovascolare.
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Gli ultimi articoli pubblicati
L-arginina e disfunzione endoteliale da iperlipidemia postprandiale. L’integrazione di un pasto grasso con L-arginina previene la disfunzione endoteliale conseguente all’iperilpemia postprandiale
Effetto delle proteine e dei carboidrati sull’assunzione calorica e sul senso di sazietà. Il consumo di una colazione proteica (a base di latte scremato) aumenta il senso di sazietà e riduce l’assunzione di calorie durante il pasto successivo rispetto ad una colazione con un tenore maggiore di carboidrati, in soggetti sovrappeso
Consumo moderato di vino ed effetti avversi della radioterapia. Il consumo di vino a dosi moderate riduce l’incidenza di tossicità cutanea associata alla radioterapia postchirurgica nel trattamento del carcinoma mammario
Modalità di raggiungimento del luogo di lavoro e rischio cardiovascolare. Andare a piedi o in bicicletta al lavoro riduce il rischio di obesità ed i livelli dei fattori di rischio cardiovascolari nell’uomo e migliora la forma fisica anche nella donna
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domenica, luglio 26, 2009
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Longevismo pratico
25 luglio 2009
Il proprio patrimonio genetico a 99 dollari
Torna a far parlare di se' l'azienda 23andMe, che più volte abbiamo segnalato su questo blog in merito alla mappatura del genoma umano (qui e qui). In questi giorni, infatti, si è fatta promotrice di un kit (in offerta limitata?) che permette di conoscere il proprio patrimonio genetico spendendo solo 99 dollari. Chi ha seguito un po' l'andamento dei costi promossi dall'azienda, ha potuto notare una rapida diminuzione della spesa per questa pratica (prima 1000 dollari, poi 399, poi 99), dettata dalla volontà di una diffusione di massa del test (e aggiungerei grazie ai fondi da parte di Google). Il ricavato di questi kit servirà per finanziare la ricerca nello scoprire la correlazione tra genetica e determinate malattie. Le patologie sono 10 e chiunque potrà decidere quella alla quale contribuire: raggiunte le 1000 richieste (quindi 99000 dollari), la 23andMe inizierà la ricerca in quel particolare settore: "2 piccioni con 1 fava" quindi, dato che con l'acquisto del kit si riuscirà sia a conoscere il proprio patrimonio genetico e la predisposizione a certe malattie, sia a favorire la ricerca per patologie rare. Il kit da 399 dollari (che offre un'analisi più accurata) è comunque disponibile. Bruno Lenzi
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Bruno Lenzi
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sabato, luglio 25, 2009
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24 luglio 2009
40 anni fa la luna, poi piu' niente. Perche'?
Quarant'anni fa siamo andati sulla luna, ma da allora il progresso e' stato, come minimo, poco entusiasmante (come ha scritto Ugo Spezza proprio l'altro giorno). Ma di chi, o cosa, e' colpa? Il progresso ha rallentato? O siamo davvero tanto stupidi da meritarci l'estinzione per aver investito nella corsa agli armamenti nucleari, invece che nella colonizzazione spaziale (come si chiede, con condivisibile frustrazione, Ugo)? Secondo J. Storr Halls, su Nanodot, il problema e' che il progetto Apollo era politicamente motivato. Non c'erano ragioni economiche pressanti per andare sulla luna ai costi di allora (e di oggi). Nel contesto della Guerra Fredda, gli americani decisero che era necessario arrivare sul nostro satellite prima dei russi a qualsiasi costo, ma una volta riusciti nella indubbiamente storica impresa, fu ora di tornare, lentamente e letteralmente, coi piedi per terra... La tecnologia di allora stava procedendo secondo una linea esponenziale simile a quella della legge di Moore e il suo rallentamento, illustrato nel grafico qui sopra (asse y: velocita' di vari aeroplani in miglia all'ora; asse x: anno in cui sono entrati in servizio) e' dovuto a ragioni economiche, non tecniche. Non e' un caso che tale rallentamento sia avvenuto proprio quando ci si stava avvicinando alla velocita' supersonica (mach 1), dato che i costi di un aereoplano supersonico sono tre volte quelli di un mezzo non-supersonico. Certo, gli aerei supersonici militari non mancano (e come dimenticarsi del Concorde?) ma questi sono tutti finanziati con fondi pubblici - in altre parole, sono/furono sforzi politicamente motivati. Come per la colonizzazione spaziale, mancavano gli incentivi economici (ai costi di quei tempi) perche' si diffondessero e rivoluzionassero come viaggiamo. Sono riuscito a deprimere tutti i fan dell'esplorazione spaziale? Tranquilli, adesso passiamo alle buone notizie: la curva del grafico sta per ripartire verso l'alto, come nel caso di tutte le tecnologie che si imbattono nelle giuste condizioni economiche. Il fatto che oggi non abbiamo aerei commerciali supersonici, non significa che il settore aeronautico, nel frattempo, non abbia continuato a progredire e che le tecnologie necessarie al volo orbitale non abbiano continuato a maturare. Secondo Storrs Hall, nella prossima decade, il volo orbitale sara' non solo tecnicamente possibile con aerei commerciali, ma anche economicamente attraente, visti i progressi tecnologici e visto che entrare in orbita richiede all'incirca lo stesso consumo energetico di un volo a Sydney, ma solo una frazione del tempo di volo. E una volta aperta la strada all'orbita terrestre, con voli commerciali di routine, sembra suggerire Storrs Hall, la prospettiva della colonizzazione spaziale sara' piu' vicina. Immagino che sara' "solo" questione di aspettare che le tecnologie necessarie divengano sufficientemente economiche e che le motivazioni economiche divengano divengano sufficientemente attraenti...
A proposito delle motivazioni: non consistono solo nei depositi minerali della fascia di Kuiper. Mi sono recentemente imbattuto in un paio scenari decisamente transumanisti nei quali la colonizzazione spaziale sarebbe estremamente attraente, se non addirittura una scelta obbligata, ma mi sto dilungando e ne parlero' in un post a parte...
PS. Appena finito di scrivere quanto sopra ho notato che New Scientist ha un articolo proprio sulla prossima generazione di aerei orbitali: Scramjets promise space travel for all
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Spazio
23 luglio 2009
Il programma estivo della Singularity University
Un video su un corso estivo della Singularity University. "Cosa succede quando hai dei robot che possono riempire gli scaffali [di un supermercato] molto piu' efficacemente della manodopera a basso costo e 24 al giorno?" dice Peter Diamandis, co-fondatore della Singularity University. [Uno sviluppo del genere] "Portera' la disoccupazione a nuovi livelli. Come ci confrenteremo con questa situazione?" Nonostante i costi non trascurabili (quasi 3.000 dollari per una settimana, o 25.000 per un corso di nove settimane) gli organizzatori hanno ricevuto piu' di 1.200 domande di iscrizione per i 40 posti disponibili. Sulla base di questo successo l'universita' sta preparando un executive training program per l'autunno. Sempre secondo Diamandis, il corso e' una specie radar per dirigenti di aziende: "Se sei nel settore manifatturiero e non sei preoccupato, veramente preoccupato, di quello che il futuro ha in serbo per la tua azienda, vuol dire che non hai davvero idea di cosa e' in arrivo." Uno dei motivi del successo dell'Universita' ispirata alle idee di Ray Kurzweil sembra essere il contatto che gli studenti hanno con insegnanti, fra i quali dirigenti di aziende quali Google (che sponsorizza l'universita') e Microsoft. Guardando il video mi sono chiesto quanti degli studenti della Singularity University siano singolaritari o transumanisti. Secondo me, ben pochi, almeno nel senso "classico" di questi termini. Sospetto che, almeno in Silicon Valley (dove ha sede l'universita'), noi transumanisti non siamo piu' gli unici ad intuire cosa ha in serbo il futuro e che essere transumanisti sia perfettamente "normale"...
Un articolo, su MarketWatch: Google-backed school preps for 'disruption'. What to do when technology outpaces us? Students pay a premium
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Estropico
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giovedì, luglio 23, 2009
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Singolarita' tecnologica,
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Scienziati del MIT: riscaldamento globale parte di un ciclo naturale
Da Daily Galaxy (interessante sito con alcune informazioni che reputo di interesse transumanista) una notizia che contribuisce a scalfire il "mito del riscaldamento globale" che sarebbe causato dall'attività umana:
Un team di scienziati del MIT ha registrato un aumento quasi planetario nei livelli di metano, il primo aumento in 10 anni. Quello che ha sorpreso il team è che questi dati contraddicono le teorie che indicano l'uomo come fonte primaria nell'aumento dei gas serra. E' servito circa un anno ai gas generati nell'emisfero industrializzato del nord, per raggiungere l'emisfero sud. Dato che tutti i livelli mondiali si sono alzati simultaneamente nello stesso anno, è probabile che questo possa essere parte di un ciclo naturale e non un diretto risultato della contribuzione umana.
Matthew Rigby e Ronald Prinn del MIT, il Professore TEPCO di Chimica Atmosferica nel Dipartimento per la Terra del MIT, Scienza Planetaria e Atmosferica, ha affermato che questo sbilanciamento è risultato in diversi milioni di tonnellate di metano aggiuntivo in atmosfera. Il metano è prodotto da zone umide, risaie, bovini e industrie di gas e carbone e viene distrutto dalla reazione col radicale libero idrossile (OH), a cui ci si riferisce spesso come "pulitore" dell'atmosfera.
Il metano raggiunge un quinto del gas serra nell'atmosfera e il suo effetto è maggiore di 25 volte rispetto a quello del biossido di carbonio. Il suo impatto sul riscaldamento globale viene dalla riflessione della luce solare nuovamente verso la Terra. Il metano è diviso in atmosfera dal radicale libero idrossile (OH), un processo naturale. Questo pulitore atmosferico ha mostrato picchi alti e bassi periodici e si pensa che sia la causa per la mancanza d'aumento dei livelli di metano nell'atmosfera della Terra nei passati dieci anni, nonostante il simultaneo incremento causato dall'uomo.
Prinn ha detto, "Il prossimo passo sarà lo studio (di questi cambiamenti), usando un modello di circolazione atmosferica a grande risoluzione e aggiuntive misurazioni da altre reti. La chiave è determinare meglio i ruoli relativi delle aumentate emissioni di metano contro (un aumento) nella frequenza di rimozione. Apparentemente abbiamo un mix dei due, ma vogliamo sapere quanto di ognuno (è responsabile per l'aumento generale)."
La preoccupazione primaria ora è che mentre i dati raccolti nel 2007 riflettono un aumento di emissioni mondiali, quanto sono rilevanti le scoperte dai dati a questa ultima data?
Una cosa sembra essere chiara; la scienza sta solo iniziando a concentrarsi sul grande disegno del riscaldamento globale. Scoperte come queste ci dicono che è troppo presto per sapere di sicuro se l'impatto umano sta influenzando le cose a "frequenza allarmante". Potremmo passare semplicemente attraverso un ciclo naturale di riscaldamento e poi raffreddamento, cosa osservata con analisi scientifica della Terra come ciclo naturale che avviene per centinaia di migliaia di anni.
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David De Biasi
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giovedì, luglio 23, 2009
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Ecocatastrofismo
22 luglio 2009
Quaranta anni fa la Luna. Poi... il nulla.
E' stata una delle più grandi imprese, o forse la più grande impresa in assoluto, della storia dell'umanità. Da quando l'homo sapiens ha iniziato ad evolversi ed a utilizzare le prime selci lavorate la tecnologia lentamente è avanzata sino a farci raggiungere la possibilità di lasciare questo pianeta e visitare un altro luogo dello spazio, anche se prossimo, come il nostro satellite.
Gli anni che vanno dal 1967 al 1974 sono stati quelli delle missioni spaziali, l'umanità intera era galvanizzata dalla prospettiva di poter esplorare nuovi, strani mondi. Si era partiti dalla immaginazione di scrittori come Giulio Verne che già nel 1965 immaginava nel suo romanzo "Dalla Terra alla Luna" che degli esseri umani pervenissero su questo altro mondo. Questo romanzo diede poi vita a quello che fu probabilmente il primo film di fantascienza di sempre "Viaggio nella Luna" di George Mèlies, realizzato nel 1902. Anche io ricordo nei primi anni '70, seppur molto piccolo, gli annunci dei telegiornali in bianco e nero, pieni di esaltazione nel descrivere la prossima missione lunare.
Sull'onda dell'entusiasmo nel 1973 Gerry e Sylvia Anderson produssero quello stupendo colossal televisivo chiamato Spazio 1999, con effetti speciali ancora oggi impeccabili ed intuizioni straordinarie come quella che predisse i comunicatori audio-video remoti (anticipando di quaranta anni l'idea del videofonino). La fantascienza ebbe un vero boom in quegli anni e fu in questo periodo che risale la prima mitica serie di Star Trek. Oggi invece la fantascienza è quasi scomparsa dai teleschermi, chi vuol vedere qualcosa deve andarsela a cercare su qualche remota emittente a pagamento sulla pay Tv.
Poi il nulla!
Le missioni Apollo furono numerate come 11, 12, 14, 15, 16 e 17, per un totale di 12 astronauti che discesero sul nostro satellite tra il 1969 e il 1973. Nella prima di esse (Apollo 11) il primo uomo a toccare il suolo lunare fu Neil Armstrong, la missione Apollo 13 non atterrò sulla Luna a causa di un incidente durante il volo (ne venne tratto anche un film). Le restanti previste missioni Apollo 18,19 e 20 furono annullate per... tagli di bilancio. Eppure lo spazio è ricco di risorse minerarie ed energetiche come descritto in questo articolo.
Ecco che a metà degli anni 70 l'entusiastica era spaziale iniziava il suo declino mentre l'era della corsa agli armamenti, costata centinaia di miliardi di dollari, inizia la sua ascesa fino a produrre quello che oggi è chiamato "arsenale nucleare", circa 10.000 bombe H che se usate contemporaneamente trasformerebbero la nostra povera Terra in un piccolo Sole; che tristezza! E pensare che tutto quel denaro sarebbe potuto essere investito in ricerca spaziale, come sognavano i coniugi Anderson nella loro serie Spazio 1999 (e come sognavano molti di noi compreso il sottoscritto) oggi potremmo avere una base lunare perfettamente operativa, che sarebber servita da base di lancio per le missioni di esplorazione, colonizzazione e terraforming su Marte. Ma non c'è niente di tutto questo, a parte qualche stupido robottino che si rompe dopo pochi mesi. In compenso abbiamo ottenuto 10.000 testate termonucleari... Forse meritiamo davvero di estinguerci per la nostra stupidità!
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Ugo Spezza
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mercoledì, luglio 22, 2009
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Futurologia,
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Einstein ti sorride
Einstein "rivive" sotto le spoglie di un nuovo robot e ci... sorride! Creato e sviluppato dall'Università di San Diego in California, il robot ha imparato a sorridere e a fare altre espressioni facciali attraverso un processo auto-guidato di apprendimento. Nessun altro gruppo di ricerca al mondo ha utilizzato istruzioni assistite dal computer per insegnare a un robot a rendere realistiche le sue espressioni facciali. Alcune espressioni del robot sono ancora un pò imbarazzanti, ma i ricercatori dicono che stanno studiando il modo per renderle più realistiche. I ricercatori spiegano che il robot potrebbe anche migliorare la nostra comprensione di come neonati e bambini imparano a fare le espressioni facciali. Da Wired.com
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David De Biasi
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mercoledì, luglio 22, 2009
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Robotica,
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21 luglio 2009
Uomo e computer, il domani si chiama singolarità, di Andrea Vaccaro
AGGIORNAMENTO: un lettore mi segnala che il link "leggi tutto" porta alla pagina sbagliata. Ops! Ecco il link all'articolo giusto...
Vedo che l'autore di L'ultimo esorcismo ha pubblicato un articolo su il Domenicale:
E, alla fine, anche la tecnoscienza si dotò della sua attesa messianica, e tale evento fu chiamato Singolarità. In Italia occorre ancora inchinarsi per veder spuntare i germi di questo fenomeno, ma negli Stati Uniti esso costituisce una realtà già ben radicata. Sulla Singolarità si fondano Istituti che organizzano incontri per la divulgazione delle idee, in cui frequentemente dibattono, tra i pro e i contro, nomi eccellenti come Hofstadter, Minsky, Searle, Moravec (il III Singularity Summit si è tenuto a San José, California, il 24-25 ottobre 2008); alla Singolarità dedicano spazio riviste di comprovata serietà, come il mensile «Spectrum» dell’Istituto di ingegneria elettrica ed elettronica che sull’argomento ha incentrato l’ampio Special Report di giugno 2008; intorno alla Singolarità orbita anche un vasto movimento editoriale, su cui spicca The Singularity Is Near di Ray Kurzweil del 2005, di recente pubblicato pure in Italia (La singolarità è vicina, 2008). La Singolarità, secondo tale generazione di “tecnomanti”, è l’avvento, sulla scena di questo mondo, di un’“intelligenza superiore”. Un’intelligenza-più-che-umana in grado di polverizzare gli standard massimi di tutti i test che l’umanità ha sin qui concepito per misurare il quoziente intellettivo. Una tale intelligenza, però, non si presenterà solo per risolvere quiz. Leggi tutto, sul sito de il Domenicale.
Vedi anche:
L'introduzione e il quinto capitolo di L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalità terrena, di Andrea Vaccaro, su Estropico.
La segnalazione (qui), una recensione (qui) e un commento (qui) su Estropico Blog.
La singolarita' e' vicina di Ray Kurzweil: il prologo e il primo capitolo, su Estropico.
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Estropico
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martedì, luglio 21, 2009
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Singolarita' tecnologica,
Transumanisti
20 luglio 2009
I neuro-hackers
In un recente, nonchè interessante, articolo su wired viene trattato un argomento di grande importanza (futura) dal punto di vista dell'ibridazione biologico/non biologico. Gli hackers (perdonate l'uso improprio del termine) da sempre si evolvono parallelamente al progresso tecnologico: all'inizio "manipolavano" computer a cui potevano accedere fisicamente, poi sono nate le cassette, i floppy disk, i cd, quindi la possibilità di intervenire su computer anche molto lontani, ma sempre in numero limitato. Con l'avvento di internet ogni computer può essere "toccato" (naturalmente se connesso :)) e con la nascita di nuovi sistemi operativi si sono diversificati anche i tipi interventi. Ma gli hackers non sono solo questo, sarebbe riduttivo parlarne riferendosi unicamente ai calcolatori elettronici: (a parer mio) può essere considerato hacker chiunque abbia una gran voglia di conoscere, di capire il funzionamento di ogni cosa ritenuta interessante, di non limitarsi a ciò che viene offerto ma di utilizzarlo come base per creare qualcosa di nuovo. Da questa (personale) definizione si capisce come in ogni ambito possono esserci degli hackers (sempre che questo termine significhi ancora qualcosa e benchè io non ami le etichette). In futuro la (nano)elettronica e l'informatica andranno a toccare inevitabilmente l'organo che maggiormente caratterizza ognuno di noi: il cervello. Questo futuro non è molto lontano dal momento che protesi neurali e tentativi di ibridazione biologico/non biologico li abbiamo già adesso, così come sistemi di controllo sanitario che vengono attaccati: basti pensare ai numerosi peacemaker attivi in pazienti con disfunzioni cardiache o al verificarsi tra il 2007 ed il 2008 di numerosi casi di attacchi a siti web di supporto a persone malate di epilessia (rimpiazzarono suddetti siti con animazioni lampeggianti che causarono crisi a numerose persone fotosensibili). Prendendo per buona la descrizione del cervello come l'hardware su cui "gira" la mente, cioè il software, sicuramente ogni hackers cercherà (in positivo ed in negativo) di intervenire su questo fertile terreno. Sul "Brain-Hacking" (così è stato definito), si è pronunciato nel suddetto articolo Hadley Leggett, parlando di come le neo-protesi evolveranno sempre di più verso sistemi wireless (e, aggiungo io, toccando non solo il cervello, ma ogni organo). Legget introduce un problema tutt'altro che semplice: cosa succederà quando ad avere virus o malfunzionamenti saranno i nostri organi (o ancora peggio il nostro stesso io) a differenza di oggi dove è molto diffusa la soluzione: formattiamo il computer e reinstalliamo tutto? Forse adotteremo l'altra soluzione oggi altrettanto diffusa: facciamo periodicamente il backup dei dati più importanti? Bruno Lenzi
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Bruno Lenzi
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lunedì, luglio 20, 2009
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19 luglio 2009
FlexPicker, il robot da imballaggio
Wow! Questo video mi ha fatto venire in mente quella scena di Alien (il primo?) in cui un androide gioca con un coltello piantandolo ripetutamente sul tavolo, a velocita' superumana, fra le dita di un suo compagno di viaggio... FlexPicker, dalla ABB Robotics, e' solo un robot industriale, ma puo' prendere e spostare 13 oggetti (cornetti, tortine e salsicce...) in quattro secondi. Un articolo al proposito (e un altro video in cui FlexPicker raccoglie frittelle...), su SingularityHub.
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Estropico
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domenica, luglio 19, 2009
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Cultura e politica: due realta’ vicine ma non sovrapponibili, di Riccardo Campa
Ricevo e volentieri pubblico una risposta di Riccardo Campa (presidente dell'Associazione Italiana Transumanisti) ai miei recenti commenti su Divenire, la rivista pubblicata dalla AIT (qui, qui e qui).
Su questo blog sono apparsi alcuni commenti a una rivista di cui sono curatore: Divenire. Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano. Colgo allora l'occasione per chiarire alcune questioni che sono state sollevate. Intanto mi sento di dover ringraziare Estropico per avere ospitato questo intervento e anche per la pubblicita' che sta facendo alla nostra rivista. Lo dico senza ironia. Come si suol dire, non esiste buona o cattiva pubblicita', l'importante e' che se ne parli. Tuttavia, mi pare che al curatore del blog sia sfuggito un aspetto importante che lo ha portato a formulare accuse di "politicizzazione" (e di un certo segno) della rivista. Divenire ha dei numeri tematici. Nel primo e' stato sviscerato il pensiero postumanista di intellettuali socialisti, come Trotksy e Junger. Il secondo numero era invece "liberale", infatti vi ha trovato posto un bel saggio di Angelo Maria Petroni, una recensione di un libro di Jacques Attali, un interessante intervento di Roberto Marchesini. Il terzo numero e’ dedicato al futurismo, quindi ci sono pervenuti contributi di intellettuali interessati a questo tema, in particolare un interessantissimo saggio di Guillaume Faye. Per ragioni storiche, al futurismo si sentono legati diversi intellettuali che appartengono all'area “di destra" o "nazionalista". Come ha correttamente sottolineato Estropico, questa etichettatura non puo’ certo essere appiccicata a me o al poeta Roberto Guerra, che siamo notoriamente “di sinistra”. Tuttavia, l’argomento del volume spiega la maggior presenza di intellettuali “di destra” nel terzo numero. Tra l'altro - lo dico tra parentesi - Faye e' stato recentemente protagonista di una svolta ideologica che lo ha portato su posizioni molto critiche nei confronti dell'area cosiddetta "neofascista", in particolare sulla questione del negazionismo e della politica estera filo-araba, assumendo posizioni non molto diverse da quelle dei neocon filo-americani e filo-israeliani. Ma tutto questo esula dalla questione della tecnica, del futurismo e del postumano e non ha nessuna incidenza sulla nostra decisione di pubblicare il suo saggio. Lo avremmo pubblicato anche se Faye fosse apertamente filo-arabo e anti-americano. Nel saggio si parla di futurismo, come fenomeno artistico e culturale. Faye propone una ricostruzione storica, imputando la morte prematura del movimento al risorgere di una "coscienza cristianomorfa" che – pur essendo in declino inesorabile da alcuni secoli – conosce un “apogeo sociale” nella seconda meta' del Novecento. La tesi ha un proprio fondamento ed e’ bene argomentata, ma come capita sovente in storiografia non e' esente da critiche. Per esempio, nel mio saggio "Il superuomo del futurismo" (incluso nel volume) - pur non entrando in polemica diretta con quello di Faye - sostengo con documentazione puntuale che i futuristi delle origini erano orientati "a sinistra" e, quindi, lo spegnersi del movimento puo' essere in parte imputabile anche alla svolta “a destra” (nel senso di orientata verso l'ordine e la tradizione) del regime mussoliniano. Sottolineo allora questi due aspetti: 1) irrilevanza dell'orientamento di Faye su altre questioni politiche; e 2) presenza di interpretazioni storiche difformi nella rivista. In questo modo, arrivo al punto chiave della questione, che mi pare sia finora sfuggita. Intanto, i collaboratori di Divenire non sono necessariamente transumanisti. Che io sappia, Faye non si e' mai definito transumanista. E nemmeno Petroni o Marchesini. Divenire e' una rivista accademica "sulla tecnica e il postumano". Cio' significa che potremmo anche dare la parola ad un anti-transumanista, se scrive qualcosa di interessante e ben documentato. O a qualcuno che non e' ne' anti ne' pro, ma si limita alla descrizione dei fatti, senza addentrarsi in proposte normative. Come tutte le riviste accademiche, Divenire sottoscrive le regole dell'ethos scientifico. Tra queste, una delle piu' importanti e' la regola dell' "universalismo" (codificata dal sociologo Robert K. Merton gia' negli anni Trenta). Che significa? Significa che l'intellettuale che manda un contributo ad un giornale scientifico deve essere giudicato soltanto sulla base delle teorie o delle idee espresse in quell'articolo. Ovvero, e' considerato un caso di disonesta' intellettuale esprimere un giudizio su un articolo sulla base delle caratteristiche personali dello scienziato o dell’intellettuale (razza, religione, ideologia politica, sesso, preferenze sessuali, eta', fama, infamia, nazionalita', fedina penale, ecc.). Infatti, molte riviste adottano la regola della blind peer review, ovvero il recensore non conosce il nome dell'autore dell'articolo. Ma anche chi non adotta questo sistema, sceglie recensori di provata onesta', ossia che non giudicano gli intellettuali per quello sono o che erano, ma semplicemente l'articolo proposto per la pubblicazione. Potrebbe anche arrivare un articolo di Amahdinejad (per dire, lo spauracchio del momento). Se il contenuto e' scientificamente accettabile e in tema con l’argomento della rivista, l'articolo deve essere pubblicato. Naturalmente, si possono sollevare dubbi sui criteri selezione degli articoli. C’e’ in fondo la liberta’ di parola e di critica. Quando pero’ si critica nel complesso una rivista e non il singolo articolo o la singola idea, la critica finisce per riversarsi sul curatore e su tutto il Comitato scientifico, che include personalita’ eccellenti anche del movimento estropico, come Natasha Vita More, nonche’ importanti esponenti del mondo accademico italiano. Ecco perche’ mi sono sentito in dovere di intervenire. Il mio intervento va dunque letto in difesa della reputazione non solo mia o della rivista, ma anche di questi eminenti scienziati e intellettuali.
Spero allora di avere chiarito il motivo per cui alcuni membri dell'AIT si sono un po' risentiti per la recensione di Estropico. Diciamo che c'e' stato un equivoco. Il recensore forse non sapeva che la rivista e' accademica e dunque: 1) guarda solo ai contenuti degli interventi; 2) i suoi contributori non sono necessariamente transumanisti (proprio perche' non e' un organo di informazione di partito, ma un laboratorio di ricerca scientifica).
E' vero che un blog non deve sottostare alle stesse regole di una rivista accademica, ma diversi membri dell'AIT si chiedono perche' non e' stata spesa una sola parola sul numero "liberale". Si chiedono se non ci sia un deliberato tentativo di appiattire l'AIT su certe posizioni, di destra o di sinistra, al fine di attirare dalla vostra parte i transumanisti di orientamento liberale o moderato. Nulla di male in questo. E' quello che fanno tutte le forze politiche. Pero', a quel punto, non puo' essere mossa a noi l'accusa di "politicizzazione" del movimento. La presenza di orientamenti politici molto diversi nella dirigenza dell’AIT, nel Comitato scientifico di Divenire e tra i collaboratori della rivista e’ la prova piu’ evidente del nostro tentativo di uscire da certi schematismi politici (che, lo dico tra parentesi, a mio parere servono solo a conservare il potere di una “casta” politico-finanziaria ormai al capolinea).
Chiudo con una considerazione. L'Associazione Italiana Transumanisti non e' un partito, ma un'associazione culturale. Le associazioni culturali e scientifiche nascono anche allo scopo di creare spazi d'incontro e discussione che superano le tradizionali divisioni tra partiti. Il fatto che nell'AIT e sulla rivista Divenire convivano e si confrontino sul tema della tecnica e il postumano persone provenienti da aree politiche molto distanti (dall'estrema destra all'estrema sinistra), e da aree disciplinari molto diverse (dalle scienze umane all’ingegneria) e' a mio avviso una ricchezza. Se non ci fossero associazioni di questo tipo, rimarrebbero sul campo solo i partiti tradizionali con le loro logiche tribali e di scontro, e nel mondo ci sarebbero meno idee e piu’ violenza.
Grazie per l'attenzione,
Riccardo Campa
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domenica, luglio 19, 2009
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18 luglio 2009
Le "olimpiadi" degli ascensori spaziali
Fatevi due risate con questo video sull'ascensore spaziale che ho trovato su The Space Elevator Blog - il cui feed RSS ho aggiunto alla colonna di destra del blog e dove troverete altre avventure dei nostri astronauti da ascensore (ma dopo aver visto il primo sono un po' ripetitivi...) Scherzi a parte, l'idea di un ascensore spaziale resta lontana, ma e' certamente affascinante. E c'e' gia' chi ci lavora: segnalo gli Space Elevator Games 2009 che si terranno in California il 5 e 7 agosto presso il NASA Dryden Flight Research Center. Il tutto e' sponsorizzato da NASA e Spaceward Foundation. Sul sito dei giochi sara' anche possibile seguirli dal vivo (clicca su Live Coverage, in cima alla pagina).
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sabato, luglio 18, 2009
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17 luglio 2009
The Proactionary Principle, di Max More
Un'anteprima per i lettori di Estropico: la lista dei contenuti di The Proactionary Principle, il libro di Max More di prossima pubblicazione (si noti che non si tratta ancora della versione completa e definitiva):
1. Colliding with the Future
The Call of Extropy. Complexity, Wickedness, and Imitation. Death, Thou Shalt Die. Interesting Times. All I Know Is Logic. The Balance of Error. Tools for Tomorrow.
2. The Perils of Precaution
Our Endangered Future. Pervasive Precaution. The Tyranny of Safety. The Paradox of the Precautionary Principle. Failures of the Precautionary Principle. Fatal to the Future.
3. The Wisdom of Structure
The Shape of Structure. Structure: Rigid and Wrong. Stairway to Reason. Decision Decision. Let’s Dance: Integral Decision Making. Don’t Blink. Leading Practices at Every Step.
Part Two: Proactive Futures
4. The Proactionary Principle
Freedom to Innovate. 21st Century Choices. Objectivity. Comprehensiveness. Symmetry. Embrace Input. Simplify. Prioritize. Apply Measures Proportionally. Respect Diversity in Values. Revisit and Refresh.
5. Science of the Future
Part Three: Farther Futures
6. Singularity and the Ends of the World
7. Transhuman Nature
8. Proactionary Ethos
Vedi anche: Il principio di proazione: l'alternativa estropica al principio di precauzione
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venerdì, luglio 17, 2009
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Estratti da L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalita' terrena, di Andrea Vaccaro
Estropico pubblica l'introduzione e il quinto capitolo dell'ottimo "L'ultimo esorcismo", di Andrea Vaccaro, gia' segnalato qui, recensito qui e commentato qui.
Introduzione. Esorcizzare la morte è l’ultima tendenza della filosofia contemporanea. Fino ad ieri, “esorcizzare la morte” voleva dire privatizzarla, renderla socialmente invisibile, farne un tabù, mascherarla sotto i cento sinonimi. Oggi, “esorcizzare la morte” significa prospettare la possibilità che essa non ci riguardi, che essa non raggiunga l’essere umano fino al Big Crunch o al Giorno del Giudizio. L’uomo ha sperimentato quasi tutte le combinazioni tra parole. In questa sorta di incontinenza verbale, Dio è stato detto sanguinario e misericordioso, eterno e già morto, onnipotente, auto-limitato e debole; ogni evento o personaggio storico può contare la sua millesima interpretazione; ogni valore è stato transvalutato, relativizzato, capovolto. Eppure, il principio dell’immortalità terrena per l’uomo, espresso con serietà e convinzione da persone non insane, non si era mai udito. E’ stata la GNR Revolution, la rivoluzione contestuale di Genetica, Nanotecnologia e Robotica – nel cui alveo vengono allattati i filosofi dell’immortalità – a porre le condizioni per l’annuncio inaudito. Ancor più sorprendentemente, lo sfondo per tale annuncio non è quello dell’utopica lontanissima possibilità, piuttosto quello dell’inevitabilità. Con gli studi avanzati nella decodificazione genetica, con l’informatizzazione della biologia che penetra nelle dinamiche cellulari più intime, con i dispositivi nanomedici che promettono la riparazione a livello atomico dell’organismo umano, la previsione che tutte le cause di malattia, e quindi di morte, saranno sbaragliate è venuta giocoforza ad imporsi. Ieri era la morte l’unica certezza nella vita dell’uomo; oggi sembra essere l’immortalità terrena ad assurgere come inevitabile. A chi obietta che questo non è naturale, i filosofi dell’immortalità replicano che è né più né meno naturale dell’assumere un’aspirina, del trapiantare un organo, del mettere un pace-maker, dell’affrontare una terapia genica. A chi domanda se questo sia giusto, essi rispondono che sarà il singolo individuo, una volta posto nelle condizioni di farlo, a scegliere, in coscienza, se fruire o meno di questa opportunità. A chi si dice perplesso della bontà di portare avanti più del dovuto una vita stanca o monotona, essi chiariscono che, con il ringiovanimento cellulare dei tessuti, non vivremo una perenne vecchiaia sempre più decrepita, ma un’eterna, energica e vitale giovinezza. A chi profila lo spettro della sovrappopolazione o della mancanza delle risorse, essi assicurano che simili fenomeni epocali non si verificano mai da soli, ma in coalizione con altri eventi che rendono gradualmente accettabile e sostenibile quello che, preso singolarmente, sembra impraticabile. Leggi tutto, sul nuovo Estropico.
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venerdì, luglio 17, 2009
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16 luglio 2009
Il segreto della longevita' dei pipistrelli
I pipistrelli sono molto piu' longevi dei loro cugini topi. Entrambi hanno un metabolismo molto rapido e la maggior parte degli animali con questa caratteristica non e' particolarmente longeva. Alcune specie di pipistrelli sono pero' un'eccezione, il che ha spinto i ricercatori dell'Universita' del Texas a condurre delle analisi. Responsabile per la lunga vita dei pipistrelli sarebbe un meccanismo in grado di proteggerne le proteine in condizioni di stress ossidativo. Dall'agenzia di stampa ASCA: "Ora i ricercatori vogliono capire come riprodurre la stessa sequenza genetica per contrastare malattie degenerative e decadimento cellulare. 'Stiamo cercando di scoprire il meccanismo che spiega perche' alcune specie sono piu' longeve di altre - spiega Asish Chaudhuri, coordinatore della ricerca - con la speranza che questi studi ci permettano di sviluppare terapie in grado di rallentare anche negli uomini il processo di invecchiamento'.
L'abstract: The long lifespan of two bat species is correlated with resistance to protein oxidation and enhanced protein homeostasis
ScienceDaily: Biological 'Fountain Of Youth' Found In New World Bat Caves
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giovedì, luglio 16, 2009
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Longevismo
Eliminare l'enzima e vivere più a lungo
"Vorresti vivere per sempre, se avessi una malattia debilitante? Non penso che questo sia l'obiettivo. L'obiettivo è una sana longevità" ha detto Abbe de Vallejo, professore associato di pediatria e immunologia presso l'Università di Pittsburgh School of Medicine e un immunologo al Children's Hospital di Pittsburgh.
Il timo è un piccolo organo situato nella parte superiore del torace dietro lo sterno. Il timo fa parte del sistema linfatico e produce i linfociti, un tipo di globuli bianchi, che aiutano l’organismo a combattere le infezioni.
Il segreto della longevità potrebbe consistere nel rimuovere un gene chiamato "PAPPA" rendendo più robusto il sistema immunitario in età avanzata, e mantenendo la funzione del timo per tutta la vita, almeno secondo ricercatori che stanno studiando un nuova razza di topo, senza il gene PAPPA, che vive più a lungo e che ha una più bassa insorgenza spontanea di tumori rispetto ai normali topi.
Lo studio, condotto da ricercatori dell'Università di Pittsburgh, riporta che la nuova razza di topi ha un timo che rimane intatto per tutta la sua vita. In tutti i mammiferi, il thymus, l'organo che produce le cellule T per la lotta contro l'infezione e la malattia, degenera con l'età.
"Questi risultati ci danno la speranza che un giorno avremo la capacità di ripristinare la funzione del timo in età avanzata, o forse intervenendo in età precoce si può essere in grado di ritardare o addirittura impedire la degenerazione del timo, al fine di mantenere le nostre difese immunitarie per tutta la vita ", ha detto il Dr. de Vallejo, a capo del gruppo di ricerca.
Nello studio, gli scienziati hanno scoperto che eliminando l'enzima associato alle proteine plasmatiche A (cioè legato al gene PAPPA) si riesce a mantenere la funzione del timo. Rimuovendo questo enzima si può allungare dal 30 al 60 per cento la vita dei topi.
Il Dr. de Vallejo ha detto che: "Questo studio ha profonde implicazioni per il futuro studio di un sano invecchiamento e della longevità". Da: Physorg e Pittsburghlive
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David De Biasi
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giovedì, luglio 16, 2009
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Longevismo
15 luglio 2009
La restrizione calorica funziona...
...almeno nelle scimmie. Gli animali sottoposti a restrizione calorica hanno consumato il 30% in meno delle calorie consumate dal gruppo lasciato libero di nutrirsi a piacimento. Naturalmente e' fondamentale che la dieta ipocalorica sia allo stesso tempo ricca di nutrienti. "Dopo 20 anni di studio su un campione di scimmie è risultato che una dieta ipocalorica ma nutriente assicura la longevità e ritarda l'insorgenza di malattie tipiche della terza età come cancro, diabete, patologie cardiovascolari [...] In venti anni di osservazione la metà delle scimmie che mangiano liberamente è morta, l'80% di quelle a dieta è ancora viva." (Ansa.it) "Non solo il cuore e il metabolismo degli animali studiati si sono conservati meglio, anche il cervello con una dieta ipocalorica resiste di piu' ''in particolare nelle aree responsabili del movimento, del ragionamento e della memoria'', testimoniano i ricercatori." (Asca.it)
Due pagine di Estropico dedicata alla restrizione calorica:
La restrizione calorica con nutrizione ottimale come strumento di estensione della vita
Pochi benefici dalla restrizione calorica?
L'abstract, su Science: Caloric Restriction Delays Disease Onset and Mortality in Rhesus Monkeys
Immagine: a sinistra una scimmia del gruppo di controllo. A destra una scimmia sottoposta alla dieta ipocalorica. Photo Credit: Wired.com
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Estropico
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mercoledì, luglio 15, 2009
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Longevismo pratico
Stephen Hawking: l'umanita' e' entrata in una nuova fase evolutiva
Qualche passaggio liberamente tradotto da un'articolo di DailyGalaxy.com su Stephen Hawking e l'evoluzione artificiale. Ditemi voi se Hawking non e' un transumanista non-dichiarato...
Siamo entrati in una nuova fase evolutiva: "D'apprima l'evoluzione ha proceduto tramite la selezione naturale di mutazioni genetiche casuali. Tale fase darwiniana e' durata circa tre miliardi e mezzo di anni e ha dato vita all'Homo sapiens - un essere che ha sviluppato il linguaggio allo scopo di scambiare informazioni." Ma, a differenza dei nostri antenati preistorici, noi siamo anche in grado di accumulare le informazioni raccolte nel corso degli ultimi diecimila anni e in particolare quelle degli ultimi trecento. A questo punto, secondo Hawking, e' legittimo includere non solo le informazioni racchiuse nel Dna, ma anche quelle trasmesse "esternamente" nel prendere in considerazione l'evoluzione umana, dato che noi "siamo piu' dei nostri geni". Oggi, il fatto che il cervello continua ad evolversi con la tradizionale lentezza comincia ad essere un problema. Nel 18mo secolo girava la voce che esistesse un uomo che avesse letto ogni libro mai scritto - improbabile, ma non impossibile. Oggi, anche leggendo un libro al giorno, sarebbero necessari 15.000 anni per leggere "solo" i libri in una biblioteca nazionale... Ma in questa nuova fase, descritta da Hawking come "self designed evolution", saremo in grado di modificare e migliorare il nostro Dna. Dapprima si trattera' di interventi tesi a rimediare "semplici" difetti genetici quali quelli che risultano nella distrofia muscolare o nella fibrosi cistica. Sara' molto piu' difficile identificare i geni responsabili per l'intelligenza, per esempio, e comprenderne le interazioni, ma sono sicuro, continua Hawking, che scopriremo come intervenire su intelligenza ed istinti quale quello all'aggressivita'. Se la specie umana riuscira' ad automodificarsi per ridurre il rischio dell'autodistruzione, e' probabile che colonizzeremo altri pianeti. Ma cio' sara' fatto con macchine intelligenti i cui componenti elettronici prenderanno il posto della biologia, così come il Dna potrebbe aver preso il posto di forme di vita precedenti.
Sia chiaro che DailyGalaxy ha solo riassunto quella che e' una lunga e complessa presentazione e che questo post e' il riassunto di un riassunto... Per chi volesse approfondire, ecco l'originale, su Hawking.org: Life in the universe
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mercoledì, luglio 15, 2009
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Postumano
14 luglio 2009
Oggi faccio sciopero!
Oggi faccio sciopero! Estropico si unisce al Network dei Transumanisti Italiani nell'aderire alla protesta contro il bavaglio che il DDL Alfano vuole mettere all'informazione e alla Rete.
Il futuro della Rete italiana è in pericolo: varie iniziative legislative hanno negli ultimi anni cercato di mettere il bavaglio a internet. Ultime tra queste è il cosiddetto “Decreto Alfano” che prevede l’obbligo di rettifica per il blog entro 48 ore dalla richiesta della magistratura equiparando cosi, blog e siti personali, alle testate giornalistiche regolarmente registrate. Le sanzioni penali e gli obblighi che imporrebbe il decreto sono inaccettabili per chiunque ha a cuore la libertà d’informazione e di espressione su internet. E’ per questo che abbiamo deciso di aderire al primo sciopero dei blogger al mondo promosso da Diritto alla Rete contro l’emendamento previsto dalla legge Alfano. Il nostro modo di protestare è quello di esporre oggi il logo di denuncia e di portare all’attenzione di voi Lettori questo attacco alla libertà e alla pluralità d’informazione. Inoltre invitiamo a firmare la Lettera di protesta “no rettifica” al Senato:
http://www.firmiamo.it/norettifica
La Rete è il primo mezzo di comunicazione di massa nella storia dell’uomo che consente una piena libertà di manifestazione del pensiero da parte di ogni cittadino, difendiamola quindi perché il suo futuro dipende soprattutto da tutti noi. Oggi quindi respingiamo con forza questa offensiva alla Rete italiana!
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martedì, luglio 14, 2009
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Varie
13 luglio 2009
Video: domande e risposte con Ray Kurzweil
La sessione "Domande e Risposte" con Ray Kurzweil dalla prima giornata della Singularity University (filmata da SingularityHub).
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lunedì, luglio 13, 2009
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Estropico e' fascista?
Uff! Mi sono arrivate alcune segnalazioni di un altro attacco dai ranghi dell'Associazione Italiana Transumanisti, piu' precisamente dalla loro lista di discussione, dalla quale me ne sono andato da tempo (troppo astio nei miei confronti da parte di alcuni militanti ed eccessiva politicizzazione, per i miei gusti). Rispondo in questa sede perche' non ho intenzione di ri-iscrivermi alla lista AIT, perche' ho deciso tempo fa' che e' piu' produttivo dedicarmi a produrre materiale per il blog e il sito che perdendo tempo in interminabili discussioni su questa o quella lista, e perche' so' che molti lettori della lista AIT leggono anche Estropico. Non "sbatto in prima pagina" nome e cognome del mio accusatore, contrariamente a quanto da lui fatto col sottoscritto, in quanto sarebbe cattiva netiquette. Basti dire che non si tratta di semplice iscritto alla lista, ma di un responsabile AIT (responsabile, insieme ad altri, di una certa struttura - non do' altri dettagli per i suddetti motivi di privacy).
Queste le accuse principali, con le mie risposte:
1) Il sottoscritto non ha letto l'ultimo numero di Divenire. Certo, e' una delle prime cose che ho detto io stesso nel post che ha scatenato le ire del mio "anonimo" accusatore. Il fatto che l'abbia letto o meno, pero', e' irrilevante ai fini del discorso. Quello che evidentemente non sono riuscito a spiegare nel post linkato qui sopra, e' la frustrazione da me provata di fronte alla continua sovraesposizione e legittimazione offerta dalla AIT ad autori di area neofascista, al di la' di quanto possano avere scritto - a meno che i loro articoli su Divenire contengano un'improbabile "svolta di Fiuggi" sovrumanista, nel cui caso ritiro tutto... Questa mia opinione delle scelte della dirigenza AIT puo' certamente non essere condivisa, ma non vedo perche' non possa essere perfettamente legittima.
2) Link a testi propri per giustificare l'appartenenza all'area neofascista di certi autori. Basta guardare bene e si nota che le pagine da me linkate contengono, a loro volta, un'abbondanza di link alle fonti originali. E fra queste fonti esterne dominano, guarda caso, i siti di una certa estrema destra italiana. Qui i "testi propri" di cui sopra, con tutti i link esterni che volete.
3) Estropico sarebbe guerrafondaio, simpatizzante per Berlusconi, filo-Bush e filo-consumista (oddio, in effetti sospetto che il consumismo sia meno peggio di quanto molti pensano). Nulla di nuovo, qui. E' la solita propaganda messa in giro da alcuni fra i piu' "duri e puri" degli attivisti dell'AIT... La loro tattica sembra essere di darmi del neocon un giorno e dell'anarco-capitalista il giorno dopo. Oggi, a quanto pare, sono berlusconiano, domani saro' qualcos'altro... Ai lettori l'ardua sentenza: sul blog gia' ci siete, qui c'e' il vecchio sito e qui quello nuovo. Vedete un po' voi... Ah, e l'unica volta che ho dato un suggerimento di voto e' stato per un candidato di Italia dei Valori...
4) Il gruppo Facebook del Network dei Transumanisti Italiani avrebbe cancellato un post che annunciava l'uscita di un numero di Divenire. Innanzitutto mi chiedo come sarebbero accolti, sul sito Facebook della AIT, eventuali post tesi a pubblicizzare le iniziative del Network... In secondo luogo, faccio notare che il sottoscritto e' un semplice iscritto al gruppo Facebook del Network e non ha alcun ruolo nella sua gestione. Si prega il mio accusatore di informarsi e di rivolgersi a chi di dovere.
5) Il sottoscritto sarebbe "fascista". Questa e' talmente iperbolica che non penso neanche di dover stare a rispondere...
Tolti i sassolini dalle scarpe, vediamo se riesco a riassumere come stanno le cose fra AIT, sovrumanisti e Network H+. Do' per scontato che esistono due scuole di pensiero su quanto segue e non mi illudo di poter accontentare entrambe le parti, ma sarebbe carino se riuscissimo almeno a metterci d'accordo su cosa non siamo d'accordo, per poi andare ognuno per la sua strada senza perdere il senso della realta' in una spirale di accuse sempre piu' surreali.
Il problema, mi sembra, e' duplice:
1) Il neofascismo, o meno, dei sovrumanisti. E' giusto considerare Vaj, Scianca, Boco e altri come neofascisti (per quanto atipici)?
2) La strategia dei vertici AIT di dare spazio ai sovrumanisti. E' vincente e inclusiva, o rischia di far confondere transumanismo e neofascismo?
Se Stefano Vaj debba essere considerato un autore di area neofascista, o meno, e' questione di opinioni. La mia opinione e' che, nonostante la pesante criptazione dei suoi scritti, sia proprio da lì che venga e sia proprio lì che voglia andare a parare. Qui e qui tutti gli articoli al proposito. Ma posso anche capire come altri possano avere un'opinione diversa: io stesso sono giunto alle mie conclusioni solo dopo mesi di letture su siti che in genere preferisco non bazzicare... Inoltre, si tratta di un autore estremamente attento a quello che scrive: dietro lo pseudonimo "Vaj" si cela un avvocato e in Italia, almeno in teoria e al di la' di quello che si pensi della liberta' di parola, l'apologia di fascismo e' reato. Quello che trovo totalmente incomprensibile, invece, e' come si possa avere dubbi di alcun tipo dopo aver letto certi ben piu' espliciti articoli di un Scianca o di un Boco (si veda la solita serie di articoli al proposito).
Opinioni diverse a parte, i fatti indisputabili sono questi: una parte del transumanismo italiano ha deciso che i sovrumanisti o non sono neofascisti o, se anche se lo fossero, sono comunque benvenuti nel movimento (la AIT). Un'altra (il Network H+) ha deciso il contrario e teme che l'accostamento di transumanesimo e neofascismo operato dai sovrumanisti e legittimato dall'ampia presenza loro concessa sulle pubblicazioni AIT, possa solo discreditare l'intero movimento. Come e' gia' successo. E tale preoccupazione e' tale da averci spinto a voler mantenere una presenza in rete allo scopo non solo di diffondere idee transumaniste in Italia, ma anche di fare da anticorpo memetico a tale contaminazione.
Ora: riusciranno mai alcuni pasdaran dell'AIT ad accettare questa perfettamente legittima differenza di opinioni? Senza cercare di caricaturarmi come guerrafondaio, neocon, benpensante, berlusconiano, fascista e chissa' che altro? Contrariamente a loro, io ho dato del fascista solo a chi si e' dichiarato tale (Scianca), agli ammiratori delle SS (Boco), a chi ha descritto l'autore archeofuturista Guillaume Faye come un proprio camerata (Vaj), e a chi considera il fascismo come la "prima manifestazione politica" della propria (aberrante) versione del transumanesimo (i sovrumanisti) - tutti i dettagli sono nei soliti articoli di cui sopra. E sono anche stato attento a precisare che si tratta di un neofascimo alquanto atipico. Non ho mai sostenuto che la AIT sia un'organizzazione neofascista (per quanto sia estremamente preoccupato da quella che, dall'esterno, sembra essere una crescente influenza sovrumanista su di essa). Quello che ho sempre detto, e che ripeto, e' che all'interno della AIT esiste una corrente (quella sovrumanista) che e' troppo in odore di neofascismo per i miei gusti e alla quale e' dato talmente tanto spazio che un'osservatore esterno potrebbe facilmente giungere all'erronea conclusione che transumanesimo e neofascismo siano in qualche modo collegati. Certamente non ho mai dato del fascista al mio "accusatore", col quale non ho mai neanche scambiato un'email, non ho mai dato dei fascisti a tutti i dirigenti o militanti non-sovrumanisti della AIT e non ho mai dato dei fascisti a tutti gli iscritti della lista dell'AIT, anche a quelli che non condividono la mia opinione dei sovrumanisti. E' troppo chiedere di essere trattati allo stesso modo?
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lunedì, luglio 13, 2009
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12 luglio 2009
Il potenziale della Futura Vita, di Ian Pearson
Segnalo questa traduzione del "nostro" Ugo spezza.
Vita artificiale creata dalla tecnologia, esseri umani mutati, menti umane scaricate nei computer, intelligenze artificiali. Questo e altro nella visione del futuro di Ian Pearson.
Introduzione. La tecnologia progredisce rapidamente a partire dai primi anni '90. Il progetto "genoma umano" ha scoperto una parte importante delle informazioni di cui abbiamo bisogno per capire che cosa ci vuole per realizzare un essere umano. La proteinomica, progetto tutt’ora in corso, cerca di costruire un quadro più completo delle interazioni tra le proteine costruite e utilizzate all'interno delle nostre cellule e le loro interazioni con il nostro DNA. Con i rapidi progressi in questi e in altri studi, sembra certo che nel giro di pochi decenni, si sarà in grado di personalizzare sia le forme di vita esistenti che di progettare nuove forme di vita partendo da zero. Ancora più emozionante, sarà per noi apprendere il funzionamento della facoltà chiamate “intelligenza” e “coscienza”, per arrivare, infine, ad essere in grado di progettare una entità artificiale intelligente e autocosciente. Gran parte di questo percorso sarà abilitato per i progressi nel campo della nanotecnologia avanzata, la quale, quando si realizzerà, non solo accelererà i progressi nel settore della Biotecnologia e della Information Tecnology, ma contribuirà a fondere ed integrare tali conoscenze, con conseguenze drammatiche. La dizione « convergenza NBIC » (Nanotecnologia-Biotecnologia-Informatica-Cognitivismo) è usata per descrivere questa molto ampia convergenza della tecnologia, anche se si potrebbe sostenere che la vera convergenza è semplicemente tra la Biotecnologia e l’Information Tecnology, dal momento che la nanotecnologia è invero solo una tecnologia "abilitante" del progresso nelle scienze cognitive a cui seguirà poi la convergenza Biotecnologia-Informatica. Pur con tutte le impressionanti modifiche dei genomi nelle attuali forme di vita prodigati dalla genetica, dobbiamo ancora vedere il primo batterio completamente assemblato da zero dall'uomo. Tuttavia, questo evento è probabile che non tarderà molti anni ad essere annunciato. Lo sviluppo di una vasta gamma di biologia sintetica e forme di vita sintetiche è un inevitabile decorso della ricerca genetica. L’ingegneria della vita diventerà un'altra forma di tecnologia umana. Il settore I.T. (NDT: informatica e micro-elettronica) è in qualche modo il più interessante in questo contesto. Sono ancora in corso discussioni sul momento in cui avverrà che alcuni particolari attività dentro i processori elettronici potranno essere qualificate come “forma di vita”, e un ulteriore dibattito, riguardo il modo in cui questa “vita elettronica” diverrà consapevole e autocosciente. Va detto però che alcuni scienziati (NDT: John Searle e Roger Penrose), relativamente alla vita artificiale e alla intelligenza artificiale avanzata, insistono sul fatto che queste non saranno mai realizzabili. Se questo è vero, il resto di questo articolo è da classificare come pura fantascienza. Tuttavia, sono certo che non solo sarà possibile creare entità artificiali consapevoli e altamente intelligenti interamente sulla base di futuri processi di micro-elettronica, ma che questo potrebbe essere realizzato addirittura entro il 2020, e, inoltre, che saremo in grado di collegare i processi biologici e quelli elettronici per creare forma di vita ibride o rendere ibride quelle esistenti, in parte in campo biologico e in parte nel cyberspazio. Leggi tutto, su Futurology.it
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domenica, luglio 12, 2009
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Intelligenza artificiale,
Tecnologie transumanizzanti
11 luglio 2009
Michael Jackson era un transumanista?
Questa, piu' o meno, la tesi di R. U. Sirius, direttore di H+ Magazine, esposta in questo articolo. Sintetizzo brutalmente e ignorando le parti relative alla sua musica. Jackson ha indubbiamente sfidato Madre Natura cercando di sfuggire ai limiti imposti dal suo Dna. I risultati sono stati un aspetto androgino, la "sindrome di Peter Pan" e un "cambio di razza". Ma non solo: essendo nato in un'era ancora priva di realta' virtuale matura, Jackson avrebbe creato una propria realta' virtuale nel mondo reale. Infine, ci sarebbe la neotenia chirurgica di Jackson, "il fenomeno evolutivo per cui negli individui adulti di una specie permangono le caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche di forme giovanili". La tesi di Sirius e' interessante e, anche ignorando il non confermato pettegolezzo che Jackson volesse essere criopreservato, e' innegabile che ci siano molti indizi che puntano ad un'anelito transumanista, o come minimo alla liberta' morfologica (morphological freedom). Non sono sicuro che abbia senso descrivere Jackson come transumanista in senso stretto e lo stesso Sirius scrive chiaramente che non pensa si tratti di un'esempio da seguire, ma concordo con Sirius sul fatto che Michael Jackson sia stato un "segno dei tempi", una sorta di pietra miliare della cultura pop verso la postumanita'. Forse l'opinione di Sirius e' influenzata anche da un altro fattore, come ammette indirettamente lui stesso in apertura di articolo: la simpatia istintivamente provata da un "tipo strano" per un altro "tipo strano." E dato che agli occhi del grande pubblico noi transumanisti continuiamo ad essere appunto "tipi strani", che ci piaccia o meno, non e' difficile provare una certa riluttante simpatia nei suoi confronti - se ignoriamo il narcisismo esasperato e le accuse di pedofilia.
Per un opinione diversa, vedi: Michael Jackson: vivrò almeno 150 anni
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sabato, luglio 11, 2009
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Crionica - ibernazione,
Transumanesimo,
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10 luglio 2009
Un immunosoppressore longevizzante
Segnalazione lampo: l'immunosoppressore rapamicina (rapamycin) ha allungato la vita dei topi di laboratorio di mezza eta' a cui e' stato somministrato. Non e' ancora chiaro il meccanismo. Qui la stampa italiana, qui Nature, dove lo studio e' stato pubblicato.
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venerdì, luglio 10, 2009
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Longevismo
L'Unione Europea e il potenziamento umano
A quanto pare l'Unione Europea prende seriamente la prospettiva del potenziamento umano, come suggerito dalla pubblicazione di questo rapporto da parte dell'European Technology Assessment Group (ETAG): Human Enhancement (Pdf - 890 kb). Non ho ancora deciso se questo sia uno sviluppo positivo o meno. Da una parte e' un segno che il tecnopotenziamento e' sempre piu' vicino. Dall'altra, c'e' il rischio che nascano istituzioni iperburocratiche che siano piu' che altro d'intralcio o che attirino bioconservatori il cui unico obiettivo e' di sopprimere tali tecnologie (rassicurante, al proposito, e' la presenza del Rathenau Institute fra i partner di ETAG). Ad ogni modo, ecco qualche estratto dal rapporto (riassumo-traduco liberamente):
...lo studio discute le strategie necessarie per gestire il potenziamento umano nel contesto europeo, rigettando sia la messa al bando totale che il laissez faire... identificando un approccio pro-potenziamento ragionato, un approccio restrittivo ragionato e le varie opzioni a disposizione della UE.
La UE non ha una piattaforma per il monitoraggio e la discussione del potenziamento umano. Il rapporto suggerisce due opzioni: la creazione di una commissione temporanea, o di un gruppo di lavoro, entrambi con il coinvolgimento del Parlamento europeo.
I compiti di questa struttura includerebbero: la valutazione dell'efficacia e dei rischi delle tecnologie in questione e del loro impatto politico, etico, legale, sociale, culturale, politico, sanitario, etc; decidere se la UE debba finanziare tecnologie che potrebbero compromettere la coesione sociale o i valori europei; identificare i bisogni della ricerca; definire i limiti entro i quali ogni singola nazione possa regolamentare il potenziamento umano entro i propri confini; prevenire gli effetti collaterali indesiderati e la disuguaglianza sanitaria fra stati membri; preparare il terreno per un approccio al finanziamento della ricerca per il potenziamento umano; stimolare il dibattito sul tema del potenziamento.
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venerdì, luglio 10, 2009
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Potenziamento umano
09 luglio 2009
Dieta mediterranea; indice glicemico; dieta vegetariana; vitamine E, C e beta carotene; controllo della colesterolemia.
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Dieta mediterranea e salute. Consumo moderato di vino ai pasti, verdura, frutta fresca e secca, legumi e olio d’oliva sono i principali responsabili dell’effetto protettivo della dieta
Indice glicemico e funzione endoteliale in soggetti sovrappeso o obesi. La funzione endoteliale è ridotta dal consumo di alimenti con alto indice glicemico in soggetti non diabetici, con un meccanismo indipendente dalla glicemia
Dieta vegetariana a basso contenuto di carboidrati, peso corporeo e colesterolo LDL. Una dieta vegetariana a basso contenuto di carboidrati è efficace nella riduzione del peso corporeo e della colesterolemia LDL in soggetti iperlipidemici
Vitamina E, vitamina C e beta carotene e funzioni cognitive in donne con malattie o fattori di rischio cardiovascolari. La supplementazione con antiossidanti non influenza favorevolmente il declino cognitivo
Il controllo non farmacologico della colesterolemia. Parte 5: vari macro e micro-nutrienti, calcio, vitamina D e dieta mediterranea
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giovedì, luglio 09, 2009
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Longevismo pratico
La neogenesi sarà possibile nello spazio e non sulla Terra, di Carlo Pelanda
Era da un po' che il Prof. Carlo A. Pelanda non pubblicava uno dei suoi articoli futurizzanti (raccolti su Estropico nella sezione Esodestini). Il motivo del silenzio e' spiegato in questo articolo che ho recentemente scoperto sul suo sito ed ha a che fare con il minimizzare il conflitto fra tecnica e morale, come gia' discusso da Pelanda in un altro articolo. Il che, insieme a quanto gia' discusso qui, mi fa sorgere il dubbio che a volte, forse-forse, farei meglio a starmene zitto...
Devo anche dire di non essere sicuro di condividere la tesi centrale dell'articolo: sospetto che le stesse tecnologie che permetteranno la biocibernazione prevista da Pelanda permetteranno anche il suo sviluppo sulla Terra. Piu' precisamente: sara' l'accelerazione del progresso tecnoscientifico a renderle entrambe possibili, rendendo allo stesso tempo obsoleti sia l'invecchiamento che i limiti insiti nell'ecosistema (Pelanda cita anche dei vincoli insiti nella societa' e questi potrebbero essere piu' duraturi). Ad ogni modo, lo scenario qui illustrato e' tutt'altro che impossibile. Ecco l'articolo, scritto nell'inimitabile, stile di Carlo Pelanda:
La neogenesi sarà possibile nello spazio e non sulla Terra
Cari futurizzanti, il primo scenario del 2009 è per voi, con le scuse per avervi trascurato nel 2008. Ma una precisazione è necessaria. Molti si sono lamentati perché la rubrica non tratta più i temi del progresso postumano che implica la liberazione dalla morte. Non è per vincolo. E non è certo per rinuncia del rubricante a modificare la spaventosa condizione umana: nascere per morire e star male solo perché la “stupida” evoluzione così ci ha disegnati. Per quei ricercatori – bio, tecno e socio - che chiedono alla rubrica di avanguardizzare sui media il consenso per la biocibernazione, questa è la risposta. La priorità è quella di minimizzare il conflitto tra tecnica e morale. L’opposizione della seconda può bloccare lo sviluppo della prima quando un’innovazione è agli inizi. Una volta avviata e dimostrato il suo vantaggio competitivo non c’è credenza che possa frenarla. La bioscienza, pur in suo settore criptato, è arrivata al punto di poter concepire la costruzione artificiale di organismi capaci di rimuovere le cause genetiche di morte, invecchiamento e malattia. Tale prospettiva, solo a dirla, produce choc. Non tanto per prevalenza oscurantista. I limiti sono nella società e nell’ecosistema. Per madri e padri il cui senso della vita, in sostanza, è la missione riproduttiva biocontinuista c’è un’inclinazione istintiva a rifiutare figli totalmente diversi da loro. Anche se fossero inventabili soluzioni per questo problema, non ce ne sono di terrestri per quello ecosistemico. Nella transizione sarebbe difficile gestire la diversità tra mortali ed immortali. I secondi senza limiti non potrebbero riprodursi in un’ecologia limitata. Quindi sulla Terra l’immortalità non mostra un vantaggio competitivo, anzi. I contrari hanno argomenti razionali oltre che emotivi per opporsi. La soluzione fattibile, invece, è quella di trasferire nello spazio il progetto di biocibernazione, senza impatto sulla Terra. Due speci, poi altre evoluzionisticamente infinite quanto l’Universo, quella terrestre lasciata come è, endoevoluzionistica. Quindi la strategia realistica è: prima uscire dal pianeta e poi, negli esohabitat, biocibernare. La buona notizia in materia è che l’India si è aggiunta ad America, Russia e Cina nella competizione per la conquista dello spazio. Tale pressione accelererà la costruzione di esobasi e astronavi. Un satellite indiano ha rilevato sulla Luna molto ferro che permetterà di costruirle in cantieri lunorbitali. Da qui evolverà la tecnologia dei megahabitat spaziali semoventi. In questi poi, o su altri pianeti, tra 2 o 3 secoli, sarà neogenesi. Per necessità.
Originariamente pubblicato sul sito di Carlo Pelanda.
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giovedì, luglio 09, 2009
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Esodestini,
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Longevismo,
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Spazio
08 luglio 2009
La crionica basata su prove d'efficacia
EvidenceBasedCryonics.org non e' ancora attivo (al momento e' solo una pagina "segnaposto") e non e' chiaro chi ci sia dietro. Il riferimento e' alla "evidence based medicine" o "medicina basata su prove di efficacia". Se dovessi scommettere sul responsabile, punterei su Aschwin de Wolf, l'iperattivo blogger dell'ottimo Depressed Metabolism, ma e' solo una congettura basata su un suo recente articolo dallo stesso titolo. Ne riparlero' quando si avranno piu' notizie...
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mercoledì, luglio 08, 2009
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Crionica - ibernazione
07 luglio 2009
Estropico 2.0 e' online!
Il nuovo sito e' finalmente online: www.estropico.org. E' tutt'altro che finito e rimarra' in continua evoluzione ancora per qualche mese. Il vecchio sito, ormai non piu' aggiornabile causa problemi tecnici, restera' online e fara' anche da archivio provvisiorio fino a quando sara' stato possibile trasferire una selezione dell'enorme quantita' di materiale accumulata nel corso degli anni sul nuovo sito.Transumanesimo: verso una filosofia futurista, di Max More
L'umanità è nelle fasi iniziali di un periodo di espansione esplosiva della conoscenza, della libertà, dell'intelligenza, della vita e della saggezza. Tuttavia, la nostra specie persiste nelle vecchie strutture concettuali e nei processi che agiscono come un freno sul progresso. Uno dei peggiori freni è il pensiero religioso. In questo saggio vorrei mostrare come la religione agisce da forza entropica contrapponendosi alla nostra promozione della transumanità e al nostro futuro di postumani. Allo stesso tempo riconoscerò il ruolo positivo e necessario che le religioni hanno svolto nel dare senso e struttura alla nostra vita. L'alternativa alla religione non è un disperato nichilismo, né uno sterile scientismo, ma il transumanesimo. L’Umanesimo, anche se è un passo importante nella giusta direzione, contiene molti valori e idee obsolete. L’Estropianesimo è la principale forma di transumanesimo che muove al di là dell’umanesimo, concentrandosi sul nostro futuro evolutivo.
Il progetto abolizionista, di David Pearce
Questa conferenza ha come oggetto la sofferenza e il modo in cui liberarsene. Il mio pronostico è che riusciremo ad eliminare la sofferenza di tutte le creature viventi. I nostri discendenti saranno animati da gradienti di benessere geneticamente pre-programmato superiori di vari ordini di grandezza alle massime esperienze oggi possibili. In primo luogo descriverò a grandi linee perché è tecnicamente possibile abolire i substrati biologici di qualsiasi sorta di esperienza spiacevole - la sofferenza psicologica e anche il dolore fisico. Successivamente sosterrò la tesi dell'assoluta urgenza morale del progetto abolizionista, a prescindere dall'adesione o meno a qualsiasi forma di utilitarismo etico. In terzo luogo discuterò perché una rivoluzione nelle biotecnologie porterà alla realizzazione di tali previsioni, anche se non rapidamente quanto dovrebbe.
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martedì, luglio 07, 2009
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