2 dicembre 2009

Carne in provetta: Europa o America?

Due opposte previsioni sulla futura diffusione della carne in provetta, una da h+ Magazine e una da Ronald Bailey, su Reason. Secondo h+ Magazine, la carne in provetta sara' accettata piu' facilmente nel Vecchio Continente dato che sara' vista come piu' ecologica e dato che da queste parti siamo abituati a cibi visti (almeno dal giornalista americano) come poco appetenti, quali lumache, anguille, sanguinaccio, haggis e altro. Secondo Bailey, invece, saranno rigettati in Europa in quanto visti come simili agli Ogm e a causa delle proteste degli agricoltori. Chi vivra', mangera'... Mettendo "carne in provetta" in Google, pero', il primo risultato e' stato un articolo di due anni fa, su un sito ecologista, che sembra dar ragione a Bailey: Carne in provetta, Coldiretti non la vuole.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

La produzione di carne in vitro sarà un enorme passo avanti per i Diritti degli Animali e va in direzione di quanto auspicato dal punto 7 della Dichiarazione Transumanista.

http://humanityplus.org/learn/philosophy/transhumanist-declaration

7. We advocate the well-being of all sentience, including humans, non-human animals, and any future artificial intellects, modified life forms, or other intelligences to which technological and scientific advance may give rise.

Anonimo ha detto...

We shall escape the absurdity of growing a whole chicken in order to eat the breast or wing, by growing these parts separately under a suitable medium.

Winston Churchill
Fifty Years Hence
The Strand Magazine
December 1931

extropolitca ha detto...

Prenderò in considerazione i diritti degli animali quando mi sottoporranno (loro, non i loro presunti avvocati) una petizione per gli stessi.

Il che non significa che non possa avere una pessima opinione di chi li maltratta senza un buon motivo, dato che le azioni che una persona intraprende quando non ne riceve danno e beneficio sono ottime per valutarne il carattere.

Animal Rights ha detto...

@ Extropolitica

"Prenderò in considerazione i diritti degli animali quando mi sottoporranno (loro, non i loro presunti avvocati) una petizione per gli stessi."

Prenderò in considerazione i diritti dei neonati o dei malati mentali quando mi sottoporranno (loro, non i loro presunti avvocati) una petizione per gli stessi.

L'obiezione espressa è tanto comune quanto debole.
Far derivare i diritti dalla capacità cognitive dell'individuo significa non tenere conto dei "casi marginali", ovvero di coloro che non sono in grado di difendere i propri diritti autonomamente, come i neonati o i malati di mente.


Il problema non è "Possono ragionare?", né "Possono parlare?", ma "Possono soffrire?"
(Jeremy Bentham, Introduzione ai princìpi della morale e della legislazione)