Estropico e' dedicato all'impatto delle tecnologie avanzate sulla condizione umana, al prossimo incontro e fusione fra intelligenza biologica e non-biologica, al nostro potenziale futuro postumano ed alle strategie per arrivarvi.
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Da non perdere: sul sito degli amici degli iLabs troverete i quattro video delle presentazioni dell'iLabs Singularity Summit, tenutosi a Milano il 5 marzo 2011: Ray Kurzweil e Aubrey de Grey (entrambi con traduzione simultanea), Gabriele Rossi e Antonella Canonico (autori di Semi-immortalita' e fondatori degli iLabs).
La singolarità è vicina, di Ray Kurzweil. Il prologo, il primo capitolo e un'intervista con l'autore.
Motori di creazione. L'era prossima della nanotecnologia, di K. Eric Drexler. Prefazione di Marvin Minsky. Il punto di partenza per chiunque sia interessato alla nanotecnologia e al suo potenziale impatto sulla nostra vita nei prossimi anni. Estropico ne presenta la versione integrale in italiano.
Viaggio fantastico, di Ray Kurzweil e Terry Grossman. Estropico presenta i primi due capitoli: "Puoi vivere abbastanza a lungo da vivere per sempre" e "I 'ponti' a venire".
Ending Aging, di Aubrey de Grey e Michael Rae. Estropico ne presenta due capitoli: "Il momento Eureka" e "Verso un futuro senza età"
Estratti da Semi-Immortalità, di Gabriele Rossi e Antonella Canonico
Il sito della Società Italiana per la Crionica (ospitato su Estropico) contiene la più completa raccolta di materiale in italiano sulla crionica. La crionica, anche nota come ibernazione umana, criopreservazione o biostasi, è la pratica di preservare a basse temperature il corpo di pazienti terminali, dopo la morte legale, nella speranza che future tecnologie ne permettano un giorno il ritorno in vita.
La prospettiva dell'immortalità, di Robert Ettinger. Il libro che ha lanciato la crionica (ibernazione umana).
La preparazione: un libro sulla colonizzazione dello spazio, sulla transumanità e sulla nanotecnologia, di Rex Stephens.
Esodestini: gli articoli futurizzanti di Carlo A. Pelanda.
Transumanesimo: l'idea piu' pericolosa al mondo. Lo speciale di Estropico dedicato all'attacco di Francis Fukuyama al progetto transumanista.
Più che Umani. La bioetica filosofica e le tecnologie del potenziamento psicofisico, di Vincenzo Russo
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Battaglioni di supersoldati selezionati per i ruoli a loro meglio adatti sulla base di analisi genetiche. Costantemente monitorati per sintomi di ogni tipo di debolezza. Stimolati elettromagneticamente per aumentarne la concentrazione. E se un platone fosse decimato, i rinforzi li chiamano i biosensori indossati dai caduti. Questo il prossimo futuro dell'esercito USA secondo un rapporto del US National Academies of Science (NAS): Opportunities in Neuroscience for Future Army Applications (alcuni estratti sono disponibili free). Finanziato dall'esercito americano e compilato da 14 neuroscienziati di punta, il rapporto si concentra sulle applicazioni piu' fattibili nei prossimi anni e solleva varie questioni di carattere bioetico. Un perfetto esempio e' la prospettiva di abbassare i livelli di ossitocina delle truppe, sopprimendone l'empatia. Il rapporto riconosce l'urgenza di dilemmi etici simili e consiglia che l'esercito USA arruoli esperti di bioetica allo scopo di studiare le ramificazioni di eventuali interventi. L'articolo del New Scientist si conclude con una dichiarazione del responsabile per il rapporto (Floyd Bloom dello Scripps Research Institute di La Jolla, in California), secondo il quale il fatto che tali tecnologie potrebbero essere utilizzate in modo non-etico non e' ragione sufficiente per ignorarle. Non si sottovaluti, inoltre, come le tecnologie sviluppate per i militari finiscono spesso per essere adottate anche dal resto della societa'.
La metformina e' un medicinale introdotto negli anni '50 per il trattamento del diabete, ed e' una sostanza che ogni longevista dovrebbe tener d'occhio, vista la sua azione di controllo dei livelli di glucosio nel sangue. Un articolo, riportato sul sito della Life Extension Foundation, spiega come un recente studio abbia dimostrato che il suo meccanismo d'azione sia piu' complesso di quanto fino ad ora pensato. Invece di rendere il fegato piu' sensibile all'insulina, come generalmente creduto, pare che agisca direttamente sul Dna delle cellule epatiche regolandone la produzione di glucosio. Nelle persone sane, il digiuno induce il fegato a produrre glucosio e, dopo i pasti, il pancreas produce insulina (l'ormone responsabile per l'utilizzazione del glucosio). L'arrivo dell'insulina fa' "spegnere" la produzione di glucosio da parte del fegato, ma non nel diabete mellito di tipo 2, ergo gli alti livelli di glucosio nel sangue caratteristici di questo disordine metabolico. Cio' e' dovuto a dei problemi di "comunicazione" fra fegato e pancreas e i ricercatori hanno scoperto che la metformina ricopre una funzione simile a quella di una proteina (chiamata CBP), il cui ruolo e' proprio quello di "messaggero" fra questi due organi.
Segnalo questo articolo del New York Times (The Coming Superbrain) non perche' ci troverete granche' di nuovo (anzi, se seguite questo blog e Estropico da tempo, non ci troverete proprio nulla di nuovo...) ma come "prova" che il transumanismo si sta ormai trasformando da interesse di nicchia a tema ricorrente sui mass media. Era ora...
Le nuove frontiere della robotica sono state svelate al Science Beyond Fiction expo svoltosi a Praga, la sfida per i ricercatori è rendere più "umani" possibile i movimenti e le azioni dei robot (qui e qui due video che mostrano qualche modello di robot presentato all'expo). Compiti come camminare e raccogliere oggetti sono semplici gesti quotidiani delle persone, ma tali compiti banali ancora rappresentano la grande sfida di oggi per i robot. I ricercatori stanno utilizzando sensori, telecamere e sistemi di riconoscimento per insegnare alle macchine a interagire meglio con la gente. Rachid Alami, scienziato presso il Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica in Francia, ha detto che le azioni da robot devono essere facilmente interpretate dagli esseri umani. "In genere, gli ingegneri ottimizzano l'energia, ottimizzano il tempo, ma non ottimizzano l'accettabilità e la leggibilità del compito dei robot", ha detto. Il movimento umano è fluido e adattabile perché le persone imparano a muoversi senza aiuto e senza un flusso di istruzioni coscienti del cervello. Pochi robot moderni possono replicare un buona sequenza di movimenti allo stesso modo. Ma, dicono gli scienziati, una volta che ne saranno capaci le macchine potrebbero diventare utili in campi come le neuroscienze. Ma i vantaggi non si trovano interamente in mani umane. I robot possono eseguire alcuni compiti che gli uomini trovano difficili. All'expo un robot ha dimostrato di tenere in equilibrio una palla con successo grazie al feedback da parte dei sensori di luce. Alcuni robot stanno imparando a collaborare come in uno sciame in modo da comunicare dove si trovano e ciò che hanno scoperto. "Il sistema è molto affidabile, perché quando una parte del sistema è fuori controllo o distrutta, altri possono assumere questo ruolo e l'intero sistema funziona ancora," ha affermato Serge Kernback dell'Università di Stoccarda. Egli ha aggiunto che questo nuovo tipo di auto-organizzazione suggerisce che "vi sono ancora frontiere della ricerca in robotica". Un robot chiamato Noa al Science Beyond Fiction expo è stato in grado di raccogliere oggetti grazie alle immagini in modalità wireless inviate da una macchina fotografica sopra di esso. I ricercatori vogliono che le macchine siano in grado di trovare le risposte alle proprie domande sui compiti da svolgere. Per realizzare questo obiettivo, gli scienziati hanno studiato le onde cerebrali dei ratti. Stefan Schaffelhofer, medico e ricercatore in ingegneria elettrica nell'impresa Guger Technologies, ha dichiarato che è possibile ricostruire la posizione fisica di un animale dalle onde cerebrali utilizzando placche di cellule neuronali. "E' come il GPS, ma si utilizzano le onde cerebrali invece dei satelliti", ha spiegato l'onorevole Schaffelhofer. "Sapere come il cervello si occupa dello spazio intorno a noi potrebbe in futuro, ad esempio, aiutare le persone con disabilità a essere controllati da aiutanti robotici, in un modo molto naturale", ha aggiunto. Da: BBC News (by David)
Medgadget esamina un kit chirurgico del XIX secolo. Cosa ci fa' su Estropico Blog? Ci ricorda quanto progresso medico c'e' stato da allora e cosa esso significa in pratica per un paziente. Il brutale fascino dell'oggetto non riesce a nascondere il dolore che deve inevitabilmente aver causato, nel secolo in cui l'anestesiologia moderna stava nascendo...
“La materia non è né triste né lieta. Essa ha per essenza il coraggio, la volontà e la forza assoluta. Essa appartiene al poeta divinatore.” Marinetti
Paradossalmente, nel novecento, il più geniale volo poetico nel futuro, sintesi straordinaria tra la tradizione cristiana e il futurismo modernista, forse ha il nome di Padre Pierre Teilhard de Chardin, scienziato e gesuita...
Volo dell’ Uomo Nuovo, peraltro, non a caso sottinteso da tutta la psicoanalisi, da Hillman e Lacan ai padri fondatori Jung e Freud , nonché dalle avanguardie artistiche del primo novecento soprattutto: l’ancora rimossa religione della modernità, della macchina e della scienza, esplicita in Marinetti ed i futuristi, ma archetipo (e spesso consapevole) in tutti i movimenti e gli artisti d’avanguardia, fino ai nostri giorni!
Sempre in odore di eresia per le sue ipotesi assolutamente sublimi, se non estatiche (come i grandi santi o profeti), comunque Teilhard nelle sue opere- e particolarmente in L’avvenire dell’Uomo ha letteralmente innestato nella Macchina l’Anima, come un geniale cibernetico del prossimo secolo!
Ancor di più, nessuno come Tehilard ha forse captato l’Anima della Macchina, ovvero della Scienza, da dove viene nella sua profondità persino cosmica l’ebbrezza della modernità, la passione scientifica autentica, fin da Galileo…
Il suo umanesimo scientifico… svela quel che la scienza stessa, ancora giovane e ferita da secoli di inquisizione intellettuale (Galileo era ancora scomunicato fino a pochi decenni fa!), non può comprensibilmente ammettere esplicitamente: quando gli scienziati scoprono la Natura essi non cercano solo la verità, ma anche Dio; e il Cristo…Gesù è l’archetipo nascosto che muove –come vocazione appunto inconfessata- la Scienza stessa.
Le più recenti scoperte scientifiche (soprattutto in fisica e matematica ma pure nella genetica e nella tecnologia, oltre ai viaggi spaziali e ad… Internet… la Rete da lui divinata come Noosfera!) evidenziano attualmente le intuizioni clamorose di Teilhard, quasi – pure -una sorta di capolavori dell’arte sacra rinascimentale o tardomedievale in versione scientifica o computerizzata!
Il big bang e i suoi misteri, il progetto Genoma, il Voyager oltre le colonned’Ercole del SIstema solare (con un videodisco messaggio della specie umana a ipotetiche civiltà aliene…), le proprietà sempre più immateriali della luce e della materia, le ipotesi di vita artificiale o della clonazione umana (che attualmente sconvolgono le coscienze) in ogni caso hanno già spiritualizzato la ricerca della Scienza che ormai si trova in faccia il mistero delle origini e della creazione…
E… Teilhard rintracciando l’archetipo del Cristo – come accennato- nel “Dna” dell’evoluzione scientifica ed umana, ha donato agli umani una “password” cosmica per amare il futuro e la scienza, scoprirne la sua natura non solo materiale ma assai più complessa, divina in parole poetiche: quasi, anche un fondamentale ritorno alle origini stesse della scienza moderna, quando l’idea di Dio era comunque sottintesa alla rivoluzione scientifica: “Dio in persona ha creato i numeri” disse un famoso matematico!
Va da sé, con Teilhard riaffiora nello spirito scientifico la cosiddetta scienza romantica, già vagheggiata dallo stesso Nietzsche, Goethe… e poi Henry Bergson e proprio l’avanguardia futurista: la Natura e la Materia viste non solo come materia inanimata, ma pure spirituale, come suggeriscono oltre a certa fisica o scienza contemporanea, anche il filosofo cattolico Jean Guitton, il filosofo scientifico Paul K.Feyerabend, lo stesso Carl Gustav Jung, i nuovi filosofi stessi postumani, transumanisti, in Italia la nuova Futurologia italiana di Riccardo Campa e i transumanisti italiani (A.I.T.), Futurology,it di Ugo Spezza, il network parallelo Network dei Transumanisti Italiani (Estropico e altri) .
E laddove proprio la Scienza contemporanea, dopo Einstein, afferma che il Tempo è forse un illusione e che la storia è certamente una sorta di macchina del tempo… immaginare il Regno di Dio (Punto Omega in Teilhard) come Utopia del Futuro e la Scienza, Macchina meravigliosa per trasformare quell’utopia in Realtà, è comunque prova letteraria che la Scienza stessa non è solo Luce della Ragione, ma anche Stella dell’Immaginazione.
In altre parole, le ragioni del cuore sono tutt’oggi cibo cosmico per la mente umana, per la sua libertà e per desiderare il futuro, mai sufficientemente “umano troppo umano”, come intuì Nietzsche, forse, solo apparentemente antitetico a Teilhard, altro percorso “cosmico” dove il Dio futuro è venuto alla luce nel caos della modernità.
“Voi sarete come Dei”... “A sua Immagine e Somiglianza” ... E differenza aggiungono i postumani, neofutuisti, transumanisti...
In breve, l’opera di Teilhard appare meravigliosa nel suo slancio futuribile a lungo termine, anche per la sua formazione apparentemente conservatrice, religiosa: Teilhard ha praticamente tradotto in chiave scientifica – nel nome di Gesù e quindi dell’Occidente…- il celeberrimo poema mistico-cosmico Il Cantico dei Cantici !
Segnalazione lampo: ecco i vincitori del concorso The art of science dell'Universita' di Princeton. In pratica si tratta di una galleria di immagini trovate "per caso" nei laboratori di ricerca. Le mie preferite non sono i tre vincitori, ma questa, questa e questa. Hat-tip a Ouroboros.
Al contrario delle filosofie ed ideologie tradizionali che predicano il sacrificio e la rinuncia in nome di cause ritenute piu' importanti dei loro singoli sostenitori, Youniverse, di Robert Ettinger, sostiene che nell'epoca della crionica (ibernazione umana) e della ricerca scientifica anti-invecchiamento, un'estensione del principio dell'autointeresse illuminato sia un approccio molto piu' ideoneo e razionale. Il titolo e' un composto aplologico creato dalla fusione delle parole inglesi "you" e "universe" (potremmo tradurlo in italiano come "tuniverso"). L'autore: non solo Robert Ettinger e' il fondatore del Cryonics Institute ed e' generalmente considerato il "padre della crionica" (o ibernazione umana), ma e' anche l'autore di La prospettiva dell'immortalita' e di Man into superman. Vista l'eta' (91 anni), e' triste ma realistico notare che Youniverse sara' probabilmente la sua ultima opera. O come minimo, la sua ultima opera prima del suo viaggio nel futuro alla temperatura dell'azoto liquido... Youniverse e' acquistabile su Amazon e Barnes and Noble, nonche' su Universal Publishers, dove e' anche possibile scaricare le prime 25 pagine gratis.
Il prossimo incontro del Singolarity Institute Italia di David Orban si svolgera' a Milano venerdì, 29 Maggio a partire dalle 20.00 fino alle 24.00 circa, persso il SCM, Via Mac Mahon 14. Chi fosse interessato a partecipare e' pregato di confermare la presenza scrivendo a david@davidorban.com
Temi:
1. Il primo corso estivo della Singularity University. 2. Wolfram Alpha: la promessa del motore di conoscenza computazionale. 3. Accelerazione del cambiamento in Italia? In che modo, in un momento di crisi finanziaria globale e di trasformazioni radicali, può il paese affrontare le necessità culturali, politiche ed economiche che l'accelerazione del cambiamento tecnologico comporta? Quali sono i costi dell'inazione e siamo disposti a sopportarli come individui e come nazione?
I relativi pesi degli argomenti ed eventuali altri che volessimo affrontare verranno decisi all'apertura delle discussioni. Inoltre se qualcuno di voi volesse venire con una propria presentazione attinente ai temi elencati, può inviarmelo direttamente in formato pdf, tenendolo per una durata non superiore di cinque minuti.
Per la cibarie e il bere come al solito ognuno può portare delle cose. Raccomanderei di portare poco! Generalmente rimane tanta roba enessuno poi lo porta via. :) Quindi portate per voi stessi e poi mescoliamo...
Una riflessione su 16 vere tecnologie per cyborg, su FuturoProssimo (segnalato da Bruno). E' un post affascinante e ben documentato (piu' d'una delle tecnologie illustrate mi era sfuggita), ma avete notato una cosa strana? Tranne due, sono tutte tecnologie sostitutive: se perdi un braccio in un incidente c'e' un braccio neurocontrollato, se perdi l'udito c'e' l'impianto cocleare, se sei in lista d'attesa per un trapianto cardiaco c'e' il cuore bionico. Gli unici due prodotti non mirati ai disabili o a chi soffre di seri problemi di salute sono una lente a contatto per la visione aumentata (un'ottima idea che potrebbe non avere difficolta' a trovare un mercato) e un innesto per cellulare (in un dente, o nell'orecchio) che dubito avrebbe successo commerciale causa la necessita' di intervento chirurgico. Insomma, oggi come oggi la categoria in prima linea per la cyborgazione rimane quella dei disabili. Volete un "segno dei tempi" da tener d'occhio per monitorare l'avvicinarsi dell'era del postumano? Quando saranno gli "abili" a farsi amputare un braccio o espiantare un organo per sostituirlo con una versione bionica...
E' una di quelle spinose questioni che rappresentano una vera sfida per il pensiero filosofico, politico e scientifico: il potenziamento cognitivo creerà un divario all'interno della società? Avere individui superintelligenti potenziati grazie alla scienza e alla tecnologia ed individui che non possono/vogliono potenziarsi apre diversi problemi nella discussione sul futuro dell'umanità. Questo era il tema del Neuroscience in Contex a Berlino, in Germania, dove antropologi, tecnologi, neurologi, archeologi e filosofi si sono incontrati per esaminare le implicazioni di questa prossima fase di sviluppo del cervello umano. Dal sito della rivista NewScientist abbiamo tradotto liberamente alcune parti del resoconto di questo incontro:
Siamo alla vigilia di innovazioni tecnologiche che potrebbero accrescere il nostro potere mentale rendendoci irriconoscibili. Sarà presto possibile incrementare cervelli umani con "plug-in" elettronici o anche con potenziamenti genetici. Ma cosa significa questo per il futuro dell'umanità?
La domanda è: ciò potrebbe ampliare il divario tra il mondo dei ricchi e dei poveri - e forse anche portare ad una specie distinta e dominante con ineguagliabile potere di intelletto?
Un punto di vista è che questa è solo la prossima fase di un processo che ha avuto luogo in tutta la storia umana. Gli esseri umani hanno sempre svolto un ruolo attivo nel miglioramento dei propri cervelli, afferma Lambros Malafouris dell'Istituto McDonald per la ricerca archeologica a Cambridge, Regno Unito, che è stato uno degli organizzatori della riunione di Berlino. Si è cominciato con l'aver ereditato mutazioni genetiche che ci hanno dato un cervello plasmabile, in grado di cambiare fisicamente per soddisfare finora cambiamenti intellettuali e pratici. I più recenti cambiamenti sono stati modellati dalla nostra interazione con l'ambiente fisico, e dalla socialità creata dai "memi" tramandati attraverso la cultura. Le pietre miliari del miglioramento del cervello umano nel corso degli ultimi 2 milioni di anni hanno incluso l'invenzione dei gesti e del linguaggio per descrivere i nostri pensieri ad altri, così come la parola scritta e la nostra capacità di impegnarci a mettere tutto per iscritto. Tutti questi atti agiscono come estensioni del nostro cervello, formando quello che viene descritto da Malafouris come sistema "metaplastico" - un circuito di feedback tra la neurologia del nostro cervello e la richieste culturali e materiali in merito. "Parte del motivo per cui l'Homo è diventato Sapiens, risiede nella sua capacità unica di alterare, modificare e cambiare quello che per le altre specie è rimasto fisso e stabile", egli spiega. Le prove di questa plasticità continuano ad aumentare. Andreas Roepstorff dell'Università di Aarhus in Danimarca ha presentato scansioni cerebrali di persone che meditano, le aree del loro cervello che controllano la respirazione sono più ampie di altre persone corrispondenti che non controllano la respirazione. Oggi, le nostre menti sono ancora più fluide e aperte al potenziamento a causa di ciò che Merlin Donald del Queens University di Kingston, Ontario, Canada, chiama "superplasticità", la capacità di ciascuna mente di collegare le esperienze e le menti di innumerevoli altri individui attraverso la cultura o la tecnologia. "Non mi sto riferendo a una 'mente di gruppo', poichè ogni mente è sigillata [nel cranio di ogni individuo, N.d.T.]", egli spiega. "Ma al fatto che la cognizione può essere distribuita, inserita in un enorme sistema culturale, e la tecnologia ha prodotto un grande effetto moltiplicatore". In altre parole, gli esseri umani hanno già una mente al di là di qualsiasi evoluzione vista prima nella storia. La prossima fase del potenziamento dei cervelli potrebbe essere tecnologica - attraverso l'ingegneria genetica o le protesi per il cervello. Dato che le varianti del gene fondamentale relativo alla capacità intellettuale devono ancora essere scoperte, l'impulso a potenziare il cervello dalla modificazione dei geni può risultare essere un vicolo cieco, o essere addirittura impossibile. Le protesi sono molto più probabili, in particolare per quanto riguarda la tecnologia di cablaggio dei cervelli al computer che è già in fase di sperimentazione. Infatti, il futurista e inventore Ray Kurzweil ritiene che il momento in cui l'uomo si fonderà con le macchine arrivera già nel 2045. Non ci vorrà molto prima che aiuti "clip-on" del computer saranno disponibili per tutti, dice Andy Clark, un filosofo a favore del potenziamento presso l'Università di Edimburgo, nel Regno Unito. Questi potrebbero essere qualsiasi cosa, da aiuti per la memoria ad aiuti per la capacità di "ricerca" delle informazioni memorizzate nel vostro cervello. "Io li vedo diventare oggetti di moda, un po 'come la scelta di un capo d''abbigliamento". Clark dice che già oggi, dispositivi come head-up display negli occhiali o semplicemente abilità nell'utilizzazione di programmi per computer come Photoshop si avvicinano ad essere estensioni fisiche della mente delle persone. Malafouris inoltre ritiene che tale aumento cognitivo è la prossima tappa nella logica dello sviluppo umano. "Se accettiamo che l'uso dello strumento è stato parte del motivo per cui siamo arrivati a sviluppare la lingua, allora perché dobbiamo percepire la neuro-ingegneria come una minaccia piuttosto che come la nuova "epoca della pietra" del 21 ° secolo?"
Tuttavia non tutti pensano che questo sia una buona idea. Dieter Birnbacher, un filosofo presso l'Università di Düsseldorf, in Germania, afferma che esistono dei rischi tecnologici nell'auto-miglioramento che potrebbero mettere a repentaglio la dignità umana. Un problema potenziale si pone nell'alterare ciò che riteniamo essere "normale": i pericoli sono simili alla pressione sociale nel conformarsi a forme di bellezza ideali, fisiche o abilità sportive che vediamo oggi. Persone senza potenziamenti potrebbero vedere se stessi come falliti, avere una più bassa autostima o addirittura essere discriminati da quelli i cui cervelli sono stati migliorati, dice Birnbacher. Il miglioramento potrebbe "dividere" il genere umano, sottolineando che la società tollera già enormi ingiustizie esistenti in materia di accesso al potenziamento di strumenti come i libri e l'istruzione. La percezione che alcune persone stanno dando a se stessi un vantaggio sleale nei confronti di tutti gli altri per "migliorare" il loro cervello creerebbe divisioni sociali, dice John Dupré presso l'Università di Exeter, del Regno Unito. La possibilità che si sviluppino due specie umane completamente diverse è "una preoccupazione legittima".
Possono essere evitate queste trappole potenziali? Il principio guida, forse, potrebbe essere quello di assicurarsi che la tecnologia sia abbastanza a basso costo per essere aperta a tutti, come libri, computer e cellulari lo sono oggi, almeno nei paesi più ricchi. Vi sono, tuttavia, semplici alternative al miglioramento tecnologico che raggiungerebbero gli stessi obiettivi, Dupré dice: l'istruzione e i figli. Inoltre, egli ritiene che tali cambiamenti possono essere ereditari attraverso l'epigenetica - la riprogrammazione dell'espressione genica nella prole con l'esposizione a influenze culturali, materne e ambientali. Il risultato è che i cambiamenti drastici non sono l'unico modo per il nostro cervello di evolversi. "Ci sarà un po' di evoluzione, ma non sarà la classica modifica neo-darwiniana al genoma", spiega Dupré. "Saranno cambiamenti nell'ambiente, nelle tecnologie e nella disponibilità di una buona istruzione." Non dobbiamo ottimizzare i nostri geni, egli aggiunge. "Non credo che truccare i genomi delle persone sia la strada da percorrere."
Sia che si scelga o meno gli impianti, le nostre menti sono destinate a continuare a evolversi. "Dato il giusto l'ambiente, la maggior parte delle persone hanno un incredibile potenziale di sviluppo delle capacità mentali", afferma Dupré. Gosden, un archeologo all'università di Oxford, è d'accordo: "Siamo parte di un lungo esperimento e non abbiamo alcuna idea del risultato, essere un luddista [colui che rifiuta le tecnologie N.dT.] è tanto un salto verso l'ignoto, quanto l'adozione di nuove tecnologie," afferma. "C'è una tale enorme input dal mondo materiale che abbiamo solo in parte il controllo di ciò che accadrà". Cross-posted on Beyond Human
Nella ricerca oncologica l'Italia si conferma di nuovo ai primi posti. Ricercatori dell'Università di Bologna hanno da poco messo la firma su un progetto che testimonia la creazione del primo virus herpes non depotenziato nella lotta ai tumori. E' chiamato il "Sansone" dei virus herpes anti-cancro ed un motivo c'è: quando si manipola geneticamente un virus per utilizzarlo nella guerra contro un tumore (colpendo unicamente le cellule tumorali e non quelle sane), bisogna depotenziarlo così da renderlo parzialmente innocuo per il sistema immunitario. Così facendo tuttavia si abbassa la sua efficacia anche nel combattere la malattia; la brillante idea del team di ricerca è stata di lasciare inalterato il potenziale del virus, togliendo però le "chiavi" di attivazione per le cellule normali e inserendo quelle per le cellule tumorali. Una ricerca importantissima quindi che adesso, grazie a questo nuovo approccio, potrà diventare una realtà contro questa malattia e non solo: percorrendo questa strada è possibile fermare anche la metastasi cerebrale dei tumori, per la quale oggi non ci sono farmaci. Per il momento sono stati condotti esperimenti unicamente sui topi ed i risultati sono stati formidabili: il 60% è guarito completamente, il 40% ha visto diminuire drasticamente la malattia. Il prossimo passo sarà quello del test sull'uomo, cercando di veicolare il virus tramite il sistema circolatorio, andando quindi a scovare (persino!) tumori nascosti. Che dire, un'ottima notizia tutta italiana!! Bruno Lenzi
In attesa di un recensione del gia' segnalato "L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalita' terrena", di Andrea Vaccaro, un commento. A pagina 50 ho trovato una riflessione sull'impatto dell'idea dell'immortalita' fisica sulla filosofia. Per millenni sono esistite solo due alternative: la speranza di un'immortalita' metafisica, o l'accettazione (rassegnata o rabbiosa) della nostra finitezza. Oggi invece si profila una terza prospettiva... A questo punto, l'autore si chiede se assisteremo ad una nuova applicazione del principio freudiano di coazione a ripetere (la tendenza a tornare allo stato precedente - nel nostro caso, vittime della pulsione di thanatos, il nulla che precede la nascita). Nello scenario dell'immortalita' terrena, infatti, questa coazione a ripetere potrebbe essere incanalata verso "l'esistenza a oltranza". Da qui la bella frase che da' il titolo a questo post: "nasce l'uomo a infiniti giorni"...
Ho recentemente segnalato "L'evoluzione tecnologica eclissera' la crisi finanziaria", una transumanistissima presentazione a TED di Juan Enriquez e ora scopro, con enorme piacere, che e' stata tradotta in italiano, grazie al TED Open Translation Project: "Dopo la crisi, una nuova, sbalorditiva scienza"* Non cercate la ripresa di domani nei mercati azionari. La ripresa verrà dai laboratori scientifici, e promette nientemeno che corpi nuovi, menti nuove, insomma persone nuove. I nostri figli saranno... diversi. Lasciate che Juan Enriquez vi spieghi perché."Qui il video. Per le altre presentazioni di TED finora tradotte, basta selezionare "Italian", qui.
* Perche' gli italiani non sanno mai resistere la tentazione di stravolgere il titolo di quanto traducono??
I transumanisti come me danno un grande valore alla vita umana, in particolare alla propria, ma anche a quella dei loro cari. Credo che molti potrebbero essere interessati a questo prodotto, dato che come esseri umani siamo soggetti ad incidenti a volte potenzialmente mortali. Il Celox è il prodotto di una nuova tecnologia medica che permette di far coagulare il sangue in 30 secondi. Dopo il suo sviluppo è stato ampiamente testato sui campi di battaglia in Iraq e in Afghanistan ed è stato preferito ai suoi concorrenti per le sue prestazioni. Personalmente ritengo che dovrebbe essere parte di ogni serio kit di pronto soccorso e in dotazione a tutti i professionisti sanitari. Il costo è veramente basso rispetto ai risultati che produce. Il vantaggio del Celox è che coagulando anche massicce perdite di sangue permette di evitare il dissanguamento e quindi la morte di una persona e da molto più tempo ai sanitari per intervenire e portare il paziente in un ospedale attrezzato per trattare la ferita. Ma, senza arrivare a questi estremi, capita molto più spesso di avere a che fare con ferite sanguinanti minori. Celox è utile anche per le persone che assumono anticoagulanti, che potrebbero essere in grado di bloccare velocemente sanguinamenti di piccola entità, riducendo i rischi quotidiani, le preoccupazioni e gli inconvenienti.
Una segnalazione veloce veloce su uno degli ultimi post dell'ottimo blog "Futuro Prossimo": nell'intervento vengono esaminate 16 soluzioni in grado di sostituire (già o tra poco tempo) diverse parti del nostro corpo. Ci sono ricerche delle quali ero all'oscuro anche io, e questo non ha potuto che impressionarmi positivamente!! La foto dell'impianto più suggestivo? Quella al lato, almeno secondo me :) Per il momento niente per quanto riguarda il cervello (mi sembra ovvio) e la colonna vertebrale. Bruno Lenzi
Da NextNature (riassumo liberamente - con miei commenti in corsivo): nella visione del futuro di Laura Boffi gli "istinti" umani seguono il progresso tecnologico. Per esempio, una volta curata, con la medicina rigenerativa, quella malattia chiamata mortalita', potremmo cominciare a non considerare piu' la morte come un evento biologico legato alla vita, ma come una sfortunata circostanza che puo' verificarsi per alcuni. Immagino il riferimento sia alla probabilita' di morire a causa di incidenti. Purtroppo, si tratterebbe non di pochi sfortunati, ma, se dato tempo al tempo, di tutti. E proprio a causa degli incidenti. Aubrey de Grey ha calcolato che, in una popolazione di "immortali" biologici esposti al rischio di incidenti, la vita media sarebbe di circa mille anni. De Grey specula anche che, una volta ridotte le cause di morte agli incidenti, vedremmo emergere un'avversione diffusa per quei comportamenti e stili di vita che espongono a pericoli - chi vorrebbe rischiare di perdere secoli e secoli di vita? Sembrerebbe logico, ma su questo punto non sono mai giunto ad una conclusione, forse perche' ho finalmente capito che la maggior parte degli esseri umani sono tutt'altro che esseri perfettamente logici... Potremo disegnare a tavolino anche gli istinti umani? Ci saranno scuole per designer di istinti? Sara' una professione regolamentata dallo stato? Saranno scelte personali, prese sulla base di valori culturali o religiosi? Per alimentare il dibattito, Boffi ha creato un'installazione (Bioistinto, nell'immagine) rappresentante un incubatore che permette ai genitori del bambino in esso contenuto di impiantare istinti, da essi selezionati, nel neonato. Useranno la genetica per proteggere il proprio bambino, come e' naturale per un genitore, o l'accetteranno solo in quanto ormai di uso comune? Bioistinto e' un'esplorazione degli istinti umani nell'era delle biotecnologie. Concludo segnalando che FuturoProssimo si era gia' occupato di un'altra installazione di Laura Boffi qualche tempo fa.
Segnalo un'intervista ad Andrea Vaccaro, l'autore di L'ultimo esorcismo, pubblicata nientepopodimeno che sull'Avvenire (e in cui si cita Estropico!): Nella fabbrica dell'immortalita' (pdf). Da tempo sostengo che transumanismo e religione dovranno trovare (anzi, troveranno) un modus vivendi che permettera' all'uno di far breccia fra le persone di fede e all'altra di sopravvivere nell'era del postumano. Non che il processo sara' semplice e indolore, per entrambe le parti, ma questo mi sembra un ovvio segno dei primi sussulti in quella direzione.
Ne avevo già parlato qui: la possibilità di controllare le macchine con la sola forza della mente è ormai (quasi) realtà. La nostra esperienza di interazione con la tecnologia ne sarebbe rivoluzionata, basta pensare a quello che la Honda ha recentemente inaugurato: un casco per la lettura delle mente in grado di controllare i movimenti di un robot (qui il video). Ma provate a immaginare cosa significherebbe in termini di semplificazione della vita per un disabile poter muovere e spostare la propria sedia a rotelle col pensiero senza dover usare il joystick. Messa a punto da scienziati spagnoli la sedia a rotelle utilizza uno scanner laser per creare un'immagine tridimensionale della zona attorno, che viene visualizzata su uno schermo di fronte l'utente. L'utente quindi si concentra sulla parte dello schermo dove vuole andare e la sedia risponde di conseguenza. Un caschetto munito di elettrodi è utilizzato per rilevare l'attività cerebrale dell'utente - ed elabora la destinazione desiderata. Il Dott. Javier Minguez, che ha sviluppato la sedia presso l'Università di Saragozza in Spagna, ha detto che i volontari hanno imparato in soli 45 minuti ad usare la sedia. Tuttavia, il prototipo di sedia a rotelle è ben lungi dall'essere pronto per l'uso commerciale, in quanto può gestire solo due pensieri ogni minuto. Il Dott. Minguez ha detto che spera di sviluppare più rapide e più sofisticate versioni nei prossimi anni. Scienziati di tutto il mondo stanno lavorando a questo progetto di telecinesi sviulppando dispositivi che possano un giorno abbattere quei limiti fisici che ostacolano la vita quotidiana di ogni disabile. Qui sotto il video del progetto. Fonte: Telegraph.co.uk (by David)
Se date un'occhiata sulla colonna di destra del blog (sotto il widget dei video), troverete il widget di NetworkedBlogs tramite il quale Estropico Blog e' sbarcato su Facebook e tramite il quale e' possibile diventare "followers". La pagina del blog su Facebook e' qui.
Il potenziamento umano e' una forma di suicidio dorato per tecnofili. Questa l'idea centrale della presentazione del Dr. Susan Schneider del Penns Center for Cognitive Neuroscience, nel video qui sopra. Non e' esattamente un messaggio gradito ai transumanisti, anzi e' un'attacco diretto, mirato in particolare a uno dei temi a noi piu' cari, quello del mind uploading. Ma proprio per questo e' un messaggio da prendere seriamente in considerazione. La Schneider comincia bene: e' il 2025 e, essendo un tecnofilo, decidi di avvantaggiarti dei vari potenziamenti fisici e cognitivi che stanno cominciando ad apparire (un impianto retinale per il collegamento a internet e piu' memoria grazie a nuovi circuiti neurali). In pratica, diventi un cyborg. Nel 2040 allunghi le tue aspettative di vita con terapie nanotecnologiche e, arrivato il 2060, hai ormai accumulato talmente tanti potenziamenti da poter essere considerato un essere postumano. Sei ormai sullo stesso livello di una superintelligenza artificiale, dato che l'unica differenza fra voi e' l'origine. Sembra la realizzazione di una variante del sogno transumanista, ma secondo la Schneider si tratta invece di un incubo, perche', gradualmente e senza nemmeno accorgertene, ti sei suicidato... L'idea e' che quell'essere postumano del 2060 non saresti piu' tu, in quanto esso sarebbe radicalmente diverso dalla persona che eri prima di intraprendere il percorso del potenziamento. Il problema e' che il Dr. Schneider da' semplicemente per scontata questa conclusione, mentre il realta' essa e' tutt'altro. La presentazione prosegue con un'interessante esposizione delle varie teorie dell'identita', con particolare attenzione a quella piu' diffusa fra transumanisti, e in genere accettata dai filosofi, cioe' quella della continuita' psicologica (una persona e' la somma delle proprie memorie, delle proprie esperienze e della propria personalita') per poi passare ad un'altra teoria cara ai transumanisti, quella della "computational theory of mind" (la mente e' un programma che puo' "girare" sia su un substrato biologico che su un subtrato artificiale). Al proposito, la Schneider cita Ray Kurzweil, il quale ha dichiarato che una persona, e' una "traccia" ("pattern") simile a quella creata dall'acqua di un ruscello che scorre fra le rocce. Le molecole di H20 cambiano in continuazione, ma il "pattern" rimane lo stesso per ore, giorni o anni. Questo "patternismo" e' problematico per la Schneider, che si chiede (e questa e' una domanda assolutamente legittima e importante) quali cambiamenti, quali modifiche del pattern siano compatibili con la sopravvivenza dell'individuo in questione e quali no. L'uso di nanorobot per la manutenzione cellulare e per rallentare o fermare il processo dell'invecchiamento non sembra un problema, da questo punto di vista, ma se si decidesse di cancellare dalle proprie memorie una relazione, alla Se mi lasci ti cancello? Senza una profonda comprensione dei meccanismi dell'identita' personale (e questo e' un messaggio che ogni aspirante postumano dovrebbe prendere molto seriamente) il percorso verso la postumanita' potrebbe portare all'oblìo personale... Si passa poi a quello che e' considerato un vero e proprio tormentone da molti transumanisti di lunga data e che riassumo riportando il sottotitolo di un articolo su Estropico al proposito (Coscienza soggettiva):
L'anno è il 2030. La tecnologia necessaria a creare una copia perfetta di un cervello umano è disponibile (che si tratti di una copia identica a livello atomico, creata con mezzi nanotecnologici o di un modello su computer, basato su scannerizzazione del cervello originale, poco importa ai fini di questa discussione). La domanda è: se il cervello in questione fosse il tuo, la copia saresti sempre tu?
Anche qui la Schneider salta semplicemente alla conclusione che l'individuo originale e' stato distrutto nel processo e' che l'individuo creato altro non e' che un suo "clone". E nel caso di upload non-distruttivo, il risultato sarebbero due individui diversi. Sulla base di questo, la Schneider sostiene che i transumanisti non possono sostenere che il potenziamento umano sia desiderabile, in quanto la teoria della mente da loro adottata e' insufficiente a risolvere tali contraddizioni. Verso la fine del video, la Schneider dice anche che in suo paper spiega come anche altri tipi di potenziamento cognitivo (meno drastici del mind uploading) siano altrettanto "death inducing" in quanto minacciano l'identita' del soggetto (qui l'abstract: Future Minds: Transhumanism, Cognitive Enhancement, and the Nature of Persons). In risposta alle accuse posso solo far notare che io non sono la stessa persona che ero a dieci o vent'anni, o che potrei essere a 100. E che non sono la stessa persona che sarei stato se non avessi avuto accesso ai semplici sistemi di potenziamento disponibili quand'ero bambino (come ad esempio vaccinazioni e sistema scolastico). Ma cio' non vuol dire che il mio io-bambino si sia suicidato... Per quanto riguarda gli scenari piu' radicali, quali il mind uploading, ecco tre consigli per chi volesse approfondire. Innanzitutto, il gia' citato Coscienza soggettiva, dal quale cito un dialogo che mi sembra riassuma l'approccio transumanista (da un romanzo di fantascienza di David Zindell):
Cosa è l'Uomo, allora? Un seme. Un seme? Una ghianda che non ha paura di distruggersi nel divenire quercia...
Il secondo consiglio e' l'ottimo "Staying alive" un affascinante "gioco" online, pubblicato, si badi bene, non da un sito transumanista, ma da una rivista inglese di psicologia (The Philopher's Magazine). Il "gioco" consiste di tre scenari, ognuno con due possibile scelte. Una ti permettera' di sopravvivere e di continuare il gioco, l'altra risulta nel Game Over. Sembra semplice, ma non lo e' affatto...
Infine, un commento di Max More sulla pagina dell'IEET dedicata al video: "Sono d'accordo che potenziandomi potrei causare la fine della mia esistenza, totale o parziale [...ma e' importante tener conto] di come si realizza la trasformazione. Ho esplorato questo tema in dettaglio nell'ultimo capitolo della mia tesi: The Diachronic Self: Identity, Continuity, Transformation."
Chiamarlo però semplicemente "motore di ricerca" non gli farebbe giustizia. Sarebbe un po' come definire Einstein uno "studioso di fisica". Quello che hanno messo in piedi i creatori di Mathematica guidati da Stephen Wolfram è una piattaforma rivoluzionaria che se anche non avrà il successo popolare del colosso di Google, rappresenta comunque una svolta nell'interazione tra uomo-macchina. Wolfram Alpha risponde a domande anche di una certa complessità consultando ed effettuando calcoli grazie alla propria base dati. E' possibile inserire anche query di carattere scientifico e matematico e avere una risposta computazionale dettagliata. Sembra quindi che questo portentoso sistema sia adatto più che altro per avere risposte specializzate nell'ambito della scienza e della ricerca statistica come ad es. sapere esattamente la temperatura di un giorno specifico, correlare dati storici e trend di crescita delle popolazioni. Ecco perchè non fornisce indirizzi come Google ma "risponde" (con definizioni, formule, dati, ecc...) nel vero senso della parola all'utente. Lo hanno definito per questo "almanacco computazionale". Anche se è un bebè ancora in fasce Wolfram Alpha crescerà rapidamente, verranno infatti espansi tutti gli aspetti del motore di ricerca, allargando e approfondendo aspetti matematici, linguistici e molto altro. Non possiamo che aspettarci quindi scintille da questa nuova piattaforma intelligente. Così intelligente che se lo salutate digitando "Hello", vi risponderà con un simpatico "Hello, human". Per ora un semplice easter egg ma chissà, forse in futuro potremo veramente scambiare anche quattro chiacchere con l'entità artificiale che sta oltre lo schermo. :-) Fonte: The New York Times e Downloadblog (by David)
"Dovremmo considerare l’Alzheimer come una specie di benedizione. E’ la prova che la vita media continua ad allungarsi e rappresenta allo stesso tempo una sfida senza precedenti". A dirlo è il premio Nobel Aaron Ciechanover. Questa malattia (così come a altre malattie neurodegenerative, il cancro e la fibrosi cistica) motivano migliaia di scienziati nella loro ricerca di nuove generazioni di farmaci mirati a comportarsi come missili intelligenti, scegliendo quali bersagli molecolari colpire e quali ignorare. Qui un'interessante intervista fatta al nobel per la chimica riguardo i farmaci di cui sopra. Bruno Lenzi
I ricercatori dell'Università di Granada hanno sviluppato un simulatore, chiamato EDLUT, che può riprodurre qualsiasi parte del sistema nervoso di un corpo, come retina, cervelletto, centri uditivi o centri nervosi. Questo progresso scientifico permette ai ricercatori di analizzare e comprendere le funzioni dei centri nervosi, di fare ricerca nel campo delle nuove patologie e delle malattie o di sperimentare nuovi farmaci, ma sarà anche utile per migliorare macchine e robot ispirati al corpo umano e al sistema nervoso. Questo simulatore è stato sviluppato dal gruppo di ricerca CASIP, del dipartimento di Architettura e Informatica dell'Università di Granada, a cui il professore Eduardo Ros Vidal (coordinatore del progetto sul simulatore artificiale) appartiene. A differenza di altri simulatori delle precedenti versioni, EDLUT consente di simulare diverse centinaia di migliaia di neuroni allo stesso tempo, invece di diverse decine. Ciò è possibile grazie al fatto che il simulatore "compila" il comportamento di un neurone o di diversi tipi di neuroni in una prima fase e in seguito simula sistemi neuronali di medie e grandi dimensioni basati su questi modelli pre-compilati. "Questo di fatto segna un progresso tecnologico essenziale e incide indiscutibilmente sulla qualità della simulazione nervosa", spiega il professor Eduardo Ros. Un altro importante vantaggio del simulatore sviluppato presso l'Università di Granada è che si tratta di software libero, che può essere liberamente scaricato su Internet qui. In questo senso, EDLUT significa "un'innovativa versione con riguardo ad altri simulatori come NEURON e GENESIS", nelle parole di Ros, e con riguardo a quelle imprese del settore biotecnologico o centri di ricerca interessati in questo settore che possono usarlo liberamente e adattarlo alle proprie esigenze. Da: ScienceDaily (by David)
Un' intervista (sul New Scientist) ad un personaggio che tutti i transumanisti conoscono: Ray Kurzweil, alcuni estratti (liberamente tradotti).
- Quando arriverà la Singolarità? La Singolarità arriverà nel 2045, piu' o meno. Abbiamo già tecnologie ibride (biologico e non biologico). Alcuni individui hanno già dispositivi elettronici nel loro cervello per esempio [...] - E su coloro che non vogliono essere transumanisti e non vogliono abbracciare un tale livello di tecnologia? Quante persone rifiutano completamente i medicinali o le tecnologie sanitarie? O non indossano occhiali (pur avendone bisogno)? La gente dice non volersi modificare, ma alla fine, quando la situazione diventa insostenibile, finisce sempre fare quanto necessario per curarsi [...] - I vantaggi promessi sembrano tanto un'utopia. Non sono un'utopia. La tecnologia è un'arma a doppio taglio. Non vivremo in una condizione idilliaca e si presenteranno nuovi problemi; in genere tuttavia, i benefici di una tecnologia sono maggiori dei problemi che essa crea, anche se non tutti sono d'accordo. -Sopravviveremo ai problemi ecologici di oggi, in modo di arrivare al 2045? Sì. Le risorse sono piu' di quanto sembrino. Basterebbe catturare la decimillesima parte dell'energia solare che arriva sulla Terra per soddisfare tutti i nostri fabbisogni energetici. Cio' sara' reso possibile dalle nanotecnologie.
Spegnendo un determinato enzima, l'HDAC2, con determinati farmaci, si riesce ad eliminare gli effetti di morbi come l'Alzheimer ed a migliorare la capacità di ricordare; questo il risultato emerso da uno studio condotto dal Mit (Massachusetts Institute of Technology). L' "interruttore" sarebbe coinvolto nello stimolo del cervello in risposta a eventi esterni, quindi nella creazione di nuove sinapsi e circuiti neurali. I farmaci, usati sui topi, sono gli inibitori degli HDAC, farmaci ancora in fase sperimentale e non utilizzabili dai malati di Alzheimer. Bruno Lenzi
Il Ripsaw e' un mini-carro armato telecomandato da sei miglia di distanza, capace di velocita' di 60 miglia all'ora. Il futuro delle truppe d'assalto e' arrivato... Hat-tip a NextBigFuture (dove troverete anche altri video).
Nel video del New Scientist: Nick Bostrom, Aubrey de Grey e Anders Sandberg. Non e' nuovo ma riassume in cinque minuti la visione del futuro dei transumanisti.
Segnalazione lampo: il nuovo sito di HumanityPlus (la ex World Transhumanist Association) e' finalmente online (dopo una falsa partenza qualche tempo fa).
Siete sicuri di essere davvero per lo sviluppo sostenibile? Fino a che punto vi spingereste per ottenerlo? A volte prendiamo delle decisioni senza considerare quali ne siano le logiche, utlime, conseguenze, spesso perche' il nostro orizzonte temporale e' limitato. L'orizzonte temporale di Anders Sandberg, invece, sembra non avere limiti e la sua esplorazione di alcuni scenari (A *really* green and sustainable humanity) potrebbe sorprendervi.
La sua prima, ironica, riflessione e' che si potrebbe sterminare Homo sapiens, problemi etici a parte, e risolvere il problema alla radice... Ma poi chi difenderebbe il pianeta, per esempio, dall'impatto di asteroidi? Certo, anche Homo sapiens, oggi come oggi, non sta facendo molto al proposito, ma almeno ci stiamo muovendo in quella direzione. La seconda, fondamentale, riflessione e' che di solito si mette troppa enfasi su quanti siamo, sul pianeta, sottovalutando il livello tecnologico raggiunto: secondo alcune stime sarebbero necessari 85 pianeti Terra per sostenere la popolazione attuale se adottassimo in massa uno stile di vita da cacciatori-raccoglitori; o sei Terre se tornassimo all'agricoltura biologica degli anni '50... Un'altra strategia potrebbe essere quella di consumare meno risorse, tramite un approccio un tantino piu' radicale del riciclaggio: dato che la fisiologia umana e' malleabile (con gli strumenti adatti), potremmo immaginare un mondo di esseri umani di dimensioni sostanzialmente ridotte (a quanto pare Sandberg sta preparando ad un paper al proposito).
Se vogliamo confrontarci seriamente con il problema della sostenibilita', l'unico approccio che potrebbe permettere di ridurre il nostro impatto sul pianeta di vari ordini di magnitudine non e' quello post-industriale, ma quello post-biologico. La visione della sostenibilita' di Sandberg e' da quarto livello di future shock. Essa include un mind uploading di massa che risulterebbe nel trasloco della popolazione mondiale dal mondo "reale" al mondo "virtuale" (ma tali distinzioni non vorrebbero piu' dire gran che'), dal quale uscire solo occasionalmente tramite robot o androidi. Devo dire, pero', che Sandberg non spiega come convincere qualche miliardo di individui a prender parte in un esercizio del genere. O come rassicurare chi non sia convinto che la "persona" che si ritrovera' in questo mondo virtuale sia la stessa che e' stata "copiata" dal mondo reale - vedi: Coscienza soggettiva. Ma lasciamo questi problemi al futuro: dopotutto, quello di Sandberg e' un Gedankenexperiment...
Che fabbisogni avrebbe una societa' del genere dal punto di vista energetico? Dopo una lunga serie di calcoli, Sandberg conclude che il sistema piu' efficiente dal punto di vista energetico sarebbe un sistema basato sul reversible computing (o non-destructive computing), ma persino tale approccio, che evitererebbe in principio di dissipare energia, avrebbe pur sempre dei fabbisogni energetici (dovuti alla correzione di errori ed all'interazione col mondo esterno). La stima di Sandberg e' che un singolo essere umano potrebbe essere emulato con consumi energetici pari a circa il 20% di quelli necessari per un comune lettore di dischi ottici... Anche aggiugendo il costo della produzione dell'hardware necessario e dei sistemi di raffreddamento, una societa' postumana e postbiologica di questo tipo avrebbe consumi estremamente bassi. Che dimensioni dovrebbe avere l'hardware in questione per poter sostenere i 6,7 miliardi di esseri umani oggi sul pianeta? Basterebbe un cubo di 1885 metri di lato. Al momento il grattacielo piu' alto al mondo raggiunge solo i 509 m (il Taipei 101: Wikipedia), ma il problema principale sarebbe quello della sicurezza: un sistema distribuito sarebbe piu' resistente ad attacchi o incidenti. Immaginate delle strutture di dimensioni molto piu' ridotte e piu' vicine alle fonti energetiche. Una diga idroelettrica, o un chilometro quadrato di pannelli solari (efficenti al 20%), potrebbero sostenere fino a un milione e mezzo di persone. Un'area di 100 chilometri quadrati di pannelli solari potrebbe essere sufficiente per l'intera, futura, postumanita'. A quel punto, nutrendoci di energia solare, potremmo dire di essere diventati piante...
Il costo di una metamorfosi simile sarebbe incalcolabile, ma abbiamo gia' costruito altri incredibilmente costosi ed enormi sistemi, un pezzo alla volta (internet collega piu' di un miliardo di computer e potrebbe essere stimato a qualche trilione di dollari, prendendo in considerazione solo l'hardware). Inoltre, tutto cio' che servirebbe all'impresa (computer piu' potenti, robot migliori, una piu' approfondita comprensione del funzionamento del cervello umano) ha anche moltissime altre applicazioni, oltre all'aprire la porta ad un futuro post-biologico, e non senza incentivi economici. E quando l'emulazione del cervello umano (anche conosciuta come mind uploading) diverra' realta', sembra logico aspettarsi una rapida crescita economica che facilitera' il finanziamento di un progetto simile (ma esistera' anche il rischio di un'esplosione demografica di emulazioni). Secondo Sandberg, questo scenario sara' estremamente attraente: se non bastassero la prospettiva dell'immortalita' cibernetica e il fatto che un upload, o emulazione, potrebbe scegliere qualsiasi stile di vita possibile/desiderabile, c'e' anche il fatto che tutto cio' sarebbe ecologicamente corretto...
I nostri discendenti (o noi stessi se longevismo e/o crionica funzioneranno) dovranno un giorno decidere quale strada prendere: potrebbero decidere di restare biologici e di trasformare il pianeta in una sfera di Dyson, ma sul lungo termine (estremamente lungo) Sandberg dubita che una societa' postumana biologica, con tutti i suoi fabbisogni energetici e materiali, possa continuare a funzionare senza sottoporsi all'autorita' di un singleton. Gli istinti libertari di Sandberg gli fanno sospettare che esso sarebbe un'entita' autoritaria e cita 1984 di Orwell come possibile esempio... Tutto cio' lo porta a ritenere che l'opzione postbiologica sia quella con piu' probabilita' di garantire la continua esistenza di liberta' e diversita'.
Allora, siete ancora sicuri di essere per lo sviluppo sostenibile?
Vedo che David, su Beyond Human, ha creato una bella "pubblicità" (qui a fianco) per il Network H+ (Transumanisti Italiani Network). Gia' che ci sono ricordo cosa vogliono questi matti di transumanisti...
Prevediamo che il progresso tecnoscientifico ci permetterà, nei prossimi decenni, di rivoluzionare la condizione umana. Biotecnologie e genetica, nanotecnologie e robotica, intelligenza artificiale e scienze cognitive, ci libereranno dai limiti imposti dalle aspettative di vita limitate e da molti dei vincoli fisici e psicologici ai quali siamo da sempre legati. Queste stesse tecnologie portano con se' anche enormi rischi, ma non pensiamo che ciò ne giustifichi l'abbandono alla Bill Joy. La strategia migliore verso la postumanità è, secondo noi, quella di proseguire con cautela nello sviluppo delle tecnologie emergenti e di lasciare all'individuo la scelta di come, quando e se, modificare il proprio corpo e la propria mente.
Qualche tempo fa ho segnalato la pubblicazione della prima roadmap verso i nanosistemi produttivi (Productive Nanosystems: A Technology Roadmap). Ora leggo, su Nanodot, che Eric Drexler ha pubblicato sul proprio blog (Metamodern) le slides di una sua presentazione del 26 aprile scorso su questo tema al Berkeley Nanotech Forum: Toward Modular Molecolar Composite Nanosystems (pdf). Nanodot le descrive come un riassunto della roadmap e Drexler sintetizza ulteriormente il messaggio nella seconda slide (traduco liberamente): I percorsi verso la creazione di nanosistemi complessi, auto-assemblanti ed eterogenei sono ormai chiari. Svariati problemi possono ora essere affrontati e la loro soluzione gettera' le basi di una nuova tecnologia.
PS: A proposito di Nanodot, segnalo che e' iperattivo, da quando J. Storrs Hall e' diventato presidente del Foresight Institute (di cui Nanodot e' il blog).
Il telegiornale della KTLA (un canale televisivo di Los Angeles) dedica un segmento alla Methuselah Foundation, con un'intervista a Roger Holzberg, negli uffici californiani della fondazione. Informazioni sulle attivita' della Fondazione, fra le quali il l'Mprize, e sugli investimenti in un'azienda specializzata in organ printing, la Organovo (sulla pagina multimediale della Fondazione troverete, fra gli altri, un video di Gabor Forgacs, il Chief Science Officer dell'azienda, che mostra la tecnologia di bioprinting in funzione.
Per vedere il video, clicca qui (non lo inserisco nel blog perche' e' uno di quegli irritantissimi video che partono da soli...)
Vorrei segnalare questo interessante articolo del dott. Todd Ovokaitys, un medico che lavora presso John Hopkins University, si occupa di terapie anti-età e sembra avere delle buone referenze. L'articolo in questione si occupa in particolare di quel fenomeno inerente l'invecchiamento cellulare denominato "metilazione", metodologia con cui nell'organismo umano si va a danneggiare il nostro DNA tramite la perdita dei suoi gruppi metilici. Uno stralcio:
"Differenti livelli di ridotta metilazione del DNA sono associati con il rischio di specifici problemi di salute. Una perdita del 20% di metilazione della citosina incrementa il rischio di certi tumori, particolarmente dell’apparato digerente e riproduttivo. Questo rappresenta una perdita di organizzazione informativa sia nella replicazione dei tessuti che nella sorveglianza immunitaria ideale.Una perdita di approssimativamente il 40% dei gruppi metilici dai livelli della nascita, per gli esseri umani e altre specie di mammiferi, è usualmente associata con il crollo degenerativo dell’organismo. Lo spostamento di gruppi metilici interferisce con la regolazione delle funzioni del DNA e con la preservazione dell’integrità delle cellule e dei tessuti. Rallentare, fermare e invertire la perdita di gruppi metilici dal DNA è un processo che rallenta, ferma e perfino inverte l’invecchiamento al livello dello stesso DNA.Un meccanismo collegato che riguarda il tempo del DNA è la lunghezza dei telomeri. Telos è il termine greco che significa “fine”, per cui i telomeri sono la fine dei cromosomi. Quando le cellule si dividono, la sequenza inizialmente lunga dei codoni dei telomeri tende a scheggiarsi in una lunghezza più corta. I telomeri vengono paragonati ai rivestimenti protettivi collocati dove terminano le stringhe delle scarpe per prevenire che esse si sfilaccino. Quando la lunghezza del telomero si riduce a un livello critico le cellule tendono a perdere la loro capacità di replicarsi.Il segnale della chimica del sangue che indica una metilazione indebolita del DNA è l’elevazione dell’omocisteina..."
Torniamo quindi a parlare della famigerata omocisteina ed Ovokaitys propone tre metodi per combattere la metilazione in un testo davvero interessante che consiglio di leggere per intero a questo link.
Ho recentemente segnalato il progetto di un film finanziato dal pubblico (We are the singularity) e ora vedo che hanno gia' cominciato le riprese: nel video qui sopra vediamo Chris Williamson (il regista, produttore, tuttofare del film) in visita ad un'azienda robotica. Nel frattempo, leggo su KurzweilAI.net che proprio oggi Ray Kurzweil dara' un'anteprima di due altri film sul tema della singolarita' tecnologica, "The Singularity is Near" e "Transcendent Man", rispettivamente segnalati qui e qui. Peccato che l'evento ("An Evening with Ray Kurzweil") si tenga in un cinema di Boston...
Torno ad occuparmi di seastading segnalando il Seastead Design Contest del Seasteading Institute. I concorrenti sono 41 (qui sopra un'esempio) e si puo' votare qui per il proprio preferito. Si puo' votare fino al 13 maggio.
Leggo, sulla lista di Cryonics Europe, un incoraggiante messaggio* sul tema della vitrificazione, soprattutto dal punto di vista dei crionicisti europei. Pare che, dopo una serie di non meglio precisati esperimenti, Cryonics Europe (C.E., una rete di supporto crionico basata in Inghilterra e aperta ad iscritti sia della Alcor che del Cryonics Institute) sia in procinto di rendere possibile la vitrificazione (vitrification) dei pazienti in Gran Bretagna, prima del trasporto oltreoceano. Si tratta solo di un'anticipazione, ma il responsabile di C.E. sembra convinto che il progetto sia realizzabile, con molto impegno, nel giro di circa sei mesi. Appena emergeranno ulteriori dettagli, cerchero' di mandare un'aggiornamento...
I transumanisti più recenti conoscono la Singolarità Tecnologica soprattutto grazie a Ray Kurzweil (che ha scritto anche un intero libro sull'argomento: La Singolarità è Vicina). In realtà l'ideatore di questo "concetto" è Vernon Vinge (foto a destra) che per la prima volta nella storia, nel 1993, coniò la parola Singolarità (riferita alla scienza ed alla tecnologia) inserendola nel suo scritto: "The Coming Technological Singularity. How to Survive in the Post-Human" (qui la traduzione, su Estropico). Nel secondo numero della rivista transumanista H+ Magazine ci sono un paio di pagine in cui Doug Wolens intervista Vinge (il titolo dell'articolo è "Singularty 101") sulla Singolarità. Non ho ancora finito di leggere il Magazine, ma dopo aver trovato questo articolo in italiano, sono subito saltato alla pagina riguardante l'argomento e ne riporto i concetti principali: - Il termine Singolarità non ha lo stesso significato per tutti: aggiungo io che in realtà la parola ha un' interpretazione soggettiva per tutti colori con cui mi sono confrontato. Sommariamente è considerata come il punto limite in cui macchina e uomo convergeranno in un unico essere. - Singolarità perchè? Fisicamente un evento singolare è un evento irripetibile o con bassissima possibilità che si ripeta. La Singolarità, secondo Vinge, è un traguardo non paragonabile ad alcuna scoperta del genere umano, anzi è persino più "stravolgente" della comparsa della vita sulla Terra. - Qual'è l'atteggiamento di Vinge nel trattare la Singolarità? Vinge non si limita ad esaminare i pro della Singolarità, ma ne analizza anche i contro (com'è giusto che sia), cercando di dare una data a questo evento (con la quale non sono d'accordo, precisando che considero troppo ottimista persino il 2045, data fissata da Kurzweil): "Personalmente sarei sorpreso se la Singolarità non si verificasse entro il 2030. Per carità, nel frattempo potrebbe avvenire qualsiasi cosa, ma io credo che la Singolarità sia il più probabile degli eventi non-catastrofici che potrebbero avere luogo nel prossimo futuro" (comunque la frase ha il suo fascino :)). - Delocalizzazione della Coscienza: Vinge batte su questo concetto che sarà possibile solo con la Singolarità Tecnologica ma che abbiamo già intrapreso con la tecnologia attuale portando la nostra coscienza al di fuori di noi stessi grazie ai mezzi che abbiamo. Un' intervista interessante che merita di essere approfondita. Bruno Lenzi
David MacKay, un fisico dell'Universita' di Cambridge, ha scritto un libro sulle energie alternative basato su quanto permesso dalle leggi della fisica, un approccio spesso ignorato dai promotori delle cosiddette energie sostenibili... I risultati sono limitati alla Gran Bretagna, ma la dicono lunga su quanto e' effettivamente fattibile e quanto e' invece destinato a restare un sogno nel cassetto. Qualche esempio: per soddisfare i fabbisogni energetici britannici con l'energia eolica sarebbe necessario ricoprire l'intera nazione con turbine; convertendo tutti i terreni agricoli alla produzione di biodiesel si soddisferebbe solo il 12% dei fabbisogni energetici; simili risultati si ottengono per l'energia del moto ondoso e l'eolico 0ff-shore. Come non bastasse, MacKay non prende nemmeno in considerazione il problema dei costi, ma si limita "solo" ai limiti presentati dalla fisica. Sustainable Energy - without the hot air e' pubblicato online. Qui invece un articolo dell'Economist al proposito.
Noto con piacere che da qualche tempo si fa fatica a restare aggiornati su tutte le uscite letterarie italiane che si occupano di transumanismo e dintorni... Dopo Speranze, Umanita' Accresciuta, Semi-Immortalita' e Storia e Destino, ecco un'altro libro che, a giudicare da quanto ho trovato in rete, sembra essere interessante. Non solo perche' si occupa dei "nostri" temi, ma anche perche' dedica una delle sue tre parti al tema del rapporto fra transumanesimo e religione, un tema del quale mi occupo spesso. La mia copia dovrebbe essere in arrivo, quindi tornero' ad occuparmene piu' avanti, ma nel frattempo posso dire che l'autore, Andrea Vaccaro, sembra essere ottimista circa il rapporto fra fede ed anelito al postumano, almeno a giudicare dal titolo degli ultimi due capitoli: "Incroci sull'immortalità. L'ultimo nemico ad essere sconfitto sarà la morte" e "Conclusione. L'amicizia di fede e tecno-scienza" (vedi sotto).
Con gli studi avanzati nella decodificazione genetica, con l'informatizzazione della biologia che penetra nelle dinamiche cellulari più intime, con i dispositivi nanomedici che promettono la riparazione a livello atomico dell'organismo umano, la previsione che tutte le cause di malattia, e quindi di morte, saranno sbaragliate è venuta a imporsi. L'immortalità terrena sembra assurgere come inevitabile, e non nella condizione di una vecchiaia sempre più decrepita, ma in un'eterna, energica e vitale giovinezza. A recare la notizia sono vincitori di premi Nobel, direttori dei più rinomati istituti di ricerca, docenti delle più prestigiose università, scienziati, informatici: l'essere umano sarà "per natura" immortale. Le nuove scienze ci prospettano una radicale estensione della vita a seguito di una radicale manipolazione dell'uomo. I filosofi parlano allora di 'post-umanità', 'homo cyborg', 'tecno-umanesimo'. Il volume conduce attraverso le teorie, gli argomenti e i protagonisti di questo nuovo passaggio epocale, che tocca la concezione stessa dell'uomo e che, di conseguenza, ha ricadute anche sul versante teologico o, più semplicemente, sulla nostra visione religiosa.
Sommario
I. Gli autori. 1. Ray Kurzweil: "Io non credo che morirò". 2. Kim Eric Drexler: vivere, con la nanotecnologia, fino al decadimento protonico. 3. Marvin Minsky: la "selezione innaturale" donerà l'immortalità all'uomo. 4. Max More: la morte è un'imposizione non più accettabile. 5. Jaron Lanier, Aubrey de Grey e altri: l'inevitabilità, a breve, dell'immortalità terrena.
II. I concetti. 1. Singolarità. Il futuro non è più quello di una volta. 2. Natura. "Vivi secondo natura!". "Cioè…?". 3. Informazione. It from bit. 4. Algenia. Quando l'evoluzione si consegna all'uomo. 5. Realtà. "Siamo ancora nel gioco?".
III. Incroci teologici. 1. Incrocio di speranze eterne. Il saccheggio del paradiso. 2. Incrocio di linguaggi. Il saccheggio delle metafore. 3. Incrocio sul misticismo. Neuroteologia. 4. Incrocio sullo spirituale. Spiritualità desacralizzata, spiritualità impoverita e altri tipi. 5. Incroci sull'immortalità. L'ultimo nemico ad essere sconfitto sarà la morte. Conclusione. L'amicizia di fede e tecno-scienza.
Bibliografia.
L'autore: Andrea Vaccaro ha pubblicato presso le EDB Perché rinunziare all'anima? La questione dell'anima nella filosofia della mente e nella teologia (2001, 2002) e, presso la Lateran University Press, Il dogma del paradiso (2005).
Leggo che Humanity+ (la ex World Transhumanist Association) sta cercando un nuovo direttore (qui l'annuncio). Solo pochi mesi fa ho segnalato l'arrivo Richard Leis in quella posizione, quindi mi ha sorpreso che sia gia' necessario sostituirlo. Ho contattato James Hughes al proposito, il quale mi ha detto quanto segue (con miei commenti fra parentesi): Leis si e' reso conto di non poter dedicare all'incarico il tempo che esso merita; e' molto difficile trovare candidati con il curriculum vitae adatto che siano anche disposti a lavorare gratis e a tempo pieno (e pensare che ogni tanto qualche giornalista si diverte a descrivere il movimento transumanista come una specie di societa' segreta in combutta con la CIA e con infiniti finanziamenti...); la posizione di executive director e' politicamente complicata e richiede esperienza (e, immagino, anche molta pazienza) con la comunita' transumanista e nel comunicare concetti transumanisti ai media e al grande pubblico. Nonostante tutto cio', pare che sia gia' pronta una rosa di candidati e Hughes ritiene che un nuovo direttore sara' rapidamente trovato.