23 novembre 2009

Ruini su "Scienza e tecnica, divenire dell’uomo e cristianesimo"

Il 24 e 25 ottobre si è tenuta a Norcia la quinta edizione degli incontri annuali fra credenti e non credenti della Fondazione Magna Carta, che quest'anno ha trattato il tema "La sfida antropologica". L'evento ha visto la partecipazione di autorevoli relatori, e tra questi il professore Aldo Schiavone, autore del noto saggio Storia e Destino, e il Cardinale Camillo Ruini.

Al momento non risulta ancora disponibile
online la relazione del professor Schiavone, mentre è disponibile quella del Cardinale Ruini qui (la registrazione audio dell'intera seconda giornata è invece disponibile qui), dal titolo "Scienza e tecnica, divenire dell’uomo e cristianesimo".

A una prima lettura, ciò che risalta immediatamente è il radicale - e per certi versi sbalorditivo - cambio di prospettiva che la Chiesa Cattolica sembra stia progressivamente assumendo, specie nel corso dell'ultimo anno, nei confronti delle tematiche care a noi transumanisti, e di cui abbiamo avuto un primo assaggio in occasione della Settimana Teologica di Pistoia - svoltasi dal 7 all'11 settembre 2009 e intitolata "L'idea dell'immortalità terrena. Una nuova sfida per la teologia" - nell'ambito della quale hanno proposto un contributo alcuni tra i maggiori esponenti del transumanesimo mondiale, quali James Hughes
e Max More, nonché il Network dei Transumanisti Italiani, sezione italiana di Humanity Plus (vedi lo speciale su estropico.org

Un estratto della relazione del Cardinal Ruini:

«Queste e altre possibili domande non devono però farci perdere di vista un dato di fondo: rimane vero che è incominciata, con l’applicazione all’uomo delle biotecnologie e con tutti gli altri sviluppi tecnologici connessi, una fase nuova della nostra esistenza nel mondo, della quale siamo solo agli inizi e che appare destinata ad accelerarsi e a produrre effetti estremamente rilevanti e potenzialmente pervasivi di ogni dimensione della nostra umanità, effetti che oggi è ben difficile, per non dire impossibile, prevedere nei loro concreti esiti e sviluppi. E’ ugualmente vero che questa nuova fase non appare arrestabile: di più, essa, per quanto impegnativa e carica di rischi, va sinceramente favorita e promossa, perché rappresenta uno sviluppo di quelle potenzialità che sono intrinseche all’uomo, creato a immagine di Dio. Occorre però liberarsi da una visione deterministica degli sviluppi che ci attendono: in quanto opera dell’uomo, e non astrattamente delle tecnologie, essi possono e devono essere orientati in modo che vadano a favore, e non a detrimento, dell’uomo stesso (...) Ha dunque pienamente ragione Aldo Schiavone a sottolineare la necessità di un’etica forte (io specificherei: in particolare anche di una bioetica forte, e aggiungerei: un’etica e una bioetica fondate su un’antropologia aperta e dinamica, ma a sua volte forte) per padroneggiare la fase nuova, e ormai iniziata, della grande avventura della famiglia umana nel cosmo.»

In buona sostanza - e molto diversamente dal passato, anche recente - sembra che la Chiesa stia cominciando a dare ora per scontato un prossimo futuro in cui l'Uomo sarà radicalmente diverso rispetto a oggi, dunque sottintendendo un'idea di natura umana non più fissa, ma mutevole.

Probabilmente consapevole degli errori commessi in passato, e avendo ormai realizzato che opporsi al progresso si rivela sempre una battaglia persa in partenza, la Chiesa di fatto si propone ora - sotto il profilo etico e bioetico - quale guida di questa nuova fase evolutiva dell'uomo.

Certo, persistono evidenti punti di contrasto con un approccio prettamente transumanista, laddove ad esempio Ruini cita il filosofo francese Besnier («Non si sopportano più la vecchiaia, la malattia e la morte, e tantomeno la casualità della nascita. Riconciliarci con la nostra finitudine, accettare le nostre debolezze… è il prerequisito per salvare l’umanità»).
E, certo, emergono palesi (e probabilmente - allo stato - volute) contraddizioni tra il nuovo piano (bio)etico-teologico qui affermato, che di fatto porta a ritenere non solo inarrestabile, ma addirittura auspicabile il passaggio a un tipo di evoluzione autodiretta grazie alle biotecnologie e agli altri sviluppi tecnologici connessi («perché rappresenta uno sviluppo di quelle potenzialità che sono intrinseche all’uomo, creato a immagine di Dio») e la concreta azione svolta attualmente dalla Chiesa, sul piano biogiuridico, complice una classe politica italiana in gran parte senza spina dorsale (il riferimento, sotto questo profilo, non può non andare alla Legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, e al successivo boicottaggio del relativo referendum, che ha visto il Cardinal Ruini svolgere un ruolo di primo piano).

Tuttavia, quanto diversi sono i toni (e l'approccio generale) rispetto a quelli utilizzati in occasione del convegno "Natura umana e biotecnologie", organizzato nel 2005 a Roma dalla Fondazione Rebecchini, e a cui parteciparono il professor Francis Fukuyama, l'allora direttore del Foglio Giuliano Ferrara e Monsignor Rino Fisichella!

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Temo che vi sia un po' troppo ottimismo.

Indubbiamente le organizzazioni religiose evolvono, essendo composte da esseri umani che vivono immersi una data cultura in evoluzione, ma non bisogna dimenticare che sono intrinsecamente conservatrici e dogmatiche e quindi in costantemente ritardo rispetto al Progresso dell'Umanità (anche se a parole cercano di far credere il contrario). Detto in modo forse poco gentile, sono una pesante zavorra che l'Umanità trascina dietro di sé nel suo cammino verso il Benessere.

Estropico ha detto...

A proposito di prese di posizione "sbalorditive" recentemente prese dal Vaticano, ecco un'altro esempio:
X-files: La Chiesa cerca fedeli ultraterreni. Un estratto: Stupisce [...] la dichiarazione del Direttore della Specola Vaticana (un istituto di ricerca scientifica direttamente dipendente dalla Santa Sede), padre José Funes che, durante una settimana di lavori e incontri tra filosofi, scienziati (molti dei quali non credenti), astronomi e prelati presso la Pontificia Accademia delle scienze, ha sostenuto l'utilità della ricerca di forme di vita extraterrestre. La presa di posizione non deve stupire, visto che negli ultimi anni la Chiesa ha intrapreso un percorso atto a riconoscere l'importanza della scienza e di alcuni dei suoi massimi esponenti (come Galileo, anche se in questo caso forse l'atto è stato leggermente tardivo...) [...] Nessuna dichiarazione invece sul dubbio, legittimo, relativo alla fede che potrebbero abbracciare gli alieni, una volta sbarcati sul nostro pianeta: perché dovrebbero preferire la fede cattolica rispetto alle altre? Il dibattito sull'argomento è serrato ma già il fatto che se ne parli pare essere motivo di ottimismo.

http://www.wired.it/news/archivio/2009-11/11/il-vaticano-conclude-gli-alieni-potrebbero-esistere.aspx

Non che mi aspetti risultati da SETI, ma e' un'altro segnale che qualcosa sta cambiando.

Ciao,
Fabio

Anonimo ha detto...

Vorrei far notare una cosa.

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/benedettoxvi-21/fede-extraterrestri/fede-extraterrestri.html
Josè Gabriel Funes, direttore della specola vaticana: "Gesù si è incarnato una volta per tutte. L'incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini"

Anche in questo caso si evidenzia, tra le righe, l'intrinseco antropocentrismo del cristianesimo (Genesi 1:28), in contrasto con il punto 7 della Dichiarazione Transumanista:
http://www.humanityplus.org/learn/philosophy/transhumanist-declaration/transhumanism-declaration-2002
Transhumanism advocates the well-being of all sentience (whether in artificial intellects, humans, non-human animals, or possible extraterrestrial species) and encompasses many principles of modern humanism. Transhumanism does not support any particular party, politician or political platform.

Estropico ha detto...

Guarda che la Dichiarazione Transumanista c'e' anche in versione italiana - lo so bene, dato che l'ho tradotta io...

"Il transumanesimo è fautore del benessere per tutti gli esseri senzienti (siano questi umani, intelligenze artificiali, animali o potenziali esseri extraterrestri) ed include molti principi dell'umanesimo moderno. Il Transumanesimo non sottoscrive ad alcun partito o programma politico."

http://www.estropico.org/index.php?option=com_content&view=article&id=95:la-dichiarazione-transumanista&catid=42:estropia--transumanesimo&Itemid=81

Anonimo ha detto...

@ Estropico

Lo sapevo.

Ma preferisco la versione originale perchè vengono citati "humans" e "non-human animals" mentre nella traduzione vengono citati "umani" e "animali", come se gli umani non fossero animali.
Inoltre, nella versione originale i due termini sono vicini, mentre nella traduzione sono stati separati, come a creare un solco simbolico tra di essi.
Mi rendo conto che queste possano sembrare delle sottigliezze, ma credo che anche il modo in cui ci esprimiamo sia un strumento utile per la presa di coscienze ed il raggiungimento del "well-being of all sentience".

Ugo Spezza ha detto...

Spero tanto di sbagliarmi ma credo che l'apertura del cardinal Ruini qui:

-----------------
"è incominciata, con l’applicazione all’uomo delle biotecnologie e con tutti gli altri sviluppi tecnologici connessi, una fase nuova della nostra esistenza nel mondo, della quale siamo solo agli inizi e che appare destinata ad accelerarsi e a produrre effetti estremamente rilevanti e potenzialmente pervasivi di ogni dimensione della nostra umanità, effetti che oggi è ben difficile, per non dire impossibile, prevedere nei loro concreti esiti e sviluppi. E’ ugualmente vero che questa nuova fase non appare arrestabile: di più, essa, per quanto impegnativa e carica di rischi, va sinceramente favorita e promossa, perché rappresenta uno sviluppo di quelle potenzialità che sono intrinseche all’uomo, creato a immagine di Dio."
-----------------

sia frutto di un terrore esistenziale di fronte a qualcosa che egli non riesce più a spiegare, che sta avvenendo e che probabilmente la chiesa non riuscirà più a controllare e a gestire con i suoi canoni di ortodossia. A riprova di questa tesi sta la sua affermazione di "Etica e Bioetica FORTE"; un tentativo di riprendere il controllo di qualcosa che sta sfuggendo di mano...

Estropico ha detto...

Per Anonimo: hai ragione sulla traduzione, ma davo per scontato che Homo sapiens sia un "animale". Per quanto riguarda il rapporto fra animalismo e transumanesimo (perche' direi che e' di questo che stiamo parlando), penso che ci sia posto per diverse opinioni nel "movimento", da quelle piu' radicali alla David Pearce (del quale ho pubblicato alcuni articoli su Estropico, anche recentemente) a quelle di chi vede nell'Uomo qualcosa di speciale, come d'altra parte fa l'Umanismo, nel quale il transumanismo ha le radici.

Painlord2k ha detto...

Ugo, quello che sostiene Ruini è quello che sostenevano moltissimi cristiani prima di lui, più o meno dai tempi di Carlo Magno.
L'Uomo ha la missione di riguadagnare il suo status pre-Caduta (l'Immagine e la Somiglianza con Dio). Questo implica diventare più potente, più saggio, più longevo. La tecnologia, insieme a tutte le arti e a tutte le scienze serve esattamente a questo. Attraverso queste l'Uomo si eleva/evolve sempre più.

Il rischio, sempre presente, nel cercare di conseguire questo obiettivo, è che l'Uomo perda di vista i suoi limiti (che comunque esisteranno sempre, anche se diventeremo migliori di adesso) e si convinca di poter fare tutto quello che pensa senza badare alle conseguenze verso di se e verso altri.

L'Uomo che si dichiara e si ritiene il suo stesso Dio non è Q, ma Hitler, Stalin, Pol Pot (tutti che volevano creare l'Uomo Nuovo, la Razza perfetta, etc.). Non ha regole, ne limiti ne se li impone.

Questo è il vero richio e la preoccupazione che credo sia di Ruini.

Franco Fiori ha detto...

Dite che l' Uomo è un "animale" e allora io vi chiedo di riflettere a fondo su cosa sia davvero un "ANIMAle".

Comunque sono 40 anni che si parla di queste tecnologie transumaniste e ancora non se ne vede neanche l' ombra. Nessuno ha la più pallida idea di come realizzare concretamente l' intelligenza artificiale o i "nanobots". Non è che magari queste cose sono semplicemente impossibili?