7 dicembre 2009

Vivere più a lungo: uno studio rivela cosa ne pensano le persone

Se alla gente fosse data una pillola per far vivere più a lungo che cosa farebbero con quel tempo extra? Secondo un nuovo studio di ricercatori dell'Università del Queensland, la gente lo trascorrerebbe con la famiglia. Lo studio ha intervistato 605 australiani dai 18 ai 96 anni e ha individuato le loro conviznioni etiche, sociali personali verso l'estensione farmaceutica della vita. Il principale autore è il dottor Brad Partridge, ora presso la Mayo Clinic negli Stati Uniti, che ha condotto le interviste come parte del suo dottorato di ricerca. Il Dr Lucke, co-autore dello studio, ha detto che la ricerca, pubblicata sulla rivista Rejuvenation Research di recente, è stata ispirata da studi che mostrano che la vita degli animali può essere notevolmente aumentata in laboratorio. "Ai partecipanti è stato ipotizzato uno scenario da considerare, che prevedeva l'adozione di una pillola anti-invecchiamento, che avrebbe aumentato la durata massima nell'uomo", ha detto il dottor Lucke. "La pillola non sarebbe stata utilizzata per curare le malattie, ma per ritardare l'insorgenza di problemi di salute, che portano ad una morte precoce". Secondo lo studio il 63 per cento dei partecipanti ha detto che ci sarebbero benefici personali per l'estensione della vita come passare più tempo con la propria famiglia (36 per cento); avere più tempo nella vita per realizzare le proprie ambizioni (31 per cento) e una migliore salute e qualità della vita (21 per cento) . "L'ottanta per cento ha anche previsto almeno un rovescio della medaglia", ha detto. "Tra questi prolungare uno stato di salute miserevole (il 34 per cento); costi finanziari di una vita più lunga (16 percento) e la sopravvivenza alla famiglia e agli amici (12 per cento)." "Oltre la metà (52 per cento) dei partecipanti pensano che un prolungamento della vita non sarebbe vantaggioso per la società, con il sette per cento di questi partecipanti che considera la sovrappopolazione (40 per cento) e l'aumento dell'onere per sanità e servizi (23 per cento), come problemi." Il Dr Lucke detto che: "È un fatto noto che l'atteggiamento del pubblico nei confronti delle nuove tecnologie, soprattutto quelle che renderebbero possibile aumentare la durata della vita, puo' favorire od ostacolare il progresso della ricerca". "Lo studio dovrebbe incoraggiare i ricercatori, bioeticisti e politici, a interagire con i membri del pubblico sugli obiettivi della ricerca che circonda l'estensione della vita, i risultati attesi di tale ricerca e le probabili implicazioni per gli individui e la società." Da: Physorg

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